Sotterrata la dottrina Sarkozy

17ott2008 Filed under: Internet e OS

Sarkozy non si è arreso, ha chiesto alla commissione europea di annullare il recente voto con cui il parlamento aveva affossato la sua dottrina, ma non è servito nulla, la commissione non ha accettato la richiesta confermando i motivi per cui tale corrente di pensiero non può trovare spazio, almeno in Europa. Corrente di pensiero che, lo ricordiamo, imponeva il distacco dalla rete degli utenti che si rendevano colpevoli di pirateria per tre volte di seguito.

Nei giorni scorsi il presidente francese aveva inviato una lettera alla commissione affinché cancellasse la votazione del 24 settembre che aveva eliminato dal pacchetto Telecom la normativa anti pirati e affossato la superauthority. Nella stessa votazione si era affermato un principio importantissimo, cioè che non è accettabile trasferire garanzie e diritti che sono di competenza di autorità giudiziarie a quelle amministrative. Per la precisione l’emendamento recita: “Nessuna restrizione può essere imposta sui diritti e le libertà fondamentali degli utenti finali senza una decisione specifica dell’autorità giudiziaria”.

Proprio un’organizzazione amministrativa, composta in maggioranza dai detentori dei diritti, avrebbe avuto il potere di decidere sulla sorte della connessione ad internet degli utenti, in base alle prove fornite dai provider che, come cagnolini ubbidienti, avrebbero dovuto applicare i loro dettami. Il no del parlamento europeo mette in difficoltà Sarkozy anche in casa e per questo ha chiesto che ci fosse un ripensamento dell’unione perché, afferma Sarkozy, “quell’emendamento – riferendosi al voto dell’Europarlamento – tende ad escludere la possibilità per i paesi membri di adottare una strategia intelligente di dissuasione della pirateria”.

Nulla da fare, non solo la Commissione è concorde con l’operato del parlamento, ma ribadisce la cosa con toni più aspri. Si legge in una nota che l’organo europeo “rispettare questa decisione democratica del Parlamento Europeo. Dal nostro punto di vista, quell’emendamento ribadisce con decisione i principi alla base dell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, specialmente per quanto riguarda i diritti fondamentali della persona”. A questo si aggiunge un ulteriore commento: “il linguaggio di quell’emendamento è studiato appositamente per consentire agli stati membri di raggiungere un punto di equilibrio tra diversi diritti fondamentali, in particolare il diritto al rispetto della privacy e quello alla proprietà, bilanciati con il diritto all’informazione e alla libertà di espressione. La Commissione può dunque accettare l’emendamento proposto dalla Commissione Europea”.

Parole che disintegrando ogni futuro per la dottrina Sarkozy, ma non solo. Segnano la volontà dell’Europa di tutelare al meglio i propri cittadini, cosa che ha sottolineato Guy Bono: “solo resistendo alle pressioni politiche degli stati membri la costruzione dell’Europa potrà procedere e l’Europa stessa essere più vicina ai propri cittadini”.

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