
In Francia la “Dottrina Sarkozy” è passata al Senato. Manca solamente l’approvazione dell’Assemblea Nazionale e il decreto anti-pirateria diventerà legge.
Con 297 voti favorevoli e soli 15 contrari, la legge anti-pirateria voluta dal presidente Sarkozy è passata anche al Senato francese. Anche se radicalmente modificata e perfezionata, la Mission Olivennes, promossa lo scorso anno dal Ministro per la Cultura transalpino Christine Albanel in accordo con i maggiori operatori del settore (major, isp, governo), molto probabilmente verrà approvata anche dall’Assemblea Nazionale e quindi entrerà in vigore la pratica “due avvisi e sei fuori” o come viene definita da quelle parti la cosiddetta three strikes policy: cioè se beccati a scaricare materiale coperto da diritti, l’ente preposto al controllo avvertirà il “pirata” fino a due volte, a seguito della recidività dell’individuo, verrà staccata la connessione al provider internet.
Andando nello specifico, la legge si dichiara pedagogica. Infatti nelle intenzioni dei legislatori, si nota l’offerta alla “seconda possibilità” per chi si pente del reato commesso; invece per chi decide di continuare nell’attività illecita, la pena – o meglio – il provvedimento aumenterà in base alla gravità del reato. La legge prevede che ai colpevoli verrà recapitata una mail dal proprio provider con l’avviso di sospendere ogni attività illecita. Alla seconda infrazione verrà recapitata una lettera cartacea con lo stesso avvertimento precedente, mentre se beccato per la terza volta verrà automaticamente bloccata la connessione internet al massimo per un anno. Ed è proprio quest’ultima fase la più sostanziale modifica alla stesura precedente.
Tra i pochi oppositori della proposta di legge (per lo più conservatori, socialisti e centristi), il senatore Bruno Retailleau, del partito di destra Mouvement Pour la France (MPF), ha avanzato l’idea che impedire la connessione a internet sia un’azione discriminatoria, e nella società moderna – che chiama “della rete” – può risultare una necessità a volte irrinunciabile, come ad esempio le esigenze di lavoro o per poter accedere ai servizi sociali. Il Ministero dell’Economia ha inoltre proposto una sanzione amministrativa, da aggiungere o come alternativa all’attuazione della legge, ritenendola più efficace della sospensione del servizio. Il Senato si è trovato d’accordo nella possibilità di questa seconda proposta e ha riconosciuto che l’Alta Corte dovrà pronunciarsi anche per quest’altra ipotesi. Ma la decisione finale sulle sanzioni da applicare dovrà darla l’HADOPI (Alta Autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti su internet), agenzia creata appositamente per applicare le sanzioni contro chi scarica illegalmente file protetti da diritto d’autore. Il paradosso si è però creato tramite una proposta del senatore Thiollière Michel: in caso di sospensione della connessione a internet, alcuni servizi come la posta elettronica e l’instant messanging possono essere mantenuti attivi.
La trafila burocratica dovrebbe finire a gennaio del 2009, pertanto da quella data si potrebbe sapere come si comporterà la Francia nella lotta alla pirateria. C’è da dire comunque, anche se la Comunità Europea ha bocciato altri tentativi simili nei Paesi dell’Unione, che la legge francese farà da apripista per soluzioni pressochè uguali in tutto il Vecchio Continente, e nulla potrà la Commissione Europea per arginare questo fenomeno “legale” contro la privacy dei cittadini: sarà un pericolosissimo precedente giuridico che permetterà agli altri Paesi di attuarne i principi di base singolarmente.














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