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Doppio colpo contro lo spam
In questi giorni sono stati assestati due fendenti al mondo dello spam che, anche se non lo hanno eliminato, lo hanno decisamente ferito. Ferite che si accumulano a due altre piaghe: la chiusura di HerbalKing e Intercage.
Il primo riguarda la chiusura dell’ISP McColo che, a dire dei ricercatori che hanno co-partercipato alla sua chiusura, era una vera e propria fucina delle mail spammatorie e della pedopornografia.
Il tutto si deve al blog Security Fix, di proprietà del Washington Post, e di altri ricercatori di sicurezza che per mesi e settimane hanno raccolto indizi, prove e tutto quello che poteva essere utile agli investigatori per tagliare i fili al SSP (spam service provider). Dati comunicati alle due aziende che assicuravano la connettitività a McColo, le società Global Crossing e Hurricane Electric.
Le due aziende hanno immediatamente risposto, ma mentre Global Crossing si è limitata a parlare di cooperazione con i ricercatori, senza andare oltre, Hurricane Eletric è stata ben più virtuosa. Poco tempo dopo aver ricevuto la comunicazione aveva già staccato tutti i fili e i rapporti con McColo, buttando la società fuori dalle rete e lontano dalle caselle mail di utenti e aziende.
“Li abbiamo disconnessi” ha affermato Benny Ng, direttore marketing di Hurricane Eletric. “Abbiamo dato un’occhiata e dopo aver constatato la portata del problema, abbiamo detto ‘Santo cielo!’ ed entro un’ora avevamo chiuso ogni connessione con loro”.
Che Global Crossing non abbia fatto o non faccia nulla, poco cambia. Il sito di McColo non è più raggiungibile, portando ad un drastico calo stimato nel 75% dello spam, in particolare di viagra e prodotti dello stesso settore destinati ai maschi. In calo anche i file inerenti la pornografia infantile, da sempre brutta icona del mondo di internet.
Il secondo successo è opera di ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), ente no-profit che gestisce diversi aspetti della grande rete, il quale ha deciso per le maniere forti contro chi spamma o, peggio, diffonde mail di phishing o appoggia in maniera più o meno velata il cybercrimine o tutte e tre le cose messe assieme.
Così il 24 novembre EstDomains perderà la sua qualifica di ISP e di register nel mondo di Internet a causa dei suoi collegamenti con il cybercrimine. Collegamenti certi, a dire di ICANN, stabiliti dalla recente condanna del suo presidente, Vladimir Tsastsin, per frode e riciclaggio di denaro sporco. La decisione, però, non è stata ben accolta dal sito, che ha provato a ribaltarla con un appello dove si puntualizzava che la condanna non è definitiva, ma non è servito a nulla e il tutto è diventato definitivo.
A poco sono servite le esternazioni di Konstantin Poltev, a difesa della società di cui fa parte, ovvero che “noi non offriamo un servizio per spammer/phisher e quant’altro, e non lo abbiamo mai fatto”. A condannarla sono stati anche i rapporti di EstHost, società controllata, con il provider Intercage, nonostante siano immediatamente terminati i contatti in seguito alla chisura del Rogue ISP.
Ora non resta che trovare un nuovo hoster per i circa 280mila domini gestiti dalla società EstDomains, ma i volontari mancano, considerato che nella maggior parte dei casi si tratta di pagine web collegate alla malavita o altri soggetti non proprio rassicuranti e mantenerli online potrebbe costare la stessa punizione.
Gli evidenti risultati non devono far calare l’attenzione sul fenomeno spam, sia perché il quantitativo in circolazione è ancora elevatissimo, sia perché non ci vorrà molto affinché un nuovo rogue-ISP prenda il posto di McColo o EstDomains. E si parla addirittura di giorni o di ore.
Si parla di: EstDomains, ICANN, ISP, McColo, pedopornografia, phishing, register, spam

