
Importante vittoria per Bell Canada, ISP del Nord America, che aveva presentato ricorso presso l’autorità TLC locale contro un provvedimento che impediva all’azienda di effettuare la Deep Packet Inspection, pratica che molti utenti definiscono aberrante e che permette ai vari provider di scoprire che tipo, non il contenuto, di pacchetti si stanno scambiando i singoli utenti e di conseguenza limitare la velocità di questi pacchetti.
Per l’autorità interpellata, la pratica in questione non può e non deve essere considerata reato, ma è una mera scelta dell’azienda e come tale non può essere soggetta a sanzioni, semmai a qualche giudizio dei netizen, che non conta nulla, se non in termini di clientela. Clientela che ora non potrà lamentarsi se il proprio client p2p non andrà alla massima velocità. Problema per gli utenti che invece rappresenta una soddisfazione per l’operatore che potrà assicurare banda anche a chi non la sfrutta appieno.
La decisione della commissione TLC, ovviamente apre la strada ad un lungo dibattimento sulla neutralità della rete, da anni invocata nel paese confinante, ovvero gli USA, e che sembra sia arrivato ad una svolta, nel bene o nel male. La società NebuAd, in affari con svariati ISP, è stata denunciata, assieme ad i provider a cui fornisce i propri software per la DPI, da 15 statunitensi per aver violato il contratto stipulato con gli ISP stessi: la DPI, infatti, non rientrerebbe tra le attività concesse ai provider.
Il dibattito è aperto, intanto Bell gongola annunciando la notizia, come una manna dal cielo per i canadesi “che potranno così beneficiare di reti gestite nel migliore dei modi”.














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