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Scritto da redazione il 27 agosto 2010

Lassù, a 2000 anni luce, ci potrebbe essere qualcuno che ci osserva! E’ stato scoperto, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi di diversi Stati del mondo, un nuovo sistema planetario dalle caratteristiche sorprendenti. E’ stata la sonda Keplero ad immortalarlo durante l’esplorazione dello spazio, e ha rivelato un sistema composto da una stella, [...]

 

IP statico: Maroni, ma cosa mi dici mai?

Scritto da Luca il 9 dicembre 2008

A volte mi domando se dalle parti del parlamento sanno qualcosa di informatica. Il ministro dell’interno Maroni era, poi spiego perché parlo al passato, un parlamentare un po’ anomalo. In tempi di dottrina Sarkozy, aveva dichiarato ai giornali: “scarico musica pirata anch’io” come a dire che se un parlamentare non si sente un delinquente per il download di materiale coperto da copyright, perché bisognerebbe continuare a tormentare gli utenti comuni?

Una svolta dalle parti dei vari palazzi del governo? Qualcuno che finalmente si faceva portavoce delle ragioni dei netizen, o meglio della maggior parte delle persone? Macché, tempo un mese e Maroni propone un progetto demenziale, spiegherò in seguito perché demenziale, contro il terrorismo, ovvero associare ad ogni utente un IP statico.

Chi di rete se ne intende avrà già capito perché è demenziale, tuttavia anch’io che di reti ne capisco poco, non fatico a trovare i punti deboli della proposta. Proverò a spiegare il mio ragionamento, sperando di non scrivere qualche bestialità.

Un indirizzo IP “è un numero che identifica univocamente un dispositivo collegato ad una rete informatica che comunica utlizzando lo standard IP” (fonte wikipedia). Questa serie di caratteri  può essere statico o dinamico, nel primo caso non cambia nel tempo, nel secondo caso sì. Un IP statico, per esempio, è assegnato ai server che ospitano pagine web, ad esempio l’IP del sito Microsoft è 66.55.12.249 e non cambierà. La seconda tipologia è usata per l’utenza comune, se provate a controllare il vostro indirizzo IP in questo istante e tra qualche giorno esso sarà diverso. La proposta del ministro dell’interno è quella di equiparare le due situazioni, assegnando ad ogni utenza un identificativo unico e non più variabile, tralasciando le motivazioni, sia tecniche che di sicurezza, che impedirebbero una tale scelta, voglio soffermarmi di più su cosa identifica un indirizzo IP.

Un indirizzo IP, è bene precisarlo, non identifica una persona, non è come il codice fiscale per capirci, ma corrisponde ad una singola unità di elaborazione. Unità di elaborazione, non necessariamente un singolo computer anzi normalmente è un server o un router. Questo vuol dire che è impossibile determinare chi sta facendo un’operazione illegale, anche se la proposta venisse attuata, ma solo quale apparecchio il terrorista-cuoco, spiegherò perché è un cuoco, sta usando per connettersi. L’inutilità di assegnare un IP statico è ancora più palese se si pensa ad una qualsiasi rete LAN, anche domestica.

Mettiamo caso che l’indirizzo IP 172.888.9999.99, di pura fantasia e per giunta errato, venga collegato all’acquisto di pericolissimi carciofi bomba. Posso identificare l’appartamento da cui è partita la connessione e conseguentemente, se fossi il capo della polizia, prendere dei provvedimenti. Arrivo, con i miei 200 uomini, sfondo la porta e mi trovo davanti un router a cui sono collegati 4 computer diversi. Quindi? Posso solo pagare i danni e tornarmene con le famose pive nel sacco, in quanto non è possibile stabilire quale dei 4 computer è stato usato per l’acquisto, né tantomeno chi è stato materialmente ad effettuarlo. Risultato: una porta sfondata, un attacco cardiaco (la nonna venuta a trovare la famiglia oggetto dello sfondamento), un mancamento (la moglie dell’intestatario della linea), un attacco di diarrea per la paura (il figlio dell’intestatario o l’intestatario) e quattro carciofi bomba che verranno consegnati all’obiettivo.

L’esempio è ad alto contenuto di idiozia, come è idiota un terrorista che non sfrutti software appositi o altri artefici, ma è utile per rendersi conto della grave ignoranza informatica che ancora domina l’Italia e non solo, che genera proposte totalmente ineffiaci, per giunta inattuabili.

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