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Scritto da redazione il 27 agosto 2010

Lassù, a 2000 anni luce, ci potrebbe essere qualcuno che ci osserva! E’ stato scoperto, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi di diversi Stati del mondo, un nuovo sistema planetario dalle caratteristiche sorprendenti. E’ stata la sonda Keplero ad immortalarlo durante l’esplorazione dello spazio, e ha rivelato un sistema composto da una stella, [...]

 

Antipirateria o censura?

Scritto da Jack Lagona il 28 gennaio 2009

Doveva esserci un’intesa tra le parti quando il Governo aveva parlato di una riforma contro la pirateria audiovisiva online, invece sembra che il neonato “Comitato tecnico governativo contro la pirateria digitale e multimediale” abbia fatto tutto da solo. Altroconsumo, nota associazione dei consumatori, ha pubblicato allarmata una prima bozza del provvedimento tutelare che riporterebbe l’Italia, non solo indietro quasi al medioevo, ma la porrebbe come la Nazione che invece di prendere spunto dagli errori degli altri, gli errori li commette e li tramuta in legge.

Ma andiamo per ordine. Dicevamo che Altroconsumo ha pubblicato la bozza di un provvedimento del Comitato che darebbe carta bianca al Governo per tutelare il diritto d’autore. Fin qui nulla di male, il Comitato è nato appositamente per questo motivo, in un certo senso, ma il dramma è dietro l’angolo: “Il provvedimento appare arcaico, protezionista e contrario agli interessi dei consumatori e dell’innovazione del mercato digitale”, ribattono dall’Associazione dei consumatori. Ma cosa dice il provvedimento? Ne spiega i particolari Guido Scorza, avvocato ed esperto di Internet: “Per prima cosa, si dà una delega in bianco al governo, per attuare nuove misura a difesa del diritto d’autore. Imponendo responsabilità, in caso di violazione, a utenti e a “prestatori di servizi della società dell’informazione”. Ma chi sono questi “prestatori di servizi”? “Nella proposta si parla anche di provider internet, che però per il diritto comunitario, recepito in Italia, non possono essere responsabili di quanto fatto dai propri utenti. Pensiamo allora che la proposta voglia attribuire responsabilità, ora non certe sul piano giuridico, a soggetti come YouTube e a fornitori di hosting”. E questo cosa comporta? “Si mira ad introdurre un controllo di tipo censorio sulla circolazione, nelle piattaforme di diffusione dei contenuti digitali, di contenuti contrari a norme imperative, all’ordine pubblico, al buon costume”.

Concludendo, quindi, questa legge introdurrebbe un qualcosa simile alla censura (come nei film) che, se attuata, varcherebbe la soglia critica della “Dottrina Sarkozy“. Anche se la Comunità Europea l’ha già bocciata in passato, non vuol dire che ogni singolo Stato non possa emanare una direttiva contro la pirateria in modo assolutamente autonomo.

Non ci resta che aspettare e capire meglio come si comporterà il Governo.

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