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Scritto da redazione il 27 agosto 2010

Lassù, a 2000 anni luce, ci potrebbe essere qualcuno che ci osserva! E’ stato scoperto, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi di diversi Stati del mondo, un nuovo sistema planetario dalle caratteristiche sorprendenti. E’ stata la sonda Keplero ad immortalarlo durante l’esplorazione dello spazio, e ha rivelato un sistema composto da una stella, [...]

 

Copyright by Barbareschi

Scritto da Luca il 23 febbraio 2009

Dal comitato antipirateria emergono proposte già anticipate. Nel caso particolare una proposta, all’inizio attribuita alla SIAE, si è rivelata essere di Luca Barbareschi, ma questo non significa che i suoi contenuti cambino.

Nella sostanza la proposta, ora disponibile sul sito del parlamentare, non si discosta dalla bozza che è circolata in rete diversi giorni fa e si propone di regolamentare un settore di inquadrare i “principi generali e negli istituti di diritto d’autore vigenti a livello internazionale, comunitario e nazionale” e dell’”attribuzione di specifici profili di diretta responsabilità civile, amministrativa e penale all’operato dei prestatori di servizi della società dell’informazione”.

Pur partendo dalle migliori intenzioni, sono in molti a credere che questa proposta sia l’ennesimo tentativo di porre una restrizione alla fruibilità della rete e di porre l’ISP al pari di un cane da guardia. In un intervento alla camera dei deputati ha parlato della rete internet e di nuove tecnologie in generale come “elementi di grande valore in una società moderna la cui economia è basata sul progresso e sull’innovazione tecnologica”, ma ha subito posto l’attenzione sul fatto che “la rete internet”, pur favorendo “la circolazione di dati, notizie e immagini” è “priva di ogni sistema di controllo” per via “dell’enorme bacino di utenza”.

La totale mancanza di controllo è il punto centrale della nuova proposta che vuole investire i provider di doveri che non gli competono, in quanto meri fruitori di servizi, con l’intenzione di imporre un modello “Sarkozy” per scoraggiare gli utenti dal violare le leggi sul diritto d’autore, nonostante le bocciature in sede europea.

Si parla anche di rafforzare ancor di più il ruolo della contestatissima SIAE, come si propone al punto g della proposta, ovvero: “adeguata remunerazione dei titolari dei diritti sulle opere ingegno immesse, circolanti e fruite tramite le dette piattaforme telematiche, anche attraverso l’attribuzione di specifiche funzioni alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE) in ordine alla gestione dei corrispondenti diritti d’autore e dei relativi diritti connessi”.

Per spiegare la necessità di queste manovre Barbareschi cita gli ultimi dati della FIMI sullo stato del file sharing in Italia: “La quantità di file musicali scaricati abusivamente dal web si aggira intorno alle 1.300 unità per ogni personal computer che effettua l’accesso ai software del P2P, realizzando un fatturato complessivo pari ai 300 milioni di euro rispetto ai 266 milioni stimati per il mercato legale”, dati che non mancano di suscitare perplessità, anche sul fatto che un prodotto coperto da copyright scaricato non vuol dire necessariamente un prodotto non venduto.

Barbareschi, già nell’intervento, prova a calmare gli animi assicurando “la tutela delle libertà individuali, l’interesse pubblico e le esigenze del paese”.

Non solo di repressione e tutele delle major degli autori si parla, anche di “accessibilità delle opere dell’ingegno da parte degli utilizzatori” su piattaforme telematiche in cui saranno fruibili opere coperte da diritto d’autore in modo gratuito. Questo sistema sarà sostenuto economicamente da varie società, tra cui, propone Barbareschi “provider, società di telecomunicazioni, eccetera”. Inoltre, sempre secondo il parlamentare del PDL “l’attuale normativa relativa alla diffusione telematica delle opere dell’ingegno è di tipo meramente sanzionatorio e ciò appare del tutto inadeguato. Si rende necessario, pertanto, rivedere l’intero sistema con un’attenuazione del profilo penale”, proposito, quest’ultimo, gradito a molti utenti.

È bene precisare che questa è solo una proposta e che potrebbe non arrivare nemmeno alla discussione in parlamento, ma d’altro canto è abbastanza chiaro che qualsiasi altra iniziativa non si discosterà di molto da questi temi già esposti.

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