Lo scibile virtuale

784px-1550_sacrobosco_tractatus_de_sphaera_-_10_ex_libris_rare_-_mario_taddei_Va bene, va bene, Internet non è solo male (ma quanti, poi, avranno davvero compreso il titolo di quest’articolo?).
Dicevo, uno dei lati positivi della Rete, come da titolo, è appunto quello di poter conoscere semplicemente tutto, di qualsiasi campo della conoscenza si tratti, senza problemi di tempo o di spazio.

Purtroppo o per fortuna, è finito il tempo delle ricerche in biblioteca, su tomi polverosi, ingialliti e più grandi di noi, alla ricerca magari solo di una frase o di un numero: oggi c’è Internet, oggi c’è Wikipedia. Basta un clic e, puff!, abbiamo tutto quello che vogliamo sapere, senza muoverci di casa, in tantissime lingue.

Scordatevi pagine voltanti e segnalibri: ora, con una chiavetta, possiamo portarci quintali e quintali di libri in tasca. È un bene? Sostanzialmente sì (escludendo il fatto che, con tutte le probabilità, le ricerche degli studenti saranno ancor meno fantasiose), ma c’è un fatto da considerare: il sapere non ci dona il buon senso. Sapere a memoria come funziona la teoria quantistica, o saper recitare a memoria tutte le orazioni di Cicerone, non serve a nulla se non si sa anche come poter far fruttare le proprie conoscenze al meglio (e, possibilmente, non solo per i propri interessi, ma per il bene di tutti).

Nulla, forse, è utile in sé, ma tutto ha un suo perché, nell’immenso panorama della cultura mondiale. Internet può aiutarci a raggiungere lo scopo di una vita migliore, ma il buon senso e la ragionevolezza li dobbiamo trovare da noi e dentro di noi.

Ave atque valete!

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