Va bene. Decidiamo di iscriverci a Facebook, perché ci sono tutti, perché fa tendenza, per non fare la figura degli antenati. Ma cosa succede se sul social network ci imbattiamo in persone che non desideriamo che facciano parte della nostra vita? Spesso abbiamo fatto di tutto per fuggire da loro e poi ce le ritroviamo lì, su Facebook e accettiamo la loro richiesta di amicizia, perché non vogliamo essere maleducati.
Facebook non ha solo il potere di creare nuove relazioni, ma di creare di nuovo anche quelle che sembravano ormai finite da tempo. Il popolare e sempre più diffuso servizio ci presenta un passato attualizzato, costruendo un ponte tra le diverse dimensioni temporali. Su Facebook si dispiega un tipo di socializzazione che ci sotringe a fare i conti con istanze sociali che avevamo messo da parte e ci ritroviamo a gestire rapporti che pensavamo ormai lontani.
Facebook in sostanza non è in grado di distinguere i rapporti con le persone in base alle categorie del tempo, perché il social network, a differenza del cervello umano, non è capace di tenere conto delle mutate condizioni e dei differenti contesti di vita che si sono affermati nel corso degli anni. In effetti il sistema web è privo di questa capacità di contestualizzazione e mette sullo stesso piano i rapporti umani del passato e quelli del presente senza riuscire a comprendere se è il caso di proporli alla ribalta della nostra attenzione.
Il web e Facebook in particolare non è in grado di tenere conto dell’apporto dell’esperienza, che per gli uomini è invece un elemento di estrema importanza per la costruzione dell’identità individuale. Su Facebook tutti i nostri amici, sia quelli con i quali abbiamo un rapporto più profondo sia quelli con cui abbiamo instaurato nella realtà una relazione più superficiale, sono tutti facenti parte di una medesima dimensione di socializzazione.
Su Facebook vengono meno le connotazioni di amicizia stabilite in base al tipo di rapporto e vige un sistema uniforme di socialità e di condivisione. Certo possiamo decidere se mostrare alcune informazioni e a chi renderle visibili, ma le possibilità che i nostri conoscenti hanno di entrare nella nostra vita attraverso Facebook sono uguali a quelle che hanno i nostri migliori amici.
D’altronde sta a noi distinguere e decidere se concepire l’amicizia alla maniera di Facebook o se seguire le modalità relazionali della mente umana.














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