Lassù, a 2000 anni luce, ci potrebbe essere qualcuno che ci osserva! E’ stato scoperto, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi di diversi Stati del mondo, un nuovo sistema planetario dalle caratteristiche sorprendenti. E’ stata la sonda Keplero ad immortalarlo durante l’esplorazione dello spazio, e ha rivelato un sistema composto da una stella, [...]
La rete risponde: Internet, che meraviglia!
Internet è il mezzo più importante per fare informazione, creare conoscenza, aggregare gli utenti tra loro soprattutto quando le idee non sono propriamente uguali. Ma Internet è anche un mezzo per creare disinformazione o per aggiungere quel valore disgiunto che crea diffamazione, offese, vendetta e commenti tutt’altro che costruttivi. Internet sembra lo scatafascio della nostra società. A volte.
Capita che viene pubblicato un articolo su un sito o un post su un blog, e a sua volta viene ripreso dagli aggregatori online e fatto girare per la rete disperdendone il pensiero originale. Capita che lo stesso articolo venga commentato malamente su uno di questi aggregatori, e l’autore, per la dispersività, non abbia un’immediata possibilità di ribattere alle tesi del commento. Capita invece che il commento offensivo viene fatto al post originale e l’autore non lo pubblichi perché ritiene diffamatorio nei suoi confronti o di altre persone. Se invece il commento viene pubblicato automaticamente perché il sistema è stato predisposto per tale motivo, allora i guai sono dietro l’angolo.
Il proprietario di un blog è l’unico a decidere quando un commento può essere pubblicato e quando invece può arrecare un danno a terzi: questo – secondo me – è il senso di responsabilità verso i propri lettori. Ma qualcuno lo chiama censura.
Però, se si leggono i disclaimer del blog (visibili nella stragrande maggioranza), spesso si capiscono le motivazioni reali di tale comportamento e la primissima impressione lascia spazio alla vera causale dell’oscuramento.
Se avete un paio d’ore da perdere e fate una semplice ricerca su Google, noterete quanti post hanno dei commenti offensivi, diffamatori e ingiuriosi verso l’autore. Se allargate la ricerca noterete che il commento è andato ben oltre l’area di appartenenza del blog in origine approdando ai vari aggregatori, ai social network più conosciuti e ai circuiti di micro-blogging sparsi per l’universo Internet.
Capita che i dati personali di una persona facciano il giro della rete e che il suo nome venga associato a crimini di varia natura. I motivi possono essere tanti: potrebbe essere perché un commento non è stato pubblicato su un blog, potrebbe essere che le persone arroganti siano tali anche quando la situazione degenera in diffamazione, potrebbe essere un sociopatico che cerca la lite a tutti i costi. O semplicemente potrebbe trattarsi di un Troll. Ma il male è stato fatto e bisogna comunque correre ai ripari.
Se il commento iniziale fosse rimasto all’interno del blog sarebbe stato circoscritto in un unico spazio e la cosa si sarebbe potuta fermare – o sistemare, nella maggior parte dei casi – tra persone civili. Ma quando il commento viene portato al di fuori della spazio naturale in cui dovrebbe stare, a quel punto la vicenda acquisisce un impronta pubblica e va immediatamente bloccata.
Sarebbe il caso di denunciare l’accaduto alle autorità, scrivere agli amministratori del sito dove scovate i commenti offensivi chiedendone la cancellazione, commentare a sua volta in modo pacato, e sperare che la cancellazione avvenga nel più breve tempo possibile. Mettetevi l’animo in pace perché spessissimo non avverrà in tempi rapidi: i blogger tendono a far parlare liberamente i loro commentatori. Si chiama “libertà d’espressione”. Naturalmente è giusto sia così, ma è giusto anche il contrario. A volte.
Oggi la rete risponde con le vostre proposte, con il vostro parere e con le vostre idee.
Cosa fareste voi in questo caso? Come vi comportereste se vi diffamano pubblicamente? Andreste comunque avanti col vostro lavoro sul web o mollereste tutto per ritornare alla vostra vita di sempre? Avrete un’idea diversa di internet o la pensereste esattamente allo stesso modo? Cos’è più importante, la vostra privacy o la vostra libertà di espressione? Denuncereste le offese alle autorità o fareste tutto da soli? Se non denunciate l’accaduto alle autorità, cosa pensate di poter fare per ottenere un valido risultato? Ed infine: vale la pena scrivere liberamente in rete, o pensate che il mondo virtuale sia peggio della realtà?
Domande che aspettano tante risposte.
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Si parla di: Aggregatori online, Blog, commenti, Conoscenza, diffamazione, Disinformazione, Google, informazione, Internet, motori di ricerca, Offese, Troll


giugno 4th, 2009 at 01:59
non c’è una risposta univoca.
del resto, finché si limitano a un nick non fan davvero male a nessun altro che a se stessi perché molti, venissero identificati, sarebbero i primi a sotterrarsi dalla vergogna .
altri lo fanno con la loro identità, nella povera convinzione di dar più valore alle balle che sparano.
e di solito questa gente non si ferma al nick ma crea una rete di gossip intorno a una persona fisica – non importa che al nick corrisponda davvero, gliela “addebitano” – spesso solo a imitazione dei settimanali scandalistici e altre volte semplicemente per discreditare ciò che questa dice, in genere perché è, o a loro appare, di diversa opinione politica.
conservo l’sms di un “co-admin” a cui ho chiesto di togliere un commento diffamatorio di una persona fisica: “ok, ho avvisato xy, adesso se la vede lui, il pollaio l’ha voluto lui e s’arrangi, io l’ho avvisato e per stasera non muovo un dito”.
Ponzio Pilato non l’avrebbe scritto meglio. ^__^
e naturalmente non han tolto alcunché.
è che, nella loro infinita pocaggine intellettiva, si divertono un mondo a pensare la persona oggetto delle loro attenzioni in preda all’angoscia e se gli dici che potrebbero anche farle perdere il lavoro, li esalti, li fai sentire semidei.
[a parte che lavorerebbe proprio per degli stupidi se la giudicassero da fregnacce del genere e non per quel che fa.. però a volte son proprio gli stupidi che comandano]
denunciarli? temo sia proprio ciò che vorrebbero perché gli darebbe modo di pasteggiare virtualmente per anni, auto-vittimizzandosi con la congrega e godendo di esser riusciti ad occupare il tuo tempo a correr dietro alle loro baggianate perché in realtà ciò che cercano è solo un po’ di attenzione, a rivalsa di una vita matrigna, proprio come i bambini che fan il diavolo a quattro in attesa che l’adulto distratto si decida a definirgli i limiti.
poi, la rete è vero che sia infinita proprio come in genere questi non si limitano a un sito ma si spalmano in ogni dove ma è altrettanto vero che ben pochi seguano il loro agire e le loro porcherie mirate a chi per gli altri è uno sconosciuto.
quindi, di denunciarli non val la pena né l’onere oltre che sarebbe far il loro gioco.
è molto meglio non lasciarsi coinvolgere dalla loro ossessione.
il mondo virtuale poi, non è peggio della realtà: è lo stesso, proprio come c’è la stessa gente.
forse solo più ubriaca di una finta libertà.
e più o meno [in]consciamente propedeutica a quelle briglie che stanno arrivando per tutti noi.