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Scritto da redazione il 27 agosto 2010

Lassù, a 2000 anni luce, ci potrebbe essere qualcuno che ci osserva! E’ stato scoperto, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi di diversi Stati del mondo, un nuovo sistema planetario dalle caratteristiche sorprendenti. E’ stata la sonda Keplero ad immortalarlo durante l’esplorazione dello spazio, e ha rivelato un sistema composto da una stella, [...]

 

Fobia da Facebook

Scritto da Stefano il 5 giugno 2009

http://www.citynewsonline.org/2009/06/05/fobia-da-facebook/

Andiamo al sodo: Facebook è la moda del momento. (Quasi) tutti ce l’hanno, ma soprattutto tutti ne parlano e ne sparlano. A detta di molti, infatti, Facebook è il posto (o meglio, il sito) peggiore di Internet, dove la privacy non viene tutelata e tutti sanno tutto di tutti. Voci che, per quanto vere, sono però molto gonfiate, come spesso succede quando una notizia gira di bocca in bocca e si diffonde. Ne avevamo già parlato ampiamente, per esempio qui, ma forse ci sono ancora due o tre cose da mettere in chiaro.

Partiamo dal principio: Facebook è, innanzitutto, un social network, ossia uno strumento che ha la funzione di tenere in contatto diverse persone. Non è una chat (sebbene essa sia implementata): ognuno di noi può scrivere messaggi brevi o lunghi (in questo caso si tratta di note) ed inviare messaggi privati ai propri amici.

In realtà, il problema nasce dal fatto che è possibile anche creare gruppi, iscrivervisi, aggiungere foto e video e commentarli. Risultato: una bella dose di informazioni personali divulgate ai quattro venti (o quasi), soprattutto perché, quasi sempre, ci si firma con nome e cognome.
Ma non è finita qui: chi critica Facebook fa spesso perno sul fatto che il sito si arroga il diritto di cedere a terzi le informazioni personali su esso immesse, poiché diventano di sua proprietà.

È vero: forse, come condizioni non sono il massimo (ma queste sono scelte assai discutibili e soggettive); bisogna dire tuttavia che esse sono tutte comprese nella policy che bisogna accettare al momento dell’iscrizione; insomma, chi non è d’accordo con queste condizioni può semplicemente rifiutare l’iscrizione.

Si possono però adottare alcuni accorgimenti per tutelare la propria privacy anche continuando a scrivere sul sito: innanzitutto, impedendo agli estranei (motori di ricerca inclusi) di accedere al nostro profilo, che così non verrà nemmeno indicizzato. Poi è possibile settare altre informazioni: possiamo per esempio scegliere cosa far vedere di noi sulla bacheca dei nostri amici o, come già detto, settare le opzioni riguardanti i contenuti dei risultati di ricerca.

Insomma, questi rapidi esempi servono solo a far capire che sì, è giusto pretendere che le proprie informazioni siano tutelate, ma bisogna anche riconoscere che il sito stesso – Facebook, appunto – mette a disposizione strumenti che consentono appunto di scegliere cosa pubblicare.
Ricordiamoci infine che dietro al monitor e alla tastiera ci siamo noi: siamo noi a scrivere e a scegliere cosa pubblicare. Chi è causa del proprio mal, pianga se stesso.

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2 Responses to “Fobia da Facebook”

Luca

ciao

Hirondo

“Ricordiamoci infine che dietro al monitor e alla tastiera ci siamo noi: siamo noi a scrivere e a scegliere cosa pubblicare. Chi è causa del proprio mal, pianga se stesso.”

ecco, questo sembra vero ma non è vero. ché spesso non dipende tanto da noi quanto dalla superficialità – o dalla scempiaggine – di chi in un modo o nell’altro ci conosca e non si ponga alcun problema, imponendoci la sua volontà anche sui fatti nostri e più che spesso solo per accendersi uno spot personale.
un esempio per tutti, il recente fatto di foto di pazienti sofferenti e inconsapevoli, esibite pubblicamente (o a più di un centinaio di “amici”, il che è la stessa cosa).

poi c’è molta confusone su “cosa” sia la privacy, che ovviamente non è un nome e cognome o ciò che chiunque t’incroci per strada veda o possa immaginare di te ma piuttosto sentimenti e tendenze a cui siamo soliti a dar forma solo con chi ci sia più intimo.
e allo stato attuale – in un mondo che si arrotola da giorni sullo scandalo di un “bigolo” in mostra, vero o “fotomontato” sia, e ne fa le misere basi di una campagna elettorale – la contraddizione appare evidente così come il rischio di un’uniformità banalizzante che voglia rinchiuderci tutti proprio nell’ipocrisia della forma.
e in vetrina, ché facebook altro non è che una vetrina globale di [s]vendita di sé.
e cominciando proprio dai dati personali collegati ai pensieri più intimi – ovvero ciò che la tradizione religiosa ha sempre riservato all’omnipresenza della divinità – conferiti più o meno spontaneamente (o perché così fan tutti) alla proprietà terrena dei nuovi dei, tutti umani, che gestiscono il database .
hai una minima idea di quanti “target” ne possano ricavare?

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