
Windows 7 arriverà il 22 ottobre prossimo. Spinto dalla curiosità e dalla possibilità materiale di farlo ho testato la versione Release Candidate 1 di Windows 7 (per gli amici, “Seven”).
Nonostante alcuni problemi dovuti alla corruzione dell’immagine DVD scaricata, problemi che non dipendono dal sistema operativo, ma da Microsoft che avrebbe potuto implementare un sistema di controllo dell’errore migliore, sono riuscito a far partire l’installazione sul mio Pc Desktop così equipaggiato: Pentium IV 3.0Ghz con 1MB cache L2, 1GB RAM 400Mhz, HD Maxtor 80GB IDE, scheda madre ASUS P4P800-X, scheda video Nvidia 5200 FX. Come si può notare è una configurazione un po’ vecchiotta, ma dato che dalle parti di Microsoft assicuravano velocità e leggerezza, ho voluto controllare questo aspetto.
Il risultato? Incredibilmente Microsoft ha mantenuto le promesse. Su un computer del 2004, con una scheda video che in teoria non è adatta a 7 (anche se solo per gli effetti grafici Aero, la scheda video dovrebbe avere 128mb di RAM dedicati, la mia ne ha 64), con una quantità di RAM appena sufficiente e un disco abbastanza vecchio, il nuovo sistema operativo Microsoft gira piacevolmente, senza dare alcun senso di pesantezza tipico del predecessore Windows Vista, che faceva sembrare una ciofeca il mio attuale portatile, che è decisamente più potente del fisso.
Questo, però, non deve far pensare che non sia avido di risorse! Il solo sistema operativo occupa più di 500MB di RAM, mentre il nonno (XP) ne occupa meno della metà, pur avendo un antivirus installato! Pazzesca la quantità di memoria swap (paging) occupata, vale a dire più di 800mb,
Le migliorie si notano prima di tutto nell’installazione, che richiede tempi ridottissimi, comparabili con un installazione di Ubuntu, cioè circa venti minuti in tutto considerato il riavvio e la configurazione della prima connessione ad internet. Una novità da me gradita è un deciso miglioramento dell’interfaccia grafica che ora è decisamente più intuitiva del suo predecessore, la quale era inutilmente macchinosa e troppo particolareggiata, cosa che affatica troppo la vista. Ora invece, si ha la sensazione di essere su una vera console di comando, fornendo, ad esempio, subito delle informazioni in modo chiaro su eventuali problemi del sistema.

Oppure la disponibilità della varie reti wireless, in modo similare a quanto già succede da anni sulle distro Linux.

Windows Update, come era già su Vista, è stato separato dal browser Internet Explorer rendendo l’attività di aggiornamento molto più piacevole e per certi versi più facile, anche se per visionare e selezionare i vari aggiornamenti era più indicato un semplice elenco, anziché sottomenù neanche così intuitivi da aprire. Null’altro da segnalare, anche perché è la copia esatta di quello che c’è sull’attuale versione di Windows.

Interessante anche l’implementazione, su programmi come Paint e WordPad, della contestata interfaccia d’uso che caratterizza Office 2007, ovvero Ribbon. Nonostante sia molto criticata, risulta abbastanza intuitiva, senza contare che per chi non ha mai usato un computer potrebbe essere la soluzione ideale. Un dettaglio che mi è piaciuto in Paint è il comodissimo e nuovo menù con cui decidere come salvare il file stesso (anziché dover specificare ogni volta di non salvare nel formato bitmap, che risulta molto pesante).
Totalmente rinnovata la taskbar, che visualizza in maniera più accattivante i programmi in esecuzione. Testi assolutamente vietati, solo icone a rappresentare i programmi in esecuzione, tutto a vantaggio di una migliore grafica, anche se non del tutto convincente sotto l’aspetto pratico. Chi ne ha tratto maggior vantaggio è Internet Explorer (quantomeno la versione con cui è equipaggiato Seven che non è quella disponibile al momento) che si integra meglio molto bene nella nuova barra di avvio, permettendo una gestione non molto comoda, ma decisamente pratica, di tutte le schede aperte col browser, senza doverle aprire di volta in volta.

In base al numero di schede le anteprime si faranno sempre più piccole, fino a diventare un elenco. Nessun problema, insomma, se volete aprirne una ventina e gestirle con il browser ridotto ad icona!
Per finire, non si può non citare lo “snipping tool“, un semplice programmino per “catturare” le immagini sul vostro desktop. È solo una sciocchezza, ma se considerate tutti gli screenshot che devo fare per gli articoli su Citynews non può che farmi piacere un aggeggino del genere già integrato nel OS. Le novità, comunque, sono solo queste. Ad esempio l’UAC si è fatto meno invasivo, ma risulta ancora troppo invadente, ad esempio ad ogni avvio di CCleaner chiede l’autorizzazione all’uso, quando sarebbe sufficiente controllare se è lo stesso programma che ha già ricevuto autorizzazione (così fanno i firewall, non è una cosa impossibile). Le novità sono anche nelle assenze, ovvero l’installazione solo su richiesta di alcuni programmi, che nelle versioni precedenti di Windows erano installati di default, come Windows live mail, Windows movie maker e Windows side bar.
In sostanza è un buon prodotto, ma come molti temevano e come hanno confermato dalle parti di Microsoft, Windows 7 si mostra più come una sorta di Vista 2.0 o, meglio, Vista sembra più una sorta di beta finalmente aggiustata dopo i suoi numerosi problemi. In effetti, la teoria secondo cui Microsoft si sia limitato ad “aggiustare Vista” pare confermata dagli ottimi risultati ottenuti nonostante i tempi di testing fossero ridotti all’osso.
Come dicevo, un buon prodotto, ma che non sembra poter reggere il confronto con le distro Linux, non tanto sulle performance, le quali sono abbastanza simili con alcune situazioni dove 7 va meglio come il tempo di boot e lo spostamento di grossi file, ma nella configurazione e nella preparazione all’uso del sistema stesso. Con una qualsiasi distro Linux, infatti, si ha già a disposizione un certo numero di programmi, come un elaboratore di testi, editor per la programmazione e molto altro. Senza considerare un semplice gestore per il multiboot come Grub. Non ha molto senso, insomma, spendere dei soldi quando l’alternativa gratuita ed open, c’è e funziona (meglio).
**L’articolo è stato realizzato prima dell’uscita del language pack per la lingua italiana.















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#1 di Ferdinando il 16 ottobre 2009 - 00:53
Ormai windows per me è solo un ricordo. Da quando ho provato ubuntu non sono più tornato indietro. Stabile, veloce, intuitivo. Poi con due semplici cliksi possono installare centinaia di programmi utili (ottimo per chi è alle prime armi).
Insomma…come già detto perchè pagare 100 euro (suppongo sia questo il presso della versione base di win7) quando puoi avere di meglio senza pagare nulla?