Stiamo usando una connessione internet 56K e ad un certo punto, nel bel mezzo di un lavoro sul web, assistiamo inesorabilmente ad una disconnessione. Sono pochi istanti, il tempo di comporre di nuovo il nostro accesso alla rete, ma è come se il nostro computer cadesse in un momento di vuoto.
E’ la stessa sensazione che proviamo quando il nostro cervello ha un momentaneo vuoto di memoria. Basta un attimo e ci dimentichiamo di svolgere un compito, di prendere un oggetto, di comprare qualcosa: la nostra mente è momentaneamente disconnessa e commettiamo un errore.
La disconnessione da internet ricalca la distrazione umana. Nell’ambito del parallelismo fra i sistemi informatici e le strutture mentali la disconnessione cerebrale rappresenta una sorta di commistione fra disconnessione da internet e vuoto momentaneo della mente, che ci induce a commettere errori.
E’ come se nel nostro cervello per un attimo cadesse la linea che ci tiene connessi alla consapevolezza e all’introiezione della realtà che ci circonda. E’ come se restassimo momentaneamente disconnessi dal mondo e rimanessimo concentrati sullo svolgimento del nostro sistema interiore.
Le strutture cerebrali e i meccanismi messi in atto dalla nostra mente non differiscono molto da quelli portati avanti da un sistema informatico e la disconnessione cerebrale ne è un chiaro esempio. Per evitare che il nostro cervello si disconnetta, non ci resta che esercitare la nostra memoria o rafforzarla mediante l’uso di un promemoria, ossia non ci resta che usare l’adsl che rende più efficiente la nostra connessione.
I nostri circuiti neuronali non sono altro che circuiti telematici che come i cavi telefonici ci collegano con gli altri e con il mondo. Il nostro cervello e la sua capacità di rielaborazione sono come il provider che ci fornisce l’accesso alla realtà.















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