“Che Google ci stia facendo diventare tutti più stupidi? Pensiero imbarazzante, domanda controversa. Mormorata a mezza bocca da più di un ricercatore ma mai formulata esplicitamente, la tesi è stata avanzata di recente da una storia di copertina del mensile The Atlantic Monthly, uno dei maggiori periodici progressisti statunitensi ed ha immediatamente fatto il giro delle prime pagine dei media americani.”
Repubblica.it
L’articolo qui linkato continua con prevedibili commenti su prevedibili risultati di prevedibili ricerche condotte da prevedibili ricercatori americani. I quali devono aver deciso che c’è una gerarchia tra le varie e diverse modalità di accesso all’informazione: la lenta ricerca tra le pagine di un tomo polveroso alla penombra di un’antica biblioteca è intelligente; la rapida ricerca sulla rete, due click e via, è cretino. Variazioni sul tema ‘mala tempora’.
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