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	<title>CityBlog</title>
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	<description>Tutto il meglio della rete, minuto per minuto</description>
	<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 08:38:56 +0000</pubDate>
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		<title>Adesso è ufficiale: Firefox 3 è nel Guinness dei Primati</title>
		<link>http://www.citynewsonline.org/blog/2008/07/03/adesso-e-ufficiale-firefox-3-e-nel-guinness-dei-primati/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 08:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[Se anche voi avete preso parte al Download Day scaricando Firefox 3 nella finestra di 24 in cui il browser ha tentato (con successo) di diventare il programma più scaricato in un solo giorno, sappiate che il vostro sforzo è servito: Mozilla Firefox è entrato nel Guinness dei Primati per il maggior numero di download [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se anche voi avete preso parte al <a href="http://www.downloadblog.it/post/6811/firefox-download-day-per-diventare-il-software-piu-scaricato-in-24-ore">Download Day</a> scaricando Firefox 3 nella finestra di 24 in cui il browser ha tentato (con successo) di diventare il programma più scaricato in un solo giorno, sappiate che il vostro sforzo è servito: <a href="http://www.downloadblog.it/tag/firefox">Mozilla Firefox</a> è entrato nel Guinness dei Primati per il maggior numero di download di un programma effettuato nell’arco di 24 ore.Il team di Firefox ha inviato una email a tutti coloro che hanno reso possibile questo record, precisando che la cifra esatta raggiunta è ben oltre <a href="http://www.downloadblog.it/post/6966/firefox-3-sara-rilasciato-giovedi-17-giugno-riuscira-ad-entrare-nel-guinness">superiore a quanto aspettato</a>: il browser è stato scaricato 8.002.530 volte, secondo quanto certificato dal Gareth Deaves, responsabile del Guinness World Records. Questo spiega perchè Mozilla ha dovuto ritardare il rilascio di due ore a causa dell’enorme quantità di traffico sui propri server.</p>
<p>La mail rinnova l’invito (di cui i nostri lettori sono già stati informati) a scaricare il proprio <a href="http://www.downloadblog.it/post/7029/download-day-ottenere-il-certificato-che-attesta-la-tua-partecipazione">certificato di partecipazione</a> personale: non un documento ufficiale ma un atto simbolico che molti hanno gradito.</p>
<p>da <a href="http://www.downloadblog.it/post/7193/adesso-e-ufficiale-firefox-3-e-nel-guinness-dei-primati" target="_blank">DownloadBlog.it </a></p>
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		<title>Mala tempora</title>
		<link>http://www.citynewsonline.org/blog/2008/07/02/mala-tempora/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 07:18:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Phate</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[features]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Che Google ci stia facendo diventare tutti più stupidi? Pensiero imbarazzante, domanda controversa. Mormorata a mezza bocca da più di un ricercatore ma mai formulata esplicitamente, la tesi è stata avanzata di recente da una storia di copertina del mensile The Atlantic Monthly, uno dei maggiori periodici progressisti statunitensi ed ha immediatamente fatto il giro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Che Google ci stia facendo diventare tutti più stupidi? Pensiero imbarazzante, domanda controversa. Mormorata a mezza bocca da più di un ricercatore ma mai formulata esplicitamente, la tesi è stata avanzata di recente da una storia di copertina del mensile The Atlantic Monthly, uno dei maggiori periodici progressisti statunitensi ed ha immediatamente fatto il giro delle prime pagine dei media americani.&#8221;<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/scienza_e_tecnologia/google-7/google-frigge-il-cervello/google-frigge-il-cervello.html" target="_blank">Repubblica.it</a></p>
<p>L’articolo qui linkato continua con prevedibili commenti su prevedibili risultati di prevedibili ricerche condotte da prevedibili ricercatori americani. I quali devono aver deciso che c’è una gerarchia tra le varie e diverse modalità di accesso all’informazione: la lenta ricerca tra le pagine di un tomo polveroso alla penombra di un’antica biblioteca è intelligente; la rapida ricerca sulla rete, due click e via, è cretino. Variazioni sul tema ‘mala tempora’.</p>
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		<title>Firefox 3.1 in assaggio a luglio</title>
		<link>http://www.citynewsonline.org/blog/2008/06/30/firefox-31-in-assaggio-a-luglio/</link>
		<comments>http://www.citynewsonline.org/blog/2008/06/30/firefox-31-in-assaggio-a-luglio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 16:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[Mountain View (USA) - A poco più di una settimana di distanza dal lancio di Firefox 3.0, Mozilla ha già stimato il periodo di rilascio della prossima release del browser, la 3.1, la cui prima versione alpha dovrebbe arrivare già il prossimo mese e la prima beta nel corso di agosto.
Il team di sviluppo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mountain View (USA) - A poco più di una settimana di distanza dal lancio di <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2322909" target="_blank">Firefox 3.0</a>, Mozilla ha già stimato il periodo di rilascio della prossima release del browser, la 3.1, la cui prima versione alpha dovrebbe arrivare già il prossimo mese e la prima beta nel corso di agosto.</p>
<p>Il team di sviluppo di Mozilla prevede di completare Firefox 3.1 entro la fine dell&#8217;anno, dunque in un arco di tempo decisamente più breve di quello che, in passato, ha separato l&#8217;uscita delle versioni x.0 dalle x.1. Mike Schroepfer, vice president of engineering di Mozilla, si è detto ottimista sulla possibilità di consegnare agli utenti la versione 3.1 di Firefox in tempo per le prossime festività natalizie.</p>
<p>Schroepfer ha spiegato che tale rapidità è da attribuire al fatto che la quasi totalità delle nuove funzionalità che si troveranno in Firefox 3.1 sono già praticamente complete: il motivo per cui non sono state inserite nell&#8217;attuale release 3.0 è che necessitano ancora di piccoli ritocchi e di un bel po&#8217; di testing.</p>
<p><script language="javascript" type="text/javascript">!-- var browName = navigator.appName; var SiteID = 1; var ZoneID = 71; var browDateTime = (new Date()).getTime(); if (browName==\'Netscape\'){document.write(\'<s\'+\'cript lang\' + \'uage="jav\' + \'ascript" src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=\' + ZoneID + \'&amp;Task=Get&amp;IFR=False&amp;Browser=NETSCAPE4&amp;PageID=79418&amp;SiteID=\' + SiteID + \'&amp;Random=\' + browDateTime  + \'">&#8216;); document.write(&#8217;</\'+\'scr\'+\'ipt>&#8216;);} if (browName!=&#8217;Netscape&#8217;){ document.write(&#8217;<s\'+\'cript lang\' + \'uage="jav\' + \'ascript" src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=\' + ZoneID + \'&amp;Task=Get&amp;IFR=False&amp;PageID=79418&amp;SiteID=\' + SiteID + \'&amp;Random=\' + browDateTime  + \'">&#8216;); document.write(&#8217;</\'+\'scr\'+\'ipt>&#8216;);} // &#8211;>  </script><script src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=71&amp;Task=Get&amp;IFR=False&amp;Browser=NETSCAPE4&amp;PageID=79418&amp;SiteID=1&amp;Random=1214842743801" language="javascript"></script><noscript></noscript>Secondo Mozilla, la prossima versione di Firefox dovrebbe ulteriormente migliorare il sistema di gestione dei segnalibri e la nuova location bar che ha debuttato in Firefox 3.0.</p>
<p>Contemporaneamente a Firefox 3.1, gli sviluppatori di Mozilla stanno lavorando a Gecko 1.9.1, la prossima versione del motore di rendering alla base del famoso browser open source. Il rinnovato Gecko dovrebbe migliorare le performance e la compatibilità JavaScript, ed eventualmente passare il test Acid3.</p>
<p>da <a href="http://punto-informatico.it/2336723/PI/News/Firefox-3-1-in-assaggio-a-luglio/p.aspx" target="_blank">Punto Informatico </a></p>
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		<title>La Wii Fit che non t&#8217;aspetti</title>
		<link>http://www.citynewsonline.org/blog/2008/06/20/la-wii-fit-che-non-taspetti/</link>
		<comments>http://www.citynewsonline.org/blog/2008/06/20/la-wii-fit-che-non-taspetti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 07:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

		<category><![CDATA[Varie]]></category>

		<category><![CDATA[Games]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti pazzi per Wii Fit, ma non troppo. Con quattro milioni e mezzo di pezzi venduti, di cui un terzo in Europa, Wii Fit, il videogioco per tenersi in forma, è la nuova frontiera del divertimento elettronico e la nuova gallina delle uova d&#8217;oro per Nintendo, l&#8217;azienda che l&#8217;ha creata. Eppure, l&#8217;oggetto che sta aprendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti pazzi per Wii Fit, ma non troppo. Con quattro milioni e mezzo di pezzi venduti, di cui un terzo in Europa, Wii Fit, il videogioco per tenersi in forma, è la nuova frontiera del divertimento elettronico e la nuova gallina delle uova d&#8217;oro per Nintendo, l&#8217;azienda che l&#8217;ha creata. Eppure, l&#8217;oggetto che sta aprendo orizzonti inaspettati all&#8217;universo videoludico non ha ricevuto la stessa entusiastica accoglienza nel più grande mercato mondiale, gli Stati Uniti. Tutta colpa di strategie economiche che hanno finora privilegiato Giappone e vecchio continente ma anche di un fattore culturale specificamente a stelle e strisce: l&#8217;alto tasso di obesità del Paese.</p>
<p><img src="http://files.splinder.com/a1cd1dd0542913fee9bc024d10c84108.jpeg" style="width: 220px; height: 130px; float: left" title="La Nintendo Wii Fit" />Sì perché, come è noto, il fulcro dell&#8217;ultima rivoluzione portata dalla casa giapponese è costituito da una pedana, la <a href="http://www.nintendo.it/NOE/it_IT/games/wii/wii_fit_2841.html" target="_blank">Wii Balance Board</a>, inventata da <span style="font-weight: bold">Shigeru Miyamoto</span>, il principale designer a cui l&#8217;azienda di Kyoto deve tutti i successi. Una piattaforma, più piccola di uno snowboard, che controlla il videogioco (e per questo è venduta insieme) composta da quattro dinamometri che misurano peso corporeo e posizione del baricentro e che trasmette allo schermo le attività compiute sopra di essa, praticamente una bilancia ultrasofisticata.<br />
Peccato che il massimo consentito sia 150 chilogrammi, un peso che soprattutto negli Stati Uniti non è così raro. Ecco allora che, in nome della lotta alla discriminazione dell&#8217;adipe gli over-150 hanno cominciato a protestare. «<span style="font-style: italic">Ho appena acquistato il mio Wii Fit e quando ho provato a registrarmi mi ha detto che ero oltre il limite di peso consentito. Andiamo! Almeno fatemi usare questa stupida cosa!</span>». A gridare allo scandalo è <a href="http://techforums.nintendo.com/nins/board/message?board.id=gamehelp_wiifit&amp;message.id=61#M61" target="_blank">GuineaL337</a>, uno dei tanti utenti statunitensi che affollano i forum ufficiali di Nintendo. E a cui poco importa che il limite di peso per l&#8217;America sia ben 16 chili superiore rispetto alla versione venduta in Giappone. È comunque troppo poco.<br />
Ma i sovrappeso non sono i soli ad essere arrabbiati. Accanto agli utenti con qualche chilo di troppo si schierano i soliti genitori pronti a intraprendere una lotta contro l&#8217;ennesimo nemico videoludico. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il caso di Tabea Paul, una bambina di undici anni, che è scoppiata a piangere perché la pedana l&#8217;ha definita «in sovrappeso», scatenando così l&#8217;indignazione di mamme e papà. Una rivolta che ha richiesto scuse ufficiali da parte di Nintendo, la quale ha precisato che il calcolo del peso forma non è un giudizio medico dal momento che si basa sull&#8217;indice di massa corporeo, calcolato come rapporto tra l&#8217;altezza e il peso, e quindi non è in grado di valutare la differenza tra massa muscolare e massa grassa, soprattutto nella fase di sviluppo dei ragazzi. Non a caso, il nome provvisorio iniziale di <span style="font-weight: bold">Wii Health Pack</span> («<span style="font-style: italic">pacchetto salute</span>») è stato sostituito in fase definitiva con Wii Fit proprio per evitare equivoci rispetto alla sua attendibilità.</p>
<p>Eppure, nonostante queste dichiarazioni prudenti, alcuni centri ospedalieri, come lo <span style="font-weight: bold">Spaulding Rehabilitation Hospital</span> di Boston, stanno utilizzando la console per la riabilitazione motoria, per i suoi effetti positivi a livello fisico e psicologico. «<span style="font-style: italic">Quella che noi chiamiamo Wii-habilitation è un approccio fresco alla terapia di riabilitazione fisica a psicologica</span>», dice il dottor <span style="font-weight: bold">Marc Wakasa</span>, direttore dell&#8217;<span style="font-weight: bold">Acute Rehabilitation Unit</span> presso il <span style="font-weight: bold">St. Mary&#8217;s Medical Center</span> di San Francisco. «<span style="font-style: italic">I movimenti e le animazioni usate insieme alla Wii aiutano i pazienti a raggiungere gli obiettivi della riabilitazione</span>». Nel frattempo, dieci alberghi statunitensi della catena Westin l&#8217;hanno adottata per animare la sala fitness con schermi e allenatori virtuali.<br />
Dietro questi usi insoliti per una console di videogame e queste polemiche dai protagonisti inusuali c&#8217;è l&#8217;ulteriore dimostrazione che Wii Fit è una forma di intrattenimento che rivoluziona il concetto classico di videogioco (vedi intervista sotto).<br />
Quella «salutista», infatti, è solo una delle possibili applicazioni della Wii Balance Board. La pedana offre, a tutti gli effetti, un nuovo modo di interagire con il mondo virtuale e Wii Fit è il primo - e probabilmente il meno interessante - esempio di controllo fisico in grado di coinvolgere tutto il corpo. <img src="http://newstech.altervista.org/images/news_cats/googleearth.png" style="width: 128px; height: 128px; float: right" title="Google Earth" />Oltre ai numerosi videogiochi che sfrutteranno le potenzialità della piattaforma, già annunciati anche dal colosso del software videoludico Electronics Arts, la pedana entra prepotentemente nel settore delle interfacce uomo-macchina e detta le regole per il prossimo futuro. È anche per questo che i lettori del settimanale Time hanno eletto Miyamoto «<span style="font-style: italic">persona più influente dell&#8217;anno</span>».</p>
<p>In attesa delle proposte dei big del settore, i primi esperimenti di usi inediti arrivano dagli utenti più esperti che, in poche settimane, hanno già modificato la pedana in modo da poter controllare il puntatore del mouse semplicemente spostando il peso del corpo in avanti e indietro. Un&#8217;altra interessante applicazione, il cui <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lKUDU9lE--E" target="_blank">video dimostrativo</a> spopola su YouTube, trasforma la Wii Balance Board in una sorta di tappeto volante con cui sorvolare - virtualmente - le città del mondo grazie all&#8217;integrazione con il software di Google Earth.<br />
Tutte sperimentazioni che di certo non erano nella mente, pur geniale, di Miyamoto e del suo team di quindici persone quando hanno sviluppato la pedana e il videogioco. Ma che contribuiranno a rafforzare la nomea di «<span style="font-style: italic">Disney dei giorni nostri</span>» attribuitagli dal New York Times per la sua capacità di dare il via a una nuova generazione di storie.</p>
<p align="right">[di Ale, da <a href="http://newstech.altervista.org/readarticle.php?article_id=368" target="_blank">Newstech.org</a>]</p>
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		<title>Oscurare siti web pedoporno e pericolosi: lo faranno i provider USA</title>
		<link>http://www.citynewsonline.org/blog/2008/06/19/oscurare-siti-web-pedoporno-e-pericolosi-lo-faranno-i-provider-usa/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 06:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Il web, si sa, è un ricettacolo di qualsiasi contenuto. La sua assoluta anarchia permette a chi ha pochi scrupoli di pubblicare materiali che in molti casi, oltre a infrangere la morale, vanno al di fuori di qualsiasi legalità. Caso più esemplare è la pedopornografia, cancro della rete che in tutti i modi si cerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il web, si sa, è un ricettacolo di qualsiasi contenuto. La sua assoluta anarchia permette a chi ha pochi scrupoli di pubblicare materiali che in molti casi, oltre a infrangere la morale, vanno al di fuori di qualsiasi legalità. Caso più esemplare è la pedopornografia, cancro della rete che in tutti i modi si cerca di sconfiggere.</p>
<p>Per farlo occorre avviare delle azioni di vigilanza sistematica, dei filtri introdotti dalle stesse compagnie che forniscono la connettività utili a individuare e bandire i siti che non rispettano le leggi. O almeno questo è il criterio che tre dei più importanti <a id="ed_Id_1" ed_created="1" style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: #006600; cursor: pointer">provider</a> americani – Verizon, Time Warner Cable e Sprint – seguiranno per contrastare il fenomeno della pedofilia su <a id="ed_Id_2" ed_created="1" style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: #006600; cursor: pointer">Internet</a>.</p>
<p>A generare questo atteggiamento di carattere poliziesco è stato il procuratore generale dello stato di New York, Andrew Cuomo, da tempo impegnato a lottare contro la pedopornografia on line. Dopo un lungo periodo di indagini che hanno condotto alla scoperta di numerosi siti inclini alla pedofilia, Cuomo si è confrontato con gli ISP e, a fronte delle titubanze espresse da questi sull’adozione di un comportamento di filtering troppo aggressivo, ha minacciato di denunciarli per frode e pratiche commerciali ingannevoli. Accuse molto gravi, che per dei colossi delle telecomunicazioni possono tramutarsi rapidamente in perdite consistenti di quote di mercato.</p>
<p>Il comportamento che i provider terranno sarà allora quello di tenere un rapporto strettissimo con le commissioni governative di indagine sul web – specificamente il National Center for Missing and Exploited Children – finalizzate a individuare contenuti illeciti. La commissione, sovvenzionata tra l’altro dagli stessi provider, stilerà una blacklist di siti con contenuti scorretti, di immagini e di snodi <a id="ed_Id_3" ed_created="1" style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: #006600; cursor: pointer">internet</a> che possono condurre alla diffusione di materiali pedopornografici. Sulla base della blacklist i provider agiranno di forza, oscurando ogni sito segnalato.</p>
<p>In sostanza il modello è quello già proposto in Italia dall’ex ministro Gentiloni, per cui si dispone che il Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia, un organismo gestito dalla Polizia Postale, ha il compito di aggiornare la lista dei siti proibiti e di comunicarla ai provider che si occupano di oscurarli.</p>
<p>Se questo fronte duro promosso da Cuomo – che sull’onda del suo impegno moralizzatore nutre serie aspirazioni alla carica di sindaco di New York – promette di far progredire la guerra alla pornografia che ha per oggetto l’abuso sui minori, non tutti sono concordi sulla metodologia. La creazione di blacklist presume infatti la creazione di commissioni di controllo che potrebbero iniziare a controllare i contenuti di <a href="http://adv08.edintorni.net/affiliati/click/?q=internet+provider&amp;a=4117&amp;e=2&amp;y=5&amp;j=d5c0837064405112a545f5f483941444http%3A%2F%2Fadvertiser%2Eedintorni%2Enet%2Fredirect%2Easp%3FidG%3D441%26idA%3D441%26query%3Dinternet%2Bprovider%26cpk%3Dt%26idU%3D175%26location%3Dhttp%253A%252F%252Fhosting%252Earuba%252Eit%253FIDTrackBanner%253D27&amp;r=&amp;x=1213282467843&amp;z=tt.6451888c8ead2c40bf66679e58894d63&amp;i=336" id="ed_Id_4" target="_blank" ed_created="1" style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: #006600">Internet</a> in modo sempre più sottile, estendendo un passo alla volta le azioni di filtraggio dal campo della pedopornografia, che tutti indistintamente vorrebbero vedere definitivamente debellata, ad altre aree, come quella del gioco d’azzardo, delle opinioni ritenute offensive e diffamatorie fino ad arrivare a tutto ciò che in generale qualche commissione governativa possa ritenere sconveniente da vedere sul web.</p>
<p>Quello che preoccupa in questo caso non è tanto il fine, quanto il mezzo: una volta approvata la legittimità di un certo modus operandi, questo può essere riapplicato ad altri contesti suffragati da nuove motivazioni utili a sostenere il valore di una certa campagna di filtraggio. E in questo caso significa compromettere in modo sempre più grave quella net neutrality che finora ha garantito alla rete di essere un luogo libero dal controllo di qualsiasi Grande Fratello e l’ha posta a riparo da sudditanze a pressioni di carattere politico o economico come accade per i media tradizionali.</p>
<p align="right">[di Pierluigi Emmulo, da <a href="http://www.webmasterpoint.org/speciale/2008giu11-chiusura-siti-porno-e-pericolosi-negli-usa.asp" target="_blank">Webmasterpoint.org</a>]</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La rete ci rende stupidi</title>
		<link>http://www.citynewsonline.org/blog/2008/06/18/la-rete-ci-rende-stupidi/</link>
		<comments>http://www.citynewsonline.org/blog/2008/06/18/la-rete-ci-rende-stupidi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 07:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Crederanno di essere molto dotti, mentre saranno per lo più ignoranti e difficili da trattare, in quanto divenuti saccenti invece che sapienti&#8220;. Così ammoniva Socrate nel Fedro di Platone e il riferimento era ovviamente allo sviluppo della scrittura a scapito della cultura orale, ma ciò non toglie che la previsione del filosofo greco possa valere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<span style="font-style: italic">Crederanno di essere molto dotti, mentre saranno per lo più ignoranti e difficili da trattare, in quanto divenuti saccenti invece che sapienti</span>&#8220;. Così ammoniva <strong>Socrate </strong>nel <em>Fedro </em>di Platone e il riferimento era ovviamente allo sviluppo della scrittura a scapito della cultura orale, ma ciò non toglie che la previsione del filosofo greco possa valere anche per gli utenti internet. E non a caso la tira fuori il giornalista <a href="http://www.nicholasgcarr.com/" target="_blank">Nick Carr</a>, osservatore critico della rete e dei suoi effetti sulla società.&#8221;<strong style="font-style: italic">Google ci sta rendendo stupidi?</strong>&#8220;, si chiede provocatoriamente l&#8217;autore americano <a href="http://www.theatlantic.com/doc/200807/google" target="_blank">nel pezzo di copertina di <em>Atlantic Monthly</em></a>, dove il motore di ricerca sta soprattutto per internet, per il net come medium universale, e sempre di più il nostro unico cordone ombelicale col mondo delle informazioni, al tempo stesso mappa, orologio, giornale, macchina da scrivere, calcolatore, telefono, radio e tv. &#8220;<span style="font-style: italic">Quando la rete assorbe un medium, questo viene ricreato ad immagine e somiglianza della rete (…)</span>&#8220;, scrive Carr. &#8220;<span style="font-style: italic">Il risultato è di disperdere la nostra attenzione e diluire la nostra concentrazione</span>&#8220;.</p>
<p><img src="http://newstech.altervista.org/images/http.jpg" style="width: 212px; height: 160px; float: right" title="La rete ci rende stupidi" />Il giornalista – che ha da poco pubblicato il saggio <a href="http://www.amazon.com/Big-Switch-Rewiring-Edison-Google/dp/0393062287" target="_blank"><em>The Big Switch:</em> Rewiring the World, from Edison to Google</a> – parte da alcune osservazioni empiriche personali sulla difficoltà di leggere un libro dopo anni di navigazione web, ma dall&#8217;aneddotica passa ad alcuni studi sui comportamenti degli internauti e da qui alle teorie sul cervello. &#8220;<span style="font-style: italic">Non siamo solo quello che leggiamo</span>&#8221; commenta la psicologa <strong>Maryanne Wolf</strong>. &#8220;<span style="font-style: italic">Siamo il <span style="font-weight: bold">modo</span> in cui leggiamo</span>&#8220;. E se la lettura profonda, concentrata, ininterrotta è qualcosa di strettamente legato alla capacità di riflettere (per la Wolf è anzi indistinguibile dal pensiero profondo) si capisce bene la preoccupazione di Carr. Il quale comunque si spinge oltre.<br />
&#8220;<span style="font-style: italic">Mai un sistema di comunicazione ha giocato così tanti ruoli nelle nostre vite – o esercitato un&#8217;influenza così vasta sui nostri pensieri - come internet fa oggi. E tuttavia, con tutto quello che è stato scritto sulla rete, non c&#8217;è stata alcuna considerazione su come, esattamente, ci sta riprogrammando. </span><strong style="font-style: italic">L&#8217;etica intellettuale della rete</strong><span style="font-style: italic"> rimane oscura</span>&#8220;.</p>
<p>Non c&#8217;è spazio per una visione ingenuamente ottimistica del progresso scientifico-tecnologico, nella visione di Carr. Tant&#8217;è vero che le radici culturali di questa etica sarebbero da rintracciare a suo dire nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Taylorismo" target="_blank">taylorismo, </a>in un modo di processare l&#8217;informazione meccanico, automatizzato e teso all&#8217;efficienza: la ricerca del metodo migliore – o se si vuole, del migliore algoritmo. Col risultato di trasformare l&#8217;informazione – e qui Google <em>docet </em>– in una sorta di <strong>commodity</strong>, una risorsa utilitaria che può essere individuata ed elaborata con efficienza industriale; mentre anche l&#8217;intelligenza è sempre più assimilata a un processo meccanico, &#8220;<span style="font-style: italic">una serie di passi discreti che possono essere isolati, misurati e ottimizzati</span>&#8221; proprio come i movimenti degli operai al lavoro secondo Taylor.</p>
<p>Dove porti tutto questo secondo Carr… be&#8217;, non è un luogo molto accattivante: una distopia in cui secoli di cultura occidentale (ma non solo) vengono dissipati dopo qualche anno di incoscienti superficiali clic. Detta così forse può sembrare fin troppo facile, e molti saranno tentati di accusare Carr di allarmismo, disfattismo luddista, gusto della provocazione; eppure le sue argomentazioni, al limite del vertiginoso, fanno riflettere, così come spicca la sua capacità di tirare delle linee storiche, culturali, sociologiche. Qualità non così diffusa tra la miriade di commentatori della rete.</p>
<p>Senza contare che, in fondo, lascia aperta una <strong>via d&#8217;uscita</strong>: forse, scrive, così come in passato chi giustamente denunciava i rischi di una nuova tecnologia (la scrittura, la stampa) non riusciva a prevederne anche gli <strong>sviluppi imprevisti e benefici</strong>, forse anche in questo caso dalle nostre menti iperattive sboccerà un&#8217;era dorata di scoperta intellettuale e saggezza. Forse. Ma c&#8217;è qualcuno che quella via d&#8217;uscita la sta cercando?</p>
<p align="right">[da <a href="http://newstech.altervista.org/news.php?readmore=1925" target="_blank">Newstech.org</a>]</p>
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		<title>Live Search trova di meno, ma meglio</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 18:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Featured]]></category>

		<category><![CDATA[features]]></category>

		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>

		<category><![CDATA[Google]]></category>

		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi capitava, qualche giorno fa, di leggere un post in un blog di informatica in cui si diceva che la ricerca delle immagini sul motore di ricerca Live Search di Microsoft sia addirittura migliore della stessa funzionalità presente su Google.
Una riflessione che, a detta dei commenti degli utenti al post, non sembra essere stata molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi capitava, qualche giorno fa, di leggere un post in un blog di informatica in cui si diceva che la ricerca delle immagini sul motore di ricerca <strong>Live Search</strong> di Microsoft sia addirittura migliore della stessa funzionalità presente su Google.</p>
<p>Una riflessione che, a detta dei commenti degli utenti al post, non sembra essere stata molto convincente.</p>
<p>Così, spinto dalla curiosità, ho provato a dare un&#8217;occhiata a questo motore di ricerca da sempre sottovalutato e (forse) senza speranza di sfondare veramente sul mercato. In fondo, diciamoci la verità, <strong>non ci crede nemmeno la Microsoft</strong>!</p>
<p>La ricerca di alcune immagini in fondo non è poi andata troppo male. I risultati sono stati trovati, ma in misura minore (evidentemente, dato che Live Search indicizza meno siti in tutto il mondo, è ovvio che anche la quantità di immagini da ricercare sia minore rispetto a quella di <strong>Google</strong>.</p>
<p>Utile quindi per trovare un risultato più preciso, che sicuramente raggiungere su Google avrebbe fatto perderci il doppio del tempo.</p>
<p>In pratica, non tutti i mali vengono per nuocere. Se le foto trovate sono di meno, maggiore è la possibilità di trovare il risultato sperato&#8230;</p>
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		<title>Safari 4 farà tremare Firefox?</title>
		<link>http://www.citynewsonline.org/blog/2008/06/17/safari-4-fara-tremare-firefox/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 07:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma - Come a festeggiare il quinto compleanno del proprio browser web, la cui versione 1.0 debuttò nel giugno del 2003, negli scorsi giorni Apple ha distribuito agli sviluppatori la prima versione di test di Safari 4. La nuova major release di questo ormai maturo browser verrà integrata nel futuro Mac OS X 10.6, anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma - Come a festeggiare il quinto compleanno del proprio browser web, la cui versione 1.0 debuttò nel giugno del 2003, negli scorsi giorni Apple ha distribuito agli sviluppatori la prima versione di test di Safari 4. La nuova major release di questo ormai maturo browser verrà integrata nel futuro Mac OS X 10.6, anche noto con il nome in codice <em><a href="http://www.pitelefonia.it/p.aspx?i=2314767" target="_blank">Snow Leopard</a></em>.</p>
<p>Apple ha promesso che Safari 4 avrà <strong>il più veloce motore JavaScript in circolazione</strong>, accreditato di migliorare le performance di quello attuale - già annoverato tra i più veloci - di quasi il 60%. Il &#8220;miracolo&#8221; va attribuito al <strong>nuovo interprete JavaScript <a href="http://webkit.org/blog/189/announcing-squirrelfish/" target="_blank">SquirrelFish</a></strong>, che mette a frutto le più recenti ricerche nel campo dell&#8217;ottimizzazione delle macchine virtuali.  <a href="http://www.citynewsonline.org/blog/2008/06/17/safari-4-fara-tremare-firefox/#more-92" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Il virus che chiede riscatto per liberare il computer</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 07:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[«Your files are encrypted with RSA-1024 algorithm. To recovery your files you need to buy our decryptor. To buy decrypting tool contact us at: ********@yahoo.com». Ovvero: i tuoi file sono stati criptati con l’algoritmo RSA-1024. Per recuperare i tuoi file acquista il nostro decodificatore.
Se sullo schermo del vostro computer appare questa scritta, significa che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Your files are encrypted with RSA-1024 algorithm. To recovery your files you need to buy our decryptor. To buy decrypting tool contact us at: ********@yahoo.com». Ovvero: i tuoi file sono stati criptati con l’algoritmo RSA-1024. Per recuperare i tuoi file acquista il nostro decodificatore.</p>
<p>Se sullo schermo del vostro computer appare questa scritta, significa che il vostro PC è stato infettato dalla nuova variante del virus win32.gpcode.ak, un pericoloso ransomware che è stato già identificato e reso innocuo nel 2006, ma che ora si ripresenta più forte e difficile da debellare.</p>
<p>Webmasterpoint si era già occupato dei <a href="http://www.webmasterpoint.org/news/Ransomware-Trojan-worm-rubano-dati-chiedono-riscatto_p26969.html">ransomware</a> e ora torna a scriverne perché Kaspersky, la società russa specializzata in soluzioni per la sicurezza informatica, ha addirittura chiesto ufficialmente aiuto per formare una coalizione di esperti mondiali che fronteggi la nuova minaccia.</p>
<p>Ricordiamo che i ransomware costituiscono una particolare tipologia di virus capace di crittografare i file presenti all’interno dei computer rendendoli illeggibili, salvo acquistando una chiave di decriptazione, come, appunto, si legge nella scritta di cui sopra.</p>
<p>Il problema della nuova variante del virus è che è in grado di criptare i file che presentano 143 diverse tipologie di estensione (DOC, TXT, PDF, XLS, JPG etc.) utilizzando due chiavi: una pubblica e una privata. La chiave pubblica serve alla criptazione dei dati, quella privata consente di ripristinare le informazioni criptate allo stato originario.</p>
<p>La prima versione del virus venne debellata in poco tempo grazie ad alcuni errori commessi dal programmatore del ransomware, mentre quella attuale è molto più difficile da eliminare.</p>
<p>I ricercatori di Kaspersky, addirittura, sostengono che per violare la password privata occorrerebbe il lavoro congiunto di 15 milioni di moderni computer per circa un anno intero.</p>
<p>Per questo motivo la società ha lanciato l’appello.</p>
<p align="right">[di Pierluigi Emmulo, da <a href="http://webmasterpoint.org/news/virus-chiede-riscatto-per-liberare-pc-nuova-versione-indecifrabile_p32097.html" target="_blank">Webmasterpoint.org</a>]</p>
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		<title>Canone RAI, e ora si parla di abolizione</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 07:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma - Il Canone RAI è a rischio. La quantità di denaro dei contribuenti che ogni anno confluisce nelle casse della Radiotelevisione di Stato potrebbe diminuire drasticamente, il fiume ininterrotto potrebbe interrompersi, forse persino del tutto. Ieri il senatore del PDL Alessio Butti ha confermato che sta per depositare al Senato una proposta di legge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="file:///C:/Users/Gianluca/AppData/Local/Temp/moz-screenshot-1.jpg" /><img src="http://punto-informatico.it/punto/20080612/12.gif" width="150" align="right" height="75" />Roma - Il Canone RAI è a rischio. La quantità di denaro dei contribuenti che ogni anno confluisce nelle casse della Radiotelevisione di Stato potrebbe diminuire drasticamente, il fiume ininterrotto potrebbe interrompersi, forse persino del tutto. Ieri il senatore del PDL Alessio Butti ha confermato che sta per depositare al Senato una proposta di legge che mira alla <strong>riduzione del Canone</strong>, una riduzione che però non basta agli alleati della Lega, che reclamano l&#8217;<strong>abolizione</strong>.</p>
<p>In particolare la Lega ha presentato una proposta di normativa che potrebbe spazzare via una delle imposte più invise agli italiani. Secondo Davide Caparini, primo firmatario, &#8220;il canone di abbonamento della RAI è diventato una vera e propria tassa di possesso sulla televisione, un balzello antiquato ed iniquo che non ha motivo di esistere anche in virtù del maggiore pluralismo indotto dall&#8217;ingresso sul mercato di nuovi editori e dell&#8217;apporto delle nuove tecnologie&#8221;.</p>
<p> <a href="http://www.citynewsonline.org/blog/2008/06/13/canone-rai-e-ora-si-parla-di-abolizione/#more-90" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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