Archivio per la categoria Psicoweb

Doppio account o doppia personalità? Come essere amici di se stessi

In effetti il dubbio sorge. Perchè se non ci trovassimo in presenza del social network più popolare al mondo, dovremmo fare ricorso ad un vero e proprio manuale di psichiatria per interpretare un evento che a volte capita a chi decide di utilizzare Facebook. Molto stranamente (il fenomeno tra l’altro andrebbe indagato) un account che pensavamo fosse andato perduto per sempre torna alla ribalta, mentre nel frattempo noi abbiamo creato un nuovo profilo personale.

A questo punto si crea così una situazione bizzarra. Si viene a mettere in atto una sorta di sdoppiamento della personalità in nome della quale siamo presenti due volte sulla rete sociale. Con delle conseguenze che non vanno affatto trascurate, perchè appaiono del tutto curiose.

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Il cervello dei siti web

Esprit de la femmeI siti web hanno un cervello? Apparentemente la domanda può sembrare inconsistente e assurda, ma non è così. Pensiamo infatti a cosa è il nostro cervello. Si tratta di un insieme di processi mentali che fanno riferimento a determinate aree in grado di stabilire collegamenti neurali capaci di generare dei risultati visibili in termini comportamentali.

Sulla mente è possibile agire attraverso gli psicofarmaci o la psicoterapia. Mezzi che hanno lo scopo di determinare dei cambiamenti nella struttura e nell’interazione delle regioni cerebrali. Il cervello è un organo estremamente plastico da questo punto di vista, in grado di apprendere e di mostrare i cambiamenti acquisiti.

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Internet è la soddisfazione di un desiderio

AUSTRIA FREUD ANNIVERSARYSigmund Freud riferendosi al sogno parla spesso del prodotto onirico come soddisfazione di un desiderio. L’individuo in sostanza attraverso il sogno ha la possibilità di appagare un desiderio che non ha modo di realizzare nella realtà. Ma quanto vale ancora questa affermazione freudiana al tempo di internet?

Il web ci presenta un’enormità di contenuti, di curiosità, di informazioni che incidono sulla nostra psiche, rappresentando l’opportunità di entrare in un mondo virtuale che si caratterizza per il fatto di essere appagante. Del resto internet ci consente di effettuare viaggi virtuali e di interagire con persone lontane da noi e in parte tutto ciò finisce con il ridimensionare la parte più profonda di noi stessi.

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PsicoWeb: la disconnessione cerebrale

neuroni

Stiamo usando una connessione internet 56K e ad un certo punto, nel bel mezzo di un lavoro sul web, assistiamo inesorabilmente ad una disconnessione. Sono pochi istanti, il tempo di comporre di nuovo il nostro accesso alla rete, ma è come se il nostro computer cadesse in un momento di vuoto.

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Facebook e la terza persona dell’Io

neuroniOsservando i messaggi di stato lasciati dagli utenti su Facebook, si nota un uso caratteristico: l’espressione in terza persona singolare di ciò che si pensa. Sul popolare social network l’Io dell’internauta subisce un processo di trasformazione che potremmo definire di esternazione o di autosservazione esterna.

L’Io di Facebook è un Io che esce da se stesso e si osserva da fuori, rendendo conto del suo stato. Questo modo di esprimere i propri pensieri o i propri stati d’animo ci fa capire come i social network influenzano la nostra introspezione e il nostro rapporto con noi stessi.

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PsicoWeb: Facebook e la serie “a volte ritornano”

relazioni_socialiVa bene. Decidiamo di iscriverci a Facebook, perché ci sono tutti, perché fa tendenza, per non fare la figura degli antenati. Ma cosa succede se sul social network ci imbattiamo in persone che non desideriamo che facciano parte della nostra vita? Spesso abbiamo fatto di tutto per fuggire da loro e poi ce le ritroviamo lì, su Facebook e accettiamo la loro richiesta di amicizia, perché non vogliamo essere maleducati.

Facebook non ha solo il potere di creare nuove relazioni, ma di creare di nuovo anche quelle che sembravano ormai finite da tempo. Il popolare e sempre più diffuso servizio ci presenta un passato attualizzato, costruendo un ponte tra le diverse dimensioni temporali. Su Facebook si dispiega un tipo di socializzazione che ci sotringe a fare i conti con istanze sociali che avevamo messo da parte e ci ritroviamo a gestire rapporti che pensavamo ormai lontani.

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PsicoWeb: Sei su Facebook?

Mi lascio prendere dalla curiosità verso quella che è ormai diventata una vera e propria mania: essere su Facebook.

Tutto è iniziato quando più volte da amici e conoscenti mi sono sentito chiedere “Sei su Facebook?”. Vado a dare un’occhiata su questo mondo virtuale e trovo una miriade di gente, anche chi non immaginavo.

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Il web come inconscio collettivo

E’ passato un certo tempo da quando Jung ha parlato dei famosi archetipi universali dell’inconscio collettivo. Nella nostra mente sono insiti degli elementi simbolici che sono universalmente validi per tutta l’umanità e che traggono origine dal rapportarsi di ogni uomo con esperienze e situazioni vissute in maniera identica per tutti i popoli e le culture.

Esisterebbe quindi una dimensione psichica collettiva, un inconscio comune a tutti gli individui che si riverserebbe nei sogni e nella costruzione di immagini mentali. Elementi archetipici si potrebbero rintracciare nelle fiabe, nei miti, nelle religioni, che traggono tutti origine da questa sorgente mentale comunitaria. Ma con l’evolversi delle nuove tecnologie e l’affermarsi sempre più preponderante di internet alle fiabe, ai miti e alle religioni dobbiamo aggiungere il web.

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PsicoWeb – Il cervello connesso ad internet (seconda parte)

Nella prima parte dell’articolo abbiamo visto come in futuro il nostro cervello potrà essere collegato ad internet e potenziare così le sue capacità.

Fra gli esempi di interazione fra cervello e tecnologia ricordiamo la cuffia che permette di controllare un androide che è in grado di muoversi per la casa ed “Epoc”, una cuffia della Emotiv Systems dotata di 16 sensori, di comandi mentali per spostare oggetti e capace di distinguere alcune emozioni. Nei videogame i giocatori grazie ad Epoc possono trasferire ai loro avatar i propri stati d’animo e spostare oggetti virtuali concentrandosi sull’azione.

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PsicoWeb: Il cervello connesso ad internet (prima parte)

Il titolo di questo articolo non è frutto di fantasia allo stato puro, ma è fortemente correlato agli scenari futuri prospettati da Paul Wolpe, docente di sociologia alla University of Pennsylvania oltre che presidente dell’American Society of Bioethics And Humanities. Paul Wolpe ha dichiarato che tra 10 o 15 anni il cervello dell’uomo potrà essere collegato direttamente ad internet, potenziando in maniera straordinaria le potenzialità dei nostri neuroni.

Ma già oggi esistono molte soluzioni che prevedono proprio l’interazione tra cervello e computer o ultimi ritrovati della tecnologia. Basti pensare alla stanza particolare della Fondazione Santa Lucia di Roma, nella quale si può controllare tutto l’ambiente attraverso una cuffia munita di elettrodi in grado di coordinare un sistema domotico per mezzo di un computer.

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