Lassù, a 2000 anni luce, ci potrebbe essere qualcuno che ci osserva! E’ stato scoperto, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi di diversi Stati del mondo, un nuovo sistema planetario dalle caratteristiche sorprendenti. E’ stata la sonda Keplero ad immortalarlo durante l’esplorazione dello spazio, e ha rivelato un sistema composto da una stella, [...]
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Nexus One, il primo Google Phone è realtà!
Ad aprile in Italia arriverà l’atteso Nexus One, il primo vero smartphone marchiato Google. Per saperne qualcosina in più, TechCrunch ha pubblicato una recensione dove spiega punto per punto i pregi e i difetti del nuovo oggetto dei desideri di Mountain View, al punto di dichiarare che il Googlefonino basato su Android è meglio di iPhone.
Cominciando dallo spessore ridotto di un millimetro (!) e con un peso di 5 grammi in meno rispetto al concorrente Apple, Nexus One ha in dotazione – oltre al caricabatterie e all’auricolare – una micro SD di 4 Gb, che lo rende, da questo punto di vista, meno competitivo dell’iPhone. Il pregio del melafonino sta nell’unico tasto centrale che permette di portare l’utente al menu principale senza troppi fronzoli, mentre i Google Phone ha quattro tasti – back, menu, home, search – ognuno con una propria funzione; Nexus One ha in più un trackback posizionato centralmente che fa da dispositivo di puntamento molto simile a quello usato nei comuni laptop, ciò non toglie che le funzioni più importanti siano sul mega schermo da 3.7 pollici con risoluzione di 480×800 pixel (contro i 480×320 di iPhone) con tecnologia touchscreen.
Nexus One ha un processore di tutto rispetto – Snapdragon da 1 GHz – che permette di svolgere tutte le funzioni con una fluidità molto maggiore rispetto agli altri dispositivi Android, ma che non sfigura assolutamente con iPhone. Il tasto dolente è invece l’autonomia.
Google ha dichiarato che la batteria ha una durata di 7 ore in conversazione, 250 ore in standby, 5 ore di Internet in UMTS, 7 ore di video e 20 ore di audio. I test di TechCrunch dicono ben altro: impostando lo schermo alla massima luminosità, dopo un ora e mezza di gioco con Robo Defense la batteria è completamente scarica. Una caratteristica che non si trova negli altri telefoni è il secondo microfono posto dietro l’apparecchio, che permette di ridurre notevolmente i rumori ambientali aumentando decisamente la qualità delle telefonate. La fotocamera integrata è di 5 megapixel coadiuvata da un ottimo flash, ma anche della funzione Macro che permette di scattare ottime foto anche senza l’ausilio della luce artificiale. Ha naturalmente integrato anche un navigatore satellitare eccellente come prassi consolidata degli smartphone di fascia alta, per cui tutti gli obiettivi su cui si basava Google per far breccia negli utenti ci sono.
Abbiamo parlato del supporto hardware, parliamo adesso del software che si trova all’interno del Nexus One. Naturalmente il sistema operativo è un Android, in questo caso è installata la versione 2.1 del software open di Google. Gli altri oggetti presenti sullo smartphone sono la GoogleVoice Keyboard che permette di richiamare a voce le funzioni del telefonino riducendo addirittura del 90% i rumori di fondo che naturalmente si sentiranno; il backup delle impostazioni permetterà di salvare tutto ciò che sta all’interno del dispositivo (profilo, applicazioni, mail, loghi, suonerie ecc.) in modo da ripristinare le funzioni personali con un semplice tasto, sia sullo stesso telefono che su altri Nexus One. Le altre funzioni meno importanti, ma non meno interessanti, sono chiaramente i servizi Google integrati (GMail, Voice, Latitude ecc.) e la funzione Live Wallpaper, dove si può scegliere tra molteplici sfondi animati da usare come sfondo o screensaver. L’interfaccia grafica, tramite Cooliris, ha la funzione di scrolling in 3D e la visualizzazione delle foto esattamente allo stesso modo dell’estensione che la maggior parte di noi usa su Firefox.
Dicevamo che Nexus One arriverà in Italia entro aprile, quindi non ci resta che aspettare la data ufficiale di uscita e provarne uno reale per capire meglio i pregi di questo smartphone che ha tutte le carte in regola per competere con iPhone e gli smartphone della stessa fascia.
Il mondo visto da Google Chrome OS

All’inizio fu Android: sistema aperto ma per soluzioni mobili. Sviluppatori e webdesigner si sono catapultati sull’aggeggino delle meraviglie dei maghi di Mountain View facendolo diventare il sistema per mobilità open source più diffuso nei telefonini di tutto il mondo. Non contenti si sono buttati sul browser che tutto riesce a fare e con pochissime risorse. Lo hanno chiamato Chrome, ed è stato scaricato oltre 30 milioni di volte in meno di sei mesi. Un miracolo, se fosse economia.
Adesso vogliono volare in alto in quella zona della California. Martedì scorso Sundar Pichai, uno dei tanti vice presidenti di Google – nomine che piacciono tanto agli americani, che continuo a non capirne il motivo - ha scritto un bel post auto celebrativo annunciando che a breve (si parla entro la fine dell’anno) le precoci menti di Mountain View partoriranno nientepopodimeno che il primo sistema operativo basato su Google Chrome. Il titolo è molto originale, vien quasi da sperare che non abbiano pagato nessuno per inventarlo: Google Chrome OS.
Partirà dapprima per i netbook, difatti sembra ci siano già accordi con Acer e Asus, e a fine 2010 si dovrebbero vedere i primi sistemi anche per architetture x86 e ARM. Nel frattempo Google ha già preso accordi per potenziare la struttura dell’OS mantenendolo Open Source e aperto agli sviluppatori – come Chrome e Android – per quanto riguarda la parte di codice da elaborare rigorosamente sotto Linux Windows e Mac, mentre per la vendita si sta iniziando a cercare di commercializzare sin dall’anno prossimo i primi netbook con il nuovo sistema operativo già installato. Sarà come ovvio basato sul web, e, da quel che si legge dal post di Pichai, molto leggero e veloce – prerogativa principale per i prodotti Made in Google – dove la parte del leone la farà Chrome: pare che tutto ruoti attorno all’universo web visto dal browser di BigG, e che la struttura del sistema avrà delle finestre apribili come se fossero delle pagine web, per cui lo stesso Chrome si trasformerebbe in un unico e gigantesco desktop virtuale.
È ancora presto per fare le prime considerazioni sul nuovo prodotto Google, ma dalle prime recensioni in rete ne sono tutti rimasti folgorati (l’entusiasmo si era già sopito appena erano state diramate ad hoc le prime indiscrezioni) quindi la speranza dell’ennesimo salto in avanti avrà l’impronta, ormai onnipresente, del re del web. A ottobre le prime visioni nei migliori Pc. Anche nei vostri s’intende
Elettronica e tecnologia: dagli albori ai giorni nostri – terza parte

Gli anni ottanta sono stati cruciali per il computer diventato finalmente “personale”, con gli anni novanta si apre l’era di “Internet” e nel decennio successivo esplode la bolla della “new economy” e il “Web 2.0″.
Ci eravamo lasciati con il 1976 quando Steve Jobs e Steve Wozniak fondano Apple dando il via al computer a interfaccia grafica che usiamo a casa tutti noi, nel 1977 Larry Ellison fonda Oracle, l’azienda che detiene il monopolio dei database (MySQL e Sun per far due nomi), Apple e Commodore iniziano la vendita di Apple II (il primo pc da catena di montaggio) e PET (il primo personal computer dell’azienda di Jack Tramiel) e Datapoint introduce ArcSystem (ARCnet), la prima Lan. In New Jersey apre il primo negozio della catena ComputerLand.
1978. In Giappone Seiko fonda la Epson dal nome della stampante più venduta, la EP: “Son of EP” quindi Epson. Cullinet Software è la prima azienda software ad essere quotata alla Borsa di New York. Ward Christensen e Randy Suess inventano Bbs (Bulletin Board System): il primo software che tramite il file sharing permette la messaggeria istantanea.
1979. Viene costituita la Olivetti Computer. Bob Metcalfe, dopo aver creato il protocollo Ethernet, fonda 3Com. Dan Bricken sviluppa VisiCalc: il primo foglio di calcolo della storia. La Cii-Honeywell Bull crea il compilatore ADA, denominato il “linguaggio perfetto“. Negli Usa e in Giappone vengono fatti i primi esperimenti di telefonia cellulare.
1980. Ashon-Tate lancia l’evoluzione del linguaggio Vulcan rinominandolo Dbase II. Oracle introduce Rdbms, il primo sistema relazionale per la gestione dei database. Robert Metcalfe con la sua 3Com inizia a commercializzare il protocollo Ethernet. Sinclair Research lancia ZX-80, al suo interno c’era il sistema operativo, il linguaggio di programmazione Sinclair BASIC ed un editor.
1981. Xerox inizia la vendita dello Star 8010, il primo computer con mouse e interfaccia grafica, e con la facoltà di connettere più computer tramite Lan. Gli Osborne Computer Corporation lanciano Osborne I, il primo personal computer portatile. Sony inizia la vendita del floppy disc da 3,5 pollici. Hayes presenta lo smart-modem 300, tuttora standard di riferimento. Commodore crea il primo home computer a forma di tastiera: il VIC-20, ne venderà oltre un milione. Compaiono i primi compact disc a lettura laser. Nasce Bitnet, primo network di posta elettronica e mailing list per utenti registrati.
1982. Viene fondata Autodesk, l’azienda che sviluppa Autocad sul software CAD. Mitch Kapor e Jonathan Sachs fondano Lotus lanciando lo stesso anno Lotus 1-2-3, il primo foglio elettronico. John Warnock e Charles Geschke fondano Adobe Systems, conosciuta in tutto il mondo per il lettore di Pdf Acrobat Reader. Scott Mc Nealy e Andy Bechtolsheim fondano Sun Microsystems, che deve il suo successo ai moltissimi software usati tutti i giorni: Java, OpenOffice, Solaris OS, VirtualBox e soprattutto il database MySQL. Ad aprile di quest’anno è stata acquistata da Oracle per 7.4 miliardi di dollari. Rod Canion, Jim Harris e Bill Murto – tre ex manager di Texas Instruments – fondano Compaq. Dal 2002 fa parte di Hewlett-Packard.
Commodore lancia il Commodore 64. Hp introduce HP 9000, la sua prima workstation. Microsoft dà in licenza MS-DOS a 50 costruttori di pc in poco meno di un anno e mezzo dal lancio. Time Magazine nomina il personal computer come “uomo dell’anno 1982”.
1983. Philip Kahn di Borland International presenta il Turbo Pascal, la versione velocizzata del celebre Pascal di Nicklaus Wirth.
Ray Norda entra in Novell e sviluppa il primo OS di rete: il Novell NetWare. Nasce il “networking software” per pc.
Nasce il Videotex: il primo sistema per trasmettere le informazioni tramite GUI usando la Tv. In Francia migliaia di famiglie usano la versione chiamata Minitel.
Compaq promuove Portable, il suo primo computer portatile.
Apple rilascia LISA: il primo computer dotato di mouse e di interfaccia grafica dell’azienda di Cupertino.
Hewlett-Packard con HP-150 introducono il dispositivo “touch screen” al loro ultimo personal computer.
Bearne Stroustrup dei Bell Labs inventa C++: una versione aggiornata e corretta del linguaggio di programmazione C.
Nei Bell Labs vengono sviluppati i primi telefoni cellulari.
Nasce il cd rom: il compact disc con memoria di massa per sola lettura .
1984. Sip, la vecchia Telecom Italia, inizia la sperimentazione dell’Isdn in Italia.
Viene fondata la più grande azienda produttrice di router: Cisco Systems.
Michael Dell fonda Dell Computers creando la prima azienda produttrice di computer su ordinazione.
Il Mit apre il Media Lab.
Apple manda sul mercato il suo personal computer di riferimento: nasce Macintosh.
William Gibson nel libro Neuromante usa per la prima volta il termine “cyberspace”.
La Apple presenta il programma di disegno grafico Mac Paint e il word processor Mac Write.
Sun sviluppa il Network File System (Nfs), il primo filesystem creato appositamente per collegare in remoto il computer ai dischi locali tramite la rete.
HP costruisce le prime stampanti “Deskjet” e ne definisce i due standard di riferimento: LaserJet e ThinkJet.
Microsoft supera i 100 milioni di dollari di ricavi.
1985. Steve Jobs lascia la Apple e fonda la Next. La mancata popolarità di Next non era dovuta alla scarsa qualità, ma perché fin troppo avanti coi tempi Difatti moltissime delle innovazioni che introdusse sono poi state integrate nei pc più diffusi, e le macchine della Next sono state spesso utilizzate come piattaforma di sviluppo per alcuni dei software che hanno cambiato la storia dell’informatica: lo sviluppo del Mac OsX al ritorno di Jobs alla Apple, il primo Web Browser e il primo Web Server creati da Berners-Lee.
Nasce Quantum Computer Services, la futura Aol, oggi il più grande service provider del mondo.
Microsoft rilascia Windows 1.0, il primo OS di Redmond che implementa un interfaccia grafica.
Steve Wozniak lascia definitivamente Apple.
Il C ++, progettato dai Bell Labs, viene messo a disposizione delle università.
Aldus lancia Page Maker per Macintosh, dando l’avvio al desktop publishing.
1986. Sip, Bt, France Télécom e Deutsche Telekom si accordano per l’introduzione del Gsm in Europa.
Federico Faggin e Carver Mead fondano Synaptics e sviluppano il chip neuronale.
Compaq introduce il pc Deskpro 386 togliendo definitivamente a Ibm la leadership nel settore.
Cisco introduce il router Tcp/Ip.
Steve Jobs rileva la Pixar – casa di produzione cinematografica specializzata in “computer generated imagery” – per 10 milioni di dollari. Nei 10 anni successivi diventa la casa di produzione con il maggior successo di tutti i tempi. Nel 2006 lo stesso Jobs vende l’azienda alla Disney per 7.4 miliardi di dollari con un guadagno di quasi cento volte quello del costo iniziale, a sua volta entrando nel CdA Disney come più grande azionista privato.
HP presenta la linea Spectrum, basata sull’architettura PA-RISC utilizzando una versione proprietaria del sistema operativo UNIX.
Toshiba inizia a produrre le prime flash memory.
Welcome to the Dungeon (c) 1986 Brain & Amjads (pvt) Ltd VIRUS_SHOE RECORD V9.0 Dedicated to the dynamic memories of millions of viruses who are no longer with us today - Thanks GOODNESS!! BEWARE OF THE er..VIRUS: this program is catching program follows after these messages....$#@%$@!!
Questo è il messaggio che appare nei computer infettati dal Pakistani Brain: il primo virus della storia conosciuto anche come “Influenza pakistana“.
1987. Apple fa lo spinn-off dell’attività software creando Claris: questa strategia è stata adottata per ovviare alle lamentele degli sviluppatori di terze parti per i software MacPaint e MacWrite integrati nel OsX di prima generazione.
3Com acquisisce US Robotics, una delle più importanti aziende di networking.
SGS-ATES e Thompson Semiconduttori si fondono e diventano SGS Thompson (poi ST Microelectronics), creando il più grande polo europeo nei semiconduttori. Il primo presidente fu Pasquale Pistorio.
Ibm lancia il PS/2: computer con standard di tutto rispetto quali il floppy da 3,5 pollici, lo standard grafico Vga, le memorie SIMM a 72 pin, le porte PS/2 per tastiera e mouse e, per la prima volta, il sistema operativo IBM OS/2 in collaborazione con Microsoft.
L’Enciclopedia Grolier è consultabile con Atari su compact disc.
Apple lancia il Macintosh II contenente anche HyperCard: il primo software per l’ipertesto comprendente anche HyperTalk, il primo linguaggio di programmazione dove i programmatori erano anche gli “autori” degli script.
1988. Nasce la Open Software Foundation (Osf) con l’obiettivo di creare uno standard aperto per un’implementazione del sistema operativo UNIX.
Microsoft rilascia Windows 2.0 e la prima versione di Excel.
Jeff Hawkins finisce il GridPad, uno dei primi computer portatili con il touch screen.
Microsoft annuncia Sql Server basato sulla tecnologia dei database Sybase su UNIX.
1989. Tim Berners-Lee e Robert Cailliau del Cern inventano l’L’HyperText Markup Language (HTML) e il World Wide Web.
Sun Microsystems introduce SPARCstation, SPARCserver e SPARCcenter nelle workstation su architettura SPARC .
Apple vende il primo Macintosh portatile.
Con l’arrivo del Compaq LTE 286, nasce il primo notebook con hard disk e floppy.
NFSnet è il primo il dorsale di Internet.
1990. Arriva in Italia il sistema che permette la rapida gestione della telefonia mobile. A lanciarla per la prima volta è Sip lsfruttando la tecnologia Tacs a 900 MHz.
Microsoft lancia Windows 3.0, “l’ambiente operativo” da integrare al DOS.
Arrivano i primi Macintosh di fascia bassa: classic, Lc e Iici.
Nasce “The World”, il primo servizio Isp in dial-up.
Nasce lo standard Pcmcia per schede elettroniche e carta di credito.
James Gosling di Sun Microsystems crea il linguaggio Oak, che diventerà Java 5 anni più tardi.
Il fatturato di Microsoft supera 1 miliardo di dollari.
1991. Linus Torvalds rilascia al mondo il kernel Linux: primo sistema operativo completamente libero e aperto agli sviluppatori tanto da annoverare centinaia di distribuzioni GNU/Linux nel suo carniere.
Il Cern di Ginevra ufficializza il primo server World Wide Web.
Microsoft presenta Visual Basic.
Apple rilascia il system seven per Macintosh.
Internet si apre agli utenti commerciali: nascono le prime dot-com.
Sun Microsystems rilascia il sistema operativo Solaris. Nel 2005, alcune parti del sistema vengono rilasciate con progetto Open Source creando la versione OpenSolaris.
“Internet è stata originariamente citata come un modello di superstrada; tuttavia, con l’esplosione del World Wide Web, Internet è diventata una super-autostrada informatica“. Al Gore – vice presidente americano dal 1993 al 2001, e Nobel per la Pace 2007 – conia il termine “Information superhighway”.
1992. Jeff Hawkins fonda Palm Computing creando il monopolio dei palmari nel mondo.
Ibm e Microsoft divorziano dopo 10 anni di collaborazione.
Apple presenta il primo sistema per palmari: Newton.
Microsoft rilascia Windows 3.1 e presenta la versione beta di Windows NT.
Booklink presenta il libro elettronico.
1993. Ibm registra perdite di 4,97 miliardi di dollari. Louis Gerstner diventa il nuovo ceo.
Intel rilascia il microprocessore Pentium.
Microsoft rilascia Windows NT.
Ibm lancia OS/2 2.1.
Mark Andreessen ed Eric Bina sviluppano il primo browser, Mosaic, sviluppato in origine per UNIX.
1994. Omnitel diventa il secondo operatore Gsm in Italia.
Olivetti e Power Computing acquisiscono i diritti per il sistema operativo di Apple Macintosh.
Nasce “Italia on Line” primo portale italiano di posta elettronica e indicizzazione su Internet.
Jim Clark e Mark Andreessen fondano Netscape e rilasciano il browser Navigator, il primo con ambiente grafico.
Viene rilasciato Linux 1.0.
Il Cern passa formalmente il controllo del World Wide Web al W3C (World Wide Web Consortium).
1995. Nasce TIM, azienda per la telefonia mobile distaccata da Telecom Italia, e viene quotata in Borsa.
Ibm acquista Lotus.
Sco rileva alcuni diritti di Unix da Novell: inizia l’espansione e le prime cause legali a Ibm.
Col rilascio di Windows 95, Microsoft inizia il predominio nei sistemi operativi.
Intel lancia Pentium Pro.
Microsoft rilascia il browser Explorer 2.0, per la prima volta integrato in Windows 95.
Sun lancia Java.
IPO (Initial Public Offering – Offerta Pubblica Iniziale) di Netscape: la terza più grande nella storia del Nasdaq.
Jeff Bezos fonda Amazon.
Pierre Omidyar fonda eBay, il più grande sito di annunci e aste online, e Craig Newmark fonda Craiglist la prima grande comunità online, la base dei moderni social nenetwork.
Jerry Wang e David Filo fondano Yahoo.
Il Php viene introdotto da Rasmus Lerdorf.
Nicholas Negroponte pubblica Essere digitali.
1996. Intel rilascia il Pentium a 200 MHz.
Microsoft e la rete televisiva Nbc danno vita a Msnbc.
Nokia 9000 Communicator, primo telefonino con connessione a Internet di serie.
1997. Intel presenta il microprocessore Pentium II.
Microsoft investe 150 milioni di dollari in Apple.
Apple rilascia il Mac OS 8.
Microsoft acquisisce Hotmail per 400 milioni di dollari, e di seguito implementando il Messenger.
1998. Compaq acquista Digital Corporation Equipment (Dec).
America-On-Line acquista Compuserve e Netscape Communications.
Viene fondata Tiscali da Renato Soru.
Ipo di eBay: cresce del 163% nel solo primo giorno.
Apple lancia iMac, senza floppy disc.
Microsoft lancia Windows 98.
Sergey Brin e Larry Page fondano Google.
Nasce Intermix, poi cambia il nome in eUniverse. Oggi è MySpace.
Arriva sul mercato il primo lettore mp3, l’MPMan F10.
Kevin Kelly conia il termine New Economy.
1999. Microsoft acquisisce Broadcast.com – una delle prime webradio in rete – per 5,7 miliardi di dollari.
Yahoo compra Geocities per 3,5 miliardi di dollari (lo chiuderà quest anno).
RDF Site Summary la prima versione RSS, per Netscape.
2000. AOL compra Time Warner.
Dalla fusione tra Confinity e X.com nasce PayPal: il primo servizio di micro pagamenti su vasta scala per il web.
Le major discografiche fanno chiudere Napster: il primo programma di file-sharing chiuso per violazione del copyright.
Esplode la bolla, il Nasdaq raggiunge quota 5000 per crollare a fine anno sotto i 2000.
2001. Wikipedia è online!.
Apple lancia sul mercato l’iPod.
Microsoft distribuisce Windows Xp.
2002. Lanciato Friendster, nasce l’era del social networking.
Nasce Linkedin, online l’anno dopo, il primo sito di social networking professionale.
Nasce Last.fm, prima webradio con social network integrato.
2003. Niklas Zennstrom e Janus Friis fondano Skype: è successo immediato per il primo servizio VoIP di massa.
I Mozilla Labs lanciano Firefox, probabilmente il miglior browser mai prodotto (e anche il più estensibile).
Google acquisisce Blogger: piattaforma blog tra le più famose e utilizzate.
Vivendi chiude MP3.com, acquisito nel 2001 per pochi spiccioli dovuto ai suoi problemi legali.
2004. “Linux for human beings” (Linux per esseri umani). Con queste parole – che ne diventeranno successivamente il motto – Mark Shuttleworth nell’aprile del 2004, riunisce un gruppo di sviluppatori per dar vita alla distribuzione Linux più semplice e performante mai sviluppata: Ubuntu.
Viene rilasciato Ruby on Rails, uno dei più noti framework open source scritti in Ruby, la cui parola d’ordine è “Don’t Repeat Yourself”.
Ludicorp, azienda di Vancouver, lancia Flickr, successivamente acquisiti entrambi da Yahoo.
2005. Tim O’Reilly pubblica “What Is Web 2.0”, il manifesto del nuovo mondo online.
Mark Zuckerberg, Dustin Moskovitz e Chris Hughes fondano Facebook: il social network multi-tutto che permette di socializzare con svariati strumenti a disposizione.
Tre dipendenti di PayPal lasciano l’azienda e creano YouTube, il più conosciuto e utilizzato sito di video sharing online.
Google lancia Maps: sito di ricerca e visualizzazione di mappe geografiche e itinerari.
2006. Amazon lancia i web services EC2 e S3 per il cloud serving & storage: il primo servizio permette di far girare le applicazioni dei clienti sull’infrastruttura di Amazon, mentre il secondo è un servizio di Web Hosting a pagamento dove è possibile riversare dati di qualsiasi genere - da 1 byte a 5 giga – per poi condividerli via link o torrent.
2007. Technorati (contrazione di Technological literati) – motore di ricerca per blog - conta oltre 100 milioni di blog.
Steve Jobs lancia l’Apple iPhone: il melafonino che ha cambiato il concetto di telefonia mobile.
La Obvious Corporation lancia Twitter: What are you doing?.
Alibaba viene quotata in Borsa, la seconda più grossa Offerta Pubblica Iniziale su aziende operanti in rete come dimensione dopo Google.
Microsoft lancia Windows Vista.
2008. Sun acquisisce MySQL per 1 miliardo di dollari stimando un guadagno di oltre 15 miliardi di dollari.
Google lancia Android: piattaforma per dispositivi mobili aperta e basata su Kernel Linux, nata per far concorrenza allo spietato schiacciasassi iPhone.
E siamo ai giorni nostri. Cosa è successo di eclatante in questo 2009? Si direbbe poca roba se pensiamo agli anni appena trascorsi: Facebook che supera i 200 milioni di utenti, Twitter ne conterebbe – secondo Forrester – all’incirca 8 milioni solo negli Usa. Possiamo dire della presunta morte dei blog a favore del microblogging: oltre ai duegià detti, si fanno i nomi di FrienFeed, LinkedIn e i vari aggregatori/estensori di notizie sparse nel vasto mare di internet . Possiamo dire del continuo e mutevole mondo del web 2.0 a favore (o a sfavore, chi può dirlo) del futuristico Web 3.0. Possiamo dire che a ottobre Microsoft lancerà Windows Seven. Possiamo dire questo e molto altro, ma cerchiamo di stare con i piedi per terra e raccontarvele alla fine di questo 2009. Sennò il piacere dov’è!
Byez!!
G2: nuove indiscrezioni sul telefono di Google
Il G2, il telefono di Google che utilizza il sistema operativo Android, sta per arrivare in Francia e Gran Bretagna e già si fanno le prime ipotesi anche per quanto riguatda l’uscita nel nostro Paese.
Quello che è certo è che negli altri due Paesi europei il telefono sarà distribuito già a partire da aprile e l’esclusiva appartiene alla compagnia telefonica Vodafone.
In Italia alcune voci indicano sia Vodafone che TIM alle prese con le licenze per l’uscita del nuovo prodotto, che non ha ancora una data ufficiale. Secondo alcune fonti sembra anche che TIM stia preparando l’uscita del primo telefono di questo tipo, l’Htc Dream, ribattezzato da tempo G1.
Alcune fonti di Vodafone hanno spiegato che il telefono potrebbe essere disponibile a partire dalla prossima primavera, senza specificare altri dettagli. Non si hanno notizie nemmeno sul prezzo e sulle condizioni tariffarie del prodotto, quando sarà messo in vendita.
Il business del gratuito
L’economia del “gratuito” è ormai un dato assodato: «Non una scelta ma una necessità a partire dal momento in cui l’esborso primario di un’azienda diventa qualcosa che abbia a che fare con il silicio». A dirlo non è l’uomo qualunque, ma un personaggio che della Freeconomics ne ha fatto un arte. Chris Anderson – direttore di Wired e teorico della “Coda lunga” -, nel suo ultimo libro – “Free” – non ancora pubblicato, ma largamente anticipato da un suo articolo proprio su Wired, inscena l’economia incentrata sul gratuito partendo dal web: il Web cambierà il mondo, e la Freeconomics farà la stessa cosa.
Alcuni esempi ci riguardano da vicino. Mettiamo il caso del computer: hardware e software amalgamati in un unico involucro che ci permettono di fare tutto. Di cambiare il mondo con il web. Il software rappresentato dal sistema operativo, cuore e anima di ogni computer, oggi non è più solo proprietario quindi a pagamento, ma può essere – lo è già – gratuito. Parliamo di Linux: il sistema operativo aperto e concentrato nel gratuito.
Parliamo del software che gira all’interno dei sistemi operativi – sia proprietari che liberi: un grande assortimento di guazzabugli spesso senza oneri se non quello di usarlo e segnalarne le anomalie agli sviluppatori.
Parliamo dei database per i siti web, ma non solo, dove il capo indiscusso è MySql acquisito da Sun per un miliardo di dollari all’inizio dello scorso anno, prevalentemente gratuito a parte qualche clausola per il commerciale, parliamo anche – ma soprattutto – di SQLite: database innovativo, aperto, gratuito e di pubblico dominio, sponsorizzato tra l’altro da Mozilla, Symbian e Adobe, ne fanno – oggi – uno dei più affidabili e usati database al mondo… del web chiaramente.
Ma parliamo anche di telefonia. Android, il sistema operativo nativo per cellulari sviluppato da Google, è l’oggetto dei desideri di qualsiasi geek alle prime e alle ultime armi. Gratuito, aperto, modificabile e infinitamente adattabile ad ogni circostanza. Tanto che il primo G-1 è bruttino esteticamente, ma sin da subito Htc e T-Mobile hanno creduto al progetto. Come crede al progetto Motorola con la prossima generazione di cellulari basati su Android.
Gtatuito dicevamo, lo è anche Android. E lo sono anche le migliaia di applicazioni create appositamente per il G-Phone, raggruppate nello store Android Market sulla falsariga dell’AppStore di Apple e il suo iPhone. La differenza con iPhone è solamente nella conduzione delle applicazioni: tutte gratuite per Android, a pagamento alcune – la maggior parte – per iPhone. E queste applicazioni non sono state disegnate da Google, ma dai vincitori dell’Android Developer Challenge: un concorso ideato dalla stessa azienda di Mountain View, che ha riversato nelle casse dei vincitori la somma di 10milioni di dollari. Quindi un’applicazione per l’utente, creata dall’utente. Tutto scaricabile gratuitamente. Dal web naturalmente.
Tutto per navigare sul web. Il cerchio si stringe attorno ad un unico caos tecnologico vivente: il web a misura d’uomo.
Ma come ci trasferiamo sul web in caso volessimo scaricare le gratuità della Grande Rete Globale? Ma con browser… anch’esso gratuito: Firefox il più famoso, Opera il più accattivante, e Chrome – il più intelligente – a breve anche per gli utenti del grande Core.
Google quindi. Da Re della ricerca, si trasforma a Re del tutto: “ci sono più di 3 miliardi di cellulari in funzione, e ogni anno il ricambio supera la soglia del miliardo, contro i 200 milioni di computer. Sono di fatto l’unico vero dispositivo tecnologico universale esistente, con il quale ormai più che telefonare si accede alla rete e ai suoi servizi”. Svelato il mistero? Certo, ma non solo. BigG ha fatto del gratuito il suo credo, come Anderson ha fatto de La coda lunga la sua linea di condotta verso tutto ciò che comporta la freeconomics.
Gratis è buono! Se diventa anche business…
Google lavora su un G2 con Android
Novità per Google Android! Mentre Samsung si prepara a lanciare il suo smartphone con Android nei prossimi mesi, delle voci di corridoio parlando della possibilità di un G2 in lavorazione da parte di Google.
Secondo Cnet, che riporta le indiscrezioni pubblicate su Cell Phone Signal, entro il prossimo mese di aprile potremo vedere nei negozi un nuovissimo T-Mobile G2 con fotocamera da 5 Megapixel, tutto completamente touchscreen e collegato ovunque senza fili.
Addirittura si ipotizza una possibile estensione anche ad altri operatori, ponendo fine in questo modo al privilegio di T-Mobile, che ha l’esclusiva su questi prodotti.
Google tappa Android
Il telefonino G1 di T-Mobile è stato il primo ad adottare la piattaforma Android, sostenuta da Google e lanciata poco tempo in pompa magna. Lo stesso googlefonino, però, presenta un bug tanto singolare quanto pericoloso: una qualunque parola scritta, in una qualsiasi applicazione, dagli editor di testo ai programmi di IM, viene interpretata come un comando con privilegi di sistema. In sostanza una vera e propria shell sempre attiva pronta a ricevere comand, anche pericolosi.
Il bug è stato confermato sulla versione RC29, mentre la RC19 sembra immune. Sia come sia Google ha ritenuto opportuno rilasciare la versione RC30 dove viene corretto il problema.
Dal topic ufficiale dove viene descritta la falla, l’utente jdhorvat racconta un episodio simpatico: “ero nel mezzo di una conversazione con la mia ragazza, quando mi ha chiesto perché non avevo risposto subito. La prima cosa che ho scritto è stato del testo dove compariva la parola “reboot” e con mia grande sorpresa il telefonino si è riavviato”.
Altri commenti sono arrivati anche da Charles Miller, ricercatore indipendente e già scopritore di una falla sul Googlefonino. Ha dichiarato: “È un problema veramente imbarazzante. È qualcosa che è stato utilizzato e che probabilmente si sono dimenticati di disattivare”.
Android scivola su una falla
Charles A. Miller colpisce ancora. Lo scopritore della falla su Safari, che gli ha permesso di vincere un MacBookAir in occasione della conferenza di CanSecWest, ha scovato un bug nel Googlefonino. A differenza di quanto successo alla conferenza, però, i dettagli sono stati diffusi presso il pubblico prima ancora di segnalarlo a Google, che è andata su tutte le furie.
La falla scovata riguarda il browser di default usato nel sistema operativo G1 (non solo Android è coinvolto, ma anche qualsiasi apparecchio che usi il OS made in Google) e permette di eseguire del codice da remoto sul dispositivo, permettendo l’installazione di qualsiasi cosa come trojan, backdoor e altro malware. Le informazioni diffuse specificano come sia necessaria la visione di una particolare pagina web.
Nonostante le potenzialità distruttive del bug, bigG ha immediatamente minimizzato il problema, in quanto tutto il sistema operativo è organizzato in zone isolate l’una dalle altre (sandbox). In parole povere qualsiasi applicazione malevola può causare dei danni solo nella sandbox dove è stata posizionata. Anche Miller è cosciente della progettazione dell’apparecchio, ma ha anche considerato come un qualsiasivoglia cracker possa ottenere informazioni sensibili, come il PIN della carta di credito se usata in acquisti via web e molto altro ancora.
Google, però, non si è tanto arrabbiata per aver scoperto che il proprio prodotto è fallato, cosa quanto mai normale considerando che è uscito da poche settimane, quanto per il fatto che Miller ha sparso ai quattro venti la presenza della falla stessa. Per l’azienda di Mountain View è stato “violato un codice non scritto tra aziende e ricercatori che è pensato per dare tempo ai produttori di correggere i problemi prima che vengano resi pubblici”. La difesa del ricercatore appare blanda, per lui l’obiettivo era avvisare quante più persone possibili della presenza della falla ed evitare furti di dati bancari, ma non ha segnalato in alcun modo il bug all’azienda né prima né immediatamente dopo l’intervista al New York Times.
Sia come sia Google ha già tappato la falla nella release Open Source per Android e sta lavorando con i propri partner, come T-Mobile e HTC, per risolvere il problema anche sulle altre piattaforme che includono G1. In contemporanea a tutto ciò si alzano le voci di chi ritiene il sistema di Google ancora troppo immaturo per essere diffuso presso il pubblico, dimenticandosi come scoprire falle in un software poco dopo il suo rilascio sia abbastanza normale.
Android liberticida, ma poco poco
Android come iPhone, Google non come Apple. Poco tempo dopo la presentazione dello smartphone made in Google, gli utenti si sono accorti che anche su questo gioiello della tecnologia è presente il trusted computing, più precisamente un kill switch che fa tabula rasa di qualunque software non gradito, come sul melafonino. Questo significa anche che il googlefonino comunicherà in modo pressoché costante le applicazioni installate a server remoti.
La mossa non deve stupire più di tanto se si considera che Steve Jobs a suo tempo aveva detto che “sarebbe folle non prevedere una leva di questo tipo”.
Al contrario di Apple, che di questa “funzione” non accennava nella licenza d’uso, Google ne fa cenno senza nascondersi dietro giri di parole, rischiando che siano terzi a scoprire il tutto. Nella licenza si legge, infatti:
“Qualora Google dovesse scoprire un prodotto che viola l’accordo di distribuzione con gli sviluppatori [...] in quel caso Google si riserva il diritto di rimuovere da remoto tale applicazione dal device a sua discrezione”.
Oltre a questo è doveroso ricordare come le differenze tra Apple e Google non si fermino qui. Le applicazioni, a differenza del prodotto dell’azienda di Cupertino, sono liberamente installabili senza alcun previo consenso. La limitazione, inoltre, pur non essendo stata sponsorizzata molto è comunque descritta e in caso di un suo uso, bigG prevede addirittura dei rimborsi e, nonostante siano tutte applicazioni gratuite, verranno trattate come prodotti commerciali qualsiasi. Per cui, rimborso entro 24 ore dal download e possibilità di installarlo infinite volte senza altre limitazioni.
Intanto arriva la smentita sulla produzione e messa in vendita di 1,5 milioni di G1. Al momento le stime si rivelano molto più basse ed è probabile che questa fantomatica cifra sia frutto di una previsione più che di un rilevamento sul campo.
Google Android T Mobile G1: funzionalità
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