Open in new windowUn lettore Mp3, un telefonino e quasi certamente un navigatore, oppure un palmare con il Gps. Sono tanti – forse troppi – i gadget, più o meno utili, che ogni giorno ci portiamo appresso e che sarebbe comodo fossero tutti integrabili in modo semplice in quella stanza di lamiera che è l’automobile.
Ed è proprio per consentire un utilizzo dei gadget personali che stanno cambiando il cruscotto dell’auto, l’impostazione tecnica, concettuale e operativa dei sistemi di bordo, soprattutto quelli votati all’intrattenimento. Sì, perché sono tramontati i tempi della tecnologia «proprietaria», quella che, magari mirabile e sofisticatissima, nasceva e moriva insieme all’auto mentre nel frattempo il mondo dell’hightech, dalla musica digitale ai telefonini, andava inesorabilmente avanti. Infatti, una macchina con tre anni di vita è ancora giovane e quando ne ha sei difficilmente è obsoleta.
Un telefonino di tre anni fa o un lettore mp3 di tale anzianità sono invece inesorabilmente condannati. Un esempio: a fine degli anni ’90 Ford offriva sistemi vivavoce integrati a bordo delle sue vetture. Costavano parecchio e funzionavano bene, ma avevano un difetto. Costringevano i proprietari a mantenere in vita il telefonino in dotazione: un Motorola, che nel ’98 era modernissimo, ma solo due anni dopo poteva sembrare un oggetto da modernariato tecnologico, mentre l’auto era ancora nuova. Altri costruttori, in passato, hanno puntato su strade analoghe con i medesimi risultati: nel giro di qualche anno la dotazione di accessori, compresi navigatore e sistemi audio, magari non mp3 compatibili, diventa inesorabilmente obsoleta.

Con la diffusione di tecnologie di stampo informatico, il proliferare nelle tasche degli automobilisti di lettori audio ad alta e altissima capacità con i quali ci si porta dietro sempre e comunque la propria musica, con l’arrivo dei cellulari Bluetooth che superano il problema della diversità dei cavi di collegamento a seconda del telefonino, ecco che diventa possibile un nuovo approccio più aperto, flessibile, aggiornabile che vede il cruscotto diventare una piattaforma alla quale si collegano — magari senza fili o con la porta Usb — player multimediali, dischi rigidi con audio e video per l’intrattenimento dei passeggeri e soluzioni per telefonare a mani libere o leggere gli sms sul display di bordo. Il tutto senza essere legati a una data marca o a un determinato modello: così sì può aggiornare la dotazione personale, senza per questo perdere l’integrazione con l’automobile.
Un paio di anni fa Bmw iniziò a offrire una connessione per l’iPod. La casa bavarese aveva capito che l’allora trendissimo player della mela bianca era il presente e il futuro della musica personale: a piedi, in casa e anche in automobile. Basta, dunque, con i cd replicati da tenere sparsi nell’abitacolo e nel cruscotto. È sufficiente un solo lettore individuale, ma deve essere adattato all’auto perché mica si può guidare maneggiando la rotella dell’iPod leggendo il titolo dei brani sul suo angusto schermo. La chiave di volta è rendere accessibile dall’auto — e in modo sicuro — le funzioni del telefono o del lettore, visualizzarli su uno schermo annegato tra gli strumenti ed ecco che l’auto sposa l’elettronica moderna in modo pratico ed economicamente conveniente. La nuova Bmw Serie 1 adesso ha una porta in più e non è di lamiera bensì è quella Usb, in modo da poter collegare chiavette e lettori di ogni sorta.

Ma la vera svolta verso il modo aperto è avvenuta l’anno scorso al salone di Ginevra quando Fiat ha presentato il sistema Blue&Me sviluppato con Microsoft che permette di gestire anche con comandi vocali il telefonino e il lettore Mp3, grazie a Bluetooth e alla porta Usb annegata nel cassettino portaguanti, mentre è possibile leggere sms o il titolo delle canzoni sul display del computer di bordo del cruscotto, lo stesso che avverte se le porte sono aperte.
Ai primi di gennaio Ford ha compiuto, sempre con la cooperazione di Microsoft, un ulteriore passo avanti nell’integrazione di device personali sulla rete dell’auto, denominata Can (car area network). Il sistema si chiama Sync e consente di gestire attraverso un display, comandi vocali, pulsanti al volante ogni tipo di telefonino e di riproduttore di audio digitale: dall’iPod a Zune fino al lettorino no brand. Il sistema – protagonista del Ces di Las Vegas – ha come punto di forza la sua aggiornabilità, il fatto di stare al passo con i tempi utilizzando interfaccia cablata Usb 2.0 e connettività senza fili Bluetooth. In tal modo il matrimonio tra auto ed elettronica, tra silicio e meccanica, che ha portato a cose mirabili come l’Abs salvavita o la gestione elettronica dei motori che li rende generazione dopo generazione più puliti, giunge a una nuova fase dove il baricentro si sposta dall’abitacolo all’automobilista, dalla tecnologia interna, fissa e inamovibile, a quella esterna, economica e portatile. E, mentre le case si affannano in queste soluzioni, già adesso è possibile esacerbare ancora di più il concetto: basta un navigatore portatile come il TomTom 910 per portarsi tutta la musica in auto e connettere qualsiasi cellulare via Bluetooth con tanto di lettura vocale degli sms. E per collegarlo all’impianto audio di bordo basta un cavetto.