Articoli con tag Blog

A caccia del Web 2.0

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Parecchi di voi si ricorderanno come qualche mese fa un aereo sorvolò la Statua della Libertà a New York, facendo credere alla popolazione un altro attacco kamikaze. Quell’aereo era l’Air Force One scortato da due F-16, ed era stato inviato dal direttore del Military Office della Casa Bianca, Louis Caldera, a scopo pubblicitario per farlo fotografare. Nulla di strano fin qui, se solo non fosse che i social network – Twitter in testa – hanno dato ampissimo risalto alla storia denunciando l’accaduto, e che sono costate il posto a Caldera.

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Sciopero dei blogger: 14 luglio in silenzio

zittiLa libertà d’informazione non ha prezzo e deve essere tutelata con ogni mezzo. Il decreto Alfano sulle intercettazioni, recentemente entrato in vigore, pone un freno molto pesante sulla pubblicazione di contenuti su giornali, siti internet e televisioni, perché introduce degli obblighi per i quali un blog o un sito che si occupa di informazione può pubblicare molto meno, dicendo meno cose e pagandola cara (anche con sanzioni penali) se viene effettuato un errore di questo tipo.

Non bisogna essere un portale gestito da una redazione per non essere assoggettati dal cosiddetto obbligo di rettifica, una norma adesso estesa a qualsiasi sito internet, anche il più piccolo diario personale, che impone l’obbligo ai gestori del sito di correggere immediatamente entro un tempo stabilito un’informazione pubblicata, subito dopo aver ricevuto una segnalazione da parte di un qualsiasi utente della rete.

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Wordpress 2.8: tutte le novità

wordpress28E’ stata rilasciata dal team di sviluppo la nuova versione del popolare cms per la creazione di blog e siti internet. Wordpress diventa quindi 2.8 qualche giorno fa e oggi si completa con la creazione dei file di localizzazione in lingua italiana.

Sono molte le caratteristiche che vengono aggiunte in questa versione. Tra quelle più importanti ci sono sicuramente un nuovo sistema di gestione dei widgets, che adesso si possono spostare trascinandoli sulla schermata del pannello di amministrazione, la nuova interfaccia per la gestione dei templates grafici (come per i plugin sarà possibile sceglierli direttamente dal pannello di amministrazione ed installarli con pochi clic), l’aggiornamento automatico dell’orario in base al fuso e all’ora legale, il supporto al modulo url rewrite IIS 7.0.

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Elettronica e tecnologia: dagli albori ai giorni nostri – terza parte

Gli anni ottanta sono stati cruciali per il computer diventato finalmente “personale”, con gli anni novanta si apre l’era di “Internet” e nel decennio successivo esplode la bolla della “new economy” e il “Web 2.0″.

Ci eravamo lasciati con il 1976 quando Steve Jobs e Steve Wozniak fondano Apple dando il via al computer a interfaccia grafica che usiamo a casa tutti noi, nel 1977 Larry Ellison fonda Oracle, l’azienda che detiene il monopolio dei database (MySQL e Sun per far due nomi), Apple e Commodore iniziano la vendita di Apple II (il primo pc da catena di montaggio) e PET (il primo personal computer dell’azienda di Jack Tramiel) e Datapoint introduce ArcSystem (ARCnet), la prima Lan. In New Jersey apre il primo negozio della catena ComputerLand.

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La rete risponde: Internet, che meraviglia!

Internet è il mezzo più importante per fare informazione, creare conoscenza, aggregare gli utenti tra loro soprattutto quando le idee non sono propriamente uguali. Ma Internet è anche un mezzo per creare disinformazione o per aggiungere quel valore disgiunto che crea diffamazione, offese, vendetta e commenti tutt’altro che costruttivi. Internet sembra lo scatafascio della nostra società. A volte.
Capita che viene pubblicato un articolo su un sito o un post su un blog, e a sua volta viene ripreso dagli aggregatori online e fatto girare per la rete disperdendone il pensiero originale. Capita che lo stesso articolo venga commentato malamente su uno di questi aggregatori, e l’autore, per la dispersività, non abbia un’immediata possibilità di ribattere alle tesi del commento. Capita invece che il commento offensivo viene fatto al post originale e l’autore non lo pubblichi perché ritiene diffamatorio nei suoi confronti o di altre persone. Se invece il commento viene pubblicato automaticamente perché il sistema è stato predisposto per tale motivo, allora i guai sono dietro l’angolo.

Il proprietario di un blog è l’unico a decidere quando un commento può essere pubblicato e quando invece può arrecare un danno a terzi: questo – secondo me – è il senso di responsabilità verso i propri lettori. Ma qualcuno lo chiama censura.
Però, se si leggono i disclaimer del blog (visibili nella stragrande maggioranza), spesso si capiscono le motivazioni reali di tale comportamento e la primissima impressione lascia spazio alla vera causale dell’oscuramento.

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La rete risponde: Intelligenza Artificiale

Tutti lo cercano e tutti ne parlano: il motore di ricerca del futuro è Wolfram Alpha! Alpha solo per il momento, considerando la velocità di sviluppo che mantiene.

Da un paio di giorni è online il motore di ricerca che si dice soppianterà Google nella ricerca, ma non si tratta di un semplice motore che vi trova le notizie correlate alle vostre keywords, no, si tratta di qualcosa molto più tecnico, più specifico, più esatto e più correlato da dati reali su ciò che state cercando: fate il conto che non vi ricerca i siti dove è ricorrente la parola o la frase digitata, ma vi da delle vere e proprie indicazioni su “cos’è” il vostro termine. Il metro di paragone di Wolfram è Wikipedia, non Google. Per cui se cercate una parola – Citynews, ad esempio – non vi indica il percorso tramite l’Url, ma descrive la storia del nostro magazine. È chiaro che ancora non ci trovate, però l’esempio è calzante.

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La rete risponde: Gradi di separazione nei Social network

Una volta c’era Irc, poi sono nati i vari forum, le chat, l’Msn e il VoIP. Oggi vanno in voga i social network: ma alla fine si tratta di forme più o meno diverse di intrattenimento e aggregazione tra utenti.
Abbiamo avuto modo di conoscere ed imparare ad usare Twitter, Facebook e Friendfeed, Meemi, MySpace e LinkedIn, Netlog, Ning e Badoo, e la lista potrebbe continuare all’infinito. All’orizzonte adesso si è affacciato un nuovo, ennesimo, social network che vorrebbe aggregare gli utenti della rete: forzasilvio.it.

forzasilvio.it

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Internet e i giornali

giornaleFino a non molto tempo fa, era classica l’immagine del marito che tornasse stanco a casa dal lavoro, si sedesse in poltrona e cominciasse a leggere il giornale. Ebbene sì, il giornale: magari comprato fresco fresco la mattina o la sera prima. Allora ci si teneva aggiornati così, quando le distanze erano più lunghe e tutto faceva gola.

In seguito è arrivata la televisione e con essa il telegiornale, che elencava fatti ed eventi svoltisi in giornata o qualche giorno prima. Una rivoluzione: ognuno poteva avere, in casa propria, una rassegna di notizie in tempi molto più brevi che non se fossero state pubblicate su quotidiani (senza contare che non vi era la fatica, un tempo effettiva, della lettura: le notizie potevano venire ascoltate e guardate su schermo). La televisione entrava nelle case e portava anche questo genere di novità, che poi condizioneranno moltissimo, negli anni a venire, i costumi e le abitudini della gente.

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La rete risponde: Vivere e morire in rete

La parola d’ordine di questi ultimi giorni è una sola: i blog sono morti? Certo, la cosa ormai è ciclica: ogni tot periodo si parla della vera o presunta morte dei blog, non tanto come forma di scrittura correlata da link e rimandi a questo o a quell’articolo di giornale – o blog, naturalmente -, ma come forma analitica di pensiero che fu, e che forse non c’è più o tende a scomparire.

Partiamo con degli spunti analitici. Un paio di mesi fa, Akille pubblicò sul suo blog una riflessione su FriendFeed che, per quel che vale, tendo a condividere. Akille non tenta di sminuire il potere mediatico che sta acquisendo FF in questi ultimi tempi, ma al contrario cerca di rendere giustizia ai blog, e, perché no, anche all’uso “corretto” di FriendFeed. Non lo stiamo scoprendo adesso che i blogger e gli utenti dei blog si stiano spostando verso piattaforme più o meno veloci, più o meno nuove e più o meno in tempo reale. Una di queste è sicuramente FF. Io, ad esempio, non mi ero mai posto il problema di veicolare i miei contenuti su più piattaforme che siano, nella sostanza, diverse dal blog. Appare naturale, agli addetti ai lavori, inserire qualsiasi cosa sul blog o sul Tumblr: “Però è ormai un fatto che certe cose per cui uno usava il blog, o un certo tipo di blog ora funzionano meglio altrove“. Vero! “Questo potrebbe portare ad un cambiamento reale. Tipo contenuti seri di qua e cazzeggio di là, post professionali o approfonditi di qua e organizzazione cene e birre di là, blog sempre più a tema e pagine di FF a “rutto libero”“. Si potrebbe fare? Probabilmente sì perché è il senso della piattaforma di microblogging.

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Di che pasta siamo fatti

L’emendamento D’Alia sul pacchetto sicurezza appena varato dal Governo e la nuova proposta anti pedofilia della Carlucci, che sta facendo urlare alla solita legge anti pirateria, stanno facendo parlare non soltanto la blogosfera italiana, ma anche quella straniera. È di ieri un articolo del nostro Luca Sofri sull’Huffington Post, dove chiarisce – anche agli americani – quello che noi già sappiamo: “Italian politicians simply don’t know what they’re talking about and what they’re doing (and sadly, it’s not just about the web): they look for publicity on people’s ignorant fears and are obedient to economic interests smarter than them. They think they are the only ones in the world worried about what happens on the web, and don’t ask anybody what the hell people are thinking in the other countries. The MP who signed the law said in an interview that if Facebook or YouTube should not respect these rules, “they don’t deserve the State’s respect”, and they should be “closed”. They’re not bad people: they’re worse.Prosegui la lettura »

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