Lassù, a 2000 anni luce, ci potrebbe essere qualcuno che ci osserva! E’ stato scoperto, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi di diversi Stati del mondo, un nuovo sistema planetario dalle caratteristiche sorprendenti. E’ stata la sonda Keplero ad immortalarlo durante l’esplorazione dello spazio, e ha rivelato un sistema composto da una stella, [...]
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A caccia del Web 2.0
Parecchi di voi si ricorderanno come qualche mese fa un aereo sorvolò la Statua della Libertà a New York, facendo credere alla popolazione un altro attacco kamikaze. Quell’aereo era l’Air Force One scortato da due F-16, ed era stato inviato dal direttore del Military Office della Casa Bianca, Louis Caldera, a scopo pubblicitario per farlo fotografare. Nulla di strano fin qui, se solo non fosse che i social network – Twitter in testa – hanno dato ampissimo risalto alla storia denunciando l’accaduto, e che sono costate il posto a Caldera.
Dopo tre mesi, il Pentagono ha stilato un rapporto dove mette in luce “i rischi per la sicurezza nazionale dovuti all’esistenza dei siti di Social Networking”, ma come allo stesso modo stia monitorando il web 2.0 per avviare future forme di “contenimento”. Già nel 2006, l’aviazione USA aveva finanziato un progetto di controllo sui social network dal costo di 450mila dollari, con lo scopo di stabilire se la rete sociale fosse utile alla lotta al terrorismo e, soprattutto, se queste informazioni potevano essere credibili o meno. Un sistema informatico all’avanguardia elaborava le migliaia di conversazioni sparse per la rete, ed elaborava i dati sensibili dal “cazzeggio” internettiano, distinguendo facilmente gli uni dagli altri.
Nel frattempo i Marines hanno chiuso la rete intranet militare per l’accesso ad internet, onde evitare che i soldati diano informazioni “sensibili” agli avversari indirettamente e senza farlo apposta. Si nota, quindi, che per lo Stato americano il web 2.0 sia allo stesso tempo utile e pieno di risorse, ma minaccioso perché facilmente incontrollabile.
Ed esattamente per questo scopo che non è difficile comprendere il perché, dal 2007, sono operative due task force di Marines che operano nel controllo e nella diffusione di messaggi diffusi dalla stessa US Air Force, constatando come nell’arco di pochissimi minuti vengono pubblicate le immagini dell’aereo di New York – con tre tweet al minuto ma scemando col passare dei giorni – mentre sui blog la notizia è rimasta molto più a lungo tra le notizie più commentate.
Qualcuno afferma come sia stupefacente questa fuga di notizie verso l’esterno, trattandosi di notizie militari. Non è ne’ stupefacente, ne’ la classica talpa all’interno del Pentagono: si tratta semplicemente del Freedom of Information Act in cui anche i militari sono costretti, loro malgrado, ad informare l’opinione pubblica dei rapporti e dei progetti in corso.
Incombe l’era di internet, e anche le giacche blu devono sottostare a certe regole imposte dall’innovazione. Forse…
[Image by jamesfletcher on Flickr]
Sciopero dei blogger: 14 luglio in silenzio
La libertà d’informazione non ha prezzo e deve essere tutelata con ogni mezzo. Il decreto Alfano sulle intercettazioni, recentemente entrato in vigore, pone un freno molto pesante sulla pubblicazione di contenuti su giornali, siti internet e televisioni, perché introduce degli obblighi per i quali un blog o un sito che si occupa di informazione può pubblicare molto meno, dicendo meno cose e pagandola cara (anche con sanzioni penali) se viene effettuato un errore di questo tipo.
Non bisogna essere un portale gestito da una redazione per non essere assoggettati dal cosiddetto obbligo di rettifica, una norma adesso estesa a qualsiasi sito internet, anche il più piccolo diario personale, che impone l’obbligo ai gestori del sito di correggere immediatamente entro un tempo stabilito un’informazione pubblicata, subito dopo aver ricevuto una segnalazione da parte di un qualsiasi utente della rete.
Tutte regole che non possono essere accettate da chi fa della rete un veicolo per il libero pensiero e la libera espressione di idee e personali pareri. Per questo Alessandro Gilioli, blogger e giornalista dell’Espresso, ha lanciato un’iniziativa che ha visto già l’adesione di centinaia di gestori di siti internet.
Il 14 luglio, insieme ai giornalisti della stampa, del web e delle televisioni italiane, anche i blogger non posteranno, saranno in sciopero contro chi vuole il silenzio. Un giorno di silenzio, per evitare altri 364 giorni di silenzio. Almeno questo è l’obiettivo sperato. Un giorno triste, per ricordare a tutti che esprimersi è un diritto e un dovere di ogni essere umano.
Anche questo sito non può che accogliere con fiducia la proposta. Il 14 luglio saremo un giorno in silenzio, con questo post in evidenza in home page che spiega il motivo di questa scelta.
Chi volesse avere maggiori informazioni può visitare il blog di Gilioli o aderire al progetto sul social network ufficiale dell’iniziativa.
WordPress 2.8: tutte le novità
E’ stata rilasciata dal team di sviluppo la nuova versione del popolare cms per la creazione di blog e siti internet. WordPress diventa quindi 2.8 qualche giorno fa e oggi si completa con la creazione dei file di localizzazione in lingua italiana.
Sono molte le caratteristiche che vengono aggiunte in questa versione. Tra quelle più importanti ci sono sicuramente un nuovo sistema di gestione dei widgets, che adesso si possono spostare trascinandoli sulla schermata del pannello di amministrazione, la nuova interfaccia per la gestione dei templates grafici (come per i plugin sarà possibile sceglierli direttamente dal pannello di amministrazione ed installarli con pochi clic), l’aggiornamento automatico dell’orario in base al fuso e all’ora legale, il supporto al modulo url rewrite IIS 7.0.
Il pacchetto può essere scaricato dal sito ufficiale della community italiana.
Elettronica e tecnologia: dagli albori ai giorni nostri – terza parte

Gli anni ottanta sono stati cruciali per il computer diventato finalmente “personale”, con gli anni novanta si apre l’era di “Internet” e nel decennio successivo esplode la bolla della “new economy” e il “Web 2.0″.
Ci eravamo lasciati con il 1976 quando Steve Jobs e Steve Wozniak fondano Apple dando il via al computer a interfaccia grafica che usiamo a casa tutti noi, nel 1977 Larry Ellison fonda Oracle, l’azienda che detiene il monopolio dei database (MySQL e Sun per far due nomi), Apple e Commodore iniziano la vendita di Apple II (il primo pc da catena di montaggio) e PET (il primo personal computer dell’azienda di Jack Tramiel) e Datapoint introduce ArcSystem (ARCnet), la prima Lan. In New Jersey apre il primo negozio della catena ComputerLand.
1978. In Giappone Seiko fonda la Epson dal nome della stampante più venduta, la EP: “Son of EP” quindi Epson. Cullinet Software è la prima azienda software ad essere quotata alla Borsa di New York. Ward Christensen e Randy Suess inventano Bbs (Bulletin Board System): il primo software che tramite il file sharing permette la messaggeria istantanea.
1979. Viene costituita la Olivetti Computer. Bob Metcalfe, dopo aver creato il protocollo Ethernet, fonda 3Com. Dan Bricken sviluppa VisiCalc: il primo foglio di calcolo della storia. La Cii-Honeywell Bull crea il compilatore ADA, denominato il “linguaggio perfetto“. Negli Usa e in Giappone vengono fatti i primi esperimenti di telefonia cellulare.
1980. Ashon-Tate lancia l’evoluzione del linguaggio Vulcan rinominandolo Dbase II. Oracle introduce Rdbms, il primo sistema relazionale per la gestione dei database. Robert Metcalfe con la sua 3Com inizia a commercializzare il protocollo Ethernet. Sinclair Research lancia ZX-80, al suo interno c’era il sistema operativo, il linguaggio di programmazione Sinclair BASIC ed un editor.
1981. Xerox inizia la vendita dello Star 8010, il primo computer con mouse e interfaccia grafica, e con la facoltà di connettere più computer tramite Lan. Gli Osborne Computer Corporation lanciano Osborne I, il primo personal computer portatile. Sony inizia la vendita del floppy disc da 3,5 pollici. Hayes presenta lo smart-modem 300, tuttora standard di riferimento. Commodore crea il primo home computer a forma di tastiera: il VIC-20, ne venderà oltre un milione. Compaiono i primi compact disc a lettura laser. Nasce Bitnet, primo network di posta elettronica e mailing list per utenti registrati.
1982. Viene fondata Autodesk, l’azienda che sviluppa Autocad sul software CAD. Mitch Kapor e Jonathan Sachs fondano Lotus lanciando lo stesso anno Lotus 1-2-3, il primo foglio elettronico. John Warnock e Charles Geschke fondano Adobe Systems, conosciuta in tutto il mondo per il lettore di Pdf Acrobat Reader. Scott Mc Nealy e Andy Bechtolsheim fondano Sun Microsystems, che deve il suo successo ai moltissimi software usati tutti i giorni: Java, OpenOffice, Solaris OS, VirtualBox e soprattutto il database MySQL. Ad aprile di quest’anno è stata acquistata da Oracle per 7.4 miliardi di dollari. Rod Canion, Jim Harris e Bill Murto – tre ex manager di Texas Instruments – fondano Compaq. Dal 2002 fa parte di Hewlett-Packard.
Commodore lancia il Commodore 64. Hp introduce HP 9000, la sua prima workstation. Microsoft dà in licenza MS-DOS a 50 costruttori di pc in poco meno di un anno e mezzo dal lancio. Time Magazine nomina il personal computer come “uomo dell’anno 1982”.
1983. Philip Kahn di Borland International presenta il Turbo Pascal, la versione velocizzata del celebre Pascal di Nicklaus Wirth.
Ray Norda entra in Novell e sviluppa il primo OS di rete: il Novell NetWare. Nasce il “networking software” per pc.
Nasce il Videotex: il primo sistema per trasmettere le informazioni tramite GUI usando la Tv. In Francia migliaia di famiglie usano la versione chiamata Minitel.
Compaq promuove Portable, il suo primo computer portatile.
Apple rilascia LISA: il primo computer dotato di mouse e di interfaccia grafica dell’azienda di Cupertino.
Hewlett-Packard con HP-150 introducono il dispositivo “touch screen” al loro ultimo personal computer.
Bearne Stroustrup dei Bell Labs inventa C++: una versione aggiornata e corretta del linguaggio di programmazione C.
Nei Bell Labs vengono sviluppati i primi telefoni cellulari.
Nasce il cd rom: il compact disc con memoria di massa per sola lettura .
1984. Sip, la vecchia Telecom Italia, inizia la sperimentazione dell’Isdn in Italia.
Viene fondata la più grande azienda produttrice di router: Cisco Systems.
Michael Dell fonda Dell Computers creando la prima azienda produttrice di computer su ordinazione.
Il Mit apre il Media Lab.
Apple manda sul mercato il suo personal computer di riferimento: nasce Macintosh.
William Gibson nel libro Neuromante usa per la prima volta il termine “cyberspace”.
La Apple presenta il programma di disegno grafico Mac Paint e il word processor Mac Write.
Sun sviluppa il Network File System (Nfs), il primo filesystem creato appositamente per collegare in remoto il computer ai dischi locali tramite la rete.
HP costruisce le prime stampanti “Deskjet” e ne definisce i due standard di riferimento: LaserJet e ThinkJet.
Microsoft supera i 100 milioni di dollari di ricavi.
1985. Steve Jobs lascia la Apple e fonda la Next. La mancata popolarità di Next non era dovuta alla scarsa qualità, ma perché fin troppo avanti coi tempi Difatti moltissime delle innovazioni che introdusse sono poi state integrate nei pc più diffusi, e le macchine della Next sono state spesso utilizzate come piattaforma di sviluppo per alcuni dei software che hanno cambiato la storia dell’informatica: lo sviluppo del Mac OsX al ritorno di Jobs alla Apple, il primo Web Browser e il primo Web Server creati da Berners-Lee.
Nasce Quantum Computer Services, la futura Aol, oggi il più grande service provider del mondo.
Microsoft rilascia Windows 1.0, il primo OS di Redmond che implementa un interfaccia grafica.
Steve Wozniak lascia definitivamente Apple.
Il C ++, progettato dai Bell Labs, viene messo a disposizione delle università.
Aldus lancia Page Maker per Macintosh, dando l’avvio al desktop publishing.
1986. Sip, Bt, France Télécom e Deutsche Telekom si accordano per l’introduzione del Gsm in Europa.
Federico Faggin e Carver Mead fondano Synaptics e sviluppano il chip neuronale.
Compaq introduce il pc Deskpro 386 togliendo definitivamente a Ibm la leadership nel settore.
Cisco introduce il router Tcp/Ip.
Steve Jobs rileva la Pixar – casa di produzione cinematografica specializzata in “computer generated imagery” – per 10 milioni di dollari. Nei 10 anni successivi diventa la casa di produzione con il maggior successo di tutti i tempi. Nel 2006 lo stesso Jobs vende l’azienda alla Disney per 7.4 miliardi di dollari con un guadagno di quasi cento volte quello del costo iniziale, a sua volta entrando nel CdA Disney come più grande azionista privato.
HP presenta la linea Spectrum, basata sull’architettura PA-RISC utilizzando una versione proprietaria del sistema operativo UNIX.
Toshiba inizia a produrre le prime flash memory.
Welcome to the Dungeon (c) 1986 Brain & Amjads (pvt) Ltd VIRUS_SHOE RECORD V9.0 Dedicated to the dynamic memories of millions of viruses who are no longer with us today - Thanks GOODNESS!! BEWARE OF THE er..VIRUS: this program is catching program follows after these messages....$#@%$@!!
Questo è il messaggio che appare nei computer infettati dal Pakistani Brain: il primo virus della storia conosciuto anche come “Influenza pakistana“.
1987. Apple fa lo spinn-off dell’attività software creando Claris: questa strategia è stata adottata per ovviare alle lamentele degli sviluppatori di terze parti per i software MacPaint e MacWrite integrati nel OsX di prima generazione.
3Com acquisisce US Robotics, una delle più importanti aziende di networking.
SGS-ATES e Thompson Semiconduttori si fondono e diventano SGS Thompson (poi ST Microelectronics), creando il più grande polo europeo nei semiconduttori. Il primo presidente fu Pasquale Pistorio.
Ibm lancia il PS/2: computer con standard di tutto rispetto quali il floppy da 3,5 pollici, lo standard grafico Vga, le memorie SIMM a 72 pin, le porte PS/2 per tastiera e mouse e, per la prima volta, il sistema operativo IBM OS/2 in collaborazione con Microsoft.
L’Enciclopedia Grolier è consultabile con Atari su compact disc.
Apple lancia il Macintosh II contenente anche HyperCard: il primo software per l’ipertesto comprendente anche HyperTalk, il primo linguaggio di programmazione dove i programmatori erano anche gli “autori” degli script.
1988. Nasce la Open Software Foundation (Osf) con l’obiettivo di creare uno standard aperto per un’implementazione del sistema operativo UNIX.
Microsoft rilascia Windows 2.0 e la prima versione di Excel.
Jeff Hawkins finisce il GridPad, uno dei primi computer portatili con il touch screen.
Microsoft annuncia Sql Server basato sulla tecnologia dei database Sybase su UNIX.
1989. Tim Berners-Lee e Robert Cailliau del Cern inventano l’L’HyperText Markup Language (HTML) e il World Wide Web.
Sun Microsystems introduce SPARCstation, SPARCserver e SPARCcenter nelle workstation su architettura SPARC .
Apple vende il primo Macintosh portatile.
Con l’arrivo del Compaq LTE 286, nasce il primo notebook con hard disk e floppy.
NFSnet è il primo il dorsale di Internet.
1990. Arriva in Italia il sistema che permette la rapida gestione della telefonia mobile. A lanciarla per la prima volta è Sip lsfruttando la tecnologia Tacs a 900 MHz.
Microsoft lancia Windows 3.0, “l’ambiente operativo” da integrare al DOS.
Arrivano i primi Macintosh di fascia bassa: classic, Lc e Iici.
Nasce “The World”, il primo servizio Isp in dial-up.
Nasce lo standard Pcmcia per schede elettroniche e carta di credito.
James Gosling di Sun Microsystems crea il linguaggio Oak, che diventerà Java 5 anni più tardi.
Il fatturato di Microsoft supera 1 miliardo di dollari.
1991. Linus Torvalds rilascia al mondo il kernel Linux: primo sistema operativo completamente libero e aperto agli sviluppatori tanto da annoverare centinaia di distribuzioni GNU/Linux nel suo carniere.
Il Cern di Ginevra ufficializza il primo server World Wide Web.
Microsoft presenta Visual Basic.
Apple rilascia il system seven per Macintosh.
Internet si apre agli utenti commerciali: nascono le prime dot-com.
Sun Microsystems rilascia il sistema operativo Solaris. Nel 2005, alcune parti del sistema vengono rilasciate con progetto Open Source creando la versione OpenSolaris.
“Internet è stata originariamente citata come un modello di superstrada; tuttavia, con l’esplosione del World Wide Web, Internet è diventata una super-autostrada informatica“. Al Gore – vice presidente americano dal 1993 al 2001, e Nobel per la Pace 2007 – conia il termine “Information superhighway”.
1992. Jeff Hawkins fonda Palm Computing creando il monopolio dei palmari nel mondo.
Ibm e Microsoft divorziano dopo 10 anni di collaborazione.
Apple presenta il primo sistema per palmari: Newton.
Microsoft rilascia Windows 3.1 e presenta la versione beta di Windows NT.
Booklink presenta il libro elettronico.
1993. Ibm registra perdite di 4,97 miliardi di dollari. Louis Gerstner diventa il nuovo ceo.
Intel rilascia il microprocessore Pentium.
Microsoft rilascia Windows NT.
Ibm lancia OS/2 2.1.
Mark Andreessen ed Eric Bina sviluppano il primo browser, Mosaic, sviluppato in origine per UNIX.
1994. Omnitel diventa il secondo operatore Gsm in Italia.
Olivetti e Power Computing acquisiscono i diritti per il sistema operativo di Apple Macintosh.
Nasce “Italia on Line” primo portale italiano di posta elettronica e indicizzazione su Internet.
Jim Clark e Mark Andreessen fondano Netscape e rilasciano il browser Navigator, il primo con ambiente grafico.
Viene rilasciato Linux 1.0.
Il Cern passa formalmente il controllo del World Wide Web al W3C (World Wide Web Consortium).
1995. Nasce TIM, azienda per la telefonia mobile distaccata da Telecom Italia, e viene quotata in Borsa.
Ibm acquista Lotus.
Sco rileva alcuni diritti di Unix da Novell: inizia l’espansione e le prime cause legali a Ibm.
Col rilascio di Windows 95, Microsoft inizia il predominio nei sistemi operativi.
Intel lancia Pentium Pro.
Microsoft rilascia il browser Explorer 2.0, per la prima volta integrato in Windows 95.
Sun lancia Java.
IPO (Initial Public Offering – Offerta Pubblica Iniziale) di Netscape: la terza più grande nella storia del Nasdaq.
Jeff Bezos fonda Amazon.
Pierre Omidyar fonda eBay, il più grande sito di annunci e aste online, e Craig Newmark fonda Craiglist la prima grande comunità online, la base dei moderni social nenetwork.
Jerry Wang e David Filo fondano Yahoo.
Il Php viene introdotto da Rasmus Lerdorf.
Nicholas Negroponte pubblica Essere digitali.
1996. Intel rilascia il Pentium a 200 MHz.
Microsoft e la rete televisiva Nbc danno vita a Msnbc.
Nokia 9000 Communicator, primo telefonino con connessione a Internet di serie.
1997. Intel presenta il microprocessore Pentium II.
Microsoft investe 150 milioni di dollari in Apple.
Apple rilascia il Mac OS 8.
Microsoft acquisisce Hotmail per 400 milioni di dollari, e di seguito implementando il Messenger.
1998. Compaq acquista Digital Corporation Equipment (Dec).
America-On-Line acquista Compuserve e Netscape Communications.
Viene fondata Tiscali da Renato Soru.
Ipo di eBay: cresce del 163% nel solo primo giorno.
Apple lancia iMac, senza floppy disc.
Microsoft lancia Windows 98.
Sergey Brin e Larry Page fondano Google.
Nasce Intermix, poi cambia il nome in eUniverse. Oggi è MySpace.
Arriva sul mercato il primo lettore mp3, l’MPMan F10.
Kevin Kelly conia il termine New Economy.
1999. Microsoft acquisisce Broadcast.com – una delle prime webradio in rete – per 5,7 miliardi di dollari.
Yahoo compra Geocities per 3,5 miliardi di dollari (lo chiuderà quest anno).
RDF Site Summary la prima versione RSS, per Netscape.
2000. AOL compra Time Warner.
Dalla fusione tra Confinity e X.com nasce PayPal: il primo servizio di micro pagamenti su vasta scala per il web.
Le major discografiche fanno chiudere Napster: il primo programma di file-sharing chiuso per violazione del copyright.
Esplode la bolla, il Nasdaq raggiunge quota 5000 per crollare a fine anno sotto i 2000.
2001. Wikipedia è online!.
Apple lancia sul mercato l’iPod.
Microsoft distribuisce Windows Xp.
2002. Lanciato Friendster, nasce l’era del social networking.
Nasce Linkedin, online l’anno dopo, il primo sito di social networking professionale.
Nasce Last.fm, prima webradio con social network integrato.
2003. Niklas Zennstrom e Janus Friis fondano Skype: è successo immediato per il primo servizio VoIP di massa.
I Mozilla Labs lanciano Firefox, probabilmente il miglior browser mai prodotto (e anche il più estensibile).
Google acquisisce Blogger: piattaforma blog tra le più famose e utilizzate.
Vivendi chiude MP3.com, acquisito nel 2001 per pochi spiccioli dovuto ai suoi problemi legali.
2004. “Linux for human beings” (Linux per esseri umani). Con queste parole – che ne diventeranno successivamente il motto – Mark Shuttleworth nell’aprile del 2004, riunisce un gruppo di sviluppatori per dar vita alla distribuzione Linux più semplice e performante mai sviluppata: Ubuntu.
Viene rilasciato Ruby on Rails, uno dei più noti framework open source scritti in Ruby, la cui parola d’ordine è “Don’t Repeat Yourself”.
Ludicorp, azienda di Vancouver, lancia Flickr, successivamente acquisiti entrambi da Yahoo.
2005. Tim O’Reilly pubblica “What Is Web 2.0”, il manifesto del nuovo mondo online.
Mark Zuckerberg, Dustin Moskovitz e Chris Hughes fondano Facebook: il social network multi-tutto che permette di socializzare con svariati strumenti a disposizione.
Tre dipendenti di PayPal lasciano l’azienda e creano YouTube, il più conosciuto e utilizzato sito di video sharing online.
Google lancia Maps: sito di ricerca e visualizzazione di mappe geografiche e itinerari.
2006. Amazon lancia i web services EC2 e S3 per il cloud serving & storage: il primo servizio permette di far girare le applicazioni dei clienti sull’infrastruttura di Amazon, mentre il secondo è un servizio di Web Hosting a pagamento dove è possibile riversare dati di qualsiasi genere - da 1 byte a 5 giga – per poi condividerli via link o torrent.
2007. Technorati (contrazione di Technological literati) – motore di ricerca per blog - conta oltre 100 milioni di blog.
Steve Jobs lancia l’Apple iPhone: il melafonino che ha cambiato il concetto di telefonia mobile.
La Obvious Corporation lancia Twitter: What are you doing?.
Alibaba viene quotata in Borsa, la seconda più grossa Offerta Pubblica Iniziale su aziende operanti in rete come dimensione dopo Google.
Microsoft lancia Windows Vista.
2008. Sun acquisisce MySQL per 1 miliardo di dollari stimando un guadagno di oltre 15 miliardi di dollari.
Google lancia Android: piattaforma per dispositivi mobili aperta e basata su Kernel Linux, nata per far concorrenza allo spietato schiacciasassi iPhone.
E siamo ai giorni nostri. Cosa è successo di eclatante in questo 2009? Si direbbe poca roba se pensiamo agli anni appena trascorsi: Facebook che supera i 200 milioni di utenti, Twitter ne conterebbe – secondo Forrester – all’incirca 8 milioni solo negli Usa. Possiamo dire della presunta morte dei blog a favore del microblogging: oltre ai duegià detti, si fanno i nomi di FrienFeed, LinkedIn e i vari aggregatori/estensori di notizie sparse nel vasto mare di internet . Possiamo dire del continuo e mutevole mondo del web 2.0 a favore (o a sfavore, chi può dirlo) del futuristico Web 3.0. Possiamo dire che a ottobre Microsoft lancerà Windows Seven. Possiamo dire questo e molto altro, ma cerchiamo di stare con i piedi per terra e raccontarvele alla fine di questo 2009. Sennò il piacere dov’è!
Byez!!
La rete risponde: Internet, che meraviglia!
Internet è il mezzo più importante per fare informazione, creare conoscenza, aggregare gli utenti tra loro soprattutto quando le idee non sono propriamente uguali. Ma Internet è anche un mezzo per creare disinformazione o per aggiungere quel valore disgiunto che crea diffamazione, offese, vendetta e commenti tutt’altro che costruttivi. Internet sembra lo scatafascio della nostra società. A volte.
Capita che viene pubblicato un articolo su un sito o un post su un blog, e a sua volta viene ripreso dagli aggregatori online e fatto girare per la rete disperdendone il pensiero originale. Capita che lo stesso articolo venga commentato malamente su uno di questi aggregatori, e l’autore, per la dispersività, non abbia un’immediata possibilità di ribattere alle tesi del commento. Capita invece che il commento offensivo viene fatto al post originale e l’autore non lo pubblichi perché ritiene diffamatorio nei suoi confronti o di altre persone. Se invece il commento viene pubblicato automaticamente perché il sistema è stato predisposto per tale motivo, allora i guai sono dietro l’angolo.
Il proprietario di un blog è l’unico a decidere quando un commento può essere pubblicato e quando invece può arrecare un danno a terzi: questo – secondo me – è il senso di responsabilità verso i propri lettori. Ma qualcuno lo chiama censura.
Però, se si leggono i disclaimer del blog (visibili nella stragrande maggioranza), spesso si capiscono le motivazioni reali di tale comportamento e la primissima impressione lascia spazio alla vera causale dell’oscuramento.
Se avete un paio d’ore da perdere e fate una semplice ricerca su Google, noterete quanti post hanno dei commenti offensivi, diffamatori e ingiuriosi verso l’autore. Se allargate la ricerca noterete che il commento è andato ben oltre l’area di appartenenza del blog in origine approdando ai vari aggregatori, ai social network più conosciuti e ai circuiti di micro-blogging sparsi per l’universo Internet.
Capita che i dati personali di una persona facciano il giro della rete e che il suo nome venga associato a crimini di varia natura. I motivi possono essere tanti: potrebbe essere perché un commento non è stato pubblicato su un blog, potrebbe essere che le persone arroganti siano tali anche quando la situazione degenera in diffamazione, potrebbe essere un sociopatico che cerca la lite a tutti i costi. O semplicemente potrebbe trattarsi di un Troll. Ma il male è stato fatto e bisogna comunque correre ai ripari.
Se il commento iniziale fosse rimasto all’interno del blog sarebbe stato circoscritto in un unico spazio e la cosa si sarebbe potuta fermare – o sistemare, nella maggior parte dei casi – tra persone civili. Ma quando il commento viene portato al di fuori della spazio naturale in cui dovrebbe stare, a quel punto la vicenda acquisisce un impronta pubblica e va immediatamente bloccata.
Sarebbe il caso di denunciare l’accaduto alle autorità, scrivere agli amministratori del sito dove scovate i commenti offensivi chiedendone la cancellazione, commentare a sua volta in modo pacato, e sperare che la cancellazione avvenga nel più breve tempo possibile. Mettetevi l’animo in pace perché spessissimo non avverrà in tempi rapidi: i blogger tendono a far parlare liberamente i loro commentatori. Si chiama “libertà d’espressione”. Naturalmente è giusto sia così, ma è giusto anche il contrario. A volte.
Oggi la rete risponde con le vostre proposte, con il vostro parere e con le vostre idee.
Cosa fareste voi in questo caso? Come vi comportereste se vi diffamano pubblicamente? Andreste comunque avanti col vostro lavoro sul web o mollereste tutto per ritornare alla vostra vita di sempre? Avrete un’idea diversa di internet o la pensereste esattamente allo stesso modo? Cos’è più importante, la vostra privacy o la vostra libertà di espressione? Denuncereste le offese alle autorità o fareste tutto da soli? Se non denunciate l’accaduto alle autorità, cosa pensate di poter fare per ottenere un valido risultato? Ed infine: vale la pena scrivere liberamente in rete, o pensate che il mondo virtuale sia peggio della realtà?
Domande che aspettano tante risposte.
Picture by tipsyfairy on DevianArt
La rete risponde: Intelligenza Artificiale
Tutti lo cercano e tutti ne parlano: il motore di ricerca del futuro è Wolfram Alpha! Alpha solo per il momento, considerando la velocità di sviluppo che mantiene.
Da un paio di giorni è online il motore di ricerca che si dice soppianterà Google nella ricerca, ma non si tratta di un semplice motore che vi trova le notizie correlate alle vostre keywords, no, si tratta di qualcosa molto più tecnico, più specifico, più esatto e più correlato da dati reali su ciò che state cercando: fate il conto che non vi ricerca i siti dove è ricorrente la parola o la frase digitata, ma vi da delle vere e proprie indicazioni su “cos’è” il vostro termine. Il metro di paragone di Wolfram è Wikipedia, non Google. Per cui se cercate una parola – Citynews, ad esempio – non vi indica il percorso tramite l’Url, ma descrive la storia del nostro magazine. È chiaro che ancora non ci trovate, però l’esempio è calzante.
Naturalmente il progetto di questo signorotto inglese di nome Stephen Wolfram non è passato inosservato in rete: in ogni angolo del mondo, tutti, ma proprio tutti, tessono le lodi alla ricerca semantica del prossimo millennio. Già dallo screencast presente sul sito del programma, si possono vedere le mirabilia di Wolfram con vari esempi: il percorso a piedi di un quarantenne in mezz’ora, la nota “Do minore”, la produzione di pesce francese e quella polacca, la terza nazione più grande d’Europa, eccetera eccetera. Sembrano domande a cui tutti i motori riescono a dare risposte pertinenti e a volte sensate. È vero, ma Wolfram Alpha vi dice di più: un quarantenne a piedi percorre in un mezz’ora circa due miglia, consuma 270 Kcal e il suo cuore batterà per 185 volte ogni minuto; il Do minore è un “minore naturale”, è la seconda nota della scala Gregoriana e corrisponde al 2906 in binario. Se volete e ne avete voglia, potete anche ascoltare il suono del Do minore: è quella la nota, ve l’assicuro!; la Francia produce – tra pescato e lavorato – più di 800mila tonnellate di pesce l’anno, quattro volte quello polacco e il rapporto è 4.51 a 1 e se la Polonia negli ultimi 30 anni ha ridotto la sua produzione di pesce di 2/3, la Francia invece si è tenuta più costante mantenendo le stesse quote produttive. È il grafico che lo dice, non il testo; la terza nazione europea è la Spagna con poco meno di 195 miglia quadrate, mentre la terza più popolosa è la Gran Bretagna con quasi 61mln di persone e la Francia ha il terzo Pil del vecchio Continente con oltre 2500 trilioni l’anno. Queste informazioni sono tutte nella stessa pagina di ricerca, moltissime informazioni per ogni ricerca effettuata.
Ma l’esempio più bello è nella comparazione: Wolfram ha digitato prima MSFT (Microsoft) e il programma gli ha ritornato dati sull’ultimo fatturato, sui dividendi degli azionisti, il grafico del valore di Microsoft in borsa, le percentuali di crescita su base giornaliera, settimanale, mensile, annuale e degli ultimi cinque anni. Poi ha aggiunto alla stringa di ricerca anche Apple (msft apple). Un semplice motore di ricerca – compresa l’enciclopedia Wikipedia – a questo punto sarebbe andato in panico perché avrebbe cercato esclusivamente i termini dove compaiono le due keywords richieste. Wolfram Alpha è andato enormemente oltre. L’intelligenza di questo programma, perché a questo punto possiamo parlare di una vera e propria intelligenza artificiale, ha rapportato ed evidenziato i dati dell’una e dell’altra azienda semplicemente sovrapponendoli: dati, statistiche, grafici, percentuali di crescita, percentuali di introiti, i guadagni negli ultimi periodi e moltissime altre informazioni che non posso nemmeno descrivere di quanto sono precise e aggiornate. E sì perché le ricerche vengono aggiornate continuamente: dal filmato si nota che i dati economici di Microsoft e Apple erano stati aggiornati da appena un’ora e mezza direttamente dal Nasdaq. Straordinario!
Wolfram Alpha è una chicca per coloro che cercano da anni il motore di ricerca che da risposte vere e non semplici link, e la rete se ne accorta immediatamente.
I post e i commenti sono per la maggior parte entusiastici: se Christian chiede all’oracolo quale sia il senso della vita, Paolo De Andreis si chiede fino a che punto varrà la legge del copyleft man mano che i dati cresceranno. Essendo basato su una ricerca “intelligente” perché computazionale, Guido Vetere cerca di ricavarci qualcosa… dalle rondini! E le ricerche più accurate? Il solito Dario cerca il solito ago nel pagliaio, Antonio Lieto fa una ricerca partigiana, il nostro Gianluca si presenta come persona educata e Zambardino entra più nel merito facendo una ricerca presidenziale. Zambardino continua con la sua analisi rapportando l’enciclopedia di Wikipedia – ove è facilissimo prendere a piene mani e copiarle di tutto punto – con i risultati appurati con Wolfram: “Nessun alunno di scuola media potrà mai copiare da questi risultati in modo bruto [...] è interessante che la presentazione sia fatta per stimolare ulteriore conoscenza, per lasciarti affamato.” E’ questo il bello della ricerca vero?
Il network Blogo fa la sua parte con DownloadBlog scoprendo le due uova di Pasqua e mettendoci a conoscenza che esiste anche un addons per Firefox. Ma la vera chicca la scrive Mantellini – via giavasan – facendoci scoprire la nuova versione Beta: e il risultato è 42! Vediamo se scoprite perché
Alla prossima!!
La rete risponde: Gradi di separazione nei Social network

Una volta c’era Irc, poi sono nati i vari forum, le chat, l’Msn e il VoIP. Oggi vanno in voga i social network: ma alla fine si tratta di forme più o meno diverse di intrattenimento e aggregazione tra utenti.
Abbiamo avuto modo di conoscere ed imparare ad usare Twitter, Facebook e Friendfeed, Meemi, MySpace e LinkedIn, Netlog, Ning e Badoo, e la lista potrebbe continuare all’infinito. All’orizzonte adesso si è affacciato un nuovo, ennesimo, social network che vorrebbe aggregare gli utenti della rete: forzasilvio.it.
Progettato dalla Speakage di Marco Camisani Calzolari, il nuovo social network è tutto incentrato sulla figura del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. All’interno per il momento non si trovano pagine sostenute dagli utenti, però alcune pagine sono state adattate a questionari (Focus Group), gli obiettivi del network (Messaggi ), la segnalazione degli eventi agli amministratori del network (Eventi) e la pagina “Invita” dove si può condividere con gli amici l’iscrizione al network ForzaSilvio.it.
Appare chiaro che una forma di socializzazione politicizzata come questa non può passare inosservata al popolo della rete. Vediamola assieme.
La prima comparsa è datata 8 maggio direttamente dal blog dell’Onorevole Antonio Palmieri – responsabile internet del governo e del PdL e promotore ufficiale del network – che ne annuncia la messa online, mentre MCC pubblica un post che ufficializza il parto commerciale: “Speakage realizza il network ufficiale dei sostenitori del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi“. Non passa molto tempo che Maxime lo cita sul suo Tumblr (Su internet con papi) e su Friendfeed ci pensa la solita Dania a ravvivare i commenti: “MCC è il nostro unico grado di separazione da Silvio Berlusconi“.
Roberto fa notare “che la foto è fatta in modo da garantire che Papi sia + alto degli altri“, mentre Gianluca Neri ripete “basta coi fotomontaggi! Che ci fa in questa foto Marco Camisani Calzolari assieme a due comunisti?“, Dania – una che non la manda a dire certamente – prendendo spunto dalle ultime vicende del premier chiede a MCC alcune informazioni sul social network: “ma nel SN di papi ci sono le funzioni Mi piace – Sono stato frainteso – Blocca il comunista?“. A questo punto gli sfottò per il nuovo giocattolo firmato dal cavaliere raggiungono il culmine: “Berlusconi non sembra contento della lentezza di YouPorn, eh.” dice Paul, the wine guy, ma la risposta di Maurizio Goetz – “la differenza tra un dilettante ed un professionista, è che il professionista lavora per qualunque committente che paga” – non si fa attendere, come non si fa attendere la contro-risposta di Paul : “Bravo. Hai ragione. Infatti Mangano ha detto, ehi, io sono il miglior stalliere della piazza. Lavoro anche per Berlusconi, io!”
Stavolta i blog ne parlano poco, tra questi si distingue Dario Salvelli che si pone una domanda molto rilevante: “Non ho idea cosa facciano lì sopra gli utenti oltre a scambiarsi le foto più recenti di Noemi ma Internet è bella anche perché varia. E divertente.” Risklover è ottimista: “Non so bene a cosa serva, ma sono felice di vedere che, dopo un periodo in cui si paventava semplicemente l’idea di mettere un cappio alla Rete, oscurando ciò non si conformava al pensiero del potere centrale, ora i partiti e in special modo il partito di Berlusconi cerca di sfruttare le potenzialità della Rete“, mentre Cristiana ci rassicura benché “il sito nasca dall’esigenza di coordinare i volontari del PdL per tutto il periodo della campagna elettorale, i responsabili del network Forzasilvio.it assicurano che questo progetto continuerà a vivere anche dopo le elezioni e accompagnerà costantemente il cammino del Popolo della Libertà“.
Insomma, il nuovo network del presidente Berlusconi non sarà certamente un progetto per tutti, ma ha già un suo fascino che in rete colpisce nel segno. Che stia per diventare un progetto virale?
Internet e i giornali

Fino a non molto tempo fa, era classica l’immagine del marito che tornasse stanco a casa dal lavoro, si sedesse in poltrona e cominciasse a leggere il giornale. Ebbene sì, il giornale: magari comprato fresco fresco la mattina o la sera prima. Allora ci si teneva aggiornati così, quando le distanze erano più lunghe e tutto faceva gola.
In seguito è arrivata la televisione e con essa il telegiornale, che elencava fatti ed eventi svoltisi in giornata o qualche giorno prima. Una rivoluzione: ognuno poteva avere, in casa propria, una rassegna di notizie in tempi molto più brevi che non se fossero state pubblicate su quotidiani (senza contare che non vi era la fatica, un tempo effettiva, della lettura: le notizie potevano venire ascoltate e guardate su schermo). La televisione entrava nelle case e portava anche questo genere di novità, che poi condizioneranno moltissimo, negli anni a venire, i costumi e le abitudini della gente.
Oggi, invece, c’è Internet. Qualsiasi cosa accada, in poche ore o addirittura in pochi minuti può essere già trasmessa a tutti. Notizie, pareri e ogni tipo di articoli possono essere pubblicati anche da gente semplice (si pensi ai blog, per esempio): tutti possiamo improvvisarci giornalisti, tutti possiamo provare l’ebbrezza di essere letti da tutti. Tutti siamo sotto i riflettori.
Ora, è chiaro che con Internet l’informazione assume nuovi connotati: se è vero che tutti possono scrivere qualcosa, ne consegue che tutti possono liberamente dire la loro (finché, in alcuni casi, non interviene la censura). Questo potrebbe indurre a pensare che Internet offra un’informazione effettivamente più aperta? Sicuramente, grazie a forum e commenti, lascia libero scambio di opinioni, proprio come su una pubblica piazza.
Cosa dobbiamo aspettarci, dunque, dalle nuove tecnologie? Apparecchi che forniscano le notizie in tempo reale ne abbiamo già: forse qualcosa ancora più accessibile della Grande Rete, e chissà che non avvenga.
Chi vivrà vedrà: nell’attesa godiamoci e sfruttiamo al meglio le tecnologie che già possediamo, per un’informazione aperta, libera, nel rispetto delle opinioni di tutti.
La rete risponde: Vivere e morire in rete
La parola d’ordine di questi ultimi giorni è una sola: i blog sono morti? Certo, la cosa ormai è ciclica: ogni tot periodo si parla della vera o presunta morte dei blog, non tanto come forma di scrittura correlata da link e rimandi a questo o a quell’articolo di giornale – o blog, naturalmente -, ma come forma analitica di pensiero che fu, e che forse non c’è più o tende a scomparire.
Partiamo con degli spunti analitici. Un paio di mesi fa, Akille pubblicò sul suo blog una riflessione su FriendFeed che, per quel che vale, tendo a condividere. Akille non tenta di sminuire il potere mediatico che sta acquisendo FF in questi ultimi tempi, ma al contrario cerca di rendere giustizia ai blog, e, perché no, anche all’uso “corretto” di FriendFeed. Non lo stiamo scoprendo adesso che i blogger e gli utenti dei blog si stiano spostando verso piattaforme più o meno veloci, più o meno nuove e più o meno in tempo reale. Una di queste è sicuramente FF. Io, ad esempio, non mi ero mai posto il problema di veicolare i miei contenuti su più piattaforme che siano, nella sostanza, diverse dal blog. Appare naturale, agli addetti ai lavori, inserire qualsiasi cosa sul blog o sul Tumblr: “Però è ormai un fatto che certe cose per cui uno usava il blog, o un certo tipo di blog ora funzionano meglio altrove“. Vero! “Questo potrebbe portare ad un cambiamento reale. Tipo contenuti seri di qua e cazzeggio di là, post professionali o approfonditi di qua e organizzazione cene e birre di là, blog sempre più a tema e pagine di FF a “rutto libero”“. Si potrebbe fare? Probabilmente sì perché è il senso della piattaforma di microblogging.
Di che pasta siamo fatti
L’emendamento D’Alia sul pacchetto sicurezza appena varato dal Governo e la nuova proposta anti pedofilia della Carlucci, che sta facendo urlare alla solita legge anti pirateria, stanno facendo parlare non soltanto la blogosfera italiana, ma anche quella straniera. È di ieri un articolo del nostro Luca Sofri sull’Huffington Post, dove chiarisce – anche agli americani – quello che noi già sappiamo: “Italian politicians simply don’t know what they’re talking about and what they’re doing (and sadly, it’s not just about the web): they look for publicity on people’s ignorant fears and are obedient to economic interests smarter than them. They think they are the only ones in the world worried about what happens on the web, and don’t ask anybody what the hell people are thinking in the other countries. The MP who signed the law said in an interview that if Facebook or YouTube should not respect these rules, “they don’t deserve the State’s respect”, and they should be “closed”. They’re not bad people: they’re worse.” (continua…)



