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Scritto da redazione il 27 agosto 2010

Lassù, a 2000 anni luce, ci potrebbe essere qualcuno che ci osserva! E’ stato scoperto, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi di diversi Stati del mondo, un nuovo sistema planetario dalle caratteristiche sorprendenti. E’ stata la sonda Keplero ad immortalarlo durante l’esplorazione dello spazio, e ha rivelato un sistema composto da una stella, [...]

 

Posts Tagged ‘Cellulari’

Accordo Microsoft – Nokia: Office sul cellulare

Posted By redazione on agosto 12th, 2009

nokia-microsoftIl pacchetto Office nella sua versione mobile diventerà parte integrante degli smartphone dell’azienda finlandese Nokia. L’annuncio è arrivato da Kai Oistamo, vice presidente dell’azienda produttrice di cellulari unitamente a Stephen Elop, presidente della divisione business di Microsoft. (continua…)

Caricabatterie universale: dal 2010 in Europa

Posted By redazione on giugno 30th, 2009

caricabatterie-cellulari-ap-240x154L’Unione Europea ha finalmente attuato un provvedimento che permetterà di avere entro breve tempo in tutti gli Stati dell’Unione degli standard che obbligheranno i produttori a realizzare cellulari compatibili con un caricabatterie universale, almeno per l’Europa. Finora hanno sottoscritto l’impegno alcune delle principali case produttrici di cellulari, come Nokia, Sony Ericsson, Motorola, Apple, Lg, Nec, Qualcomm, Research in Motion, Samsung e Texas Instruments.

Dal 2010 avremo quindi a disposizione uno strumento con il quale potremo ricaricare tutti i nostri cellulari senza impazzire a trovare il caricabatterie giusto. Inoltre in questo modo questi strumenti saranno riutilizzabili più volte e non dovranno essere smaltiti (sono infatti 50 milioni, secondo le statistiche, i caricabatterie che vengono buttati nel giro di 20 mesi in ogni Stato).

Lg inTouch: prezzi, offerte e caratteristiche

Posted By redazione on giugno 27th, 2009

lg-intouch_41325_1E’ disponibile da poco tempo il nuovo dispositivo mobile di LG che insieme a qualche prodotto concorrente dello stesso tipo ha intenzione di dare del filo da torcere al nuovo iPhone di Apple. Si tratta dell’LG inTouch, un dispositivo mobile touch screen dedicato espressamente a Facebook, ai social network e alla connessione istantanea alla rete.

LG inTouch (dimensioni di 106,5 x 53 x 15,9 millimetri, peso di 127 grammi) ha un display da 2.8 pollici, mette a disposizione una connessione ad internet HSDPA a 7.2Mbps, ed è predisposto per favorire l’utilizzo di internet e dei metodi di comunicazione in stile web 2.0. Windows Live Messenger e Facebook sono due elementi fondamentali per chi utilizza questo dispositivo, dato che l’intero sistema operativo è stato progettato per favorire in qualsiasi momento l’interazione con i contatti nella rubrica, non solo per chiamate, sms e e-mail ma anche (e oserei dire soprattutto) per le conversazioni in Messenger e la condivisione di elementi su Facebook.

Il dispositivo offre una comodità in più proprio per favorire la comunicazione attraverso i social network, perché integra una utilissima tastiera estraibile qwerty che permette all’utente di scrivere semplicemente schiacciando i tasti senza impazzire tra le icone dei tasti a schermo, come accade ad esempio per l’iPhone.

La rubrica dell’LG inTouch ci mostrerà, oltre al nome e ai dettagli di ogni contatto, anche lo stato di connessione su Messenger e l’applicazione installata permetterà di iniziare a conversare con lui immediatamente. L’aspetto sociale del dispositivo non è però l’unico che l’LG inTouch ci mostra.

I tanti interessanti videogames integrati, la radio FM, il lettore mp3 con le cuffie in dotazione e la fotocamera integrata da 3 megapixel (che permette anche di girare brevi video) consentono di passare qualche oretta nel pieno divertimento o di immortalare eventi e curiosità da andare a riversare su YouTube o in qualsiasi altro sito sulla rete.

Il telefono viene venduto in esclusiva da Tim con un’offerta integrata, la Special Pack Tribù, che permette di utilizzare 100MB di traffico internet ogni settimana, inviare 1000 messaggi al giorno con Windows Live Messenger e 100MB di traffico e-mail ogni settimana. L’offerta è gratuita per 60 giorni dall’attivazione, successivamente si potrà continuare a navigare al costo di 3 euro a settimana iva inclusa con l’offerta Maxxi Internet Week oppure si può scegliere di passare alla tariffa Tim Tribù 2.0, che permette di continuare ad usufruire dell’offerta gratuita fino al 4 ottobre 2009 e di pagare successivamente 2 euro a settimana iva inclusa.

Lg inTouch è disponibile in due tonalità di colori (arancione e azzurro) per l’acquisto in tutti i punti vendita Tim da metà giugno a 199 euro (iva inclusa).

Computer, fotocamera e cellulare: alcuni accorgimenti

Posted By redazione on giugno 27th, 2009

villaggi-vacanzeQualche utile accorgimento per portare i nostri oggetti tecnologici all’estero o durante i viaggi nelle nostre vacanze. Se dobbiamo spostarci in un Paese non della zona euro teniamo con noi una calcolatrice solare, in modo da poter effettuare facilmente le operazioni di cambio valuta senza utilizzare cellulare (la funzione calcolatrice è scomoda da usare perché solitamente si trova in sottomenu non semplici da raggiungere).

Il cellulare però ci può aiutare se dobbiamo spostarci in luoghi che non conosciamo bene. La nostra fotocamera potrà conservare le immagini del luogo in cui parcheggiamo o del posto in cui dobbiamo ritornare alla fine della nostra passeggiata e ci aiuterà a ritrovare la strada per il ritorno.

Facciamo attenzione alla fotocamera tradizionale, quella con la pellicola, che potrebbe perdere i suoi dati durante i controlli all’aeroporto. Preferiamo una macchina digitale con una memoria flash che permette di immagazzinare molti dati al suo interno oppure chiediamo che il nostro bagaglio possa essere controllato manualmente (ma non vi assicuriamo della riuscita di questa operazione!).

Il computer, anche se con i netbook questi problemi non sorgono più, è un oggetto ingombrante da portare durante le vacanze, oltre naturalmente ad essere esposto a pericoli di danneggiamenti, perdite o furti. Preferiamo una pen drive usb nella quale inseriremo prima eventuali documenti o programmi importanti che potrebbero servirci in viaggio. Ci potrebbero essere utili le raccolte di software stand alone avviabili direttamente dalla pen drive. Il tutto potrà poi essere utilizzato da un semplice internet point.

VIA Internazionale

Tecnologia in viaggio – caricabatterie solare

Posted By redazione on giugno 23rd, 2009

Con questo articolo iniziamo una nuova rubrica che vi accompagnerà per tutti i prossimi mesi estivi, dedicata esclusivamente a chi sente il bisogno di portare i suoi cari prodotti tecnologici in viaggio. Vi indicheremo i prodotti più utili per viaggiare senza rinunciare alla piacevole musica del vostro iPod piuttosto che delle norme e delle garanzie per chi viaggia all’estero e ha bisogno di portare con sé computer portatili, macchine fotografiche digitali e oggetti di vario genere.

Il primo oggettino di cui vi parliamo, che senza dubbio vi tornerà utile se state per partire o partirete per le vacanze, è sicuramente questo simpaticissimo set caricabatterie prodotto da Tod’s che è compatibile con una grandissima varietà di dispositivi mobili. La particolarità sta nel fatto che funziona semplicemente ad energia solare! Sarà quindi facile ricaricare cellulari, iPod, iPhone, fotocamere e videocamere senza utilizzare corrente elettrica. Si tratta di un oggetto molto utile per le sue discrete dimensioni e per il fatto che può essere utilizzato con dispositivi che solitamente è difficile caricare se non si possiede un pc a portata di mano.

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Dopo le feste mettiamo a dieta il cellulare

Posted By Giorgio on gennaio 9th, 2009

Sembra improbabile, ma è così. Durante le feste ad ingrassare non siamo solo noi, ma anche i nostri cellulari. Mentre noi si rimpinziamo di lasagne e panettoni, i telefonini si riempiono di numeri nuovi legati ad incontri occasionali.

E’ quanto è emerso da un sondaggio condotto presso gli Australiani per iniziativa di Virgin Mobile. L’inchiesta realizzata on line mostra chiaramente che l’86 % degli Australiani tra i 18 e i 34 anni ha nella memoria del proprio cellulare numeri di telefono di persone che hanno incontrato durante feste o eventi che hanno a che fare con il lavoro.

Con queste persone hanno parlato per poco tempo e hanno memorizzato il loro numero sotto l’effetto dell’alcool. Lo hanno ammesso tre intervistati su cinque in questo sondaggio che ha coinvolto quasi 700 persone.

Vedendo il risultato dell’inchiesta, Amber Morris, portavoce di Virgin Mobile, ha affermato che come disintossichiamo ogni parte della nostra vita, lo stesso potremmo fare col nostro cellulare, sbarazzandoci di tutti questi numeri raccolti dopo che abbiamo bevuto e che appartengono a persone che non conosciamo bene.

Una bella pulizia generale della memoria del telefonino e anche della mente, visto che non fa un ottimo effetto riempirsi di numeri sconosciuti in preda all’alcool o almeno la reputazione degli Australiani non ne esce in maniera lodevole.

Nel 2009 calo nelle vendite di cellulari

Posted By redazione on dicembre 17th, 2008

Nei prossimi dodici mesi non acquisteremo più cellulari. Gli analisti prevedono un calo nelle vendite dei telefonini durante il 2009. Sarà una delle conseguenze della crisi economica mondiale, che porterà, tra le altre cose, a registrare il più forte calo nelle vendite di cellulari mai registrato.

L’indagine ha messo in luce dati molto negativi, con una previsione di un calo del 6,6% durante tutto l’anno e del 5,7% solo negli ultimi quattro mesi, quando le vendite in teoria dovrebbero aumentare a causa delle festività natalizie.

L’analisi è arrivata in seguito ad un precedente ottimismo, registrato nelle previsioni dell’inizio del mese di novembre, molto più rosee rispetto alle attuali, che prevedevano addirittura un aumento degli acquisti di cellulari nel corso del prossimo anno.

Diverse aziende che operano nel settore hanno però subito preferito attaccarsi alla realtà, prevedendo, come ad esempio ha fatto Nokia, un calo del 5% sulle vendite di dispositivi mobili di questo tipo.

A volte… la carta

Posted By Jack Lagona on novembre 21st, 2008

La tecnologia va bene sempre e in ogni caso secondo voi? Moltissimi mi diranno sicuramente di sì, altri – come Stefano, amico e collega su Citynews – risponderanno non sempre o addirittura spesso è meglio di no. E se vi raccontassi qualcosa che non è tecnologia ma funziona allo stesso modo, cosa mi dite, vogliamo provare? Iniziamo allora.

Anni fa, molti anni fa, non c’erano i pc, i telefonini ultradimensionabili, i palmari o i subnetbook, ma la gente scriveva e disegnava, o semplicemente prendeva appunti, allo stesso modo perché c’era la carta e c’era la penna. Facciamo alcuni esempi. Oggi – era di ozi sfrenati e uso spasmodico del pc/palmare/iPhone – carta e penna vengono usate di rado e solo al momento dell’estremo bisogno: un appunto al volo, un codice di acquisto ricevuto per telefono e via dicendo.
Altro esempio. Cosa succede quando accendiamo lo stereo in macchina: pigiamo nel pulsante di accensione (solitamente quello del volume), inseriamo il nostro bel Cd preferito (in quel momento, al massimo di quel giorno)  e scegliamo l’album che vogliamo ascoltare sulla directory principale degli Mp3 contenuti sul Cd. Se poi possediamo un’auto abbastanza recente, allora non resta che inserire l’iPod sulla dock in plancia e così evitiamo pure quei pesantissimi Cd.
Un ultimo esempio: fino ad una decina di anni fa le notizie venivano ancora lette nei giornali di carta, se volevamo prendere tutti i cori della notizia eravamo costretti a comprare molti più giornali dal nostro edicolante di fiducia (che spesso era quello sotto casa). Oggi il giornale si chiama “Internet” e l’edicolante si chiama “Personal computer”.

Secondo voi una volta – dieci o quindici anni fa, non tantissimi -, la gente non scriveva come oggi, oppure non leggeva i giornali come facciamo adesso o non ascoltava musica come facciamo tutti? Certo che le faceva tutte queste cose, anzi forse meglio di come vengano fatte oggi (a livello qualitativo è certo, forse in termini quantitativi probabilmente no… ma è meglio così?), però diremo che le cose – in termini pratici – venivano fatte con molto più impegno di adesso. Leggere il giornale appena alzati, possibilmente mentre si faceva colazione (stile American beauty diranno molti) era un impegno serio e spesso faceva iniziare la giornata meravigliosamente… se si leggevano buone notizie chiaramente. Quando si andava fuori con gli amici era normale – come lo è anche adesso – fare una serie di foto per ricordare l’evento. Si usavano le macchine fotografiche a rullino… finite le 36 pose si portava il rullino dal fotografo e si facevano sviluppare. Dopo un paio d’ore si andavano a prendere e si guardavano le bellissime foto scattate (e certo che anch’io ho buttato centinaia di foto sgranate o sopraesposte, che pensate!) con occhio critico, ma non troppo, pensando – sempre, ogni volta – “con le prossime foto starò più attento”. Ma non era mai vero: non si potevano controllare subito dopo averle scattate. Però io mi ritrovo a casa centinaia di foto sviluppate anni fa che mi fanno tornare in mente ricordi bellissimi.Allora la tecnologia era molto vaga.

Oggi come ci teniamo informati? Ma con la rete, è chiaro! Abbiamo ormai tutti – o quasi – la nostra bella connessione internet col nostro ultimissimo modello di pc sempre acceso e a portata di mano. La mattina (per chi può) mentre si fa colazione si leggono i feed rss dei siti web a cui siamo abbonati, si sfogliano i giornali online abitudinari, si scrivono i primi commenti ai blog o sui social network che frequentiamo più spesso e si legge la posta elettronica manco fossimo a capo di una mega-multinazionale dell’elettronica dove tutto il mondo dipende dalle nostre risposte. Quando andiamo in vacanza con la famiglia/amici diventa imprenscendibile la nostra fotocamera digitale da millemila pixel per fermare l’immagine del pupo mentre fa la cacca sull’erba o, in caso fossimo single e usciamo con gli amici, scattare una fotona al deretano del nostro miglior amico mentre raccoglie farfalle nei campi. Il bello di tutto ciò è che se la foto fa pena, esattamente come faceva pena quindici anni fa, abbiamo la possibilità di cancellarla immediatamente e senza pensarci un secondo in più del dovuto: prodigi della tecnologia. Ma se siete ventenni o giù di li, la fotocamera l’avete sempre dietro, anzi, in più vi permette anche di telefonare. Ancora una volta prodigi della tecnologia. Ma era così difficile leggere il giornale di carta o usare la macchina fotografica a rullino?
Una domanda a tutti voi: cosa usate per prendere appunti in caso foste senza pc/palmare/telefonino e diavolerie varie? Se siete maniaci dell’hi-tech, sicuramente li mandate col pensiero al vostro social network nello stesso istante che il vostro interlocutore vi detta l’appunto, ma se per caso non lo siete, allora in quel caso usate sicuramente un taccuino e una penna. Sbaglio? Certo che non sbaglio!
Ma cosa fa la differenza tra un appunto sul foglio di carta e scriverlo sul palmare/telefonino? Che ci crediate o meno, la differenza sostanziale tra la carta e il palmare è praticamente nulla, anzi, il più delle volte è meglio il classico taccuino che il palmare. Statemi a sentire e ve ne darò prova.

Prezzo. Un palmare al giorno d’oggi costa qualche centinaio di euro, mentre il taccuino al massimo vi costa 5 euro.
Accensione. Un palmare ha bisogno di quei 5/10 secondi per accendersi (password compresa) mentre il “sistema operativo” del taccuino gli permette di funzionare in 0 secondi netti.
Resistenza. Se vi cade a terra un palmare siete rovinati, se vi cade un taccuino… vi piegate a raccoglierlo.
Scrittura. Il palmare riconosce il T9; il taccuino riconosce la vostra scrittura.
Strumenti di scrittura. Il palmare usa il pennino, il taccuino usa il pennino, la penna, la matita, il pennello…
Fantasia. Ecco, questa in verità è l’unica differenza rilevante: il palmare ha già dei disegni preimpostati mentre il taccuino si affida alla vostra bravura e capacità. Differenze inequivocabili.
Dimensioni. Il palmare se lo mettete nel taschino della camicia o della giacca, sembra che portate un arma; il taccuino se lo mettete nel taschino sembra che portate… un taccuino.
Durata. Il palmare ha un’autonomia di alcune ore (dipende dal modello) e le batterie, se lasciate il marchingegno fermo per alcuni anni rilasciano acido; il taccuino ha una durata eterna: anche se lo lasciate in un cassetto per cinque anni, appena lo prendete è sempre pronto all’uso.
Ambiente. I palmari di ultimissima generazione sono abbastanza verdi, il taccuino è un sempreverde.
Touchscreen. I palmari di ultima generazione sono suscettibili al tocco, il taccuino lo è da sempre: basta un dito per girar pagina.

Qualcuno naturalmente ha già notato che al taccuino manca il wifi. Dai su, un po di inventiva: tirate fuori il cellulare, scattate una foto all’appunto sul taccuino e salvatela tra le note del vostro telefonino così da poterlo avere e quindi vederlo anche in mancanza della carta. E caspita: devo dirvi proprio tutto io!

Google Android T Mobile G1: funzionalità

Posted By redazione on settembre 25th, 2008

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Regolamentazione, non liberalizzazione

Posted By Jack Lagona on gennaio 11th, 2008

Open in new windowCosti di ricarica telefonica. Quella finalmente attiva e voluta dal ministro Bersani, è stata impropriamente chiamata liberalizzazione anche se si tratta più esattamente di una regolamentazione. Se libero mercato fosse, ogni operatore dovrebbe essere libero di segmentare a suo piacimento la sua offerta e il «consumatore informato» scegliere quella per lui più conveniente. Ma il libero mercato, come noto, esiste solo nei manuali universitari, mentre il mercato reale, nei telefoni come in altri servizi o beni, ha sempre bisogno di un quadro di norme. Quelle decise dal governo vanno nella direzione della trasparenza e lo stesso per i servizi bancari e assicurativi; imponendo oneri alle aziende per tutelare i cittadini consumatori. Se non altro perché, come i premi Nobel dell’economia ci hanno insegnato, nel mercato ci sono sempre delle asimmetrie informative tra il venditore, pienamente consapevole dei costi e del valore di ciò che offre, e il compratore, che, anche quando scrupoloso, non sempre è messo in grado di conoscere il valore di ciò che acquista.
Nel caso delle ricariche delle schede di telefonia cellulare, gli operatori italiani avevano tutti adottato una tecnica di marketing che consiste nello spezzare l’offerta in una parte destinata a coprire la gestione logistica della ricarica e in un’altra legata al consumo.
Certamente avrebbero potuto fin dall’inizio non far pagare la ricarica, semplicemente spalmando quella voce sulle singole telefonate. Far pagare le ricariche a parte voleva segnalare ai consumatori che l’operazione di metterle a disposizione dai giornalai o negli sportelli Bancomat comportava dei costi che non dipendevano da loro aziende, mentre l’offerta «vera» e competitiva di Tim, Vodafone, Wind e 3, era l’altra fetta, affidata ai piani telefonici. Poteva essere un criterio sensato, se non fosse che il prezzo delle ricariche si discostava troppo dai costi reali per gestirle e quel sovrappiù diventava invece una voce di guadagno nascosta. Alla lunga il marketing furbo si è rivelato un errore di marketing, a fronte di una platea di clienti smaliziata e combattiva.
Il sistema del costo fisso di ricarica è del tutto analogo alla voce «coperto» dei ristoranti: il costo totale di una cena viene scorporato in una parte fissa, destinata a pagare il cestino di pane e il lavaggio dei tovaglioli, e in una variabile, che dipende dai piatti e dai vini scelti. L’anno scorso una decisione dell’assessore al commercio della regione Lazio, ha deciso di abolirli del tutto. Di solito si tratta di somme che vanno da 1,5 euro in su. Oggi peraltro molti ristoranti non solo non hanno più quella voce, ma addirittura offrono spumantino e appetizer «gratuitamente» e in coda aggiungono, senza sovrapprezzo, la piccola pasticceria, il superalcolico digestivo e persino della dolciastra Sambuca, per chi la ami. Anche in questo caso il trucco di marketing serviva a far apparire meno costosi i singoli piatti, ma, a ben vedere, per il portafoglio del cliente la presenza o l’assenza del coperto non cambia poi molto: semplicemente il pane e le tovaglie vengono distribuiti sul costo dei singoli piatti, non diversamente dalle altre spese generali come affitto, luce, personale. Nel mercato della ristorazione, così come in quello della telefonia mobile, l’importante è almeno che il cliente possa sapere in anticipo e con assoluta chiarezza cosa spenderà. Ma se per i ristoranti è più facile, molto meno lo è per i telefoni, perché nessuno sa a priori quanto telefonerà e a chi, mentre i piani telefonici offerti dai gestori sono in continuo cambiamento e vengono costruiti pensando a un pubblico segmentato per diversi profili di clienti: chi telefona solo a un gruppo ristretto di persone, chi telefona per lavoro, magari a tanti numeri fissi, chi fa soprattutto Sms eccetera. La pubblicazione di chiare tabelle sui siti e nei depliant, richiesta dall’Autorità delle comunicazioni, sarà un passo in avanti, ma non necessariamente si tradurrà in risparmio, sarà bene esserne consapevoli, perché nei conti degli operatori telefonici la variabile indipendente, da cui tutte le altre discendono, è il margine di profitto. Essi sono ormai rassegnati a non godere più delle alte percentuali di una volta, non certo a ridurli troppo. Gli utenti, per parte loro, continueranno a versare alle casse dello stato 5,16 euro di concessione governativa, se hanno un piano in abbonamento anziché una carta ricaricabile. E’ una somma estorta in cambio di nessun servizio, pura tassazione.
Che ovviamente Bersani non si sogna di toccare, così come, mentre flebilmente protesta con i petrolieri, incassa Iva in più per ogni aumento della benzina.