Lassù, a 2000 anni luce, ci potrebbe essere qualcuno che ci osserva! E’ stato scoperto, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi di diversi Stati del mondo, un nuovo sistema planetario dalle caratteristiche sorprendenti. E’ stata la sonda Keplero ad immortalarlo durante l’esplorazione dello spazio, e ha rivelato un sistema composto da una stella, [...]
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Chrome: terzo posto in classifica
Net Application ha pubblicato la classifica di utilizzo dei browser più famosi in circolazione durante il mese di dicembre. E proprio l’ultimo mese del 2009 ha rappresentato il mese del sorpasso da parte di Chrome, il programma di Google che ha imboccato una corsia preferenziale ed è riuscito a passare avanti anche a Safari.
E così, dopo l’inossidabile Internet Explorer, preferito ancora dalla maggior parte degli utilizzatori di internet, e subito dopo Firefox, il secondo programma maggiormente utilizzato dagli internauti, si colloca in classifica Chrome, con una percentuale del 4,63%, ben lontana dalle percentuali dei primi due browser, e Safari, con il 4,46%.
Chrome Os: a chi serve?
Google ha presentato giorni fa il suo sistema operativo nato per rivoluzionare il mondo dei pc e far le scarpe a Windows e, per quel che vale, a Mac OsX e Linux. Google Chrome Os non è un sistema operativo come gli altri, anzi, non è affatto un sistema operativo. Vi spiego il perché.
Già dal nome stesso si intuisce che basa le sue performance sul (meraviglioso) browser Chrome, per cui, già dal nome, non si tende a riconoscerlo immediatamente come un sistema operativo ma come un programma di navigazione, quello di Google appunto. Naturalmente questo non significa nulla. Però chi ha visto la preview di settimana scorsa si è reso immediatamente conto – e se non lo avete fatto ve lo dico io – che l’os Google è basato su Debian Linux, ma non ha nessuna possibilità di comportarsi come uno dei tanti software di cui siamo quotidianamente fruitori. Tutto è basato sul web, dai programmi di scrittura come Documents e Spreadsheet, ai programmi personali quali Calendar piuttosto che Gmail, tutti sono indispensabilmente accessori da e per il web: se non si ha una connessione internet non funziona nulla, nemmeno il login si riesce ad avviare.
Fregatura? Beh no, o almeno non proprio. L’anno scorso Mozilla lanciò in pompa magna l’applicativo Prism, e tutti immancabilmente ci siamo stropicciati gli occhi per l’enorme evoluzione dei sistemi online a scapito dell’offline. Stessa cosa succede adesso con Chrome Os: è un applicativo gigante che farà diventare il vostro pc un enorme server affidato alle benevole mani di Google. Infatti sui sistemi Chrome non è possibile salvare file all’interno del pc perché non è stato studiato per farlo; non è possibile usare i programmi che solitamente usate sulle vostre macchine perché non sarà possibile installare nulla; non sarà necessario avere delle super-macchine perché è predisposto per girare anche su macchine datate. Non avrà bisogno di storage interno perché tutto verrà affidato all’online nei server di BigG. Quindi chi ha vecchi pc da buttare ma vorrebbe riciclarli per uso diverso dal solito, con Google Chrome verrà completamente soddisfatto. Ma anche no, se si tiene un filino alla privacy.
Chiudo. Matteo Campofiorito ha compilato quel che gira adesso di Chrome Os su Ubuntu Karmic facendone un’immagine virtuale da provare. Io non ho avuto ancora il tempo di vedere se e come funziona, per cui se qualche bravo guaglione ci mette un po’ di buona volontà e prova questa soluzione verrà lautamente ricompensato con baci Perugina e torrone bianco di Condorelli. Fateci sapere mi raccomando.
Google presenta Chrome OS
E’ stato presentato nella giornata di ieri a Mountain View il nuovissimo sistema operativo di Google, Chrome OS, che promette di diventare un prodotto apprezzato da moltissime persone in tutto il mondo, a partire dagli affezionati di Google da sempre. Il sistema è completamente opensource e si basa su Linux, anche se non è stato creato partendo da una distribuzione già esistente, ma è del tutto nuovo.
La data di uscita ufficiale non è ancora stata resa nota, ma con molta probabilità non potremo mettere le mani (anzi, il mouse) su questo nuovo sistema operativo prima di un anno di tempo. Il sistema, come è facile immaginare, si orienta principalmente verso le applicazioni internet e per questo gioca un ruolo molto particolare e di primaria importanza, come si può facilmente immaginare, il browser Chrome.
Google sostiene che questo prodotto ha la capacità di avviarsi in pochi secondi e di avere le tre caratteristiche essenziali che un sistema operativo dovrebbe avere: sicurezza, stabilità e velocità. Pare che in effetti la velocità sia aiutata dalle funzionalità che permettono di riconoscere periferiche in pochissimo tempo e di collegarsi ad internet in modo istantaneo.
In questa pagina potete vedere il video integrale della presentazione del nuovo sistema operativo.
Il mondo visto da Google Chrome OS

All’inizio fu Android: sistema aperto ma per soluzioni mobili. Sviluppatori e webdesigner si sono catapultati sull’aggeggino delle meraviglie dei maghi di Mountain View facendolo diventare il sistema per mobilità open source più diffuso nei telefonini di tutto il mondo. Non contenti si sono buttati sul browser che tutto riesce a fare e con pochissime risorse. Lo hanno chiamato Chrome, ed è stato scaricato oltre 30 milioni di volte in meno di sei mesi. Un miracolo, se fosse economia.
Adesso vogliono volare in alto in quella zona della California. Martedì scorso Sundar Pichai, uno dei tanti vice presidenti di Google – nomine che piacciono tanto agli americani, che continuo a non capirne il motivo - ha scritto un bel post auto celebrativo annunciando che a breve (si parla entro la fine dell’anno) le precoci menti di Mountain View partoriranno nientepopodimeno che il primo sistema operativo basato su Google Chrome. Il titolo è molto originale, vien quasi da sperare che non abbiano pagato nessuno per inventarlo: Google Chrome OS.
Partirà dapprima per i netbook, difatti sembra ci siano già accordi con Acer e Asus, e a fine 2010 si dovrebbero vedere i primi sistemi anche per architetture x86 e ARM. Nel frattempo Google ha già preso accordi per potenziare la struttura dell’OS mantenendolo Open Source e aperto agli sviluppatori – come Chrome e Android – per quanto riguarda la parte di codice da elaborare rigorosamente sotto Linux Windows e Mac, mentre per la vendita si sta iniziando a cercare di commercializzare sin dall’anno prossimo i primi netbook con il nuovo sistema operativo già installato. Sarà come ovvio basato sul web, e, da quel che si legge dal post di Pichai, molto leggero e veloce – prerogativa principale per i prodotti Made in Google – dove la parte del leone la farà Chrome: pare che tutto ruoti attorno all’universo web visto dal browser di BigG, e che la struttura del sistema avrà delle finestre apribili come se fossero delle pagine web, per cui lo stesso Chrome si trasformerebbe in un unico e gigantesco desktop virtuale.
È ancora presto per fare le prime considerazioni sul nuovo prodotto Google, ma dalle prime recensioni in rete ne sono tutti rimasti folgorati (l’entusiasmo si era già sopito appena erano state diramate ad hoc le prime indiscrezioni) quindi la speranza dell’ennesimo salto in avanti avrà l’impronta, ormai onnipresente, del re del web. A ottobre le prime visioni nei migliori Pc. Anche nei vostri s’intende
JumpStart: l’estensione tab per Firefox

JumpStart è una comodissima estensione per Firefox che permette di integrare all’interno del browser una funzionalità tipica di Chrome di Google, quella che ci fa visualizzare nella prima pagina del programma gli ultimi siti visitati e i preferiti.
Con JumpStart è possibile avere costantemente a portata di mano le pagine internet più visualizzate negli ultimi giorni, gli ultimi siti inseriti tra i preferiti, le schede chiuse di recente e le recenti ricerche effettuate su internet.
Si tratta di uno strumento molto utile ai navigatori più assidui, che potranno avere a portata di mano sempre le ultime azioni effettuate. Ma facciamo attenzione alla privacy! Se altre persone utilizzano il pc insieme a noi è chiaro che potranno vedere instantaneamente tutto ciò che abbiamo visitato di recente.
La modalità di navigazione in incognito in Chrome
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Google: non usate Gmail su Internet Explorer 6
Internet Explorer nella versione 6 non è un browser che riesce a supportare pienamente il servizio di posta elettronica Gmail di Google. E l’azienda di Mountain View suggerisce di passare a Chrome, browser recentemente rilasciato in versione completa, oppure a Firefox, il software di Mozilla.
Un messaggio presente nella pagina del servizio reindirizza, se l’utente naviga utilizzando Internet Explorer 6, ad una pagina che pubblicizza gli altri due browser, parlando di una maggiore velocità degli altri due programmi nell’esecuzione del servizio di posta elettronica.
Fino a qualche giorno fa lo stesso messaggio appariva anche agli utenti di Internet Explorer 7. Successivamente gli sviluppatori della piattaforma hanno deciso di toglierlo, definendo come unici browser che supportano al meglio tutte le funzionalità di Gmail il browser proprietario Chrome, Firefox dalla versione 2 in poi e Internet Explorer 7.
Safari e Opera non sono etichettati come non utilizzabili, ma viene spiegato che alcune funzioni di Gmail con questi programmi possono non funzionare perfettamente.
Chrome arriva a Natale
Arriva; non arriva; arriva, arriva! Per Natale Google ha rilasciato la versione definitiva del proprio browser, Chrome. Cosa porta Chrome nella nostra vita internettiana? Nuovi standard? Novità incredibili? No, nulla di tutto ciò. I motivi di queste non novità sono vari, sia tecnici, ad esempio utilizza lo stesso motore di rendiring di Safari, ovvero l’open source Webkit, sia per motivi più pratici, come il voler aderire agli standard del web, cosa a cui l’azienda di Mountain View tiene parecchio per attirare a sé più navigatori possibili, la maggior parte dei quali sono anche potenziali clienti.
Allora mi sono posto una domanda, perché questa “febbre da Chrome“? Persino i media tradizionali (giornali e TV) hanno anunciato in pompa magna la sua uscita in versione beta, ovvero non definitiva, stuzzicando la fantasia di chi non ha mai sentito parlare di alternative ad Internet Explorer. La risposta più facile da pensare è che ci ha messo lo zampino il dittatore illuminato (?) di Internet, ovvero Google. Non è così. L’azienda della Silicon Valley ha già rilasciato diversi software, diventati col tempo molto famosi, come Google Earth, o lanciato servizi eccezionali, come Google docs, senza per questo ricevere gli onori della cronaca delle varie testate, almeno in Italia. Persino le redazioni dei siti dedicati all’informatica, pur parlandone in maniera chiara ed esaustiva, non si sono eccitate entusiasmate tanto come con Chrome. Entusiami che hanno portato veri e propri momenti di follia, tra chi lo elogia e chi non aspetta altro che denigrarlo (da notare come mi sia autocitato).
Ho cercato, ho ragionato e ho ricercato, ma nulla, non sono riuscito a trovare una risposta per questa “febbre”. C’è anche da dire che non sembra una malattia letale, gli ultimi dati parlano di un calo nell’uso di questo software, ma vanno anche quelli vanno presi per quello che sono, ovvero statistiche. Un’altra ipotesi che mi era passata per la testa era il gusto della novità. Almeno gli smanettoni, infatti, si divertono a provare i nuovi browser anche se sono delle vere schifezze, ma neanche questo giustifica una percentuale di diffusione pari ad Opera, browser che da tempo rappresenta un faro nel mondo della navigazione internet, pur non essendo molto diffuso.
Per capire l’anomalia del browser di Google, si può confrontare con un suo concorrente, ovvero Firefox, che se avesse avuto un comportamente simile rappresenterebbe la maggiore quota sul mercato, ma non è così. Quindi? Tanto rumore per nulla? Diciamo di sì, ma in realtà è stato un rumore autoalimentato. Data la posizione di assoluto dominio dell’azienda di Mountain View e i software già usciti, erano in molti a sospettare che qualcos’altro stesse per nascere. Dopo le previsioni sono arrivati i rumor, che non hanno fatto altro che attirare ancora più persone, cosicché si è creata una spirale infinita di curiosità ed un pubblico più che discreto che sbavava era in attesa della “novità”. Molte di queste persone erano blogger, giornalisti (più o meno iscritti all’albo) che hanno riportato immediatamente il lancio del nuovo software, scrivendoci un po’ di tutto. Se a questo si aggiunge l’annuncio in pompa magna dell’azienda stessa, si può capire come si sia raggiunta una tale diffusione nel giro di pochi giorni.
Ora starà alla comunità che sta dietro lo sviluppo del browser stesso nel cercare di conquistare con i fatti gli utenti, se poi questo significherà una maggiore adesione agli standard web, tanto meglio.
Google Chrome è in versione definitiva
Google Chrome, dopo poco più di due mesi dal lancio in versione beta, è da oggi disponibile in versione definitiva. Giravano già da diverse settimane voci di un imminente rilascio del browser completo, ma in fondo erano in pochi a sperarci, dato che moltissimi servizi di Google sono dopo anni dal loro rilascio in continua versione beta, ad indicare un continuo miglioramento e adattamento alle regole del web 2.0.
Notevoli miglioramenti riguardano il motore V8 Javascript del software e la funzionalità di sicurezza Safe Browsing, che protegge la navigazione dai pericoli di phishing e di malware in generale. Numerosi test effettuati da laboratori tecnici di riviste e case produttrici hanno assegnato al browser di Google qualche punto in più rispetto ai programmi concorrenti, dimostrando come possa avere un ottimo successo quando sarà utilizzato da molte persone in tutto il mondo.
Per ora gli utilizzatori della versione beta sono stati circa 10 milioni, ma il dato è destinato a salire soprattutto nel momento in cui Google rilascerà il software anche nelle versioni per Linux e Macintosh.
Per aggiornare il browser, è sufficiente spostarsi nel menu “strumenti” (quello a forma di chiave inglese) e scegliere “Informazioni su Google Chrome”. Il browser analizzerà la presenza di una versione più aggiornata e la installerà autonomamente. In alternativa il software può anche essere scaricato dal sito ufficiale.
Chrome si aprirà alle estensioni
Chrome, il browser di Google rilasciato nell’estate scorsa, ha riscosso un buon successo fra gli appassionati dei servizi offerti dagli sviluppatori di Mountain View, diventando in poco tempo il browser più utilizzato da molti utenti di internet, grazie soprattutto alla chiarezza di utilizzo, alla velocità di navigazione offerta e alla sua perfetta integrazione con i numerosi servizi di Google online.
Questi sono stati fin dalla sua distribuzione (ancora dichiaratamente in versione beta) i punti di forza di un browser che promette davvero bene per il futuro, quando sarà rilasciato in versione definitiva.
Aaron Boodman, sviluppatore del programma e collaboratore alla realizzazione del progetto Chromium, “antenato” di Chrome ha dichiarato sul blog del progetto che il suo team è al lavoro per rendere Google Chrome pienamente compatibile anche con estensioni di terze parti.
Questa quindi è la grande novità di questi giorni. Sul browser di Google potremo, un giorno, utilizzare dei plugin aggiuntivi con scopi diversi, proprio come facciamo attualmente su Firefox.
La novità è sicuramente un modo in più per utilizzare il browser di Mountain View, ma in fondo è una risposta che deve far riflettere non poco. Google ha bisogno di un qualcosa in più per farci affezionare ad un prodotto nuovo, nato in contrapposizione di idee con i concorrenti, ma che si deve adeguare alle scelte concrete e comuni. Perché non basta una filosofia di vita a convincere gli utenti. A volte è necessaria anche la praticità di utilizzo.

