Articoli con tag Cina
La libertà in rete è un diritto
Scritto da Jack Lagona in Riassunto il 25 gennaio 2010

[La Grande Muraglia by Scamminick]
Il discorso del Segretario di Stato americano Hillay Clinton al Newseum di Washington sulla libertà in rete ha avuto delle conseguenze devastanti per i rapporti economici con la Cina, ma ha aperto una voragine tra la democrazia – o presunta tale – in rete e la censura attuata da alcuni paesi per bloccarne i contenuti e le espressioni individuali.
“Mai come in questo periodo l’informazione è stata libera e globale. O avrebbe la libertà di esserlo. L’accesso libero all’informazione è fondamentale per la democrazia. Ci sono barriere e muri virtuali che vanno abbattuti, oggi, come un tempo abbiamo abbattuto i muri della repressione, e il muro di Berlino. Blog, video, messaggi, social network, hanno un ruolo fondamentale. Per diffondere verità e giustizia. Ci sono pericoli, perché la Rete aperta è stata utilizzata anche da Al Qaeda per lanciare minacce contro il mondo e recrutare terroristi. E’ utilizzata per pornografia e pedofilia, per rapimenti, mercati neri. Ma non serve la censura, come hanno fatto Cina, Tunisia, Arabia Saudita, Vietnam o Uzbekistan, per combattere chi usa Internet per scopi malvagi. Continueranno a esserci e dobbiamo esserne consapevoli. Dobbiamo aumentare la sicurezza, coordinare gli sforzi contro gli hacker in grado di minacciare la nostra economia, le banche online, l’e-commerce. Dobbiamo assicurare la sicurezza dei nostri network. E i paesi o gli individui che organizzeranno cyberattacchi dovranno affrontare delle conseguenze e la condanna internazionale.”
Google e Cina: conseguenze e commenti
Scritto da redazione in Googlelandia il 13 gennaio 2010
La “guerra” condotta da Google contro il governo cinese nelle scorse ore ed ancora in corso è stata commentata positivamente da alcune aziende statunitensi. Il conflitto è iniziato nella serata di ieri, quando con un comunicato la società di Mountain View ha comunicato di non voler più sottostare all’accordo con la Cina di filtrare i contenuti ritenuti “scomodi” da parte del governo. Tutto questo è successo a causa di alcuni attacchi ai server e alle infrastrutture di Google che secondo la società provenivano proprio dalla Cina.
Gli attacchi sono avvenuti nel corso del mese di dicembre e Google è arrivata a questa decisione solo dopo un’attenta analisi investigativa. Adesso, dopo la scelta dell’azienda, iniziano i primi commenti da parte degli analisti. Cosa perderebbe davvero Google se il governo cinese decidesse di escludere il popolare motore di ricerca dal mercato?
Google contro la Cina
Scritto da redazione in Googlelandia il 13 gennaio 2010

La notizia sta facendo il giro della rete e al momento si sa davvero molto poco, ma sembra che la divisione cinese che si occupa della gestione del più usato motore di ricerca al mondo abbia deciso di non rispettare più gli accordi con la Cina per il filtraggio dei contenuti sulle pagine di Google. La decisione, presa attraverso la diffusione di un comunicato, arriva in seguito ad alcuni attacchi che Google e altre aziende molto importanti dal punto di vista del web e dell’informatica hanno subito recentemente.
Questa volta, dice Google, è stato diverso. Le aziende, tra le quali spicca anche Adobe, dichiarano di essere state vittima di un attacco mirato, tanto che proprio Google ha deciso di iniziare un lavoro di indagine molto preciso. Potrebbe essere l’inizio di una ribellione che porterà Google ad abbandonare del tutto il mercato cinese? Seguiremo gli ulteriori sviluppi della vicenda nelle prossime ore.
La Cina non ha paura di internet
Scritto da redazione in Internet e OS il 24 marzo 2009
“Molta gente ha la falsa impressione che il governo cinese tema Internet. In effetti è esattamente l’inverso. Internet in Cina è aperto, ma ha bisogno di essere regolato dalla legge per prevenire il diffondersi di informazioni dannose per la sicurezza nazionale.”
Sono queste le parole di un portavoce del Ministro degli Esteri cinese, che mirano a tranquillizzare gli utenti cinesi della rete, spesso esposta a censure per evitare il diffondersi di informazioni contrarie alle opinioni governative.
L’annuncio arriva in seguito alle polemiche che vedrebbero molto probabilmente il popolare portale di video sharing YouTube bloccato dallo Stato da lunedì sera, dopo aver funzionato per un mese soltanto ad intermittenza.
Vatican.va in lingua cinese
Scritto da redazione in Internet e OS il 17 marzo 2009
Da oggi dovrebbe essere lanciata una versione del sito www.vatican.va in lingua cinese. La notizia è stata diffusa da fonti interne alla Santa Sede, che hanno spiegato come l’intenzione sia quella di far arrivare dei messaggi cattolici a quella parte dei cinesi ai quali è impedito di riconoscere la loro fede a causa delle restrizioni governative.
E proprio le stesse restrizioni fanno paura ai gestori del sito, che potrebbero in poco tempo accorgersi di una censura rivolta alle loro pagine, come già è successo altre volte con siti internet non corrispondenti alla volontà e alle decisioni di chi governa.
Secondo Bernando Cervellera, dell’agenzia religiosa Asia News, “sino a quando il sito non diffonderà qualcosa che il governo contesta sarà ok. Ma una volta che inizierà a parlare di nomine di vescovi o di Tibet o del Dalai Lama, sarà bloccato come spesso è accaduto al nostro”.
Usato Apple vendesi
Scritto da Luca in Internet e OS il 21 gennaio 2009
Mertedì Apple ha lanciato un nuovo servizio dalle parti della Grande Muraglia. Un sito dove è possibile acquistare prodotti Apple usati, rivolto ad una clientela che desidera risparmiare qualche soldo. Si parla di un 22% di sconto assicurato. I prezzi rimangono comunque di un certo livello partendo da 308 yuan (€34,69) per un iPod shuffle e più di 14,000 yuan (€1.577) per un computer Mac.
I prodotti in vendita sono eslusivamente resi, da parte di privati o di aziende, ma che hanno passato i test di qualità ai quali sono stati sottoposti. “Abbiamo lanciato la campagna a fine anno” ha affermato Huang Yuna, portavoce di Apple in Cina, che però si è rifiutato di precisare quanti e quali oggetti saranno disponibili.
L’iniziativa non è unica nel panorama Apple, i negozi dell’usato sono già disponibili negli USA, in Giappone e in Gran Bretagna. Tuttavia, si tratta solo di un’iniziativa per arrotondare i propri guadagni in quanto la vendita di usati rappresenta solo una piccolissima parte delle vendite totali del colosso della mela.
Censura cinese all’opera?
Scritto da Luca in Internet e OS il 18 novembre 2008
Alcuni giorni fa dalle parti dell’Estremo Oriente molti netizen hanno avuto a che fare con un singolare problema. Una serie di domini risultava irraggiungibile e l’eventuale tentativo di accedere ai siti, ad esempio attraverso un link, rimandava a Baidu, il motore di ricerca più usato in Cina. Il fenomeno è durato poco più di due giorni, ma tanto è bastato per domandarsi se il regime cinese fosse di nuovo all’opera per indirizzare i cittadini verso i contenuti consentiti.
I siti coinvolti nel blocco sono tutti legati al mondo del file sharing, forse non a caso considerando le enormi pressioni delle lobby occidentali affinché il governo di Pechino mettesse un freno alla pirateria dilagante. Pressioni che si sono concretizzate nella chiusura di una serie di siti e di altri che sono stati soggetti ad un semplice richiamo. Mossa che però non sembra aver scaturito gli effetti sperati ed è forse alla base di questo ennessimo tentativo di censura.
In sostanza chi avesse voluto aprire Mininova.org per ricercare del materiale protetto da copyright o anche del semplice software libero, si sarebbe trovato davanti la pagina di Baidu. Questa mossa del redirect non è una novità nel panorama cinese, ma questa volta a differenza di siti scomodi, come Amnesty International, l’obiettivo erano i motori che indicizzivano link per scaricare materiale tramite p2p, convolgendo IsoHunt, emule.org.cn e VeyCD, produttore di una mod di emule estremamente diffusa in Cina. Nell’elenco manca The Pirate Bay, questo perché per il sito svedese la censura opera ormai da tempo immemore.



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