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Scritto da redazione il 27 agosto 2010

Lassù, a 2000 anni luce, ci potrebbe essere qualcuno che ci osserva! E’ stato scoperto, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi di diversi Stati del mondo, un nuovo sistema planetario dalle caratteristiche sorprendenti. E’ stata la sonda Keplero ad immortalarlo durante l’esplorazione dello spazio, e ha rivelato un sistema composto da una stella, [...]

 

Posts Tagged ‘obama’

Obama è proprio così Wired?

Posted By redazione on maggio 11th, 2010

Wired ha pubblicato le cloud con le parole pronunciate da Obama in due discorsi, uno prima delle elezioni, nel 2007, uno recentemente, nel 2010 (le vedete continuando a leggere questa news).

E sul portale si pone l’attenzione sul fatto che il presidente degli States, nonostante si mostri un amico della tecnologia, abbia pronunciato raramente parole che hanno a che fare con internet e i social network. (continua…)

Obama: Orion si farà, ma servirà ad altro

Posted By redazione on aprile 21st, 2010

Obama fa una leggera marcia indietro riguardante i progetti relativi alla costruzione della navicella spaziale Orion. Dopo i recenti annunci sui tagli economici che erano stati effettuati nel corso dei mesi passati il presidente degli Stati Uniti ha deciso di permettere che il progetto per la realizzazione della navicella possa continuare in futuro.

In realtà il progetto che si doveva originariamente interrompere era quello della costruzione del razzo Ares I, il quale sarebbe servito a permettere il lancio della navicella in questione. Attraverso Orion si sarebbe potuto creare un più ampio progetto che riguardava l’aumento delle missioni spaziali nel corso del prossimo decennio, portando l’America a raggiungere nuovamente la nostra luna e in seguito l’obiettivo ben più ambizioso di Marte.

La crisi economica però ha prodotto questi effetti e Obama ha deciso di eliminare queste spese, ma adesso il team del presidente sembra ripensarci un po’ e ha annunciato che in questi giorni sarà comunicato un nuovo piano per il rilancio del progetto, anche se in altri termini che si allontanano da quanto previsto in precedenza.

Orion sarà realizzata, ma non servirà più per navigare nello spazio alla conquista di nuovi mondi. Avrà un compito più modesto e si affiancherà alla stazione spaziale orbitante per costituire una sorta di navicella “di scorta” per gli astronauti che popolano la grande piattaforma nello spazio.

La libertà in rete è un diritto

Posted By Jack Lagona on gennaio 25th, 2010


[La Grande Muraglia by Scamminick]

Il discorso del Segretario di Stato americano Hillay Clinton al Newseum di Washington sulla libertà in rete ha avuto delle conseguenze devastanti per i rapporti economici con la Cina, ma ha aperto una voragine tra la democrazia – o presunta tale – in rete e la censura attuata da alcuni paesi per bloccarne i contenuti e le espressioni individuali.

Mai come in questo periodo l’informazione è stata libera e globale. O avrebbe la libertà di esserlo. L’accesso libero all’informazione è fondamentale per la democrazia. Ci sono barriere e muri virtuali che vanno abbattuti, oggi, come un tempo abbiamo abbattuto i muri della repressione, e il muro di Berlino. Blog, video, messaggi, social network, hanno un ruolo fondamentale. Per diffondere verità e giustizia. Ci sono pericoli, perché la Rete aperta è stata utilizzata anche da Al Qaeda per lanciare minacce contro il mondo e recrutare terroristi. E’ utilizzata per pornografia e pedofilia, per rapimenti, mercati neri. Ma non serve la censura, come hanno fatto Cina, Tunisia, Arabia Saudita, Vietnam o Uzbekistan, per combattere chi usa Internet per scopi malvagi. Continueranno a esserci e dobbiamo esserne consapevoli. Dobbiamo aumentare la sicurezza, coordinare gli sforzi contro gli hacker in grado di minacciare la nostra economia, le banche online, l’e-commerce. Dobbiamo assicurare la sicurezza dei nostri network. E i paesi o gli individui che organizzeranno cyberattacchi dovranno affrontare delle conseguenze e la condanna internazionale.

Tutto nasce quando Google, presente nel paese asiatico ormai da anni, critica e denuncia l’attacco ai suoi danni di hacker cinesi, i quali avrebbero violato le caselle gmail di alcuni utenti asiatici. Nei giorni successivi addirittura il Presidente Obama ha ricevuto una delegazione di Mountain View per capire meglio che tipo di attacco avrebbero subito i server di Google, e immediatamente dopo si sono attivate le prime procedure diplomatiche per saperne di più dal governo cinese. Questa settimana il discorso del Segretario di Stato ha duramente attaccato quelli che, secondo l’amministrazione americana, sono la seconda varietà di stati canaglia: ovvero quegli stati che non aprono alle libertà individuali le maglie interne di internet, ma fanno in modo di censurare quei contenuti ritenuti dannosi dal regime. Naturalmente la risposta cinese non si è fatta attendere:
Internet in Cina è aperta e la Cina è il Paese più attivo nello sviluppo di Internet, alla fine dell’anno scorso i netiziens cinesi hanno raggiunto la cifra di 384 milioni e ci sono 3,68 milioni di website, 180 milioni di blog. Gli Stati Uniti hanno criticato il modo in cui la Cina gestisce Internet e insinuato che essa ne restringe la libertà. Chiediamo agli Stati Uniti di rispettare i fatti e smettere di utilizzare la cosiddetta libertà su Internet per formulare accuse senza fondamento alla Cina. La Cina ha la sua situazione nazionale e le sue tradizioni culturali e gestisce Internet in accordo con le sue leggi e con le pratiche internazionali, esprimiamo la speranza che gli Usa rispettino gli impegni presi dai leader dei due Paesi per uno sviluppo delle relazioni tra loro.

Che in Cina esista un grande fratello censorio che controlla tutte le comunicazione del paese in rete è fuori di ogni dubbio, però andrebbe anche ricordato che Google, quando ha aperto i propri uffici a Pechino, ha accettato implicitamente ed esplicitamente il grande proxy cinese. Però, nel momento in cui è stato toccato un proprio servizio, Google ha fatto il diavolo a quattro perché questa pratica sarebbe diventata illegale. A Mountain View sapevano che la Cina non era la patria dei diritti civili, come sapevano che la Rete non era libera come potrebbe esserlo nei paesi occidentali, ma hanno accettato comunque di iniziare il rapporto di lavoro col governo cinese per amore dell’arricchimento personale. Naturalmente non è una scusante la mancanza di democrazia, ma non può esserlo nemmeno se la stessa anti-democrazia ti ostacola nel tuo lavoro.

Yahoo nel 2005 fece arrestare il dissidente Shi Tao consegnando i suoi dati sensibili alla polizia cinese, e facendolo così condannare a 10 anni di carcere per aver detto al mondo che il regime ha vietato ai giornali cinesi di parlare dei tragici fatti di Piazza Tiananmen; il professore di lettere Liu Xiaobo, aderente dal 1989 al movimento democratico studentesco, è stato arrestato a Natale dello scorso anno per aver pubblicato degli articoli su dei siti web stranieri e sul fatto che è stato uno dei primi firmatari di Carta 08, un documento che critica il Partito comunista cinese e chiede l’instaurazione in Cina di un sistema democratico.

È proprio questo che si dovrebbe denunciare, ma non lo si fa quando in ballo ci sono i soliti interessi economici. Adesso Google ha deciso di dire apertamente le cose come stanno, speriamo non sia il solito fuoco di paglia causato de lesa maestà e che, invece, sia il primo grande passo per l’abbattimento dell’ennesimo muro antidemocratico. Quello della libertà.

Obama: si ritorna sulla Luna

Posted By redazione on gennaio 12th, 2010

La pubblicazione Science Insider rivela di un accordo tra il presidente degli Stati Uniti Obama e il capo della Nasa Bolden che permetterà all’uomo di ritornare sulla Luna entro il 2018. L’iniziativa potrà essere realizzata grazie ad un progetto che l’agenzia spaziale dovrà cominciare ad attuare in questi anni per la costruzione di un razzo capace di riportarci in tempi brevi sul nostro satellite.

Il finanziamento da parte del governo è di un miliardo di dollari in più rispetto al normale bilancio che solitamente viene assegnato all’agenzia, che sarà dato alla Nasa nel 2011. Molto probabilmente gli scienziati studieranno anche un modo per tentare di utilizzare il nostro satellite naturale come un trampolino di lancio verso Marte. E, se si scoprirà un modo per sfruttare le particelle d’acqua trovate recentemente, sarà anche un’ottima occasione per pensare alla realizzazione di una base lunare permanente.

McAfee: meno spam non equivale a meno vittime

Posted By redazione on giugno 23rd, 2009

http://www.citynewsonline.org/2009/06/23/mcafee-meno-spam-non-equivale-a-meno-vittime/

Meno Spam non equivale a meno vittime: questo secondo il McAfee Spam report di giugno, che è stato recentemente annunciato. Il report evidenzia inoltre che:

- Lo spam su Obama – dopo aver raggiunto livelli record – è calato del 90% immediatamente dopo il suo insediamento
- Spam più diffuso del mese: influenza suina. Lo spam che ha preso spunto dall’influenza A/H1N1 ha inciso per il 3% sul livello globale di spam nel mese di maggio – con un balzo da zero a oltre 5 miliardi di messaggi al giorno in soli sei giorni
- Il picco annuale di spam è in ritardo. Il consueto picco di marzo non si è infatti presentato. Tra l’1 e l’8 aprile i volumi globali di spam sono quasi raddoppiati passando da un periodo di tre mesi di livello basso a quattro mesi di livello elevato
- Spam ha fatto suo il “meglio” del phishing: sfruttamento del brand, immagini e argomenti tratti dai titoli
- Il volume dello spam ha raggiunto una media del 9% dallo scorso maggio – riportando i valori a prima della chiusura di McColo

“Un avviso per gli utenti: potete vedere meno messaggi di spam nella vostra casella di posta, perché i filtri anti-spam sono migliorati, ma non dovete abbassare la guardia,” ha dichiarato Adam Wosotowsky dei McAfee Avert Labs. “Molte persone sono state vittime di intelligenti azioni di Spam che hanno sfruttato brand conosciuti per indurre gli utenti a divulgare informazioni riservate o ad esporre i propri PC ad attacchi.”

Il report inoltre rivela che gli spammer devono considerare se indirizzare email di dimensioni maggiori a pochi destinatari (con una probabilità di successo inferiore), o grandi quantità di email di dimensioni minori (con una percentuale di successo maggiore).

Il report è disponibile per il download a questo indirizzo: http://resources.mcafee.com/content/AvertSpamReportQ209.

La rete risponde: Vivere e morire in rete

Posted By Jack Lagona on marzo 25th, 2009

La parola d’ordine di questi ultimi giorni è una sola: i blog sono morti? Certo, la cosa ormai è ciclica: ogni tot periodo si parla della vera o presunta morte dei blog, non tanto come forma di scrittura correlata da link e rimandi a questo o a quell’articolo di giornale – o blog, naturalmente -, ma come forma analitica di pensiero che fu, e che forse non c’è più o tende a scomparire.

Partiamo con degli spunti analitici. Un paio di mesi fa, Akille pubblicò sul suo blog una riflessione su FriendFeed che, per quel che vale, tendo a condividere. Akille non tenta di sminuire il potere mediatico che sta acquisendo FF in questi ultimi tempi, ma al contrario cerca di rendere giustizia ai blog, e, perché no, anche all’uso “corretto” di FriendFeed. Non lo stiamo scoprendo adesso che i blogger e gli utenti dei blog si stiano spostando verso piattaforme più o meno veloci, più o meno nuove e più o meno in tempo reale. Una di queste è sicuramente FF. Io, ad esempio, non mi ero mai posto il problema di veicolare i miei contenuti su più piattaforme che siano, nella sostanza, diverse dal blog. Appare naturale, agli addetti ai lavori, inserire qualsiasi cosa sul blog o sul Tumblr: “Però è ormai un fatto che certe cose per cui uno usava il blog, o un certo tipo di blog ora funzionano meglio altrove“. Vero! “Questo potrebbe portare ad un cambiamento reale. Tipo contenuti seri di qua e cazzeggio di là, post professionali o approfonditi di qua e organizzazione cene e birre di là, blog sempre più a tema e pagine di FF a “rutto libero”“. Si potrebbe fare? Probabilmente sì perché è il senso della piattaforma di microblogging.

(continua…)

Casa Bianca: risolto il problema alle e-mail

Posted By redazione on gennaio 30th, 2009

Il pericolo di un attacco informatico alla struttura hardware della Casa Bianca è svanito nel giro di poche ore, anche se i presupposti c’erano e i dubbi avevano iniziato a salire nelle menti dei responsabili del sistema tecnologico della residenza del presidente degli Stati Uniti. In fondo non sarebbe stata una notizia molto sconvolgente quella di un attacco, dato che in un periodo come questo, denso di eventi di attualità importanti, i criminali informatici non perdono mai tempo per agire.

Fatto sta che lunedì scorso, dalle 10 al pomeriggio del giorno successivo, una componente hardware che si è guastata ha causato il blocco temporaneo della ricezione e dell’invio di e-mail, attraverso computer e dispositivi mobili all’interno della residenza presidenziale.

Niente di particolarmente grave per le attività dei vari uffici della White House, si è registrato solo un rallentamento nel completamento di alcune azioni burocratiche. Qualcuno ha addirittura osato commentare la curiosa vicenda con qualche frase ironica, facendo notare che in questo modo si è riusciti a rafforzare alcuni comportamenti, come il semplice scambio di qualche parola con i colleghi, cosa che con l’invio di posta elettronica da un ufficio all’altro diventa abbastanza difficile.

La macchina guasta è stata comunque sostituita immediatamente e l’attività di invio di posta è potuta ricominciare nel giro di poco tempo. In fin dei conti, con la sostituzione dei sistemi hardware che sta avvenendo dopo l’insediamento della nuova amministrazione, è facile che accadano disagi di questo tipo.

Obama si ritira? E’ un malware!

Posted By redazione on gennaio 20th, 2009

Non è la prima volta che i cyber-criminali sfruttano un evento di importanza mondiale per diffondere malware in giro per la rete. Questa volta, per l’ennessima volta, succede utilizzando l’evento dell’insediamento del nuovo presidente americano Obama alla Casa Bianca.

Un sito creato appositamente per ingannare i visitatori, al quale si arriva tramite un link arrivato per e-mail, parla di una possibile rinuncia alla carica del neo-presidente e invita a scaricare un software necessario per la visualizzazione della notizia. In realtà si tratta del malware W32/Waledac.gen.b, che installa inoltre numerosi piccoli file che trasformeranno la macchina del malcapitato utente in un computer facente parte di una rete botnet.

McAfee, commentando la notizia e avvertendo gli utenti, afferma che questa volta il lavoro è stato fatto in moto superlativo, dato che il sito è realizzato in maniera professionale ed è sostenuto da una forte rete botnet che lo protegge.

Anche dai laboratori Panda arriva l’avvertimento: “Questi computer zombie, di solito, sono uniti in rete, conosciuta come botnet o rete di bot dal nome del codice maligno (chiamato bot) che permette il controllo del PC. Questa rete viene successivamente affittata dai pirati informatici a terze persone in modo che il computer zombie possa essere utilizzato per scopi maligni come l’invio di spam o gli attacchi di denial of service”.

Prestate quindi la massima attenzione nell’apertura dei link arrivati via e-mail che ritenete non sicure e poco affidabili.

Le parole più cercate su Google

Posted By redazione on dicembre 11th, 2008

Yahoo! e AOL l’hanno già fatto. Adesso non poteva che toccare a Google. E’ arrivata anche la versione 2008 dei risultati delle ricerche effettuate in Italia e nel mondo attraverso il motore di ricerca Google. Ai primi posti della classifica italiana troviamo voci di uso molto comune tra gli internauti e tra gli amanti della tecnologia, ma i navigatori non trascurano sicuramente il proprio benessere fisico e psicologico quotidiano, perché amano andare in vacanza in luoghi stupendi e ricchi di storia.

Ecco quindi la classifica italiana: youtube, roma, lavoro, casa, sardegna, uomini e donne, iphone, istruzione, elezioni, dieta. In aumento rispetto agli anni precedenti, poi, ci sarebbero ricerche di voci come pechino 2008, facebook, obama, ecopass, la talpa, finanziaria 2008, saviano, wiki, mutui, cinquecento.

Se ci spostiamo in tutto il resto del mondo, ecco che, come già avevano confermato Yahoo! e AOL, troviamo voci in aumento per quanto riguarda le elezioni americane (obama, sarah palin), ma anche tantissime curiosità di altro genere, come beijing 2008, facebook login, tuenti, heath ledger, nasza klasa, wer kennt wen, euro 2008, jonas brother.

Yahoo! e AOL: nel 2008 vince Britney Spears

Posted By redazione on dicembre 3rd, 2008

Come accade ogni anno in questo periodo tutti i principali motori di ricerca diffusi nella rete tirano le somme delle ricerche che tutti (proprio tutti) abbiamo effettuato nel corso degli undici mesi appena trascorsi, diffondendo la lista delle parole più ricercate durante l’anno.

E’ la volta di Yahoo! e di AOL, che un po’ in anticipo rispetto alla fine dell’anno ci dicono che la vincitrice del 2008 è Britney Spears. La celebre cantante pop, che si trascina dietro dei mesi molto complicati, ha suscitato l’attenzione della maggior parte degli utenti di internet, che l’hanno cercata su Yahoo! più di ogni altra stringa di ricerca, confermandola nuovamente al primo posto (negli ultimi otto anni è già successo sette volte).

Poi, nella classifica di Yahoo! troviamo le passioni sportive degli utenti di internet, con le parole “World Wrestling” e successivamente (e ce lo potevamo aspettare) c’è Obama. In seguito, dal quarto posto in poi, c’è il gioco di ruolo RuneScape, Jessica Alba, la serie giapponese Naruto, le belle attrici Londsay Lohan e Angelina Jolie, il reality americano American Idol.

Per quanto riguarda le ricerche effettuate tra le notizie, troviamo gli uragani che hanno colpito l’America durante l’estate, le elezioni del 2008, quelle riguardanti la Cina, il Pakistan e l’Afghanistan.

Sul motore di ricerca AOL, dopo la Spears troviamo l’iPhone e, oltre alla solita domanda “qual è il senso della vita?” se ne trova un’altra ricercata frequentemente e abbastanza inquietante: “come rimanere incinta?“. Evidentemente c’è ancora qualcuno che non ha le idee chiare in proposito…

E voi? Cosa avete cercato quest’anno?