Articoli con tag rete

La libertà in rete è un diritto


[La Grande Muraglia by Scamminick]

Il discorso del Segretario di Stato americano Hillay Clinton al Newseum di Washington sulla libertà in rete ha avuto delle conseguenze devastanti per i rapporti economici con la Cina, ma ha aperto una voragine tra la democrazia – o presunta tale – in rete e la censura attuata da alcuni paesi per bloccarne i contenuti e le espressioni individuali.

Mai come in questo periodo l’informazione è stata libera e globale. O avrebbe la libertà di esserlo. L’accesso libero all’informazione è fondamentale per la democrazia. Ci sono barriere e muri virtuali che vanno abbattuti, oggi, come un tempo abbiamo abbattuto i muri della repressione, e il muro di Berlino. Blog, video, messaggi, social network, hanno un ruolo fondamentale. Per diffondere verità e giustizia. Ci sono pericoli, perché la Rete aperta è stata utilizzata anche da Al Qaeda per lanciare minacce contro il mondo e recrutare terroristi. E’ utilizzata per pornografia e pedofilia, per rapimenti, mercati neri. Ma non serve la censura, come hanno fatto Cina, Tunisia, Arabia Saudita, Vietnam o Uzbekistan, per combattere chi usa Internet per scopi malvagi. Continueranno a esserci e dobbiamo esserne consapevoli. Dobbiamo aumentare la sicurezza, coordinare gli sforzi contro gli hacker in grado di minacciare la nostra economia, le banche online, l’e-commerce. Dobbiamo assicurare la sicurezza dei nostri network. E i paesi o gli individui che organizzeranno cyberattacchi dovranno affrontare delle conseguenze e la condanna internazionale.

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L’apocalisse dei social network?

social_networkDa qualche ora alcuni dei principali servizi e portali di social network potrebbero essere sotto un attacco DoS. O meglio, Twitter è caduto con certezza sotto questo attacco, diventando per una mezz’oretta completamente inaccessibile (è stato spiegato attraverso un comunicato ufficiale) e Facebook, Friendfeed e Posterous hanno subìto dei forti rallentamenti.

Noi stessi abbiamo riscontrato una certa difficoltà mentre cercavamo di aggiornare la nostra pagina su Facebook. Non riuscivamo ad inserire i link e ogni volta che provavamo ad aggiornare la pagina compariva un errore alquanto misterioso e imprecisato.

Insomma, ancora le notizie sono così poche che non si possono affermare eventualità di attacchi in larga scala, anche se qualcuno in giro per la rete parla già di “social media apocalypse“. Ad esempio potrebbe trattarsi di un attacco effettuato tramite una rete botnet.

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Internet: una bambina compra un escavatore

reteL’utilizzo di internet lascia sempre spazio a polemiche di vario genere, che fanno riflettere sul fatto che il web è uno spazio ricco di risorse e potenzialità, ma nel quale si deve fare comunque attenzione a non lasciarsi andare a comportamenti impropri specialmente quando si impiegano dei soldi.

Si è discusso molto sul rapporto tra internet e bambini e naturalmente si fa sempre riferimento ai possibili pericoli nei quali i più piccoli potrebbero incorrere soprattutto se vengono lasciati soli davanti ad un computer con l’accesso alla rete. E’ davvero quasi incredibile quanto è successo a Pipi, una bambina neozelandese di tre anni, che si è ritrovata ad acquistare un escavatore in un’asta on line.

Mentre la mamma stava riposando, Pipi ha cominciato a navigare sul sito di aste TradeMe e qui, visto che l’account della madre era ancora collegato, ha partecipato ad un’asta per aggiudicarsi un escavatore della Kolbeco. Alla fine l’escavatore è andato alla bambina per la somma di 20 mila dollari. Per fortuna la vicenda si è conclusa bene.

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La rete risponde: Nel nome della libertà

rete_liberaLa Rete è una forma d’arte: a volte inadatta, a volte inespressa, a volte capace di generare contenuti tutt’altro che logici. Ma è sempre una forma eterogenea di trasformazioni usuali e capaci, di condivisione di dati e contenuti di varie fonti sociali e intellettuali. Quando qualcuno, nel nome della Legge e della regolamentazione governativa, si fa avanti per intraprendere azioni da portare l’Internet moderna al passo del medioevo, si presta ad un giogo non suo, ma di altri fattori che ne vogliono imbrigliare le redini verso un contesto censorio, territoriale e dittatoriale.

È notizia ormai datata il decreto legge del Senatore D’Alia sul modo, più o meno lecito, di offuscare i siti web che istigano alla criminalità: nata per far fronte ad alcune sciocchezze apparse su Facebook (gruppi su Riina e Provenzano), spesso per creare rumore che per effettive proposte legittime e mafiose, la proposta del Senatore dell’Udc è stata approvata in un pacchetto di leggi sulla sicurezza e non, come si potrebbe immaginare e come in realtà dovrebbe essere, in una serie di leggi sulla regolarità dei contenuti su Internet.
La seconda proposta per imbavagliare la Rete è il ddl dell’Onorevole Carlucci sulla pedofilia online: un emendamento, detto dalla sua emendante, nato per combattere la pedo-pornografia in Rete, ma che – in pratica – contiene delle proposte di tutt’altro genere. Scritta da Davide Rossi presidente di Univideo, la proposta dell’Onorevole Carlucci è un vero e proprio disegno di legge contro la pirateria online e contro l’anonimato in rete. Prosegui la lettura »

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La rete risponde: anti-pedofilia o anti-pirateria?

Mi chiedo sempre più spesso perché in Italia si disegnano più leggi contro internet, che per far pagare meno tasse alla gente. Sarà un caso, sarà l’effetto della crisi, sarà tutto quello che volete, ma ultimamente – proprio in questa rubrica – sto parlando quasi esclusivamente delle varie leggi per imbavagliare la rete. È vero che nei momenti di crisi prosperano i più forti, ma le continue insinuazioni che la rete sia la madre di tutti i mali, francamente mi fanno girare i zebedei.

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Oltre cinquemila segnalazioni e centinaia di casi di pedofilia accertati ogni anno, un’enormità. Bambini che, dal primo anno di vita sono vittime di abuso, molestie sessuali. Tanti i casi che non vengono alla luce perché mai denunciati, spesso per vergogna o mancanza di fiducia nella giustizia.” È con queste parole che l’Onorevole Carlucci spiega come la pedofilia verrà debellata.
Ma la pedofilia non è l’unico male: “Non possiamo continuare a permettere che orchi travestiti da agnellini, sfruttando l’anonimato assicurato dalla rete, utilizzino Internet per adescare giovani prede. Il caso del professionista di una cittadina vicino Napoli, arrestato ieri (24 febbraio, NdA) con l’accusa di aver adescato una minorenne offrendo false generalità e fingendosi suo coetaneo, lo dimostra drammaticamente. Dietro nickname fantasiosi spesso si nascondono terribili pericoli per i nostri figli. Per questo ho presentato una proposta di legge che, implicando l’obbligo della tracciabilità di chi pubblica e di cosa viene pubblicato su Internet,  impedisca di fatto il ripetersi di casi analoghi. Davvero non comprendo il polverone di polemiche sollevato da questa mia proposta. Chi non ha nulla da nascondere non deve temere nulla dall’approvazione della mia legge. Del resto non possiamo più sopportare che uno strumento magnifico come la rete venga utilizzato da pericolosi criminali per i loro loschi traffici spesso purtroppo a sfondo sessuale.”
Quindi, come volevasi dimostrare, la colpa è della rete. Anzi, dell’anonimato in rete.

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La Rete risponde

Mettiamo il caso che un utente che abbia un blog un giorno scrivesse ad esempio: “il Governo è contro i Rom“. Mettiamo pure il caso che il Governo non sia contro i Rom ma che ne abbia abbastanza dei misfatti di alcuni Rom e per questo fa delle leggi che, purtroppo, determinano l’odio contro tutta l’etnia rumena. Adesso mettiamo il caso che passasse l’art. 50-bis descritto nel disegno di legge 773 e diventi legge l’apologia di reato disegnata dal Senatore dell’UDC Gianpiero D’Alia.

Il primo e il terzo punto dell’apertura sono attinenti, il secondo va verso una ben precisa attuazione delle norme sulla sicurezza. Mi voglio soffermare sul primo e sul terzo punto: scrivere qualcosa di simile a il Governo è contro i Rom e il nuovo Emendamento D’Alia che presto potrebbe essere formalizzato dal Parlamento.

Soprattutto su quest’ultimo, si sono abbattuti sul Governo critiche da ogni dove, anche dall’estero: Bloomberg dice che “Facebook, la più grande rete sociale del mondo, si sono detti preoccupati che in Italia ci sia una proposta di legge che obblighi i provider Internet a bloccare l’accesso ai siti Web che incitano o giustificano il comportamento criminale: è come bloccare tutta la linea ferroviaria perché in una stazione ci sono dei graffiti sconvenienti“. The Standard scrive che: “un portavoce di Google, venerdì ha avvertito che questa proposta di legge costringerebbe i provider internet italiani a bloccare l’accesso a siti Web che incitano o giustificano il comportamento criminale, e ciò potrebbe minacciare la libertà di espressione e di fatto dimostra inattuabile la pratica“. Marco Pancini, responsabile Google Italia, ad Arnnet.com afferma: “Non ho idea di cosa accadrà se questo disegno di legge verrà approvato. Ci sono già a livello europeo norme che disciplinano il commercio on-line, che sono state introdotte dopo consultazioni con le parti interessate. La presente legge non risolverà il problema e le sue conseguenze sono difficili da prevedere“, e continua dicendo che La legge riguarda tutte le piattaforme di hosting Internet che ospitano contenuti generati dagli utenti. La nostra preoccupazione è del suo possibile effetto sull’intero ecosistema Internet“.

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Obama si ritira? E’ un malware!

Non è la prima volta che i cyber-criminali sfruttano un evento di importanza mondiale per diffondere malware in giro per la rete. Questa volta, per l’ennessima volta, succede utilizzando l’evento dell’insediamento del nuovo presidente americano Obama alla Casa Bianca.

Un sito creato appositamente per ingannare i visitatori, al quale si arriva tramite un link arrivato per e-mail, parla di una possibile rinuncia alla carica del neo-presidente e invita a scaricare un software necessario per la visualizzazione della notizia. In realtà si tratta del malware W32/Waledac.gen.b, che installa inoltre numerosi piccoli file che trasformeranno la macchina del malcapitato utente in un computer facente parte di una rete botnet.

McAfee, commentando la notizia e avvertendo gli utenti, afferma che questa volta il lavoro è stato fatto in moto superlativo, dato che il sito è realizzato in maniera professionale ed è sostenuto da una forte rete botnet che lo protegge.

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L’adolescenza della rete

Si dice spessissimo che in Italia non si legge (abbastanza), che i giovani non leggono mai sufficientemente in base alle aspettative sociali, si dice che i bambini nascono indottrinati con la cultura del video-games a scapito della lettura “seria”. Si dice che i bambini passano sempre più tempo davanti alla tv o al pc facendo tutto il contrario di quello che avremmo dovuto insegnare loro.

È stato scoperto che il 60% ragazzi passano fino a tre ore davanti alla tv, ma è la rete la maggiore passione dei giovani: ben il 42.4% degli adolescenti passa il suo tempo a condividere file, chattare e scorrere YouTube. Questo comporta una maggiore estraneità verso tutto ciò che è “reale”, ma la loro “apertura” avviene attraverso il web: la maggior parte di loro parla tranquillamente di sesso nelle chat, di confessarsi con “l’amico” conosciuto nelle comunity online o tramite il Messenger. Dichiarano inoltre di aver fumato la prima sigaretta, di aver abusato almeno una volta di alcol e droga esattamente perché non riescono a dare una svolta tra “realtà virtuale e reale”. Il paradosso però è dietro l’angolo. Un buon settanta per cento degli intervistati ritiene che il controllo da parte dei genitori sia adeguato mentre un undici per cento ritiene sia “troppo permissivo”.

A questo si aggiunge una maggiore frustrazione per tutto ciò che “regola” la loro vita (scuola, insegnanti e disciplina) manifestandosi in atti di bullismo: per dimostrare di essere forti, per farsi ammirare dal “branco” o per non farsi considerare fifone o sfigato. Di positivo c’è una maggiore consapevolezza nel mangiare fuori pasto: ai primi posti latte, frutta fresca, succhi di frutta e cereali con il 50% circa in termini percentuali. Mentre lo snack è calato al di sotto del venti per cento.

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Regine di cuori

Le regine sono algide, anziane e usano al massimo la radio e la televisione. Tutto vero ma tutto sbagliato. Oggi le regine usano la Rete per tenersi al passo con i sudditi e per informarli dei loro progressi, siano in campo informatico che sulla raccolta delle mele in Scozia. E i Presidenti?

Rānia al-‘Abd Allāh è dal 1999 la regina di Giordania, laureata all’Università del Cairo, ex dipendente di Citibank e di Apple, la monarca mediorientale ha fatto del suo fascino il punto focale per tenere ben saldi i rapporti tra il mondo arabo e quello occidentale, non per nulla il suo paese è al centro del triangolo di fuoco Arabia Saudita-Siria-Israele, uno dei più caldi dell’intero medioriente. Nata in Kuwait da genitori palestinesi, Rania di Giordania si è subito contraddistinta per l’enorme potere che aveva sulla gente: essere bella, madre di quattro figli, politicamente impegnata e con una forte propensione nel farsi accettare da tutti, le hanno dato praticamente le chiavi del mondo. Il suo unico credo è la famiglia e i diritti dei bambini. Ne parla apertamente sul suo sito e sul suo canale “Queen Rania on Youtube“.

Ebbene sì, la Regina di Giordania parla ai suoi sudditi e a tutto il mondo non più tramite i media mainstream soltanto, ma soprattutto tramite la rete. L’Internet ritenuta troppo liberale e liberticida per la classe politica di tutto il mondo, figuriamoci per una monarchia, e islamica addirittura. Rania di Giordania è diversa, è più nobile degli altri proprio perché crede in tutti i mezzi di comunicazione, non si ferma esclusivamente ai giornali alle tv e alla radio, ma usa la rete. E usa il sistema più comunicativo che possa esistere: il video, quello di YouTube.

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Eurostat: l’Italia è agli ultimi posti per utilizzo di internet

Nonostante il netto aumento della diffusione di nuove linee adsl nel territorio dell’Unione Europea di cui vi parlavamo qualche giorno fa, in Italia le cose non sono così positive. Basta pensare che secondo il rapporto Eurostat presentato ieri, riguardante l’utilizzo di internet da parte dei cittadini europei, vede il nostro Paese al terz’ultimo posto, con una percentuale del 42% di cittadini che utilizzano internet, seguito solamente da Romania, che ha il 30%, e Bulgaria (25%).

Se la passano molto meglio i nostri cugini Olandesi (al primo posto con l’86%), che si piazzano in un’alta posizione anche nella classifica delle nuove linee internet attivate nell’ultimo anno. Al secondo posto ci sono gli Svedesi e i Norvegesi, a pari merito con una percentuale dell’84%. Poi ci sono i Danesi (82%), gli abitanti del Lussemburgo (80%), i Tedeschi (75%) e gli Inglesi (71%).

L’Italia si trova quindi in una posizione per niente rosea, al di sotto della media europea, dimostrando ancora una volta di aver bisogno di nuovi stimoli per una diffusione dell’internet utile, di una maggiore informazione rivolta ai privati e agli enti pubblici e soprattutto di maggiori investimenti a favore di una forma comunicativa ormai indispensabile, l’internet che ci permette di lavorare, di studiare, e anche di divertirci.

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