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Scritto da redazione il 27 agosto 2010

Lassù, a 2000 anni luce, ci potrebbe essere qualcuno che ci osserva! E’ stato scoperto, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi di diversi Stati del mondo, un nuovo sistema planetario dalle caratteristiche sorprendenti. E’ stata la sonda Keplero ad immortalarlo durante l’esplorazione dello spazio, e ha rivelato un sistema composto da una stella, [...]

 

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Il low cost all’italiana

Posted By Jack Lagona on luglio 29th, 2009

myairL’apertura a ulteriori forme di concorrenza ha portato a nuovi scenari prima sconosciuti: parliamo dell’eliminazione dei costi di ricarica per i cellulari, parliamo al digitale terrestre gratuito, parliamo delle tariffe sempre più agevolate per il nuovo iPhone. E parliamo anche dei voli low cost che attuano molte compagnie aeree nate appositamente con questo scopo.

Il voli low cost – per chi non lo sapesse – sono quei voli a basso costo che alcune compagnie attuano per fronteggiare l’ormai inesorabile battaglia dei trasporti aerei. Solitamente funziona in modo opposto al last minute: chi prima prenota ha il prezzo migliore. L’ottanta per cento delle compagnie aeree mondiali attua il sistema “low cost”, alcune solo per voli tendenzialmente con pochi passeggeri, altre per tratte ben definite e per tempi limitati o in base alle classiche promozioni. Esistono invece delle compagnie nate appositamente per voli a basso costo i quali concorrono appieno con le grandi aziende del trasporto aereo mondiale, sono in verità delle realtà nazionali più che internazionali, ma in alcuni casi si sono talmente ingrandite fino a diventare dei veri e propri colossi dell’aeronautica civile. Oggi parleremo di una di esse.

Molti di voi ricorderanno ancora la vicenda fallimentare di Volareweb.com: in molti aspettano ancora di essere risarciti e del biglietto, e dei danni causati dalla cancellazione del volo e spesso della vacanza intera. Il gruppo Volare era nato alla fine degli anni ’90 da un idea dell’orafo Gino Zoccai e dall’ex pilota delle Frecce Tricolori Vincenzo Soddu. In circa 10 anni di attività, con la acquisizione anche di Air Europe, la Volare aveva dato il via all’attuale sistema di volo low cost italiano, però, come in ogni storia dove ci sono moltissimi soldi in ballo, i debiti sono stati maggiori – molto maggiori – alle entrate, per cui, dopo un’estenuante lotta processuale, la proprietà del Gruppo Volare è passata al Gruppo Cai di Roberto Colaninno, oggi col vecchio nome Alitalia.

Dalle ceneri di Volare (è proprio il caso di dirlo) nasce MyAir. Nel 2004, due rappresentanti del CdA di Volare – Carlo Bernini e Vincenzo Soddu – fondano la compagnia di trasporti aerei low cost più attiva degli ultimi anni, ed è questo il nocciolo della matassa. Carlo Bernini (ex parlamentare, ex Ministro ed ex socio di Volare) e Vincenzo Soddu (anch’esso nel CdA di Volare ed ex Frecce Tricolori) fondano la MyAir cercando di ricreare quello status di compagnia low cost “vera” che in Italia manca: ci son riusciti sul serio!

Dopo cinque anni di attività, però anche per MyAir è arrivato il momento di fare i conti con i debiti. Il 22 luglio di quest’anno, una settimana fa, l’Enac ha sospeso la licenza per debiti insostenibili – ufficialmente – verso gli aeroporti, i quali aspettano da tempo i pagamenti che la società deve versare loro a fronte delle tasse aeroportuali che la compagnia trattiene al momento della prenotazione da parte del cliente. Tutto ciò ha comportato la cancellazione di decine e decine di voli dalla data suddetta, e notevolissimi disagi per i passeggeri che dovevano partire ma che si sono visti i voli praticamente scomparsi e, in molti casi, hanno visto andare in fumo le sospirate vacanze pianificate per un anno intero.

Le voci si sono susseguite e accavallate quotidianamente: l’Enac revoca definitivamente la licenza, anzi no, la sospende a tempo determinato; la Guardia di Finanza di Vicenza mette in stato d’insolvenza la compagnia e quindi l’avvia al fallimento; i sindacati chiedono, a fronte dei 500 dipendenti, di far ripartire i voli chiedendo all’Enac una licenza a tempo indeterminato per richiamare investitori esterni e quindi risanare la società; si vocifera che ci sia un socio pronto a versare 100 milioni di euro per risanare i debiti, questi 100 milioni diventano 50 il giorno dopo e 20 proprio ieri. Nel frattempo però la compagnia è in alto mare: Bernini si dimette come presidente e Soddu si sta adoperando a più non posso per inserire i dipendenti nella cassa integrazione straordinaria varata dal Governo. Mentre se si chiama il numero verde dell’Enac (800898121) o il numero a tariffa urbana della MyAir (0444267777) per avere aggiornamenti sulla situazione attuale, si hanno risposte evasive e per nulla esaustive. Rimane un’unica cosa da fare per coloro che si sono visti il volo cancellato, cioè mandare immediatamente una raccomandata con ricevuta di ritorno alla MyAir e per conoscenza anche all’Enac di cui vi mostriamo il testo:

Spett.le
My Air S.p.A.
CP 122
Via Brescia 31
36040 Torri di Quartesolo (VI)

Spett.le
Enac
Ente nazionale per l’aviazione civile
Viale del Castro Pretorio 118
Città: Roma
CAP: 00185

Raccomandata R.R.

Oggetto: richiesta rimborso biglietto e di compensazione nonché di risarcimento danni.

Il sottoscritto …………………….., residente in …………………, Via …………………………….. in possesso di regolare biglietto per il volo n. ……….. delle ore ………. con destinazione ………. ……, espone quanto segue.
Premesso
- che l’Enac aveva invitato il 21 luglio la compagnia a ripristinare entro 24 ore il regolare svolgimento dei voli schedulati nella corrente stagione di traffico;
- che, invece, i mezzi di stampa riferiscono che la compagnia non ha fornito evidenza di concreti sviluppi in merito alla preannunciata ricapitalizzazione, né i flussi di cassa correnti hanno assicurato e assicurano una copertura dei costi per i servizi essenziali;
- che l’Enac ha deciso la sospensione della licenza per la MyAir, dopo i gravi disservizi degli ultimi giorni con effetto dalla mezzanotte di giovedì 23 luglio;
- che il mio volo n…………….è stato cancellato senza che sia giunta comunicazione di sorta alcuna;
- che la compagnia è obbligata a fornire adeguata riprotezione e informativa ai passeggeri.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto
INTIMA E DIFFIDA
- la Mayair S.p.A.
- l’Enac

anche in solido tra di loro in considerazione del tardivo intervento da parte dell’Enac teso a porre rimedio alla drammatica situazione laddove era suo dovere impedire e/o interrompere la vendita dei biglietti della compagnia Myair già da mesi ossia dal verificarsi iniziale dello stato di insolvenza e debito,
a voler, entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento della presente disporre:
- il rimborso integrale del costo del biglietto pari ad euro………..(totale 1)…….;
- la compensazione dovuta come per legge;
- il risarcimento dei danni tutti subiti patrimoniali e non patrimoniali (specificare i danni subiti, per esempio del danno patrimoniale per mancata conclusione di un contratto di lavoro e delle spese sostenute, danno da vacanza rovinata ecc..ecc…) da stimarsi complessivamente in euro ……………………………..(totale 2)……………., così per un totale di euro………(totale 3= totale 1 più totale 2)……… oltre compensazione ex lege, da corrispondersi mediante assegno circolare non trasferibile a me intestato da inviarsi con raccomandata assicurata (o tramite bonifico bancario alle seguenti coordinate codice IBAN………………………………………………………), salvo ed impregiudicato miglior conteggio.
Distinti saluti.

……………li, …………….
Firma

Si allega:
1) copia biglietto e/o equivalente
2) ricevute spese sostenute (per esempio, spese pasti, pernottamento albergo, etc. …);
3) prove relative altri profili di danno indicati nella lettera

A questo testo vanno chiaramente aggiunti i nominativi dei passeggeri compresi di trasporto eccezionale (ad esempio animali in cabina ecc.), e il codice di prenotazione ricevuto al momento dell’avvenuto pagamento della prenotazione. Naturalmente tutti i costi extra sostenuti dovranno essere contestualizzate con le ricevute che andrete a fornire, quindi evitate furberie che non porteranno a nulla ma, probabilmente, alla mancata accettazione del rimborso.

Nei giorni scorsi inoltre, alcune compagnie si sono date da fare per sistemare i passeggeri senza volo con tariffe scontate o addirittura a costo quasi zero. Alitalia ha fatto una promozione di 39 e 59 euro più tasse per buona parte dei voli, RyanAir – la compagnia low cost più grande al mondo – ha messo a disposizione dei clienti MyAir una tariffa a 10 euro tutto compreso salvo risultare falsa in seguito, Darwin Airlines ha ulteriormente aumentato i voli per la Puglia, altre compagnie hanno fatto in modo di aumentare i voli giornalieri e scontare alcune tratte proprio per agevolare i passeggeri appiedati. Molte altre compagnie presumo faranno lo stesso col passare del tempo, e quindi ogni speranza non è mai vana.

Questo è quanto finora accaduto e verificato, se avete altri suggerimenti o avete altre informazioni sul caso, vi chiediamo di commentare questo articolo per aiutare quante più persone in questo momento hanno il volo cancellato con la MyAir (io compreso ;) ).

La rete risponde… all’idiota!

Posted By Jack Lagona on marzo 4th, 2009

L’argomento di cui parlo oggi è… come dire… volubile? volatile? Insomma vola!

Settimana scorsa si è molto parlato di un blogger e di una compagnia aerea che – prima il blogger e poi la compagnia aerea – hanno creato scompiglio per un problema tanto stupido quanto normale per come è stato raccontato l’avvenimento ma specialmente per le risposte date – dall’una e dell’altra parte – nel lato europeo della blogosfera. Il blogger in questione è l’irlandese Jason Roe mentre la compagnia coinvolta nel fattaccio è l’irlandese RyanAir. Strana storia questa: sembra più un atto rivoluzionario nella Belfast degli anni ‘70 e ‘80, tipo un irlandese contro mille inglesi, che un viaggiatore contro una compagnia aerea maleducata. Oltretutto entrambi sotto la stessa bandiera.

La storia. Qualche settimana fa, il programmatore e web designer Jason Roe, irlandese di Dublino, deve prenotare un volo con RyanAir da Dublino a Cork (ridente porto fluviale nel meridione della verde isola britannica) e, al momento di pagare, si accorge che l’importo da versare è zero euro a fronte degli undici euro più tasse che avrebbe dovuto pagare. Essendo un programmatore – ma anche se non lo fosse stato – si accorge immediatamente che è di fronte ad un bug del sito della compagnia aerea. Essendo anche un blogger oltre che un web designer, decide di pubblicare la sua disavventura sul suo blog aggiungendo alcune immagini molto esplicative.

Ora, una grossa azienda che lavora prevalentemente sul Web, sa che di problemi tecnici sul proprio sito ci sono e ci saranno sempre, quindi, quando è un cliente ad accorgersi dell’errore ha sostanzialmente due soluzioni possibili: a) correggere il bug più in fretta che può e ringraziare il cliente con un gesto simbolico (ad esempio con un biglietto gratuito o con dei ringraziamenti pubblici), oppure b) dare una mazzetta sottobanco al blogger che ha pubblicato l’errore chiedendo di correggere il post con un update dell’ultimora. Tra le due, la prima è chiaramente la più efficace e trasparente, alla fine non ci sarebbe nulla di male nell’ammettere un possibile errore sul sito web: sono solo affarini senza cervello! RyanAir ha trovato l’eccezione che conferma la regola:

jason!
you’re an idiot and a liar!! fact is! you’ve opened one session then another and requested a page meant for a different session, you are so stupid you dont even know how you did it! you dont get a free flight, there is no dynamic data to render which is prob why you got 0.00. what self respecting developer uses a crappy CMS such as word press anyway AND puts they’re mobile ph number online, i suppose even a prank call is better than nothing on a lonely sat evening!!

Jason – quindi – è un idiota e un bugiardo. Ed è così stupido che non sa nemmeno capire come ha fatto a ottenere quel risultato dal sito della compagnia aerea. Ma i commenti non finiscono col primo RayanAir Staff, ma se ne aggiunge un #2: Se nella tua vita patetica lavorassi a un progetto così impegnativo e di dimensioni così grandi con così poche risorse, sapresti che ciò che è importante è far funzionare le cose per la maggior parte degli utenti, piuttosto che perdere del tempo su aspetti così insignificanti. L’azienda, invece di chiedere spiegazioni al cliente su cosa sia effettivamente successo, manda in campo i dipendenti per screditare il blogger con accuse sulla sua presunta incapacità nella semplice scelta e nel pagamento di un biglietto aereo. Se oggi siamo nell’era del Web 2.0, RyanAir si è ancora una volta confermata di essere nella versione alpha del Web unopuntozero. Ma non si sono accontentati della pubblicità negativa finora raggiunta. Assolutamente no, hanno fatto anche peggio! RaynAir ha confermato di appoggiare pienamente le parole del dipendente con una dichiarazione rilasciata alla versione online del Times: “Ryanair can confirm that a Ryanair staff member did engage in a blog discussion. It is Ryanair policy not to waste time and energy in corresponding with idiot bloggers and Ryanair can confirm that it won’t be happening again. Lunatic bloggers can have the blog sphere all to themselves as our people are far too busy driving down the cost of air travel”. La compagnia irlandese non soltanto conferma che i dipendenti non si impegnano in discussioni nella blogosfera, ma afferma che non è politica dell’azienda farlo e non risponderanno più a commenti idioti dei bloggers perché – dicono – “loro sono troppo impegnati  a far scendere il prezzo dei voli”. Sono dei geni!
Chiaramente, questa battaglia a colpi di insulti non è passata inosservata alla blogosfera. Tanto che ha varcato i confini irlandesi per atterrare, pardon, sconfinare anche nella versione italica del Ueb duepuntozero. La blogosphere italiana ha preso immediatamente la palla al balzo per dichiarare il suo amore eterno a Jason Roe e la sua battaglia a colpi di muffin low cost.

Alessio Jacona, riportando la notizia per primo, spiega che in fondo RyanAir non è l’unica azienda a non voler avere nulla a che fare con la blogosfera, però lo fanno solo perché non ne capiscono l’importanza, ma se li mettiamo a confronto sono “piccoli e innocenti peccati se paragonati alla monumentale gaffe messa in scena ora da Ryan Air e le cui conseguenze, a mio avviso, sono tutt’altro che esaurite“.
MVP ne parla in termini di rumore mediatico e di policy mancanti: “Se lo scopo di questa sproporzionata torta in faccia era quello di fare del rumore mediatico, Ryan Air c’è riuscita. Ma non saprei se il rumore generato possa considerarsi positivo. Non credo proprio. [...] Forse, tra le policy di Ryan Air, ne manca una: quella del fair play. Una mancanza di policy che a spanne potrà costargli molto, ma molto di più in termini di clienti 2.0 persi che non un’azione sottile e diplomatica“.
Alberto invece mette in primo piano il comportamento che dovrebbe esserci tra fornitore e cliente: “dimenticandosi cosa vuol dire Customer care. “Ma il nostro Customer Care sono i biglietti  a un decimo del prezzo degli altri vettori” mi sembra già di sentire la risposta di O’Leary a questo dubbio[...]“.
Mantellini, credendo invece alla Guinness calda e alla guerriglia markettara, mette subito i paletti: “in condizioni di offerta anche solo lontanamete paragonabili preferirò, nei secoli dei secoli, qualsiasi altra compagnia a RyanAir“. Prosit!

Ne parlano anche i mainstream come il Corriere.it, ITG Italia e MyTech, ma è soprattutto dall’estero che vengono i commenti più piccati. Inizia il Timesonline, prosegue il Telegraph e finisce il Guardian. Ma è da Travolution, importante blog di viaggi, che vengono le prime conferme di RyanAir ai media, e che i commentatori erano effettivamente della compagnia irlandese.

Ma il commento più esatto secondo me l’ha dato Emanuele Menietti: “Una risposta in parte comprensibile, la segnalazione di Roe era errata poiché il bug non consente di fatto l’acquisto di voli a costo zero, ma discutibile dal punto di vista della scelta comunicativa e degli epiteti indirizzati a parte della blogosfera. In Rete numerosi siti di informazione e blog hanno stigmatizzato le dichiarazioni di Ryanair, la cui politica aggressiva potrebbe rivelarsi per una volta controproducente. La mancanza di una verifica seria su un fatto ha messo in discussione l’attendibilità di parte della blogosfera, la reazione sopra le righe e un poco scomposta lascia invece qualche perplessità su un’intera compagnia aerea. Dall’ennesima tempesta in un bicchiere online sembrano uscire molti vinti e forse nessun vincitore.

Il succo del discorso alla fine è solo uno: non è importante la provenienza, quanto come si dicono – o si scrivono – le cose. Questo fatto accaduto tra la più aggressiva compagnia del mondo, e un blogger che probabilmente ha cercato lo scoop dove non c’era, è il classico esempio di due mondi che non si sono mai incontrati e che per il momento non potranno farlo: quello del marketing da catalogo e quello dell’acquisto duepuntozero. La soluzione è che forse, entrambi, sono nel posto sbagliato.