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Scritto da redazione il 27 agosto 2010

Lassù, a 2000 anni luce, ci potrebbe essere qualcuno che ci osserva! E’ stato scoperto, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi di diversi Stati del mondo, un nuovo sistema planetario dalle caratteristiche sorprendenti. E’ stata la sonda Keplero ad immortalarlo durante l’esplorazione dello spazio, e ha rivelato un sistema composto da una stella, [...]

 

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La rete risponde: anti-pedofilia o anti-pirateria?

Posted By Jack Lagona on marzo 11th, 2009

Mi chiedo sempre più spesso perché in Italia si disegnano più leggi contro internet, che per far pagare meno tasse alla gente. Sarà un caso, sarà l’effetto della crisi, sarà tutto quello che volete, ma ultimamente – proprio in questa rubrica – sto parlando quasi esclusivamente delle varie leggi per imbavagliare la rete. È vero che nei momenti di crisi prosperano i più forti, ma le continue insinuazioni che la rete sia la madre di tutti i mali, francamente mi fanno girare i zebedei.

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Oltre cinquemila segnalazioni e centinaia di casi di pedofilia accertati ogni anno, un’enormità. Bambini che, dal primo anno di vita sono vittime di abuso, molestie sessuali. Tanti i casi che non vengono alla luce perché mai denunciati, spesso per vergogna o mancanza di fiducia nella giustizia.” È con queste parole che l’Onorevole Carlucci spiega come la pedofilia verrà debellata.
Ma la pedofilia non è l’unico male: “Non possiamo continuare a permettere che orchi travestiti da agnellini, sfruttando l’anonimato assicurato dalla rete, utilizzino Internet per adescare giovani prede. Il caso del professionista di una cittadina vicino Napoli, arrestato ieri (24 febbraio, NdA) con l’accusa di aver adescato una minorenne offrendo false generalità e fingendosi suo coetaneo, lo dimostra drammaticamente. Dietro nickname fantasiosi spesso si nascondono terribili pericoli per i nostri figli. Per questo ho presentato una proposta di legge che, implicando l’obbligo della tracciabilità di chi pubblica e di cosa viene pubblicato su Internet,  impedisca di fatto il ripetersi di casi analoghi. Davvero non comprendo il polverone di polemiche sollevato da questa mia proposta. Chi non ha nulla da nascondere non deve temere nulla dall’approvazione della mia legge. Del resto non possiamo più sopportare che uno strumento magnifico come la rete venga utilizzato da pericolosi criminali per i loro loschi traffici spesso purtroppo a sfondo sessuale.”
Quindi, come volevasi dimostrare, la colpa è della rete. Anzi, dell’anonimato in rete.

Se la Carlucci avesse scritto una legge contro la pedofilia, il discorso sarebbe completamente a suo favore. Ma se provate a leggere (non è un errore: è proprio in .doc. Strano eh?) la proposta del deputato pidiellino, vi renderete conto che non è la pedofilia il suo primo pensiero, ma il diritto d’autore.
Al comma 4 dell’Articolo 2, la Carlucci scrive: “In relazione alle violazioni concernenti norme a tutela del Diritto d’Autore, dei Diritti Connessi e dei Sistemi ad Accesso Condizionato si applicano, senza alcuna eccezione le norme previste dalla Legge 633/41 e successive modificazioni.” Pensavo che la pedofilia fosse un reato punibile penalmente, ma non credevo che andasse anche contro il diritto d’autore.
L’Articolo 3 è ancora più esplicito: “Governo è delegato a istituire, presso l’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il “Comitato per la tutela della legalità nella rete Internet”.
Il Comitato è composto 9 Membri così designati:
3 Membri indicati dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (secondo procedure e modalità da definirsi a cura della stessa Autorità).
2 Magistrati ordinari, designati dal CSM
1 Magistrato amministrativo designato dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa.
1 esperto di settore indicato dalla Siae (Società Italiana degli Autori e degli Editori).
2 esperti di settore indicati dalla Confindustria.

Ma che c’entra la Confindustria con la pedopornografia online, e soprattutto a cosa serve la Siae? Forse faranno pagare i diritti Siae a quel professionista di una cittadina vicino Napoli?

A conferma delle mie supposizioni, mi viene in aiuto anche Guido Scorza rafforzando ulteriormente la mia tesi: “Il documento sembrerebbe essere stato scritto da tal Davide Rossi. E’ una questione di omonimia o si tratta del Presidente di UNIVIDEO?

Mi spiegate per piacere cosa ha a che fare la Siae, la Confindustria e Univideo con la pedofilia?

La Carlucci continua con la sua battaglia contro la pedofilia: “Non si può non essere consapevoli del fatto che le misure introdotte da questa proposta di legge non potranno risolvere tutti i problemi che attualmente osserviamo con sempre maggiore frequenza, ma certamente essa potrà avere una immediata e positiva ripercussione isolando i fenomeni più gravi.” Una domanda: a quali fenomeni si rivolge? A quelli dell’home entertainment probabilmente, visto che la Legge 633/41 parla solo di disposizioni sul diritto d’autore e di opere protette.

La Rete risponde e stavolta parla all’unisono: Memesphere e BlogBabel sono solo due(mila) esempi.

Antipirateria a tutto cinema

Posted By Luca on novembre 6th, 2008

Alla penultima giornata del festival di Roma vi è stata una vera e propria riunione dei rappresentati del cinema italiani. Tema? Neanche a dirlo la pirateria, per la precisione il titolo era: “Pirateria e criminalità audiovisiva: quando la copia danneggia il mercato”.

La riunione era organizzata dall’onorevole Luca Barbareschi che ha deliziato i presenti con un aneddotto: “Io produco film. Un tempo avevo una colf in casa che stava con uno che faceva dichiaratamente il pirata. Allora l’ho sfidata.”. La sfida consisteva nel riuscire ad ottenere un determinato film via p2p prima ancora che uscisse nelle sale. Il risultato? “Ci è riuscita”. L’onorevole ha conluso il suo intervento affermando di aver contatto una certa istituzione, probabilmente quella che gestiva la distribuzione, per scoprire che la fonte del film pirata era uno interno all’organizzazione stessa. Da questo ha quindi dedotto che “i collusi con i pirati stanno nell’istituzione”.

Naturalmente non alla riunione non c’erano solo Barbareschi e il suo aneddoto, ma molte altre persone che con i loro interventi hanno stabilito la parola chiave: responsabilizzare. Responsabilizzare tutti, dai consumatori ai detentori dei diritti passando per tutta la filiera che li collega, quindi distributori, gli studi di registrazione e altri soggetti.

Il relatore principale è stato Giorgio Assumma, direttore SIAE e membro rinomato del Comitato tecnico contro la pirateria digitale istituito presso palazzo Chigi. Assumma ha parlato di sensibilizzare il sistema giuridico italiano e di nuove proposte per contenere il fenomeno dilagante della pirateria. “Le leggi attuali sono perfette, prevedono sanzioni durissime sia sotto il profilo civile che sotto il profilo penale” e a questa affermazione ha aggiunto che rileva l’altissima collaborazione tra forze dell’ordine e la sua società. Quello che non vanno, sono i magistrati. Magistrati che per Assumma sono chiamati ad esprimersi su tematiche a loro poco chiare e che spera potranno essere affiancati, in futuro, da un team specializzato o che loro stessi si specializzino, affinché possa aiutarli a difendere i diritti dell’industria.

“La pirateria è una sfaccettatura di un fenomeno di inciviltà culturale i ragazzi che imbrattano i muri, che rovinano le suppellettili nelle scuole, che fanno le corse ubriachi sono elementi di questa società incivile che acquista prodotti contraffatti”, Assumma fa un po’ di tutta l’erba un fascio e si affida alla rieducazione dei giovani, insegnandoli ciò che è lecito fare nella grande rete e nella vita di tutti i giorni. Si rende anche conto che nella scuola non c’è sempre spazio per educare le nuove leve. Oltre a delle compagne informative, il presidente della SIAE parla di una misura progettata in passato, ovvero sia delle punizioni per i giovani di carattere sociale ed una pena pecuniaria a carico dei genitori, ma qui si rimane nel campo delle ipotesi.

Per la campagna di sensibilizzazione, invece, incassa l’appoggio del ministero dello Sviluppo Economico, con Ludovica Agrò come rappresentante. In occasione dell’incontro ha rilasciato varie dichiarazioni sulla nuova campagna di sensibilizzazione del 2009 che prima di tutto verrà diffusa nel web, per poi passare solo in un secondo momento sui media tradizionali. Il sistema di diffusione sulla rete sembra basata su una filosofia in stile you tube, ovvero la condivisione dei video che, secondo gli esperti del governo, i giovani si passeranno come i video più comuni. I luoghi di diffusione di questi video saranno anche varie iniziative, scolastiche o meno. Tra gli slogan presenti ci saranno “La pirateria danneggia l’economia. Stanne fuori difendi la legalità”, “Con la contraffazione perde tutta l’Italia” e “Un falso ti delude sempre”. Sarà il tempo a stabilire se avranno successo e se riusciranno a far breccia nelle menti italiani. Di positivo c’è che il messaggio non sarà più destinato ai “pirati” o ai “ladri”, bensì usando termini più forti, ma più calibrati come criminali ed evasori fiscali.

Assumma, continuando, ha auspicato una collaborazione collettiva di tutti i soggetti per affrontare la pirateria, che “è in mano alle grandi organizzazioni criminali”. Il presidente della SIAE ha anche offerto la sua collaborazione affinché i membri non presenti nel comitato anti-pirateria possano, attraverso lui, portare le loro idee e le loro proposte in commissione.

All’avvenimento ci sono stati altri relatori, dove ognuno ha espresso radicalmente diverse dagli altri. In particolare Juan Carlos De Martin, responsabile di Creative Commons in Italia, che si è opposto all’onnipresente proposta dei filtri sulle connessioni dei provider. De Martin ha affermato che sarebbe come dover controllare ogni singolo pacco e lettera per assicurarsi che non contenga del materiale protetto dal diritto d’autore. Altri come Francesco Scardamaglia, dell’associazione 100autori, propongono un sorta di equo compenso da applicare agli ISP. Un altro tema caldo è la dottrina Sarkozy, che nonostante le sonore bocciature in Europa continua a rimanere un tema attuale.

Purtroppo durante la conferenza non vi è stato un vero confronto. Appena finito il loro intervento i rappresentati dell’industria sono quasi scappati, prima di poter solamente ascoltare ciò che avevano da dire i rappresentanti dei provider e dei consumatori

Tra pirateria e modernità

Posted By Jack Lagona on novembre 3rd, 2008

Se noi fruitori della rete discutiamo di pirateria, sappiamo esattamente di cosa stiamo parlando senza che nessuno ci dica cosa sia giusto o sbagliato: è solo un problema di informazione. Ma quando invece sono i produttori di contenuti a parlare di pirateria, ebbene, spesso fanno confusione tra pirateria nel contesto legale, e pirateria nel contesto culturale.

In questi giorni a Roma si tiene il Festival del Film. Sfruttando l’occasione del festival, molte associazione e società che si occupano di gestire il diritto d’autore, tra cui FIMI, SIAE, Univideo, ANEC, AGIS e molte altre, si sono dati appuntamento assieme ad alcuni tecnici di diritti e legalità (Stefano Quintarelli, Leonardo Chiariglione, Pierluigi Del Pino di Microsoft, Juan Carlos De Martin di NEXA (grazie Stefano), Elio Molteni di AIPSI e Gigi Tagliapietra di CLUSIT) per parlare di diritto d’autore e pirateria.
Lo scopo principale dell’incontro doveva essere capire cosa si cela tra il vecchio modo di distribuzione dei contenuti e la nuova forma tramite il formato digitale. Purtroppo la forma intrinseca degli eventi in programma, ha fatto sì che i primi non si sono relazionati con i secondi, ma ognuno ne ha discusso per conto proprio in due giornate contesti separati. Ciò significa che i problemi di sempre continueranno a proliferare indisturbati.

Fin quando i distributori – SIAE e FIMI in testa – penseranno a filtrare la rete o controllare e addirittura bloccare i dati scambiati tra utenti, e crederanno che «la pirateria è una faccia dell’inciviltà culturale. Chi imbratta i monumenti, chi distrugge le suppellettili delle scuole o chi corre in macchina ubriaco, questi sono i membri della comunità incivile che si dà alla pirateria» lo sbocco per una discussione costruttiva sarà sempre in salita, ma se invece si convincessero che la colpa del poco guadagno delle major (perché alla fine di questo si tratta) non è della pirateria, ma del mancato ammodernamento che sta alla base – ovvero delle “teste non-pensanti” – allora, forse, si potrebbe pensare ad un nuovo e più diligente strumento di lotta alla pirateria, che non è sicuramente il modello Sarkozy, ma uno strumento che capisca come la rete non sia il classico negozio dischi aperto in orari d’ufficio, ma un sistema multidirezionale dove i contenuti viaggiano senza freni verso il fruitore finale. Strumenti come MySpace Music, Hulu e soprattutto lo shopper online di Apple, iTunes, hanno dato vita ad una forma diversa di business, incentrata sì sull’apertura agli utenti, ma allo stesso tempo controllata da aziende forti e capaci di gestire in maniera “moderna” la libera circolazione dei contenuti, pagando il giusto compenso all’autore e non impedendo all’utente la libera scelta di cosa ascoltare, quando comprare e come acquistare.

La pirateria è solo la punta dell’iceberg della scarsa capacità dei gestori di mancare gli appuntamenti importanti con i tempi che cambiano: capito questo, il successivo passo sarà molto più facile. La pirateria non è una battaglia persa in partenza se si combatte con mezzi efficaci, prima bisogna però capire come si vuole affrontare questa guerra, se con arco e frecce o con fucili e pistole. Capirlo non è poi così difficile se si da ascolto a chi la pirateria l’ha già affrontata. Le battaglie vanno sicuramente combattute sul campo, ma se non si capisce chi siano i veri nemici, allora la guerra è persa in partenza.

Edit: grazie a Stefano Quintarelli nei commenti, mi sono accorto che i link sotto sono di altri eventi, ma fanno capire ugualmente il pensiero diametralmente opposto di chi le opere le distribuisce solamente e quindi agisce quasi esclusivamente per il proprio tornaconto, e chi – per il bene di tutti -, cerca di risolvere seriamente il problema della pirateria online.