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Scritto da redazione il 27 agosto 2010

Lassù, a 2000 anni luce, ci potrebbe essere qualcuno che ci osserva! E’ stato scoperto, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi di diversi Stati del mondo, un nuovo sistema planetario dalle caratteristiche sorprendenti. E’ stata la sonda Keplero ad immortalarlo durante l’esplorazione dello spazio, e ha rivelato un sistema composto da una stella, [...]

 

Posts Tagged ‘Social network’

Come rifiutare una richiesta di amicizia

Posted By redazione on marzo 1st, 2010

Reuters ha pubblicato una guida che ha l’obiettivo di renderci la vita su internet molto più facile di quanto pensiamo. Sempre più spesso infatti gestire le nostre relazioni interpersonali sulla rete diventa un impegno al quale non possiamo sottrarci ogni giorno, per diversi motivi, e questo a volte può causare qualche piccolo errore di valutazione. E’ chiaro quindi che non ci resta altro da fare che fare molta attenzione a come gestiamo le nostre informazioni sui social network che frequentiamo, compreso Facebook.

Su questo network infatti è sempre più frequente stringere amicizia con persone che ci stanno intorno ogni giorno, compresi i nostri colleghi di lavoro. Reuters consiglia di prendere una decisione univoca: se accettiamo un’amicizia di un collega di lavoro dobbiamo automaticamente accettarla a tutti coloro che occupano questa posizione, per evitare favoritismi e successive vendette di coloro che un giorno potrebbero essere nostri superiori.

Per questo motivo, suggerisce Reuters, se proprio accettiamo anche tutti i nostri colleghi di lavoro, creiamo delle liste di amici e facciamo in modo che non possano leggere tutto ciò che pubblichiamo sul nostro profilo personale. Oppure, se non vogliamo nessuno tra i piedi, scegliamo di rifiutare le richieste di amicizia e invitiamo tutti a partecipare ad altri social network più adatti allo scopo, come LinkedIn. La nostra privacy ce ne sarà grata.

Klikot: il social network che vi fa guadagnare?

Posted By redazione on febbraio 14th, 2010

Da qualche giorno su Facebook nel mio profilo personale, navigando qua e là all’interno di diversi gruppi, mi è capitato di vedere spesso dei link con riferimenti ad un fantomatico social network che avrebbe il pregio di pagare gli iscritti per ciò che svolgono all’interno della piattaforma sociale. Il social network in questione, che viene definito come rivoluzionario e come futuro concorrente di Facebook si chiama Klikot.

Non è difficile capire che questi link disseminati in giro per Facebook siano in realtà personalizzati a seconda dell’utente che li scrive. In pratica uno dei punti su cui si basa il funzionamento di Klikot è proprio la possibilità prevista per gli iscritti di guadagnare soldi anche portando il maggior numero di iscritti all’interno di Klikot, attraverso l’utilizzo di link con l’indicazione dell’utente che ha mandato gli inviti.

Insomma, l’idea si sviluppa proprio intorno a questo aspetto che, come vedremo subito, non è nuovo online. Viene spiegato che si possono guadagnare dei punti attraverso delle semplici azioni effettuate sul social network (invitare amici ad iscriversi, commentare foto e video, scrivere articoli…) e in cambio vengono riconosciuti dei compensi in denaro che sono trasferiti negli account paypal che l’utente inserisce all’atto dell’iscrizione.

In apparenza quindi non c’è nessun trucco, ma molte sono le polemiche in rete che accomunano questo social network con delle forme di marketing virale sotto forma di catene di vario tipo che siamo abituati a scoprire sempre più frequentemente negli ultimi tempi. Insomma, non sono molti a credere nel fatto che con Klikot sia così facile guadagnare soldi. Non è mai facile guadagnare soldi senza fare nulla e personalmente credo che non si possano guadagnare dei soldi standosene tranquilli a commentare note dentro un social network.

I dubbi crescono in continuazione e si uniscono anche a preoccupazioni derivanti da un’azione massiccia di spam avvenuta nei giorni scorsi, oltre al fatto che non esiste una politica di privacy molto ben definita, che tradotto significa che non si sa bene dove vanno a finire i nostri dati personali, compreso il nostro account paypal dove in teoria dovremmo ricevere i nostri soldi.

Già, in teoria. Perché non è nemmeno specificato da nessuna parte al raggiungimento di quale cifra potremo ricevere quanto guadagnato nel corso delle nostre azioni. Addirittura qualcuno (che lo assicura su Facebook) chiedendo proprio fra quanto tempo avrebbe potuto ricevere il pagamento si è visto rispondere che ancora non aveva raggiunto il limite minimo. Sì, ma quant’è il limite minimo?

Facebook: non potete avere più di 150 amici

Posted By redazione on febbraio 2nd, 2010

Un interessante studio è stato svolto da Robin Dunbar, antropologo dell’Università di Oxford, che ha messo in luce come le relazioni sociali tra individui all’interno dei social network siano vincolate da alcuni limiti nelle amicizie che si possono stringere online, come d’altronde accade nella vita reale. Lo studioso ha scoperto che a causa dei limiti della nostra corteccia cerebrale, su Facebook e compagnia bella possiamo stringere non più di 150 nuove amicizie “vere”.

Questo vuol dire che sono sempre al massimo 150 le persone con le quali possiamo interagire spesso. E possiamo anche notare molto bene che, se abbiamo nella nostra lista amici in numero maggiore di 150, quelle persone con le quali abbiamo un contatto più vicino non supereranno mai questo limite.

Dunbar ha anche messo in luce come siano gli uomini, a differenza delle donne, ad avere la necessità di instaurare un rapporto di amicizia maggiormente legato al luogo fisico in cui ci si trova e slegato dai rapporti che si stabiliscono solo online attraverso i social network.

Le otto regole da seguire su Facebook

Posted By redazione on novembre 2nd, 2009

facebook-logoIl sito Sherweb.com ha creato e diffuso una lista contenente alcune cose da non fare su Facebook per preservare la vostra privacy e rendere migliore la vita internettiana dei vostri amici. Ecco qui:

1. Non scrivete nel vostro stato personale messaggi indirizzati esclusivamente ad un vostro amico. Per quello ci sono i messaggi privati. Eviterete così di escludere dalle vostre comunicazioni tutti gli altri amici della vostra lista.

2. Non inviate lo stesso messaggio privato (identico) a un grande numero di amici. Si infastidiranno quando capiranno che quel messaggio l’hanno letto altre decine di persone. (continua…)

Facebook cambia nuovamente stile

Posted By redazione on ottobre 24th, 2009

facebook-logoSu Facebook è scoppiata nuovamente la rivoluzione. Da qualche giorno è iniziato il grande cambiamento, l’ennesimo, che ha fatto infuriare molti utenti affezionati al social network. Ebbene, solitamente dei cambiamenti sul FacciaLibro ho sempre parlato bene anch’io, ma stavolta dobbiamo ammettere che la nuova suddivisione dei contenuti è stato un vero e proprio flop.

La sostanziale rivoluzione sta nell’aver inserito due schede nell’home page personale: “Mostra notizie” e “Notizie in tempo reale“. Qual è la differenza?, vi starete chiedendo. Su internet si è scatenato il putiferio. Molti sostengono che la suddivisione aiuti a suddividere le semplici notizie inserite dagli amici da tutto ciò che succede sulla rete del nostro social network.

Altri però (come me) dicono che in fondo stavolta questa suddivisione poteva anche essere risparmiata. In realtà l’unica differenza che ho potuto riscontrare è relativa agli update delle iscrizioni ai gruppi o delle relazioni di amicizia intraprese. Per il resto a me è sembrato che le due schede fossero identiche.

Voi che ne pensate? Era veramente necessario?

Google Wave anche sull’iPhone

Posted By redazione on ottobre 18th, 2009

Mentre il nuovo progetto Wave di Google che si propone di modificare radicalmente il nostro modo di comunicare istantaneamente e rapidamente, arriva una nuova curiosità che non può che far piacere agli utilizzatori dei dispositivi mobili di Apple. L’onda di Google sarà utilizzabile anche sull’iPhone, all’inizio non come un’applicazione a sé, ma dal browser Safari. Non sarà molto, ma è un passo in avanti importante che senza dubbio segna un punto a favore per un contatto pacifico tra Google e Apple.

Facebook supera i 300 milioni di iscritti e aggiunge i tag

Posted By redazione on settembre 16th, 2009

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Una piccola novità è stata aggiunta su Facebook, proprio nelle ore in cui il suo fondatore annuncia sul blog personale che il social network ha raggiunto un traguardo importantissimo, quello dei 300 milioni di utenti iscritti. Considerando che a luglio gli internauti che avevano deciso di aprire un account su Facebook erano 250 milioni, questo significa che da luglio ad ora in media ogni giorno ci sono stati 800 mila iscritti.

E intanto ecco che arriva la possibilità di taggare gli amici nella casella dello stato personale. Basterà scrivere il simbolo @ e digitare le prime lettere del nome di un nostro amico. Il sistema ci suggerirà i nomi delle persone aggiunte alla nostra lista che iniziano con quelle lettere.

In seguito basterà scegliere il nome da taggare e continuare a scrivere il nostro messaggio. Quando avremo cliccato su Condividi vedremo che il nome del nostro amico sarà reso cliccabile e il link porterà direttamente alla pagina del suo profilo.

Mike Bongiorno: Facebook celebra il papà della tv italiana

Posted By redazione on settembre 9th, 2009

Anche stavolta, come è successo in precedenza con la scomparsa di personaggi famosi, gli utenti di Facebook e dei social network si sono mobilitati per ricordare Mike Bongiorno. In pochissimo tempo sono nati gruppi di utenti per celebrare il padre della televisione italiana e per affermare il fatto che l’intera nazione non potrà dimenticare ciò che Mike ha svolto durante la sua lunga attività lavorativa.

Anche in questa occasione i social network si sono dimostrati un’occasione fondamentale di aggregazione sociale e sono riusciti a creare dei modi per esorcizzare una grande perdita, ricordando Mike con pensieri, riflessioni, foto e i famosissimi video delle sue gaffe, che ci hanno fatto sorridere e fanno di Mike Bongiorno un uomo di spettacolo completo.

Clicca qui per leggere l’approfondimento su GameStart.

A caccia del Web 2.0

Posted By Jack Lagona on agosto 11th, 2009

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Parecchi di voi si ricorderanno come qualche mese fa un aereo sorvolò la Statua della Libertà a New York, facendo credere alla popolazione un altro attacco kamikaze. Quell’aereo era l’Air Force One scortato da due F-16, ed era stato inviato dal direttore del Military Office della Casa Bianca, Louis Caldera, a scopo pubblicitario per farlo fotografare. Nulla di strano fin qui, se solo non fosse che i social network – Twitter in testa – hanno dato ampissimo risalto alla storia denunciando l’accaduto, e che sono costate il posto a Caldera.

Dopo tre mesi, il Pentagono ha stilato un rapporto dove mette in luce “i rischi per la sicurezza nazionale dovuti all’esistenza dei siti di Social Networking”, ma come allo stesso modo stia monitorando il web 2.0 per avviare future forme di “contenimento”. Già nel 2006, l’aviazione USA aveva finanziato un progetto di controllo sui social network dal costo di 450mila dollari, con lo scopo di stabilire se la rete sociale fosse utile alla lotta al terrorismo e, soprattutto, se queste informazioni potevano essere credibili o meno. Un sistema informatico all’avanguardia elaborava le migliaia di conversazioni sparse per la rete, ed elaborava i dati sensibili dal “cazzeggio” internettiano, distinguendo facilmente gli uni dagli altri.

Nel frattempo i Marines hanno chiuso la rete intranet militare per l’accesso ad internet, onde evitare che i soldati diano informazioni “sensibili” agli avversari indirettamente e senza farlo apposta. Si nota, quindi, che per lo Stato americano il web 2.0 sia allo stesso tempo utile e pieno di risorse, ma minaccioso perché facilmente incontrollabile.

Ed esattamente per questo scopo che non è difficile comprendere il perché, dal 2007, sono operative due task force di Marines che operano nel controllo e nella diffusione di messaggi diffusi dalla stessa US Air Force, constatando come nell’arco di pochissimi minuti vengono pubblicate le immagini dell’aereo di New York – con tre tweet al minuto ma scemando col passare dei giorni – mentre sui blog la notizia è rimasta molto più a lungo tra le notizie più commentate.

Qualcuno afferma come sia stupefacente questa fuga di notizie verso l’esterno, trattandosi di notizie militari. Non è ne’ stupefacente, ne’ la classica talpa all’interno del Pentagono: si tratta semplicemente del Freedom of Information Act in cui anche i militari sono costretti, loro malgrado, ad informare l’opinione pubblica dei rapporti e dei progetti in corso.

Incombe l’era di internet, e anche le giacche blu devono sottostare a certe regole imposte dall’innovazione. Forse…

[Image by jamesfletcher on Flickr]

Blackout dei social network: la causa è il conflitto Russia-Georgia

Posted By redazione on agosto 8th, 2009

twitterIl vero motivo del blackout dei social network avvenuto due giorni fa è stato svelato oggi, contemporaneamente dalle dichiarazioni del manager della sicurezza di Facebook Max Kelly e di un blogger della Georgia, 34enne, di nome George e che su internet è conosciuto con il nick di Cyxymy.

Il blogger ha spiegato, prima sul suo sito e successivamente durante un’intervista alla Cbs News, che l’attacco è conseguenza di un tentativo di bloccare il suo sito e i suoi account aperti sui social network in questione. Il tutto nasce quindi come un tentativo di censura che è stato confermato anche da Kelly alla Cnn.

George aveva espresso parole poco gradite nei giorni scorsi dalla Russia, in riferimento alla questione militare del conflitto con la Georgia, difendendo il suo Paese e andando contro i pensieri dei politici russi. Tutto questo ha causato l’indignazione di qualche hacker a favore della Russia, che ha perpetrato un attacco che doveva essere in realtà mirato ma che ha causato un disservizio generale dei portali.

Molti, tra cui lo stesso blogger, danno la colpa di quanto accaduto direttamente al governo russo. George afferma infatti che anche se l’azione vera e propria è stata effettuata manualmente da hacker estranei alle forze politiche, un attacco di questa portata sicuramente aveva bisogno di mezzi potenti per essere condotto e l’ordine è partito dal governo.

Intanto Kelly informa delle misure in corso per tentare di individuare i colpevoli: “Si e’ trattato di un attacco simultaneo che ha preso di mira un certo numero di utenze per impedire che la voce del blogger potesse essere ascoltata. Stiamo indagando per trovare il responsabile degli attacchi e speriamo di riuscire a individuarlo per prendere provvedimenti”.