Articoli con tag Software
A volte i download ritornano
Scritto da redazione in Internet e OS il 2 ottobre 2009

Dopo tanto peregrinare, oggi abbiamo ritrovato il nostro karma. E finalmente abbiamo deciso di riaprire la mitica area download, contenitore immenso di più di 220 programmi da scaricare, suddivisi rigorosamente per categoria di appartenenza ed ognuno senza dubbio molto utile.
Personalizziamo Ubuntu con Tweak
Scritto da Jack Lagona in Guida pratica il 20 giugno 2009
Quante volte vi è capitato di voler settare alcuni parametri sulla vostra Ubuntu, e dovete aprire la pagina delle impostazioni per ogni software che vorrete settare. Quante volte volete installarvi qualche programma particolare, ma non trovandolo nei Repository della distro dovete fare affidamento ad internet proprio come si usa fare con Windows. Quante volte vi siete chiesti “ma perché Synaptic è così povero di software?” sapendo già a priori che i Repo di Ubuntu contengono circa 20mila pacchetti software… ma non quello che state cercando. Quante volte vi siete chiesti “ma un tool semplice e completo per far tutto in unica finestra?”. Quante e quante volte…
Adesso è il momento di dire “Basta, voglio Ubuntu Tweak!”
Come modificare la Xbox 360
Scritto da redazione in Guida pratica il 15 giugno 2009
Dopo poco tempo dall’uscita in commercio di una qualsiasi console di gioco, gruppi di utenti cominciano sempre a tentare di trovare un modo per efettuare delle modifiche al software del dispositivo per cercare di far girare giochi non originali. Solitamente questi cambiamenti sono di due tipi: hardware (con la modifica di un chip costruito appositamente per oltrepassare le protezioni) o software, più facile perché interessa una modifica del firmware, relativamente più semplice da effettuare e ovviamente molto meno costosa.
Anche per l’Xbox 360 sono stati effettuati dei tentativi per delle modifiche, che ovviamente sono illegali, siano esse software o hardware. Naturalmente una qualsiasi modifica di un prodotto acquistato regolarmente, come accade per qualsiasi altro prodotto digitale o tecnologico, annulla il periodo di garanzia previsto per legge.
Tecnologia e ambiente: due facce per la stessa medaglia
Scritto da Jack Lagona in TecnoSociety il 7 marzo 2009
Quando parliamo di tecnologia la prima cosa che ci viene in mente sono i chip, i microprocessori, l’hardware o il software. A nessuno viene quasi mai in mente di pensare all’ecologia, all’ecosistema o al risparmio energetico. Tutti pensiamo, a primo acchito, alle trasformazioni che la tecnologia ci permette di creare – o quantomeno usare – nel nostro vivere quotidiano. La tecnologia è ormai diventata parte integrante della nostra vita: le comunicazioni tra colleghi amici e parenti avvengono prevalentemente tramite e-mail o messaggeria istantanea, sms o videotelefono. Se dobbiamo scrivere un appunto usiamo l’agenda del telefonino, se dobbiamo creare una presentazione per lavoro usiamo l’insostituibile Powerpoint (e le altre versioni più o meno conosciute), se dobbiamo pubblicare un post sul nostro blog, chiaramente, usiamo il pc o lo smartphone. Tutto questo è naturalmente “Tecnologia”. Ma non lo è solo in questi casi. Quando la tecnologia sposa l’ambiente, parla soprattutto italiano.
La maggior parte dei rifiuti che noi creiamo viene smaltita nel riciclaggio, decomposta se biodegradabile, riutilizzata come la borsa della spesa in silicone o in plastica per i rifiuti. Non tutto però è riciclabile. Ad Arese, piccolo paesino alle porte di Milano, una volta si producevano le Alfa Romeo. In alcuni stabilimenti dell’Alfa, Diego Giancristofaro nel 2005 crea una piccola sturtup che si chiama Greenfluff. Il “Fluff” è quella parte non riciclabile delle automobili – circa il 30% – che finisce dritta dritta nelle discariche ma che, essendo ricche di metallo, gomma, vetro, fibre tessili e carta, è altamente inquinante. Giancristofaro ha creato un’azienda tutta automatizzata e robotizzata per trattare, condizionare e riciclare oltre 120mila tonnellate di fluff l’anno. Tutto il processo avviene a freddo e senza combustione o agenti chimici. Il processo è talmente pulito e conveniente, che Giancristofaro – potendo smaltire solo una piccola parte delle 750mila tonnellate di fluff che si producono in Italia – sta per aprire un secondo stabilimento a Foggia. La tecnologia ha fatto il primo passo per l’ambiente.
Tecnologia e ambiente: due facce per la stessa medaglia
Scritto da Jack Lagona in Internet e OS il 7 marzo 2009
Quando parliamo di tecnologia la prima cosa che ci viene in mente sono i chip, i microprocessori, l’hardware o il software. A nessuno viene quasi mai in mente di pensare all’ecologia, all’ecosistema o al risparmio energetico. Tutti pensiamo, a primo acchito, alle trasformazioni che la tecnologia ci permette di creare – o quantomeno usare – nel nostro vivere quotidiano. La tecnologia è ormai diventata parte integrante della nostra vita: le comunicazioni tra colleghi amici e parenti avvengono prevalentemente tramite e-mail o messaggeria istantanea, sms o videotelefono. Se dobbiamo scrivere un appunto usiamo l’agenda del telefonino, se dobbiamo creare una presentazione per lavoro usiamo l’insostituibile Powerpoint (e le altre versioni più o meno conosciute), se dobbiamo pubblicare un post sul nostro blog, chiaramente, usiamo il pc o lo smartphone. Tutto questo è naturalmente “Tecnologia”. Ma non lo è solo in questi casi. Quando la tecnologia sposa l’ambiente, parla soprattutto italiano.
La maggior parte dei rifiuti che noi creiamo viene smaltita nel riciclaggio, decomposta se biodegradabile, riutilizzata come la borsa della spesa in silicone o in plastica per i rifiuti. Non tutto però è riciclabile. Ad Arese, piccolo paesino alle porte di Milano, una volta si producevano le Alfa Romeo. In alcuni stabilimenti dell’Alfa, Diego Giancristofaro nel 2005 crea una piccola sturtup che si chiama Greenfluff. Il “Fluff” è quella parte non riciclabile delle automobili – circa il 30% – che finisce dritta dritta nelle discariche ma che, essendo ricche di metallo, gomma, vetro, fibre tessili e carta, è altamente inquinante. Giancristofaro ha creato un’azienda tutta automatizzata e robotizzata per trattare, condizionare e riciclare oltre 120mila tonnellate di fluff l’anno. Tutto il processo avviene a freddo e senza combustione o agenti chimici. Il processo è talmente pulito e conveniente, che Giancristofaro – potendo smaltire solo una piccola parte delle 750mila tonnellate di fluff che si producono in Italia – sta per aprire un secondo stabilimento a Foggia. La tecnologia ha fatto il primo passo per l’ambiente.
I software Microsoft sono online per gli statunitensi
Scritto da redazione in Internet e OS il 28 novembre 2008
La parola “online” sembra sempre più vicina alla mentalità dei dirigenti della Microsoft, che hanno da pochissimi giorni compiuto un importante passo in avanti nell’ampia offerta del software prodotto dall’azienda di Redmond.
Tutti i programmi targati Microsoft sono infatti adesso disponibili online anche per gli utenti statunitensi, attraverso le pagine del nuovo Store pensato anche per gli utenti americani, dopo quelli tedeschi, inglesi e coreani.
Il Colosso di Rodi
Scritto da Jack Lagona in Internet e OS il 18 novembre 2008
Alla fine Yahoo! muore, o meglio, il suo amministratore delegato, Jerry Yang, cade sotto i colpi della politica manageriale di Wall Street. Mesi fa, prima della bolla finanziaria di queste ultime settimane, Yang aveva fermato l’Opa di Microsoft pronta ad acquistare il “primo nome di Internet“, quel motore di ricerca che aveva dato il “la” ai progetti prossimi venturi del search engine mondiale, Google compresa. Sembra quasi che uno dei grandi Dei del mondo sia caduto, in picchiata e senza cordone di salvataggio.
Che oramai il mondo sia governato dalla finanza non ci stupisce più di tanto, ma che a cadere sotto i suoi colpi sia proprio Yahoo! francamente non ce lo aspettavamo. Al momento della possibile acquisizione di Ballmer e soci, l’azienda di Sunnyvale aveva un valore borsistico di 33$ per azione ma M$ ne offriva 31. Appariva chiaro che lo stop di Yang avesse un preciso senso logico: “perché svalutare un’azienda che vale di più?”. Risposta che in quel momento poteva anteporre l’affetto al vile denaro, anche se – e va sempre detto – alcuni soci del CdA avevano espresso dubbi sull’eccessiva presa di posizione dell’AD, Ichann in testa. Oggi Yahoo! vale 11 dollari ad azione e questo ne ha decretato l’affondamento sia come azienda che come linea manageriale: le dimissioni di Jerry Yang da Ceo. Massimo Russo riportando il grafico sotto, ci fa capire quanto sia stata dura l’esperienza, o meglio ancora il ritorno, di Jarry Yang nell’azienda da lui fondata quasi quindici anni fa. Prosegui la lettura »
Inseriamo le righe in qualsiasi software con Rulers
Scritto da redazione in Internet e OS il 17 novembre 2008
Fujitsu, solo Fujitsu
Scritto da Luca in Internet e OS il 10 novembre 2008
Già da tempo nel settore se ne parlava, ma ora arriva anche l’ufficialità. Fujitsu-Siemens, il colosso nato dalla collaborazione tra la società giapponese e quella tedesca, è arrivato alla sua fine, o meglio sarà acquisito dal socio nipponico che lo gestirà in piena autonomia.
L’annuncio arriva dal colosso asiatico che ha offerto qualcosa come 450milioni di dollari per acquisire il 100% della proprietà e se l’offerta verrà accettata, come probabile, il 50% della proprietà dell’azienda Siemens confluirà nelle immobilizzazioni dell’ormai ex-socio, che comincerà da aprile dell’anno prossimo a reggere da sola tutto il peso dell’industria.
Via ai brevetti software
Scritto da Luca in Internet e OS il 21 ottobre 2008
Parti di codice capaci di operare sulla realtà possono essere brevettati, almeno secondo una corte d’appello inglese. Symbian, quindi, potrà sfruttare un’idea astratta e torna di nuovo l’incubo della brevettabilità del software.
Symbian aveva, tempo fa, presentato all’ufficio brevetti europeo (EPO) il proprio algoritmo capace di ottimizzare e migliorare sensibilmente le performance dei dispositivi. Nonostante l’Unione Europea abbia più volte ribadito la sua versione al sistema statunitense, all’azienda era stata assicurata, comunque, la registrazione del brevetto. La richiesta per il programma per “mappare le librerie di link dinamici in un elaboratore” però non era piaciuta all’ufficio brevetti del Regno Unito (UK IPO), che aveva seguito le linee dell’Unione Europea sostenendo che in generale del codice non può essere brevettato.


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