Articoli con tag tecnologia
Saya: il robot insegnante
Scritto da redazione in Internet e OS il 11 maggio 2009
Si chiama Saya ed è una maestra. Oggi ha tenuto una lezione ai suoi ragazzi in classe. Niente di strano se non fosse che Saya è un robot progettato e costruito per insegnare.
Ha fatto una lezione ai bambini di una scuola elementare di Tokyo dopo essere stato utilizzato come receptionist in diverse aziende del Giappone. Un progetto ambizioso che comunque, secondo il suo creatore, il professor Hiroshi Kobayashi, non dovrebbe servire a sostituire la tradizionale metodologia di insegnamento, ma a dimostrare che la tecnologia ha dei lati molto positivi.
Tecnologia e ambiente: due facce per la stessa medaglia
Scritto da Jack Lagona in TecnoSociety il 7 marzo 2009
Quando parliamo di tecnologia la prima cosa che ci viene in mente sono i chip, i microprocessori, l’hardware o il software. A nessuno viene quasi mai in mente di pensare all’ecologia, all’ecosistema o al risparmio energetico. Tutti pensiamo, a primo acchito, alle trasformazioni che la tecnologia ci permette di creare – o quantomeno usare – nel nostro vivere quotidiano. La tecnologia è ormai diventata parte integrante della nostra vita: le comunicazioni tra colleghi amici e parenti avvengono prevalentemente tramite e-mail o messaggeria istantanea, sms o videotelefono. Se dobbiamo scrivere un appunto usiamo l’agenda del telefonino, se dobbiamo creare una presentazione per lavoro usiamo l’insostituibile Powerpoint (e le altre versioni più o meno conosciute), se dobbiamo pubblicare un post sul nostro blog, chiaramente, usiamo il pc o lo smartphone. Tutto questo è naturalmente “Tecnologia”. Ma non lo è solo in questi casi. Quando la tecnologia sposa l’ambiente, parla soprattutto italiano.
La maggior parte dei rifiuti che noi creiamo viene smaltita nel riciclaggio, decomposta se biodegradabile, riutilizzata come la borsa della spesa in silicone o in plastica per i rifiuti. Non tutto però è riciclabile. Ad Arese, piccolo paesino alle porte di Milano, una volta si producevano le Alfa Romeo. In alcuni stabilimenti dell’Alfa, Diego Giancristofaro nel 2005 crea una piccola sturtup che si chiama Greenfluff. Il “Fluff” è quella parte non riciclabile delle automobili – circa il 30% – che finisce dritta dritta nelle discariche ma che, essendo ricche di metallo, gomma, vetro, fibre tessili e carta, è altamente inquinante. Giancristofaro ha creato un’azienda tutta automatizzata e robotizzata per trattare, condizionare e riciclare oltre 120mila tonnellate di fluff l’anno. Tutto il processo avviene a freddo e senza combustione o agenti chimici. Il processo è talmente pulito e conveniente, che Giancristofaro – potendo smaltire solo una piccola parte delle 750mila tonnellate di fluff che si producono in Italia – sta per aprire un secondo stabilimento a Foggia. La tecnologia ha fatto il primo passo per l’ambiente.
Tecnologia e ambiente: due facce per la stessa medaglia
Scritto da Jack Lagona in Internet e OS il 7 marzo 2009
Quando parliamo di tecnologia la prima cosa che ci viene in mente sono i chip, i microprocessori, l’hardware o il software. A nessuno viene quasi mai in mente di pensare all’ecologia, all’ecosistema o al risparmio energetico. Tutti pensiamo, a primo acchito, alle trasformazioni che la tecnologia ci permette di creare – o quantomeno usare – nel nostro vivere quotidiano. La tecnologia è ormai diventata parte integrante della nostra vita: le comunicazioni tra colleghi amici e parenti avvengono prevalentemente tramite e-mail o messaggeria istantanea, sms o videotelefono. Se dobbiamo scrivere un appunto usiamo l’agenda del telefonino, se dobbiamo creare una presentazione per lavoro usiamo l’insostituibile Powerpoint (e le altre versioni più o meno conosciute), se dobbiamo pubblicare un post sul nostro blog, chiaramente, usiamo il pc o lo smartphone. Tutto questo è naturalmente “Tecnologia”. Ma non lo è solo in questi casi. Quando la tecnologia sposa l’ambiente, parla soprattutto italiano.
La maggior parte dei rifiuti che noi creiamo viene smaltita nel riciclaggio, decomposta se biodegradabile, riutilizzata come la borsa della spesa in silicone o in plastica per i rifiuti. Non tutto però è riciclabile. Ad Arese, piccolo paesino alle porte di Milano, una volta si producevano le Alfa Romeo. In alcuni stabilimenti dell’Alfa, Diego Giancristofaro nel 2005 crea una piccola sturtup che si chiama Greenfluff. Il “Fluff” è quella parte non riciclabile delle automobili – circa il 30% – che finisce dritta dritta nelle discariche ma che, essendo ricche di metallo, gomma, vetro, fibre tessili e carta, è altamente inquinante. Giancristofaro ha creato un’azienda tutta automatizzata e robotizzata per trattare, condizionare e riciclare oltre 120mila tonnellate di fluff l’anno. Tutto il processo avviene a freddo e senza combustione o agenti chimici. Il processo è talmente pulito e conveniente, che Giancristofaro – potendo smaltire solo una piccola parte delle 750mila tonnellate di fluff che si producono in Italia – sta per aprire un secondo stabilimento a Foggia. La tecnologia ha fatto il primo passo per l’ambiente.
Le tecnologie educative
Scritto da Giorgio in TecnoSociety il 26 gennaio 2009
Quando si afferma che le tecnologie hanno operato una vera e propria rivoluzione nella nostra società spesso non si pensa alla loro grande valenza in campo educativo. Eppure non si può prescindere dal considerare che a livello didattico il computer e internet sono dei mezzi fondamentali per favorire l’apprendimento e l’assimilazione dei contenuti.
Il web pullula di servizi utili a livello educativo per i bambini, per imparare più facilmente le informazioni relative anche a materie ostiche e per stimolare a tematiche importanti quali la legalità, il rispetto per l’ambiente, la cittadinanza attiva, la salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale, ecc.
Il business del gratuito
Scritto da Jack Lagona in Internet e OS il 12 gennaio 2009
L’economia del “gratuito” è ormai un dato assodato: «Non una scelta ma una necessità a partire dal momento in cui l’esborso primario di un’azienda diventa qualcosa che abbia a che fare con il silicio». A dirlo non è l’uomo qualunque, ma un personaggio che della Freeconomics ne ha fatto un arte. Chris Anderson – direttore di Wired e teorico della “Coda lunga” -, nel suo ultimo libro – “Free” – non ancora pubblicato, ma largamente anticipato da un suo articolo proprio su Wired, inscena l’economia incentrata sul gratuito partendo dal web: il Web cambierà il mondo, e la Freeconomics farà la stessa cosa.
Alcuni esempi ci riguardano da vicino. Mettiamo il caso del computer: hardware e software amalgamati in un unico involucro che ci permettono di fare tutto. Di cambiare il mondo con il web. Il software rappresentato dal sistema operativo, cuore e anima di ogni computer, oggi non è più solo proprietario quindi a pagamento, ma può essere – lo è già – gratuito. Parliamo di Linux: il sistema operativo aperto e concentrato nel gratuito.
Parliamo del software che gira all’interno dei sistemi operativi – sia proprietari che liberi: un grande assortimento di guazzabugli spesso senza oneri se non quello di usarlo e segnalarne le anomalie agli sviluppatori.
Parliamo dei database per i siti web, ma non solo, dove il capo indiscusso è MySql acquisito da Sun per un miliardo di dollari all’inizio dello scorso anno, prevalentemente gratuito a parte qualche clausola per il commerciale, parliamo anche – ma soprattutto – di SQLite: database innovativo, aperto, gratuito e di pubblico dominio, sponsorizzato tra l’altro da Mozilla, Symbian e Adobe, ne fanno – oggi – uno dei più affidabili e usati database al mondo… del web chiaramente.
Cinque previsioni per il futuro tecnologico
Scritto da redazione in Internet e OS il 2 gennaio 2009
La redazione di Cnet.com ha pubblicato ieri i commenti a cinque previsioni per il futuro relative ad altrettante novità tecnologiche che potrebbero realizzarsi o che sicuramente si verificheranno durante i prossimi dodici mesi.
1. Non ci saranno dubbi che quest’anno verrà ridotto il prezzo della PlayStation 3 a 100 dollari. Questo sarà dovuto ad una maggiore concorrenza delle altre console che porterà Sony ad abbassare il prezzo per competere in modo equilibrato e anche ad una riduzione dei costi di produzione dei componenti della console.
PsicoWeb: Il cervello connesso ad internet (prima parte)
Il titolo di questo articolo non è frutto di fantasia allo stato puro, ma è fortemente correlato agli scenari futuri prospettati da Paul Wolpe, docente di sociologia alla University of Pennsylvania oltre che presidente dell’American Society of Bioethics And Humanities. Paul Wolpe ha dichiarato che tra 10 o 15 anni il cervello dell’uomo potrà essere collegato direttamente ad internet, potenziando in maniera straordinaria le potenzialità dei nostri neuroni.
Ma già oggi esistono molte soluzioni che prevedono proprio l’interazione tra cervello e computer o ultimi ritrovati della tecnologia. Basti pensare alla stanza particolare della Fondazione Santa Lucia di Roma, nella quale si può controllare tutto l’ambiente attraverso una cuffia munita di elettrodi in grado di coordinare un sistema domotico per mezzo di un computer.
A volte… la carta
Scritto da Jack Lagona in TecnoSociety il 21 novembre 2008
La tecnologia va bene sempre e in ogni caso secondo voi? Moltissimi mi diranno sicuramente di sì, altri – come Stefano, amico e collega su Citynews – risponderanno non sempre o addirittura spesso è meglio di no. E se vi raccontassi qualcosa che non è tecnologia ma funziona allo stesso modo, cosa mi dite, vogliamo provare? Iniziamo allora.
Anni fa, molti anni fa, non c’erano i pc, i telefonini ultradimensionabili, i palmari o i subnetbook, ma la gente scriveva e disegnava, o semplicemente prendeva appunti, allo stesso modo perché c’era la carta e c’era la penna. Facciamo alcuni esempi. Oggi – era di ozi sfrenati e uso spasmodico del pc/palmare/iPhone – carta e penna vengono usate di rado e solo al momento dell’estremo bisogno: un appunto al volo, un codice di acquisto ricevuto per telefono e via dicendo.
Altro esempio. Cosa succede quando accendiamo lo stereo in macchina: pigiamo nel pulsante di accensione (solitamente quello del volume), inseriamo il nostro bel Cd preferito (in quel momento, al massimo di quel giorno) e scegliamo l’album che vogliamo ascoltare sulla directory principale degli Mp3 contenuti sul Cd. Se poi possediamo un’auto abbastanza recente, allora non resta che inserire l’iPod sulla dock in plancia e così evitiamo pure quei pesantissimi Cd.
Un ultimo esempio: fino ad una decina di anni fa le notizie venivano ancora lette nei giornali di carta, se volevamo prendere tutti i cori della notizia eravamo costretti a comprare molti più giornali dal nostro edicolante di fiducia (che spesso era quello sotto casa). Oggi il giornale si chiama “Internet” e l’edicolante si chiama “Personal computer”.



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