splash

Scritto da redazione il 27 agosto 2010

Lassù, a 2000 anni luce, ci potrebbe essere qualcuno che ci osserva! E’ stato scoperto, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi di diversi Stati del mondo, un nuovo sistema planetario dalle caratteristiche sorprendenti. E’ stata la sonda Keplero ad immortalarlo durante l’esplorazione dello spazio, e ha rivelato un sistema composto da una stella, [...]

 

Posts Tagged ‘ubuntu’

Ubuntu cambia look!

Posted By Jack Lagona on marzo 22nd, 2010

Dopo sei lunghi anni Ubuntu cambia look: dal marrone classico decisamente superato, al melanzana lucido con alcuni spruzzi di Metacity per renderlo metallico e fashion.

Theme

Cambiano anche il boot splash (la schermata di avvio) e i loghi generali: più moderni, lucidi – pur sempre arancio-melanzaneggianti – e completamente rifatti rispetto alle versioni porecedenti.

Boot Splash

Ubuntu Logos

Ubuntu Logos

Perché questo cambiamento radicale? Per rendere la distro più professionale e quindi più vendibile in ambito aziendale; il colore “aubergine” (melanzana) si adatta benissimo alla serietà delle aziende, ma allo stesso tempo si è mantenuto il color arancio in ambito privato (umano, human). Per cui, dalla prossima Lucid Linx (versione numerata 10.4) verrà molto più semplice capire quando una versione è rivolta alle aziende (colore prevalente melanzana) o al privato (colore dominante arancio). Nel frattempo è stato rinnovato il font del logo così da utilizzarlo come titolo e per i testi, dato che il vecchio carattere era poco adatto per i testi più lunghi.

Il merito (la colpa?) è di Mark Shuttleworth, che da qualche mese ha lasciato la carica di CEO Canonical per dedicarsi completamente allo sviluppo di Ubuntu diventando “product design” dell’azienda. E’ chiaro che ad una distribuzione ormai diffusissima e user friendly stia piccolo lo spazio a lei dedicata da “Linux for human beings”, quindi il salto professionale è quasi d’obbligo. Naturalmente il nuovo tema “Light” non piace a tutti: c’è chi dice che è un refuso di MacOsX (gli stessi colori viola-melanzana), ma anche chi spiega che il vecchio color marrone sia ormai obsoleto e quindi andava modernizzato. Del resto i colori fanno parte del successo di un sistema operativo – blu di Windows, viola di OsX – per cui anche una distro che voleva fare il salto di qualità affermandosi anche al settore professionale doveva, nel bene o nel male, cambiare il proprio look rendendosi più accattivante. Shuttleworth non ha mai nascosto che il suo punto di riferimento è MacOsX, dato per cui il suo riferimento si è basato proprio sull’OS Apple. Pertanto la scelta andava valutata, oltre che per la linea più professionale, anche per il gradimento degli utenti: il marrone non è mai stato valutato positivamente dagli utenti; il blu, oltre che il colore di “fabbrica” di Windows, è usato abbondantemente da KDE; il viola è da sempre il colore di OsX ma con le debite sfumature potrebbe connotare differenze sostanziali. Se mettiamo poi che Shuttleworth è un estimatore della linea Apple, a questo punto fatti i debiti calcoli il risultato era ovvio: melanzana e arancio.

Forse l’unico neo della nuova linea è la messa da parte – anche se non completamente – del settore Human, ma Lucid, essendo una LTS (Long Term Support), avrà comunque in prima base l’utenza domestica mentre l’utenza professionale (come lo è tuttora) avrà il solito supporto differenziato.

Lucid Linx, della quale è appena uscita la Beta1, vedrà l’uscita della Beta2 l’8 aprile, la Release Candidate (RC) il 22 aprile, e  - se non ci saranno problemi gravi da rendere indispensabile l’uscita di una seconda RC – la versione definitiva è programmata per il 29 aprile. Vedremo meglio il nuovo tema alla fine del prossimo mese, data in cui anche noi faremo i nostri test valutando meglio e in modo più esaustivo se il nuovo lavoro di Shuttleworth e soci sia davvero criticabile, oppure sia l’ennesima battaglia vinta dalla Canonical. Voi, se volete, potete scaricarvi la Beta1 e provare da live o in virtuale la nuova distro e dirci quello che ne pensate.

Kubuntu Netbook Remix su Eee Pc

Posted By Jack Lagona on febbraio 13th, 2010

Da un paio di giorni stavo cercando di far funzionare la connessione wi-fi di un collega con la scheda di rete wireless dell’Eee Pc di Asus con Kubuntu Netbook Remix installato ex-novo al posto di Xp. Fin quando girava Windows il problema non sussisteva e il wireless andava a meraviglia, ma dato che il mio collega è come me – odia inconsciamente tutto quello che ha le stigmate di Redmond – ha cercato di installare Ubuntu 9.10 eliminando del tutto quella ciofeca¹ di Windows eXPerience: più facile a dirsi che a farsi.

L’estate scorsa anche mio fratello ha messo sul netbook di Asus la vecchia versione di Ubuntu, la 9.04, e non ha avuto problemi particolari – a parte installare il Network Manager che inspiegabilmente non c’era, quindi pensavo – o meglio speravo – che di grossi intoppi non ce ne fossero. Naturalmente pensavo male. Koala si installa bene ma non si riavvia alla fine della procedura d’installazione quando pone la domanda di rito “Riavvia ora, o continua a usare il Cd Live”, e quindi, dopo tre tentativi, abbiamo optato per la versione “mini” della stessa distro: Kubuntu Netbook Remix. Il mancato riavvio mi sono successivamente accorto che dipendeva dal mio cd usurato, quindi mi toccherà offrire la colazione al collega.

Scaricarla prima e installarla dopo ci ha fatto perdere un altro giorno, il secondo, ma senza perderci troppo d’animo partiamo anche questa volta per l’installazione, si spera, definitiva. Miracolo dei miracoli l’installazione dura meno di 15 minuti senza però i pacchetti lingua perché, anche questa volta, non legge la scheda di rete, dunque il problema è tutt’altro che risolto. Intanto finiamo la procedura e riavviando si materializza la mini Kubuntu sul netbook che manco ci speravamo ormai, ma tant’è… Adesso viene la parte più difficile: cercare di far leggere la scheda wireless alla distro. Con mio sommo stupore mi accorgo che legge regolarmente la scheda ethernet, per cui gli aggiornamenti di rito in teoria potrebbero anche effettuarsi, ma date le esperienze passate mi blocco un attimino e cerco prima di risolvere i problemi attuali. Googlando in giro mi accorgo che il problema fondamentalmente sta nel kernel della versione 9.10, quindi converrebbe ritornare alla 9.04 e da lì upgradare alla 9.10 DOPO aver configurato e settato tutti i parametri del network manager (del quale hanno cambiato il nome per chissà quale ansia da prestazione), e per non farci mancare nulla anche l’infrastruttura audio, passata nel frattempo da Alsa a Pulse in questa versione, non legge nulla quindi il problema invece che rientrare è addirittura raddoppiato. Poco male, sapevo già dei possibili errori audio dato che la maggior parte delle applicazioni non sono state aggiornate e usano ancora Alsa di default, per cui mi è bastato comandare di usare Pulse da “Sistema–>Configurazione audio” e spuntare “Pulse audio” come infrastruttura base, quindi scaricare alcuni pacchetti necessari. Da terminale:

sudo apt-get install libasound2-plugins "pulseaudio-*" paman padevchooser paprefs pavucontrol pavumeter

appena finisce l’installazione create il file .conf con

sudo vi /etc/asound.conf

e inserite la stringa

pcm.pulse {
    type pulse
}
ctl.pulse {
    type pulse
}
pcm.!default {
    type pulse
}
ctl.!default {
    type pulse
}

Riavviato il pc, tutto funziona a meraviglia solo che i volumi sono azzerati e non c’è nessunissima possibilità di settarli perché, a differenza di Alsa, Pulse non usa una GUI che permette graficamente di modificarne i parametri. La soluzione è avviare il mixer audio di Alsa in quanto l’unico che ci toglierà dai casini. Da terminale date

alsamixergui

dove potrete modificare i volumi delle applicazioni che usano Alsa a vostro piacimento, ma dato il plugin installato sopra praticamente tutto gira assieme in un unica modalità.

E adesso veniamo alla rete senza fili. Devo dire la verità: non sono riuscito a modificare i parametri di rete senza ritornare alla versione precedente di Kubuntu. Difatti gli amici di Canonical hanno fatto in modo di aggiornare il kernel SENZA aggiungere la scheda wireless dell’Eee Pc, quindi per usare il wi-fi del netbook si è costretti a dover installare una vecchia versione della distro, pena l’inutilità del wi-fi a scapito della portabilità. Geniale!

Come è noto è praticamente impossibile tornare ad una versione precedente da riga di comando (in realtà si può, ma è molto meglio installare la distro da principio perché avrete continuamente problemi), per cui, al quarto giorno, siamo ritornati alla versione 9.04 del remix di Kubuntu, e aggiornando nuovamente i parametri di cui sopra, finalmente il mio collega ha una Kubuntu Netbook Remix funzionante e – mio avviso – che gestisce male un po’ tutto. A questo punto ci è rimasto solo di fare l’upgrade alla 9.10 e reinstallare i driver della scheda wireless cercandoli in rete, dopo – pare – che tutto giri a meraviglia. Certo, di Firefox in questo momento ce ne’ due, un’icona che lancia l’applicazione e l’altra che lo reinstalla all’infinito senza che si possa eliminarla nemmeno dalla scrivania perché elimina anche l’altra, però devo dire che per il momento ho fatto un buon lavoro (pardon: abbiamo fatto) e anche se preferisco di gran lunga una Ubuntu normale alla remix, il gioco di certo vale la candela. Anche perché, come si dice, chi s’accontenta gode, e il mio collega in questo momento sta godendo come una scimmia.

E’ stata una settimana all’insegna della ricerca in rete di soluzioni ottimali per far funzionare a dovere un sistema operativo che sulla carta è user friendly, ma l’esperienza maturata mi ha insegnato che con Linux tutto è possibile, e come dice Eugenio: “per il resto sembra ragionevolmente stabile e la procedura di installazione e configurazione è piuttosto semplice in confronto, per esempio, a cercare di suonare il pianoforte con i testicoli”. L’Open Source, alla fine, è tutto racchiuso in questa frase.

Au revoir mes amis!

¹Sotto Eee Pc

E’ arrivato il Koala!

Posted By Jack Lagona on novembre 1st, 2009

Ubuntu 9.10 Karmic KoalaVenerdì scorso è stata finalmente rilasciata l’attesa nuova release di Ubuntu 9.10, denominata stavolta Karmic Koala.

Le novità sono parecchie rispetto alla precedente versione, prima fra tutte il nuovo kernel 2.6.31 e il Desktop Environment Gnome arrivato alla versione 2.28, mentre tra le rivoluzioni in uso già dalla 9.04, fa capolino il filesystem ext4 stavolta direttamente di default e non opzionale come prima.

Tra le altre novità si aggiunge anche il nuovo sistema di download per i software della comunità chiamato “Ubuntu Software Center“; la sicurezza è naturalmente il punto di forza di Ubuntu, difatti è stato migliorato ulteriormente il sistema per la gestione dei permessi Policy Kit, che aggiunge, alla già quasi perfetta sicurezza implicita in Linux, un grado maggiore per gestire la distribuzione sotto l’aspetto permissivo.
Fondamentalmente le novità rilevanti finiscono con l’ausilio di Ubuntu One: un servizio online che permette il backup e la sincronizzazione di file attraverso tanti computer collegati in rete.

Il rilascio di Karmic Koala a pochissimi giorni da Windows Seven, determina un notevole dispiegamento di forze da parte di Mark Shuttleworth e della sua Canonical. Windows Seven, a differenza di Vista, ha facilitato l’implementazione sui netbook – i mini notebook di cui oggi sono pieni tutti i centri commerciali -, però verrà installata solamente la “Starter Edition” per via dei costi eccessivi, quindi con limitazioni non indifferenti. Chi vorrà fare l’upgrade ad una versione superiore, sarà costretto a pagare una differenza che si rivelerà poco paritaria al rapporto costo/prodotto. Oggi un anno di supporto ufficiale per Ubuntu costa circa 38 euro, mentre l’upgrade da Starter a Premium per Seven costa cira il doppio.
Inoltre Ubuntu Netbook Remix (il nome della versione per netbook basata su Moblin) è testato su oltre 25 macchine, mentre Seven ha ancora diverse difficoltà di girare sulle più vendute.

La vera lotta sarà sempre più verso l’online. In un’intervista a The Register, Mark Shuttleworth ha chiaramente detto che si potrà competere con Windows ad armi pari. Se per il settore desktop l’utente ha la possibilità di riversare sul web i propri file tramite Ubuntu One, per il settore server  e cloud la scelta cade naturalmente su Amazon e il servizio EC2.

La strategia di Canonical è quella di rendere la distribuzione quanto più competitiva possibile sul più ampio raggio d’azione, si combatte su tutti i fronti: dal desktop al server, dal cloud alle applicazioni mobili. Anche perché, da come dice Mark Shuttleworth «Ubuntu come piattaforma, e questo significa che dobbiamo essere pronti a combattere diverse battaglie allo stesso tempo». Tutto chiaro no?

Per finire eccovi i link: la pagina del download principale con la possibilità di scegliere la versione a 32 bit, a 64 bit e l’alternate, la Netbook Remix, e quella dei torrent. In questa pagina invece potete documentarvi e scaricarvi le versioni derivate: Kubuntu, Edubuntu, Xubuntu, Ubuntu Studio, Mythbuntu e la Server Edition.

Buon download e ricordate che la migliore soluzione per scaricare Ubuntu è usare i torrent. Sempre!

Howto: installiamo KDE 4.3 su Ubuntu

Posted By Jack Lagona on agosto 8th, 2009

kde_logoPer gli afecionados di KDE, questa settimana è uscita la nuova release 4.3 che apporta migliorie tecniche e grafiche al Desktop Envirenment Open Source. Questa nuova versione permette l’integrazione con tecnologie finora non riuscite, come ad esempio al PolicyKit, al Network Manager e al servizio di geolocalizzazione. Tra le novità si nota l’interfaccia KRunner rinnovata, una system tray più flessibile all’uso e sono stati aggiunti alcuni importanti plasmoidi tra cui l’openDesktop.org – il primo desktop “sociale” -, mentre lo stesso Plasma ha finalmente abbattuto le barriere con le scorciatoie da tastiera.

Tutto questo ben di dio però non è ancora supportato da (K)Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope, perché, come solito fare in casa Canonical, gli aggiornamenti importanti sul DE e sui software in Repository verranno aggiornati solamente al rilascio di Karmik Koala di ottobre. Però è possibile aggiornare la vostra Ubuntu-box sin da subito, e noi vi spieghiamo come fare.

Come sempre bisogna smanettare cinque minuti col terminale e installare alcune dipendenze che non abbiamo e aggiornare il sources.list sui repo di KDE. La cosa però è abbastanza semplice, per cui mano al terminale e digitate assieme a me i seguenti comandi.

Per prima cosa dobbiamo aggiungere i repo ufficiali per eseguire i lavori che ci apprestiamo a fare. Aggiungete al vostro sources.list (sudo gedit /etc/apt/sources.list) le due righe sotto

deb http://ppa.launchpad.net/kubuntu-ppa/backports/ubuntu jaunty main
deb http://ppa.launchpad.net/kubuntu-ppa/staging/ubuntu jaunty main

dopo aver salvato e usciti, da terminale inseriamo le chiavi GPG che serviranno ad ufficializzare il repo appena aggiunto

sudo apt-key adv –keyserver keyserver.ubuntu.com –recv-keys 8AC93F7A

e aggiorniamo tutto con

sudo apt-get update && sudo apt-get dist-upgrade

A questo punto il gioco è fatto, non resta che provare il nuovo KDE 4.3 all’opera installandolo sulla nostra Ubuntu con il comando

sudo apt-get install kubuntu-desktop

Sotto potete vedere un video di KDE 4.3 all’opera. Buon divertimento!

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=kmMdm9liMn4&feature=player_embedded[/youtube]

Firefox 3.5 su Ubuntu

Posted By Jack Lagona on luglio 6th, 2009

http://www.citynewsonline.org/2009/07/06/firefox-35-su-ubuntu/

firefox-logoSettimana scorsa è uscito la nuova versione di Firefox, il browser web Open Sourse dei Mozilla Lab. Come installarlo su Windows è molto semplice, ma per fare l’upgrade su Ubuntu la cosa non è così facile come si potrebbe supporre, ma noi siamo qui anche per questo.

Il problema nel fare l’upgrade ad una versione successiva di un software non supportato dalla comunità di Ubuntu, non è tanto nell’installazione, ma bensì sull’aggiornamento automatico ogni volta che ne viene rilasciato una versione più nuova. Per cui per supportare tale possibilità, dobbiamo innanzitutto modificare alcuni parametri alla nostra distro. Il trucco sta tutto sommato nell’aggiornare la lista dei nostri Repository.

Per aggiornare Firefox dalla versione 3.0.x alla 3.5 appena rilasciata, innanzitutto dobbiamo inserire nel nostro sources.list i repo ufficiali di Mozilla, aprite il terminale e digitate:

sudo gedit /etc/apt/sources.list

date la password e inserite a fine lista le due righe qui sotto

deb http://ppa.launchpad.net/ubuntu-mozilla-daily/ppa/ubuntu jaunty main
deb-src http://ppa.launchpad.net/ubuntu-mozilla-daily/ppa/ubuntu jaunty main

salvate e chiudete, dopo aggiungete da terminale anche le chiavi GPG per non avere ulteriori problemi

gpg –keyserver keyserver.ubuntu.com –recv EF4186FE247510BE;
gpg –export –armor EF4186FE247510BE | sudo apt-key add -

e date un update prima di installare Firefox 3.5

sudo apt-get update
sudo apt-get install firefox-3.5 firefox-3.5-gnome-support latex-xft-fonts>

In questo momento avete installato la versione inglese del programma, ma a noi serve quella in italiano, quindi dobbiamo importare i file della lingua nella nostra directory dove abbiamo Firefox. Per farlo abbiamo due possibilità: la prima è di andarvi a scaricare gli oltre 9Mb dal sito ufficiale di Mozilla, estrapolare i due file della lingua (circa 100Kb) e inserirli all’interno della directory “/usr/lib/firefox-3.5.1/chrome”, oppure scaricarvi direttamente i file  e aggiungerli come semplici estensioni. A voi la scelta.

In realtà ci sarebbe anche una terza via. A volte capita che la directory dove viene installato il browser, non si chiami /firefox-3.5.1/, ma cambi le ultime lettere diventando /firefox-3.5.1pre/. A questo punto l’estensione non riesce a trovarvi la cartella e vi potrebbe dare un errore, quindi la soluzione sarebbe di scarcarvi il pacchetto italiano da qui, e poi inserirlo a mano su /usr/lib/firefox-3.5.1pre/chrome. Non cambia assolutamente nulla, è che ogni tanto fanno le bizze.

Dopo aver scaricato e installato Firefox 3.5, non ci resta che “comandare” da terminale alla vecchia icona di aprire la nuova versione:

sudo rm /usr/bin/firefox
sudo ln -s /usr/bin/firefox-3.5 /usr/bin/firefox

Finito questo, avete una nuovissima versione aggiornata di Firefox 3.5.1, e senza più il problema di aggiornarla ogni volta se ne presenta l’occasione.

Alla prossima ;)

[Via Matteo]

Internet Key su Ubuntu

Posted By Jack Lagona on giugno 25th, 2009

http://www.citynewsonline.org/2009/06/25/internet-key-su-ubuntu/

Logo UbuntuOggi il miglior sistema di portabilità per una connessione internet mobile, è la chiavetta HSDPA dei vari gestori italiani che offrono questa soluzione (Tim, Vodafone, Wind e 3). Qualsiasi chiavetta voi comprate è già predisposta a funzionare sotto Windows, ma non è facile una configurazione funzionale sotto Linux. Perlomeno non è semplice come con l’OS Microsoft. Oggi vi spieghiamo come far funzionare una qualsiasi chiavetta UMTS sotto Linux Ubuntu.

Partendo dal presupposto che tutti i gestori diano in dotazione la chiavetta HSDPA Huawei E169, vedremo che alla fine le configurazioni e le istruzioni di installazione sono praticamente tutte uguali – a parte il nome del dominio del provider e la password che cambierà per ognuno dei gestori.

La prima cosa da fare è inserire la chiavetta nella prima porta Usb libera del vostro Pc, successivamente vedere se nel Network Manager di Ubuntu (immagine) è stato letto il supporto. Se è successo questo abbiamo risolto già metà del lavoro.
Cliccando col destro sull’icona delle connessioni, apriremo il programma di connessione di rete che ci fornirà, e ci chiederà, i dati per registrare la nostra linea mobile su Ubuntu. La schermata che vi apparirà è questa

network_manager

Clicca per ingrandire

dove sceglierete “Banda larga mobile”. Andate su “Aggiungi” e diamo i parametri per la nostra connessione: specifichiamo l’operatore (Tim, Wind, Vodafone o Tre) inseriamo il nome della nostra connessione e diamo applica. Ritornate sulla pagina delle connessioni di rete dove evidenzierete l’operatore che avete scelto e cliccate su “Modifica”. Trovate già il numero di telefono (*99#) che è uguale per tutti, inserite l’APN – ibox.tim.it per Tim, datacard.tre.it per 3, internet.wind per Wind e web.omnitel.it per Vodafone – mettete la password che trovate nella confezione, come potete vedere nell’immagine, e avrete finito.

modifica

Clicca per ingrandire

Cliccate sul Network Manager e troverete il nome dell’operatore appena aggiunto, cliccateci e sarete pronti per la libera circolazione in rete.

Per Vodafone il sistema potrebbe risultare leggermente diverso. L’operatore inglese è stato il primo provider a rilasciare i driver per le proprie chiavette anche per Linux. Quindi, se col Network Manager avete dei problemi, scaricatevi i driver per la Huawei da qui, salvateli nella vostra /home, aprite il terminale alla fine del download e date il comando

sudo chmod w+r /home/nome_utente/vodafone-mobile-connect-card-driver-for-linux-2.0.beta3-ALL-i386-installer

per i permessi facendo attenzione di cambiare la dicitura nome_utente con il vostro nome nella distro. A questo punto andiamo ad installare i driver veri e propri. Sempre da terminale diamo

/home/nome_utente/vodafone-mobile-connect-card-driver-for-linux-2.0.beta3-ALL-i386-installer.run

e aspettiamo che finisca il procedimento di installazione. A questo punto abbiamo due possibilità: la prima di far partire la procedura di impostazione cliccando sul file in home, la seconda dando il comando da terminale

vodafone-mobile-connect-card-driver-for-linux-2.0.beta3-ALL-i386-installer.run

In entrambi i casi partirà il processo di configurazione della chiavetta col solo provider Vodafone, ma con i dati principali già impostati e con la sola password mancante. Mettetela e siete pronti ad usare la vostra chiavetta su Ubuntu.

In questi giorni anche Tim ha rilasciato i sorgenti per i driver dell’Internet Key. Scaricatevi il file zippato, scompattate la cartella sulla /home rinominandola a vostro piacere con l’unica raccomandazione di mettere un nome facile (ad esempio “tim“). Aprite il terminale e date il comando

sudo chmod a+w+r /home/nome_utente/nome_cartella

per dare i permessi di esecuzione del file d’installazione. Adesso entrate dentro la cartella con

cd nome_cartella e lanciate il comando

/.install

partirà la procedura d’installazione che vi chiederà di riavviare il Pc. Fatelo naturalmente digitando “Y“.

A questo punto avete installato i driver per Tim, adesso vi serve un programma per la gestione delle connessioni: nel nostro caso uno dei più semplici è Gnome PPP. Da terminale date

sudo apt-get install gnome-ppp

aspettate che scarichi e installi il software completo di dipendenze, e cercatelo in Applicazioni–>Internet (ha la forma di un telefono a tasti rosso), inserite la vostra chiavetta, aprite Gnome-PPP e vi comparirà la schermata che vedete sotto

gnome-ppp

cliccando su “Configura” vi si apre la finestra del “Setup”. A questo punto cliccate su “Rileva” per vedere se legge la vostra chiavetta, lasciate i parametri della prima pagina come stanno e spostatevi su”Networlking” per inserire l’APN ” ibox.tim.it” su “Nome dominio”. Su “Opzioni” decidete voi cosa spuntare, e potete anche chiudere il programma. Ritornate alla pagina iniziale e cliccate su “Connetti”. A questo punto dovreste esservi connessi al vostro provider Tim

In linea di massima il software Gnome PPP funziona con tutte le connessioni da chiavetta HSDPA, per cui – almeno in teoria – potreste usarlo per tutti i provider. Dal canto mio ho provato tutte le chiavette col Network Manager e non ho avuto MAI problemi di connessione(anche con Vodafone che dicono voglia solo i driver originali) : a volte per qualcuna ci poteva volere più tempo nel collegarsi, ma ha sempre fatto ottimamente il suo lavoro. Quindi, provate la soluzione NM, eventualmente dovreste avere continui e ripetuti problemi usate le altre soluzioni.

Al massimo, se provandole tutte non siete riusciti a farla funzionare, potreste usare una mia vecchia guida che avevo scritto qualche tempo fa. Comunque fatemi sapere come va e cosa avete fatto per risolvere, perché se la comunità coopera, si possono aiutare anche altri con gli stessi nostri problemi. Non deludetemi ;)

Personalizziamo Ubuntu con Tweak

Posted By Jack Lagona on giugno 20th, 2009

http://www.citynewsonline.org/2009/06/20/personalizziamo-ubuntu-con-tweak/

Quante volte vi è capitato di voler settare alcuni parametri sulla vostra Ubuntu, e dovete aprire la pagina delle impostazioni per ogni software che vorrete settare. Quante volte volete installarvi qualche programma particolare, ma non trovandolo nei Repository della distro dovete fare affidamento ad internet proprio come si usa fare con Windows. Quante volte vi siete chiesti “ma perché Synaptic è così povero di software?” sapendo già a priori che i Repo di Ubuntu contengono circa 20mila pacchetti software… ma non quello che state cercando. Quante volte vi siete chiesti “ma un tool semplice e completo per far tutto in unica finestra?”. Quante e quante volte…

Adesso è il momento di dire “Basta, voglio Ubuntu Tweak!”

Tweak informazioni

Clicca per ingrandire

Ubuntu Tweak è un semplice ma interessantissimo tool di configurazione, che vi permette di impostare i parametri di Gnome e della vostra Ubuntu Box partendo direttamente da ciò che vi è più congeniale, ovvero la schermata di un software lineare ed esaustivo.
Nella prefazione vi chiedevo quanti impicci potrebbe togliervi un unico programma che vi offra così tanti servizi. La risposta sembrerebbe scontata, ma in realtà non lo è più di tanto perché, cari lettori che ancora non usate il pinguino, sotto Linux nulla è impossibile e nulla è difficile: basta un minimo impegno e tanta voglia di riuscire. Quindi vi spiego l’installazione di un software che vi permetterà di giovarvi di uno dei migliori tool di impostazione presente nel grandissimo panorama Ubuntu.

Esistono due modi per installare Ubuntu Tweak: il primo è quello di passare dal sito del cinesino che lo ha creato – si fa chiamare TualatriX – e scaricarvi il pacchetto in DEB del software, oppure leggere attentamente le mie istruzioni avendo gli stessi identici risultati della spiegazione di Tualatrix perché è la stessa procedura spiegata sul sito.
Prima cosa aprite un terminale e digitate la chiave GPG di Ubuntu Tweak che vi servirà per avere gli aggiornamenti direttamente tramite gli update (non avrete mica intenzione di scaricarvi dal sito l’aggiornamento e installarlo ogni volta vero?):

sudo apt-key adv --recv-keys --keyserver keyserver.ubuntu.com FE85409EEAB40ECCB65740816AF0E1940624A220

Adesso aprite il vostro file con la lista dei sorgenti che trovate su /etc/apt/sources.list dando sempre da terminale

sudo gedit /etc/apt/sources.list

inserite la password di root e nel file di testo che si apre inserite in fondo alla pagina*

deb http://ppa.launchpad.net/tualatrix/ubuntu jaunty main
deb-src http://ppa.launchpad.net/tualatrix/ubuntu jaunty main

quindi salvate e chiudete. Ricordatevi di non chiudere il terminale perché vi serve ancora.

Da terminale adesso installiamo Ubuntu Tweak non prima di aver aggiornato i pacchetti, compreso quello appena inserito nei Repo:

sudo apt-get update per aggiornare e sudo apt-get install ubuntu-tweak per installare il software. Diamo un bel

sudo apt-get dist-upgrade per aggiornare la distro ai nuovi pacchetti e abbiamo finito con l’installazione. Adesso passiamo al settaggio vero e proprio.

Aprite Ubuntu Tweak da “Applicazioni–>Strumenti di sistema“, la prima schermata è quella di benvenuto.

Clicca por ingrandire

Clicca per ingrandire

Sulla destra trovate le varie impostazioni che potete cambiare/rimuovere. Su “Applicazioni” avrete la possibilità, dalla finestra Aggiungi/Rimuovi, di installare/disinstallare un numero impressionante di programmi che spesso non sono nemmeno nei Repo ufficiali di Ubuntu (da spuntare e cliccare su “Applicain fondo a destra)

Clicca per ingrandire

Clicca per ingrandire

Nella casella “Sorgenti di terze parti” potrete inserire i Repo che figurano senza muovere un dito fuori da Tweak: vi basterà dare la spunta al sorgente che vi interessa – comprese le versioni beta, se volete – e cliccare su “Aggiorna” in basso a destra.

Nella finestra “Scrivania” si aprono quattro caselle: Icone, Finestre, Compiz Fusion e Gnome. Icone vi incica se rinominare e mettere sulla vostra scrivania le icone della vostra /home, del vostro Computer e del Cestino.  Su “Finestre” avrete la possibilità di abilitare alcuni effetti delle finestre attive e inattive come le trasparenze, attivare Metacity e regolare i movimenti del mouse e dei suoi pulsanti.
Su “Compiz Fusion” vi permetterà, se non lo avete già fatto, di installare il gesrtore di configurazione degli effetti in 3D presenti ormai di default su Ubuntu dalla versione 7.10 in poi, mentre da “Gnome” avrete la possibilità di impostare i comandi personali per settare il Desktop Environment di Ubuntu.

Dalla finestra “Personale” avete la possibilità di cambiare le destinazioni dei vostri file che si salvano in automatico nelle cartelle predefinite (le foto in Immagini, i file di testo su Documenti e via dicendo), stesso discorso vale per i Modelli, gli Script e le scorciatoie di tastiera.
Su “Sistema” possiamo cambiare le modalità di apertura dei file a nostra assoluta discrezione, oppure dare comandi e disposizioni diverse a Nautilus, o ancora decidere come cambiare le impostazioni dell’alimentazione del nostro notebook, e per ultimo su “Sicurezza” possiamo rimuovere alcune funzioni agli utenti “Ospiti” – cioè quelli con account non da anmministratore – evitando di agire sulla macchina onde creare scompensi all’hardware e ai software presenti nel sistema (possiamo non permettere di salvare i file sul nostro disco fisso oppure di non poter stampare senza la nostra autorizzazione).

A questo punto la mia guida sarebbe finita, per cui mi aspetto i vostri commenti, e sul software e su eventuali problemi in fase di installazione. Non vi fate attendere troppo, mi raccomando ;)

* in caso di versione diverse da Jaunty, basterà che cambiate le due voci “jaunty” con il nome della vostra distro: intrepid per 8.10, gutsy per 8.04 e così via.

Installiamo OpenOffice 3.1 su Ubuntu

Posted By Jack Lagona on giugno 18th, 2009

http://www.citynewsonline.org/2009/06/18/installiamo-openoffice-31-su-ubuntu/

OpenOffice 3.0Uno dei software già installati su quasi tutte le distro Linux, è la suite OpenOffice.org. Una buona parte di distribuzioni vengono aggiornate, come sappiamo, ogni semestre, e quindi anche la suite OpenOffice è aggiornata alla data di rilascio del sistema operativo. A differenza di Windows che se vogliamo installare una nuova versione di qualsiasi software dobbiamo prelevarlo dal sito del produttore – o nel migliore dei casi da siti che hanno un download recente -, su Linux esistono dei canali particolari chiamati “Repository”, a cui attingere in caso di installazione ex-novo o per l’aggiornamento di un software precedentemente installato. Oggi vi mostro come aggiornare la vostra suite OpenOffice facendo l’update dai Repo e installandola di sana pianta quando non sono accessibili i Repo della piattaforma produttiva.

L’esempio che vi dettaglio oggi è basato sulla distro Ubuntu perché in linea di massima è la più diffusa. Partiamo con gli aggiornamenti dai Repository. Intanto è indispensabile attivare tutti i canali Repo: Universe, Multiverse e Restricted. Andate su Sistema, cliccate su Amministrazione e quindi su Sorgenti software. Vi appare la schermata qui sotto

Clicca per ingrandire

Clicca per ingrandire

dove vi basterà spuntare gli elementi che vi accennavo e cliccare su Chiudi. Il sistema vi chiederà di aggiornare: fatelo!

A questo punto abbiamo due possibilità da scegliere: installare SOLO la suite senza modificare i Repo – ma è una lavoro che dovreste fare ogni qual volta esce una nuova versione di OpenOffice -, oppure aggiungere i Repo di OpenOffice in modo tale che ad ogni nuova uscita avrete sempre l’ultima versione – anche le versioni beta, se volete. Io vi mostro come fare con entrambe, deciderete voi quale delle due utilizzare.

Installazione ex-novo. Scaricate la suite dalla pagina dei download di OpenOffice Italia, in versione DEB (troverete anche la versione RPM per OpenSUSE e Fedora). Salvatela all’interno della vostra “home“, e scompattate il file zippato, sempre all’interno della vostra home, appena finito il download facendo attenzione che le spunte siano date come da immagine. A questo punto avrete due versioni di OpenOffice disponibili: una quella installata (la versione attuale su Ubuntu 9.04 è la 3.01) e l’altra è la nuova versione 3.1 – occhio a non far confusione con i numeri ;)

Attenzione alle spunte

Clicca per ingrandire

A questo punto serve eliminare il vecchio pacchetto di OOo perché potrebbe creare un conflitto di versioni: andate su Synaptic (Sistema–>Amministrazione–>Gestore pacchetti Synaptic) e digitate, nella barretta in alto, la parola “openoffice“. Tutto ciò che compare con la dicitura openoffice va cancellato (cliccateci sopra e vi appariranno due versioni di elimina da spuntare: sceglietene una). Appena avrete spuntato tutte gli “openoffice” che trovate, cliccate su “Applica” – posto in alto – e partirà il procedimento di cancellazione. L’ultimo passaggio riguarda la cancellazione dei file nascosti. Ritornate sulla vostra “home“, digitate CTRL+H e vi apparirà, tra le altre nascoste, una cartella denominata .openoffice: cancellatela e avrete rimosso tutta la vecchia suite che avevate sul vostro computer. Se siete dei fanatici della riga di comando, vi basterà dare “sudo apt-get remove openoffice*” avendo lo stesso risultato di Synaptic.
Finito questo passaggio siamo pronti per installare la nuova versione di OpenOffice.org.

Prima di tutto dobbiamo installare il software Java Runtime Environment (JRE) – sempre se non non lo avete già installato in precedenza – anche se non è indispensabile per il corretto funzionamento della suite, ma vi potrà servire anche per altri software: aprite il terminale e digitate sudo apt-get install sun-java6-jre. Aspettate che scarichi e inizi ad installare il JRE, e quando vi chiederà di accettare i termini d’uso usate il tasto tab per passare su “OK” e date invio. Fate lo stesso per accettare l’installazione dando invio a “SI“. A questo punto manca pochissimo per la fine dell’installazione e siamo già pronti per OpenOffice.

La versione di OpenOffice che abbiamo spacchettato è denominata “OOO310_m11_native_packed-3_it.9399“, per cui diamo il comando da terminale “sudo dpkg -i OOO310_m11_native_packed-3_it.9399/DEBS/*.deb”, ma potrebbe cambiare con l’aggiornamento della versioni (ad esempio dalla 3.1 alla 3.1x e così via) quindi eventualmente cambiate la parte in grassetto con quella che avete scaricato. Aspettate che il sistema installi tutti i pacchetti e ci ritroveremo la nuova OpenOffice 3.0 sulla nostra Ubuntu box. Ma non basta!
Infatti ci ritroviamo ancora le icone della vecchia versione. Per impostare le nuove icone, ritorniamo nella nostra home ed entriamo nella cartella di OOo che abbiamo spacchettato in precedenza: troviamo tre cartelle e un file di configurazione. La prima cartella si chiama “DEBS”, cliccateci sopra e troverete qualcosa come 50 file installabili (con estensione .deb), ed una sola cartella chiamata “desktop-integration“. Cliccate su quest’ultima e cliccate sull’unico file che trovate – “openoffice.org3.1-debian-menus_3.1-9393_all”, o simile  – che vi installerà tutte le icone definitive in base alla versione che avete appena installato. Complimenti, avete installato OpenOffice 3.0 sulla vostra distribuzione Ubuntu.
Per la conferma andate su Applicazioni–>Ufficio e vi troverete questa schermata

Clicca per ingrandire

Clicca per ingrandire

All’inizio vi dicevo che è possibile anche aggiornare la versione in dotazione alla vostra distro direttamente dai Repo ufficiali di OpenOffice, quindi adesso vi spiego come fare.

Aggiornamento dai Repository. Diamo per scontato che tutti abbiamo l’ultima versione di Ubuntu, ovvero Jaunty Jackalope 9.04, quindi il Repo da inserire sul nostro sources list è valido per questa versione – anche se vi dirò l’indirizzo per le versioni precedenti.

Aprite il terminale e digitate sudo gedit /etc/apt/sources.list, date la password da amministratore e aggiungete alla fine del file di testo che vi si apre le righe qui sotto*:

deb http://ppa.launchpad.net/openoffice-pkgs/ppa/ubuntu jaunty main
deb-src http://ppa.launchpad.net/openoffice-pkgs/ppa/ubuntu jaunty main

salvate e chiudete. Ritornate al terminale e e aggiungete la chiave GPG

sudo apt-key adv –recv-keys –keyserver keyserver.ubuntu.com B0BE17C2A0C914F086B7B8327D2C7A23BF810CD5

adesso date un sudo apt-get update per scaricare e installare gli aggiornamenti dei pacchetti software. A questo punto date un sudo apt-get upgrade tanto per essere sicuri che tutti i pacchetti sono stati scaricati, aggiornati e installati. Aprendo Applicazioni–>Ufficio dovreste trovarvi la nuova versione di OpenOffice. Se non è riuscita questa procedura provate a rifarla oppure usate il primo metodo: io ho usato per i miei due pc entrambi i metodi e non ho avuto problemi. Fidarsi è bene, non fidarsi…

Alla prossima!

*per le versioni passate di Ubuntu, vi basta sostituire i “Jaunty” di “deb http://ppa.launchpad.net/openoffice-pkgs/ppa/ubuntu jaunty main *** deb-src http://ppa.launchpad.net/openoffice-pkgs/ppa/ubuntu jaunty main” con il nome della vostra versione – hardy o intrepid – lasciando così com’è la chiave GPG.

Elettronica e tecnologia: dagli albori ai giorni nostri – terza parte

Posted By Jack Lagona on giugno 9th, 2009

http://www.citynewsonline.org/2009/06/09/elettronica-e-tecnologia-dagli-albori-ai-giorni-nostri-terza-parte/

Gli anni ottanta sono stati cruciali per il computer diventato finalmente “personale”, con gli anni novanta si apre l’era di “Internet” e nel decennio successivo esplode la bolla della “new economy” e il “Web 2.0″.

Ci eravamo lasciati con il 1976 quando Steve Jobs e Steve Wozniak fondano Apple dando il via al computer a interfaccia grafica che usiamo a casa tutti noi, nel 1977 Larry Ellison fonda Oracle, l’azienda che detiene il monopolio dei database (MySQL e Sun per far due nomi), Apple e Commodore iniziano la vendita di Apple II (il primo pc da catena di montaggio) e PET (il primo personal computer dell’azienda di Jack Tramiel) e Datapoint introduce ArcSystem (ARCnet), la prima Lan. In New Jersey apre il primo negozio della catena ComputerLand.

1978. In Giappone Seiko fonda la Epson dal nome della stampante più venduta, la EP: “Son of EP” quindi Epson. Cullinet Software è la prima azienda software ad essere quotata alla Borsa di New York. Ward Christensen e Randy Suess inventano Bbs (Bulletin Board System): il primo software che tramite il file sharing permette la messaggeria istantanea.

1979. Viene costituita la Olivetti Computer. Bob Metcalfe, dopo aver creato il protocollo Ethernet, fonda 3Com. Dan Bricken sviluppa VisiCalc: il primo foglio di calcolo della storia. La Cii-Honeywell Bull crea il compilatore ADA, denominato il “linguaggio perfetto“. Negli Usa e in Giappone vengono fatti i primi esperimenti di telefonia cellulare.

1980. Ashon-Tate lancia l’evoluzione del linguaggio Vulcan rinominandolo Dbase II. Oracle introduce Rdbms, il primo sistema relazionale per la gestione dei database. Robert Metcalfe con la sua 3Com inizia a commercializzare il protocollo Ethernet. Sinclair Research lancia ZX-80, al suo interno c’era il sistema operativo, il linguaggio di programmazione Sinclair BASIC ed un editor.

1981. Xerox inizia la vendita dello Star 8010, il primo computer con mouse e interfaccia grafica, e con la facoltà di connettere più computer tramite Lan. Gli Osborne Computer Corporation lanciano Osborne I, il primo personal computer portatile. Sony inizia la vendita del floppy disc da 3,5 pollici. Hayes presenta lo smart-modem 300, tuttora standard di riferimento. Commodore crea il primo home computer a forma di tastiera: il VIC-20, ne venderà oltre un milione. Compaiono i primi compact disc a lettura laser. Nasce Bitnet, primo network di posta elettronica e mailing list per utenti registrati.

1982. Viene fondata Autodesk, l’azienda che sviluppa Autocad sul software CAD. Mitch Kapor e Jonathan Sachs fondano Lotus lanciando lo stesso anno Lotus 1-2-3, il primo foglio elettronico. John Warnock e Charles Geschke fondano Adobe Systems, conosciuta in tutto il mondo per il lettore di Pdf Acrobat Reader. Scott Mc Nealy e Andy Bechtolsheim fondano Sun Microsystems, che deve il suo successo ai moltissimi software usati tutti i giorni: Java, OpenOffice, Solaris OS, VirtualBox e soprattutto il database MySQL. Ad aprile di quest’anno è stata acquistata da Oracle per 7.4 miliardi di dollari. Rod Canion, Jim Harris e Bill Murto – tre ex manager di Texas Instruments – fondano Compaq. Dal 2002 fa parte di Hewlett-Packard.
Commodore lancia il Commodore 64. Hp introduce HP 9000, la sua  prima workstation. Microsoft dà in licenza MS-DOS a 50 costruttori di pc in poco meno di un anno e mezzo dal lancio. Time Magazine nomina il personal computer come “uomo dell’anno 1982”.

1983. Philip Kahn di Borland International presenta il Turbo Pascal, la versione velocizzata del celebre Pascal di Nicklaus Wirth.
Ray Norda entra in Novell e sviluppa il primo OS di rete: il Novell NetWare. Nasce il “networking software” per pc.
Nasce il Videotex: il primo sistema per trasmettere le informazioni tramite GUI usando la Tv. In Francia migliaia di famiglie usano la versione chiamata Minitel.
Compaq promuove Portable, il suo primo computer portatile.
Apple rilascia LISA: il primo computer dotato di mouse e di interfaccia grafica dell’azienda di Cupertino.
Hewlett-Packard con HP-150 introducono il dispositivo “touch screen” al loro ultimo personal computer.
Bearne Stroustrup dei Bell Labs inventa C++: una versione aggiornata e corretta del linguaggio di programmazione C.
Nei Bell Labs vengono sviluppati i primi telefoni cellulari.
Nasce il cd rom: il compact disc con memoria di massa per sola lettura .

1984. Sip, la vecchia Telecom Italia, inizia la sperimentazione dell’Isdn in Italia.
Viene fondata la più grande azienda produttrice di router: Cisco Systems.
Michael Dell fonda Dell Computers creando la prima azienda produttrice di computer su ordinazione.
Il Mit apre il Media Lab.
Apple manda sul mercato il suo personal computer di riferimento: nasce Macintosh.
William Gibson nel libro Neuromante usa per la prima volta il termine “cyberspace”.
La Apple presenta il programma di disegno grafico Mac Paint e il word processor Mac Write.
Sun sviluppa il Network File System (Nfs), il primo filesystem creato appositamente per collegare in remoto il computer ai dischi locali tramite la rete.
HP costruisce le prime stampanti “Deskjet” e ne definisce i due standard di riferimento: LaserJet e ThinkJet.
Microsoft supera i 100 milioni di dollari di ricavi.

1985. Steve Jobs lascia la Apple e fonda la Next. La mancata popolarità di Next non era dovuta alla scarsa qualità, ma perché fin troppo avanti coi tempi Difatti moltissime delle innovazioni che introdusse sono poi state integrate nei pc più diffusi, e le macchine della Next sono state spesso utilizzate come piattaforma di sviluppo per alcuni dei software che hanno cambiato la storia dell’informatica: lo sviluppo del Mac OsX al ritorno di Jobs alla Apple, il primo Web Browser e il primo Web Server creati da Berners-Lee.
Nasce Quantum Computer Services, la futura Aol, oggi il più grande service provider del mondo.
Microsoft rilascia Windows 1.0, il primo OS di Redmond che implementa un interfaccia grafica.
Steve Wozniak lascia definitivamente Apple.
Il C ++, progettato dai Bell Labs, viene messo a disposizione delle università.
Aldus lancia Page Maker per Macintosh, dando l’avvio al desktop publishing.
1986. Sip, Bt, France Télécom e Deutsche Telekom si accordano per l’introduzione del Gsm in Europa.
Federico Faggin e Carver Mead fondano Synaptics e sviluppano il chip neuronale.
Compaq introduce il pc Deskpro 386 togliendo definitivamente a Ibm la leadership nel settore.
Cisco introduce il router Tcp/Ip.
Steve Jobs rileva la Pixar – casa di produzione cinematografica specializzata in “computer generated imagery” – per 10 milioni di dollari. Nei 10 anni successivi diventa la casa di produzione con il maggior successo di tutti i tempi. Nel 2006 lo stesso Jobs vende l’azienda alla Disney per 7.4 miliardi di dollari con un guadagno di quasi cento volte quello del costo iniziale, a sua volta entrando nel CdA Disney come più grande azionista privato.
HP presenta la linea Spectrum, basata sull’architettura PA-RISC utilizzando una versione proprietaria del sistema operativo UNIX.
Toshiba inizia a produrre le prime flash memory.

Welcome to the Dungeon (c) 1986 Brain & Amjads (pvt) Ltd VIRUS_SHOE RECORD V9.0 Dedicated to the dynamic memories of millions of viruses who are no longer with us today - Thanks GOODNESS!! BEWARE OF THE er..VIRUS: this program is catching program follows after these messages....$#@%$@!!

Questo è il messaggio che appare nei computer infettati dal Pakistani Brain: il primo virus della storia conosciuto anche come “Influenza pakistana“.

1987. Apple fa lo spinn-off dell’attività software creando Claris: questa strategia è stata adottata per ovviare alle lamentele degli sviluppatori di terze parti per i software MacPaint e MacWrite integrati nel OsX di prima generazione.
3Com acquisisce US Robotics, una delle più importanti aziende di networking.
SGS-ATES e Thompson Semiconduttori si fondono e diventano SGS Thompson (poi ST Microelectronics), creando il più grande polo europeo nei semiconduttori. Il primo presidente fu Pasquale Pistorio.
Ibm lancia il PS/2: computer con standard di tutto rispetto quali il floppy da 3,5 pollici, lo standard grafico Vga, le memorie SIMM a 72 pin, le porte PS/2 per tastiera e mouse e, per la prima volta, il sistema operativo IBM OS/2 in collaborazione con Microsoft.
L’Enciclopedia Grolier è consultabile con Atari su compact disc.
Apple lancia il Macintosh II contenente anche HyperCard: il primo software per l’ipertesto comprendente anche HyperTalk, il primo linguaggio di programmazione dove i programmatori erano anche gli “autori” degli script.

1988. Nasce la Open Software Foundation (Osf) con l’obiettivo di creare uno standard aperto per un’implementazione del sistema operativo UNIX.
Microsoft rilascia Windows 2.0 e la prima versione di Excel.
Jeff Hawkins finisce il GridPad, uno dei primi computer portatili con il touch screen.
Microsoft annuncia Sql Server basato sulla tecnologia dei database Sybase su UNIX.

1989. Tim Berners-Lee e Robert Cailliau del Cern inventano l’L’HyperText Markup Language (HTML) e il World Wide Web.
Sun Microsystems introduce SPARCstation, SPARCserver e SPARCcenter nelle workstation su architettura SPARC .
Apple vende il primo Macintosh portatile.
Con l’arrivo del Compaq LTE 286, nasce il primo notebook con hard disk e floppy.
NFSnet è il primo il dorsale di Internet.

1990. Arriva in Italia il sistema che permette la rapida gestione della telefonia mobile. A lanciarla per la prima volta è  Sip lsfruttando la tecnologia Tacs a 900 MHz.
Microsoft lancia Windows 3.0, “l’ambiente operativo” da integrare al DOS.
Arrivano i primi Macintosh di fascia bassa: classic, Lc e Iici.
Nasce “The World”, il primo servizio Isp in dial-up.
Nasce lo standard Pcmcia per schede elettroniche e carta di credito.
James Gosling di Sun Microsystems crea il linguaggio Oak, che diventerà Java 5 anni più tardi.
Il fatturato di Microsoft supera 1 miliardo di dollari.

Tux1991. Linus Torvalds rilascia al mondo il kernel Linux: primo sistema operativo completamente libero e aperto agli sviluppatori tanto da annoverare centinaia di distribuzioni GNU/Linux nel suo carniere.
Il Cern di Ginevra ufficializza il primo server World Wide Web.
Microsoft presenta Visual Basic.
Apple rilascia il system seven per Macintosh.
Internet si apre agli utenti commerciali: nascono le prime dot-com.
Sun Microsystems rilascia il sistema operativo Solaris. Nel 2005, alcune parti del sistema vengono rilasciate con progetto Open Source creando la versione OpenSolaris.
Internet è stata originariamente citata come un modello di superstrada; tuttavia, con l’esplosione del World Wide Web, Internet è diventata una super-autostrada informatica“. Al Gore – vice presidente americano dal 1993 al 2001, e Nobel per la Pace 2007 – conia il termine “Information superhighway”.

1992. Jeff Hawkins fonda Palm Computing creando il monopolio dei palmari nel mondo.
Ibm e Microsoft divorziano dopo 10 anni di collaborazione.
Apple presenta il primo sistema per palmari: Newton.
Microsoft rilascia Windows 3.1 e presenta la versione beta di Windows NT.
Booklink presenta il libro elettronico.

1993. Ibm registra perdite di 4,97 miliardi di dollari. Louis Gerstner diventa il nuovo ceo.
Intel rilascia il microprocessore Pentium.
Microsoft rilascia Windows NT.
Ibm lancia OS/2 2.1.
Mark Andreessen ed Eric Bina sviluppano il primo browser, Mosaic, sviluppato in origine per UNIX.

1994. Omnitel diventa il secondo operatore Gsm in Italia.
Olivetti e Power Computing acquisiscono i diritti per il sistema operativo di Apple Macintosh.
Nasce “Italia on Line” primo portale italiano di posta elettronica e indicizzazione su Internet.
Jim Clark e Mark Andreessen fondano Netscape e rilasciano il browser Navigator, il primo con ambiente grafico.
Viene rilasciato Linux 1.0.
Il Cern passa formalmente il controllo del World Wide Web al W3C (World Wide Web Consortium).

1995. Nasce TIM, azienda per la telefonia mobile distaccata da Telecom Italia, e viene quotata in Borsa.
Ibm acquista Lotus.
Sco rileva alcuni diritti di Unix da Novell: inizia l’espansione e le prime cause legali a Ibm.
Col rilascio di Windows 95, Microsoft inizia il predominio nei sistemi operativi.
Intel lancia Pentium Pro.
Microsoft rilascia il browser Explorer 2.0, per la prima volta integrato in Windows 95.
Sun lancia Java.
IPO (Initial Public Offering – Offerta Pubblica Iniziale) di Netscape: la terza più grande nella storia del Nasdaq.
Jeff Bezos fonda Amazon.
Pierre Omidyar fonda eBay, il più grande sito di annunci e aste online, e Craig Newmark fonda Craiglist la prima grande comunità online, la base dei moderni social nenetwork.
Jerry Wang e David Filo fondano Yahoo.
Il Php viene introdotto da Rasmus Lerdorf.
Nicholas Negroponte pubblica Essere digitali.

1996. Intel rilascia il Pentium a 200 MHz.
Microsoft e la rete televisiva Nbc danno vita a Msnbc.
Nokia 9000 Communicator, primo telefonino con connessione a Internet di serie.

1997. Intel presenta il microprocessore Pentium II.
Microsoft investe 150 milioni di dollari in Apple.
Apple rilascia il Mac OS 8.
Microsoft acquisisce Hotmail per 400 milioni di dollari, e di seguito implementando il Messenger.

1998.
Compaq acquista Digital Corporation Equipment (Dec).
America-On-Line
acquista Compuserve e Netscape Communications.
Viene fondata Tiscali da Renato Soru.
Ipo di eBay: cresce del 163% nel solo primo giorno.
Apple lancia iMac, senza floppy disc.
Microsoft lancia Windows 98.

LogoSergey Brin e Larry Page fondano Google.
Nasce Intermix, poi cambia il nome in eUniverse. Oggi è MySpace.
Arriva sul mercato il primo lettore mp3, l’MPMan F10.
Kevin Kelly conia il termine New Economy.

1999. Microsoft acquisisce Broadcast.com – una delle prime webradio in rete – per 5,7 miliardi di dollari.
Yahoo compra Geocities per 3,5 miliardi di dollari (lo chiuderà quest anno).
RDF Site Summary la prima versione RSS, per Netscape.

2000. AOL compra Time Warner.
Dalla fusione tra Confinity e X.com nasce PayPal: il primo servizio di micro pagamenti su vasta scala per il web.
Le major discografiche fanno chiudere Napster: il primo programma di file-sharing chiuso per violazione del copyright.
Esplode la bolla, il Nasdaq raggiunge quota 5000 per crollare a fine anno sotto i 2000.

2001. Wikipedia è online!.
Apple lancia sul mercato l’iPod.
Microsoft distribuisce Windows Xp.

2002. Lanciato Friendster, nasce l’era del social networking.
Nasce Linkedin, online l’anno dopo, il primo sito di social networking professionale.
Nasce Last.fm, prima webradio con social network integrato.

2003. Niklas Zennstrom e Janus Friis fondano Skype: è successo immediato per il primo servizio VoIP di massa.
I Mozilla Labs lanciano Firefox, probabilmente il miglior browser mai prodotto (e anche il più estensibile).
Google acquisisce Blogger: piattaforma blog tra le più famose e utilizzate.
Vivendi chiude MP3.com, acquisito nel 2001 per pochi spiccioli dovuto ai suoi problemi legali.

2004. “Linux for human beings” (Linux per esseri umani). Con queste parole – che ne diventeranno successivamente il motto – Mark Shuttleworth nell’aprile del 2004, riunisce un gruppo di sviluppatori per dar vita alla distribuzione Linux più semplice e performante mai sviluppata: Ubuntu.
Viene rilasciato Ruby on Rails, uno dei più noti framework open source scritti in Ruby, la cui parola d’ordine è “Don’t Repeat Yourself”.
Ludicorp, azienda di Vancouver, lancia Flickr, successivamente acquisiti entrambi da Yahoo.

2005. Tim O’Reilly pubblica “What Is Web 2.0”, il manifesto del nuovo mondo online.
Mark Zuckerberg, Dustin Moskovitz e Chris Hughes fondano Facebook: il social network multi-tutto che permette di socializzare con svariati strumenti a disposizione.
Il nostro canale su YouTubeTre dipendenti di PayPal lasciano l’azienda e creano YouTube, il più conosciuto e utilizzato sito di video sharing online.
Google lancia Maps: sito di ricerca e visualizzazione di mappe geografiche e itinerari.

2006. Amazon lancia i web services EC2 e S3 per il cloud serving & storage: il primo servizio permette di far girare le applicazioni dei clienti sull’infrastruttura di Amazon, mentre il secondo è un servizio di Web Hosting a pagamento dove è possibile riversare dati di qualsiasi genere -  da 1 byte a 5 giga – per poi condividerli via link o torrent.

2007. Technorati (contrazione di Technological literati) – motore di ricerca per blog - conta oltre 100 milioni di blog.
Steve Jobs lancia l’Apple iPhone: il melafonino che ha cambiato il concetto di telefonia mobile.
La Obvious Corporation lancia Twitter: What are you doing?.
Alibaba viene quotata in Borsa, la seconda  più grossa Offerta Pubblica Iniziale su aziende operanti in rete come dimensione dopo Google.
Microsoft lancia Windows Vista.

2008. Sun acquisisce MySQL per 1 miliardo di dollari stimando un guadagno di oltre 15 miliardi di dollari.
Google lancia Android: piattaforma per dispositivi mobili aperta e basata su Kernel Linux, nata per far concorrenza allo spietato schiacciasassi iPhone.

E siamo ai giorni nostri. Cosa è successo di eclatante in questo 2009? Si direbbe poca roba se pensiamo agli anni appena trascorsi: Facebook che supera i 200 milioni di utenti, Twitter ne conterebbe – secondo Forrester – all’incirca 8 milioni solo negli Usa. Possiamo dire della presunta morte dei blog a favore del microblogging: oltre ai duegià detti, si fanno i nomi di FrienFeed, LinkedIn e i vari aggregatori/estensori di notizie sparse nel vasto mare di internet . Possiamo dire del continuo e mutevole mondo del web 2.0 a favore (o a sfavore, chi può dirlo) del futuristico Web 3.0. Possiamo dire che a ottobre Microsoft lancerà Windows Seven. Possiamo dire questo e molto altro, ma cerchiamo di stare con i piedi  per terra e raccontarvele alla fine di questo 2009. Sennò il piacere dov’è! :D

Byez!!

Al via Jaunty Jackalope!

Posted By Jack Lagona on aprile 23rd, 2009

http://www.citynewsonline.org/2009/04/23/al-via-jaunty-jackalope/

Logo UbuntuGli stolti avviano subito il download, i furbi aspettano qualche giorno, i saggi usano i torrent e lo tengono in seed: non sapendo da che parte state voi che leggete, ho preferito farvi la classica ramanzina di buon inizio.
È arrivato nei migliori (e nei peggiori) Personal Computer dell’universo incantato, la scintillante versione 9.04 (2009, aprile) di Jaunty Jackalope: l’ultima versione partorita dalle sapienti grazie del team Canonical. Ubuntu è ancora tra noi!

Sono purtroppo scarsine le novità proposte per questa versione, tra le principali ci sarebbero i tempi ridotti per il boot, poi come sempre la nuova versione di Gnome, la 2.26 in questo caso, e soprattutto un nuovo sistema di notifiche. Il kernel è il 2.6.28 e X.org arriva alla 1.6.

Finalmente integrato il supporto per il filesystem Ext4, anche se non  come scelta predefinita, migliorato anche il supporto per reti Wi-Fi e 3G. Una novità passata in secondo piano, ma abbastanza rilevante per gli amministratori, è l’anteprima di Eucalypthus perché consentirà agli amministratori di offuscare le macchine che amministrano. Tramite le Api, Eucalypthus consente di configurare delle macchine dinamiche e renderle compatibili con S3 di Amazon Ec2.

Altre novità non ve ne sono, del resto, con rilasci così brevi come ormai ci hanno abituato gli sviluppatori Canonical, le vere novità si contano chiaramente col contagocce. Però, per la prossima versione – di cui si conoscono già il nome (Karmic Koala) e le note di rilascio – sicuramente possiamo aspettarci molte buone nuove.

Su Ubuntu.com e su Ubuntu.it, in questo momento sono disponibili i download per le versioni desktop, server e netbook. Come già ricordato all’inizio, gli utenti possono scaricare la nuova release immediatamente intasando i server (stolti!), aspettando qualche giorno evitando la calca del download selvaggio (furbi!) o, i più saggi e promettenti, si attaccano al loro client torrent preferito lasciando in seed quando finito il download. E tu da che parte stai?