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Scritto da redazione il 27 agosto 2010

Lassù, a 2000 anni luce, ci potrebbe essere qualcuno che ci osserva! E’ stato scoperto, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi di diversi Stati del mondo, un nuovo sistema planetario dalle caratteristiche sorprendenti. E’ stata la sonda Keplero ad immortalarlo durante l’esplorazione dello spazio, e ha rivelato un sistema composto da una stella, [...]

 

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Riassunto: le news della settimana – 14/02/2010

Posted By redazione on febbraio 14th, 2010

Ecco la seconda puntata della rassegna delle notizie più degne di nota della settimana appena trascorsa. Abbiamo deciso di strutturare il riassunto in ordine cronologico, scegliendo una notizia rilevante per ognuno dei cinque giorni precedenti, da lunedì 8 a venerdì 12 febbraio.

Lunedì 8: Pirate Bay viene oscurato nel nostro Paese. La vicenda arriva a questa situazione dopo la decisione del Tribunale di Bergamo, che ha spiegato che i provider possono anche fare in modo di regolare attraverso appositi filtri le connessioni dirette al portale.

Martedì 9: Presentato Google Buzz, il nuovo modo, secondo Google, di vivere l’esperienza della posta elettronica. Le novità, tutte a base social, sono state introdotte all’interno di Gmail.

Mercoledì 10: Yahoo! introduce un servizio all’interno delle proprie caselle di posta elettronica che, sulla scia di quanto succede su Gmail dopo l’introduzione di Buzz, permetterà agli utenti di scegliere e mettere in evidenza i messaggi provenienti da contatti che riteniamo più importanti, per distinguerli dal resto.

Giovedì 11: Google introduce un servizio di Parental Control all’interno di YouTube. Viene applicato un filtro ai video che contengono tag sensibili e alcune parole vengono asteriscate.

Venerdì 12: Grande successo per la nuova edizione dell’iniziativa M’illumino di Meno, organizzata da Caterpillar, storica trasmissione radiofonica di Radio 2, che ha voluto anche quest’anno porre l’attenzione sulle tematiche relative al risparmio energetico. Nel 2008 durante la diretta radiofonica si è registrato, secondo la società Terna, un calo del fabbisogno di energia di ben 400 Megawatt.

La libertà in rete è un diritto

Posted By Jack Lagona on gennaio 25th, 2010


[La Grande Muraglia by Scamminick]

Il discorso del Segretario di Stato americano Hillay Clinton al Newseum di Washington sulla libertà in rete ha avuto delle conseguenze devastanti per i rapporti economici con la Cina, ma ha aperto una voragine tra la democrazia – o presunta tale – in rete e la censura attuata da alcuni paesi per bloccarne i contenuti e le espressioni individuali.

Mai come in questo periodo l’informazione è stata libera e globale. O avrebbe la libertà di esserlo. L’accesso libero all’informazione è fondamentale per la democrazia. Ci sono barriere e muri virtuali che vanno abbattuti, oggi, come un tempo abbiamo abbattuto i muri della repressione, e il muro di Berlino. Blog, video, messaggi, social network, hanno un ruolo fondamentale. Per diffondere verità e giustizia. Ci sono pericoli, perché la Rete aperta è stata utilizzata anche da Al Qaeda per lanciare minacce contro il mondo e recrutare terroristi. E’ utilizzata per pornografia e pedofilia, per rapimenti, mercati neri. Ma non serve la censura, come hanno fatto Cina, Tunisia, Arabia Saudita, Vietnam o Uzbekistan, per combattere chi usa Internet per scopi malvagi. Continueranno a esserci e dobbiamo esserne consapevoli. Dobbiamo aumentare la sicurezza, coordinare gli sforzi contro gli hacker in grado di minacciare la nostra economia, le banche online, l’e-commerce. Dobbiamo assicurare la sicurezza dei nostri network. E i paesi o gli individui che organizzeranno cyberattacchi dovranno affrontare delle conseguenze e la condanna internazionale.

Tutto nasce quando Google, presente nel paese asiatico ormai da anni, critica e denuncia l’attacco ai suoi danni di hacker cinesi, i quali avrebbero violato le caselle gmail di alcuni utenti asiatici. Nei giorni successivi addirittura il Presidente Obama ha ricevuto una delegazione di Mountain View per capire meglio che tipo di attacco avrebbero subito i server di Google, e immediatamente dopo si sono attivate le prime procedure diplomatiche per saperne di più dal governo cinese. Questa settimana il discorso del Segretario di Stato ha duramente attaccato quelli che, secondo l’amministrazione americana, sono la seconda varietà di stati canaglia: ovvero quegli stati che non aprono alle libertà individuali le maglie interne di internet, ma fanno in modo di censurare quei contenuti ritenuti dannosi dal regime. Naturalmente la risposta cinese non si è fatta attendere:
Internet in Cina è aperta e la Cina è il Paese più attivo nello sviluppo di Internet, alla fine dell’anno scorso i netiziens cinesi hanno raggiunto la cifra di 384 milioni e ci sono 3,68 milioni di website, 180 milioni di blog. Gli Stati Uniti hanno criticato il modo in cui la Cina gestisce Internet e insinuato che essa ne restringe la libertà. Chiediamo agli Stati Uniti di rispettare i fatti e smettere di utilizzare la cosiddetta libertà su Internet per formulare accuse senza fondamento alla Cina. La Cina ha la sua situazione nazionale e le sue tradizioni culturali e gestisce Internet in accordo con le sue leggi e con le pratiche internazionali, esprimiamo la speranza che gli Usa rispettino gli impegni presi dai leader dei due Paesi per uno sviluppo delle relazioni tra loro.

Che in Cina esista un grande fratello censorio che controlla tutte le comunicazione del paese in rete è fuori di ogni dubbio, però andrebbe anche ricordato che Google, quando ha aperto i propri uffici a Pechino, ha accettato implicitamente ed esplicitamente il grande proxy cinese. Però, nel momento in cui è stato toccato un proprio servizio, Google ha fatto il diavolo a quattro perché questa pratica sarebbe diventata illegale. A Mountain View sapevano che la Cina non era la patria dei diritti civili, come sapevano che la Rete non era libera come potrebbe esserlo nei paesi occidentali, ma hanno accettato comunque di iniziare il rapporto di lavoro col governo cinese per amore dell’arricchimento personale. Naturalmente non è una scusante la mancanza di democrazia, ma non può esserlo nemmeno se la stessa anti-democrazia ti ostacola nel tuo lavoro.

Yahoo nel 2005 fece arrestare il dissidente Shi Tao consegnando i suoi dati sensibili alla polizia cinese, e facendolo così condannare a 10 anni di carcere per aver detto al mondo che il regime ha vietato ai giornali cinesi di parlare dei tragici fatti di Piazza Tiananmen; il professore di lettere Liu Xiaobo, aderente dal 1989 al movimento democratico studentesco, è stato arrestato a Natale dello scorso anno per aver pubblicato degli articoli su dei siti web stranieri e sul fatto che è stato uno dei primi firmatari di Carta 08, un documento che critica il Partito comunista cinese e chiede l’instaurazione in Cina di un sistema democratico.

È proprio questo che si dovrebbe denunciare, ma non lo si fa quando in ballo ci sono i soliti interessi economici. Adesso Google ha deciso di dire apertamente le cose come stanno, speriamo non sia il solito fuoco di paglia causato de lesa maestà e che, invece, sia il primo grande passo per l’abbattimento dell’ennesimo muro antidemocratico. Quello della libertà.

Traduttori online: Bing cresce, ma non troppo

Posted By redazione on settembre 16th, 2009

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Su Bing si possono effettuare ricerche in venti lingue diverse e recentemente la Microsoft ha integrato nel suo motore di ricerca anche le traduzioni in tutti gli strumenti collaterali che mette a disposizione degli utenti. Google supporta invece al momento cinquantuno lingue diverse.

Nonostante questo distacco abbastanza netto Bing sta crescendo di parecchio in popolarità tra gli utenti che utilizzano la rete quotidianamente. E mentre gli analisti osservano questo andamento in costante crescita del motore di ricerca di Redmond, è facile notare che le cose non vanno bene per Yahoo!.

Il servizio BabelFish di Yahoo! mette a disposizione degli utenti solamente tredici lingue e tra l’altro non è possibile effettuare traduzioni tra e verso qualsiasi lingua, ma sono disponibile solo delle combinazioni ben definite. Molti attribuiscono questo divario al recente accordo tra Microsoft e Yahoo!, che evidentemente limita le opportunità di azione di Yahoo!.

Accordo Microsoft – Yahoo! Le reazioni di Google

Posted By redazione on luglio 30th, 2009

microsoftyahoo«Yahoo e Microsoft hanno annunciato un accordo che migliorerà l’esperienza di ricerca sul Web per utenti ed inserzionisti e sosterrà l’innovazione nell’industria. In termini semplici, Microsoft potenzierà la ricerca Yahoo mentre Yahoo diventerà la forza esclusiva globale per le inserzioni di entrambe le compagnie». Con Queste parole Steve Ballmer annuncia ufficialmente la firma dell’accordo tra Microsoft e Yahoo!, una collaborazione che ha tra i suoi obiettivi quello di sfidare Google nel settore delle ricerche online.

Si tratta di una trattativa che andava avanti ormai da molti mesi e che adesso viene ufficializzata dalle due società. Microsoft e Yahoo possono così unirsi per dare vita ad un mercato pubblicitario comune che favorirà gli inserzionisti (i quali non dovranno rivolgersi esclusivamente ad un’unica azienda) e permetterà, nelle loro intenzioni, di dare del filo da torcere a Mountain View.

Questi i punti salienti dell’accordo: la collaborazione avrà una durata di dieci anni, Microsoft ha acquistato la licenza esclusiva sull’utilizzo delle tecnologie di ricerca di Yahoo e potrà integrarle nelle sue piattaforme online, Bing sarà la tecnologia di ricerca che sarà utilizzata sui siti di Yahoo, Yahoo gestirà la pubblicità nei portali comuni alle due società e trarrà benefici economici di circa 500 milioni ogni anno, risparmiando 200 milioni.

E mentre la borsa reagisce positivamente (almeno per Microsoft) facendo segnare un +1,5% per Redmond, Google scende già in campo con Marissa Mayer che, come spiegano i vertici, «guida le operazioni di gestione dei prodotti di ricerca dell’azienda: ricerca sul Web, immagini, notizie, libri, prodotti, mappe, Google Earth, Google Toolbar, Google Desktop, Google Health, Google Labs e molto altro».

Mayer ha spiegato che Google sta già cercando di capire come muoversi nei confronti di questa decisione. La divisione del mercato delle ricerche online in due sole aziende causa una situazione in cui non c’è più concorrenza, perché chiunque cercherebbe di fare meglio degli altri se fossero presenti più contendenti.

Kumo potrebbe arrivare entro una settimana

Posted By redazione on maggio 21st, 2009

visibilitaDopo l’introduzione di Wolfram Alpha anche Microsoft ha pensato bene di mettere in pratica tutto il lavoro effettuato finora nella realizzazione di Kumo, il nuovo motore di ricerca che rinnoverà Live Search, un servizio che purtroppo non ha avuto mai il successo che a Redmond speravano.

Il mercato dei motori di ricerca è quindi in costante sviluppo e movimento mai come in questo periodo. Si punta ad un rinnovamento generale dello stile e delle modalità con le quali si effettuano le query al database. I risultati, ormai è chiaro, nel futuro saranno semantici e non semplici raccolte di link.

Secondoil Wall Street Journal Kumo potrebbe essere rilasciato in beta a brevissimo tempo, forse entro la prossima settimana. Sarebbe un ulteriore passo in avanti nell’innovazione in questo campo, che Yahoo da tempo forse sottovaluta, come appare dagli accordi non riusciti con Microsoft, che vorrebbe puntare all’altra azienda proprio per quanto riguarda il settore delle ricerche online.

Su Yahoo e Live Search si cerca Google

Posted By redazione on maggio 2nd, 2009

motori-di-ricercaChissà che faccia avranno fatto i poveri sviluppatori Live Search alla notizia sui termini maggiormente ricercati sul motore di ricerca Microsoft. Pare infatti che la prima parola chiave cercata su Live Search, secondo l’azienda Hitwise, siano proprio “Google” e (in seconda posizione) “Yahoo”.

In pratica l’1,02% delle parole (per Google) e lo 0,6% di quelle (per Yahoo) cercate su Live Search è fatto da termini che reindirizzano agli altri motori di ricerca. Questo è un dato molto significativo, perché testimonia la diffidenza che gli utenti ancora nutrono nei confronti del motore di Microsoft, preferendo quindi passare ad un’altra piattaforma invece che continuare ad effettuare ricerche su Live Search.

Ma le cose non vanno certo bene nemmeno per Yahoo, che secondo le analisi della stessa società avrebbe tra le parole più cercate al primo posto “MySpace” e al secondo ovviamente “Google”.

Microsoft ci riprova con Yahoo!, contro Google

Posted By redazione on marzo 10th, 2009

Uno a uno. Si può ricominciare il match. Alla vostra destra, cari telespettatori, c’è Microsoft. Sulla parte sinistra del campo potete vedere i giocatori di Yahoo!. Solo fra qualche tempo, se mai accadrà, potremo sapere se si tratta di una vittoria, di una sconfitta per entrambi o addirittura di un pareggio, magari dopo un accordo con l’abitro.

Succede nell’infinita vicenda per un eventuale mai riuscito accordo tra Microsoft e Yahoo!. Le due società hanno ripreso a trattare proprio in questi giorni, dopo una pausa di qualche mese, dovuta anche ai recenti problemi attraversati da Yahoo, che è stata costretta a cambiare CEO, accogliendo Carol Bartz con molte speranze verso il futuro.

Microsoft ha contattato Yahoo con la speranza di contrastare Google nel campo delle ricerche online, il quale attualmente detiene ovviamente il primato in questo settore grazie al suo motore di ricerca e agli strumenti che offre ai navigatori di tutto il pianeta.

Chissà se il nuovo progetto per il motore di ricerca sviluppato da Microsoft, di nome Kumo, potrà rappresentare uno dei punti di forza di questa lotta contro Google.

Google, Microsoft e Yahoo! insieme per ripulire internet

Posted By redazione on febbraio 16th, 2009

I tre grandi colossi dell’informatica mondiale, Google, Yahoo e Microsoft hanno riunito le loro forze per un grande progetto dalle dimensioni colossali. L’obiettivo è quello di effettuare una sorta di pulizia della rete da tutto le pagine vecchie, i siti superflui e i dati ridondanti.

La mastodontica operazione di pulizia internazionale sarà effettuata dalle tre società con lo scopo di permettere a motori di ricerca e portali directory di mantenere aggiornate le proprie pagine in un modo più preciso e senza quei link che rappresentano solo una perdita di tempo per i visitatori.

Aspettiamo maggiori dettagli sull’iniziativa…

Yahoo acquisterà il New York Times?

Posted By redazione on gennaio 28th, 2009

Continuano le settimane movimentate per la storia di Yahoo!. Dopo l’annuncio del nuovo agguerrito capo dell’azienda, Carol Bartz, e dopo le recenti possibilità espresse dai vertici di poter vendere il reparto delle ricerche a Microsoft, adesso Yahoo! fa un’altra ipotesi: acquisire il New York Times.

Sembra quasi una bufala, ma l’eventualità che questo possa accadere è giustificata dall’attuale crisi per il settore dell’informazione attraverso la carta stampata, che ha colpito quotidiani e riviste in tutto il mondo e soprattutto negli Stati Uniti, dove dal 2002 ad oggi le vendite dei quotidiani sono calate di più dell’8% e quelle delle riviste di più del 6%.

Il nuovo CEO promette quindi di far parlare di sé e delle proprie mosse strategiche e abbastanza rivoluzionarie. Staremo a vedere se quest’ultima possibilità sia una decisione certa o si riveli l’ennesima voce infondata.

Microsoft e Yahoo! di nuovo insieme?

Posted By Luca on gennaio 21st, 2009

Nella telenovela Microsoft-Yahoo! c’è un colpo di scena che potrebbe portare ad un lieto fine. Dopo la recente elezione di Carol Bartz, i contatti tra l’azienda di Sunnyvale e di Redmond si sono di nuovo avvicinati, anche se non è sicuro che si parli di cessione.

Al momento gli incontri sono stati due, tutti e due informali e tutti due con protagonisti diversi. Se dalla parte di Microsoft c’è sempre Steve Ballmer, dalla parte di Yahoo! la prima volta c’era Roy Bostock, portavoce Yahoo!, solo la seconda volta era presente la neo-amministratrice delegata. Mentre il secondo incontro è più paragonabile ad una visita di cortesia per cogliere l’occasione di complimentarsi.

Il primo, invece, appare più interessante, in quanto si è parlato di proposte concrete per il futuro delle due compagnie, sia un accordo sia la cessione. La nuova volontà di riprendere le trattative non deve stupire, con il licenziamento di Jerry Yang, infatti, l’oppositore più tenace di degli accordi con Microsoft, non ci sono più ostacoli all’unione delle due compagnie.

Intanto emergono nuovi dettagli sul compenso stabilito per la nuova amministratrice di Yahoo!, per via del documento depositato presso il SEC. Il totale è di circa 19 milioni di dollari divisi tra 1 milione di compenso salariale, 8 milioni di sussidio annuale in azioni del gruppo e 10 milioni (25% cash e 75% in azioni) a compenso dei mancati introiti relativi al lavoro precedente.

Soldi che rappresentano un investimento, in quanto l’arduo compito di Carol sarà riportarel’azienda ai fasti di un tempo, in particolare riportare il valore delle azioni crollate a 10,50, mentre all’inizio della telenovela con Big M era 33.