Lassù, a 2000 anni luce, ci potrebbe essere qualcuno che ci osserva! E’ stato scoperto, grazie al lavoro di un gruppo di studiosi di diversi Stati del mondo, un nuovo sistema planetario dalle caratteristiche sorprendenti. E’ stata la sonda Keplero ad immortalarlo durante l’esplorazione dello spazio, e ha rivelato un sistema composto da una stella, [...]
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Riassunto: le news della settimana – 14/02/2010
Ecco la seconda puntata della rassegna delle notizie più degne di nota della settimana appena trascorsa. Abbiamo deciso di strutturare il riassunto in ordine cronologico, scegliendo una notizia rilevante per ognuno dei cinque giorni precedenti, da lunedì 8 a venerdì 12 febbraio.
Lunedì 8: Pirate Bay viene oscurato nel nostro Paese. La vicenda arriva a questa situazione dopo la decisione del Tribunale di Bergamo, che ha spiegato che i provider possono anche fare in modo di regolare attraverso appositi filtri le connessioni dirette al portale.
Martedì 9: Presentato Google Buzz, il nuovo modo, secondo Google, di vivere l’esperienza della posta elettronica. Le novità, tutte a base social, sono state introdotte all’interno di Gmail.
Mercoledì 10: Yahoo! introduce un servizio all’interno delle proprie caselle di posta elettronica che, sulla scia di quanto succede su Gmail dopo l’introduzione di Buzz, permetterà agli utenti di scegliere e mettere in evidenza i messaggi provenienti da contatti che riteniamo più importanti, per distinguerli dal resto.
Giovedì 11: Google introduce un servizio di Parental Control all’interno di YouTube. Viene applicato un filtro ai video che contengono tag sensibili e alcune parole vengono asteriscate.
Venerdì 12: Grande successo per la nuova edizione dell’iniziativa M’illumino di Meno, organizzata da Caterpillar, storica trasmissione radiofonica di Radio 2, che ha voluto anche quest’anno porre l’attenzione sulle tematiche relative al risparmio energetico. Nel 2008 durante la diretta radiofonica si è registrato, secondo la società Terna, un calo del fabbisogno di energia di ben 400 Megawatt.
Messaggio di fine anno del Presidente Napolitano
Vi abbiamo parlato ieri della novità che è stata lanciata nell’ultimo giorno del 2009 dalla Presidenza della Repubblica. Il Quirinale ha infatti aperto un canale ufficiale su YouTube all’interno del quale sono stati messi a disposizione diversi filmati relativi ad eventi e messaggi che hanno visto il Presidente Napolitano come protagonista.
Subito dopo il more potete vedere il video del tradizionale messaggio di fine anno che il Presidente ha tenuto nella serata di ieri a reti unificate.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=vBaEWj-kgIM[/youtube]
Il Quirinale su YouTube

Ansa
Oggi, in concomitanza con il consueto discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Quirinale ha deciso di aprire un canale video su YouTube e, naturalmente, pubblicare tutti i discorsi del Capo dello Stato compreso quello di stasera.
“Apriamo le porte del Quirinale ai tanti utenti dei nuovi media non solo per ampliare e rendere sempre più efficienti e moderni gli strumenti della nostra comunicazione ma anche per promuovere e favorire un rapporto sempre più stretto e trasparente con i cittadini. Le nuove tecnologie non conoscono né barriere né frontiere. Ci incontreremo in questo spazio per costruire, insieme, occasioni di partecipazione alla vita democratica”.
U2 in concerto
Su YouTube – e qui sotto – in streaming on demand il concerto di domenica scorsa di Bono & C. dal Rose Bowl di Los Angeles. È la prima volta che un evento del genere viene trasmesso online in diretta e on demand.
Buona visione!
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=V4QLFVrZ-fw[/youtube]
YouCube: YouTube al cubo
Stanchi di visualizzare gli “statici” video su YouTube? Da oggi abbiamo a disposizione un modo più divertente per passare qualche oretta a vedere filmati del noto portale. Si chiama YouCube, perché si tratta di un vero e proprio cubo che contiene in ogni faccia il video che scegliamo di inserire al suo interno.
Basta collegarsi al sito www.universaloscillation.com/youcube e, sulla parte sinistra della pagina, inserire gli url dei video che possiamo prendere direttamente da YouTube. A questo punto, dopo aver premuto invio, possiamo divertirci a ruotare il cubo e vedere i video che vogliamo in una veste sicuramente meno noiosa.
Naturalmente possiamo attivare l’audio per ogni video che vogliamo, uno alla volta, per evitare di ascoltare tutti i video contemporaneamente!
I Promessi Sposi in dieci minuti: spopola il video su YouTube
Nonostante le voci negative che circolano spesso nelle televisioni o sui giornali, a volte YouTube può essere veramente utile anche per la nostra cultura e per aiutare i ragazzi che studiano.
Sta spopolando sulla piattaforma di video sharing più famosa del mondo, ma anche attraverso infinite condivisioni su Facebook e su altri social network (e oggi in un articolo è stato ripreso dal quotidiano Epolis) un video di soli dieci minuti realizzato dagli Oblivion, che illustra l’immensa e per molti pesante storia di Renzo e Lucia.
I Promessi Sposi di Manzoni si trasformano in un breve video che promette di riassumere in pochi minuti le vicende dei due innamorati che tra peste e problemi sociali si ritrovano a non poter sposarsi, contro la loro volontà.
La vicenda è raccontata come fosse uno spettacolo teatrale e i pochi personaggi interpretano i protagonisti del romanzo parafrasando delle famosissime canzoni. Si tratta di un modo sicuro per imparare (a grandi linee, ovviamente) la storia, dato che, come è facile intuire, è più facile per la nostra mente che restino impresse in mente le scene quasi comiche di un gruppo di bravi attori che le pagine tutte uguali di un libro in trentotto capitoli.
Ecco il video, la cui visione è assolutamente consigliata:
Come scaricare video e audio da YouTube
Quante volte avremmo voluto avere a disposizione in qualsiasi momento sul nostro computer dei video che possiamo vedere su YouTube solo ovviamente in presenza di una connessione ad internet attiva? E quante volte avremmo voluto anche solo avere a disposizione l’audio di qualche brano musicale di cui abbiamo visto il video sul grande portale di video sharing?
Esistono moltissime utility per scaricare facilmente i video da YouTube, ma spesso le procedure sono macchinose e la maggior parte delle volte viene richiesto il download e l’installazione di software per prelevare o convertire i video scaricati. C’è però un portale che permette di fare tutto semplicemente incollando il link del video e confermando alcune opzioni.
Si chiama Media Converter e permette di scaricare, in pochi clic, i video di YouTube semplicemente indicandone il link e scegliendo da una lista il formato in cui si vuole convertirlo. In seguito viene immediatamente data la possibilità di scaricarlo.
Nel box della pagina iniziale vengono proposte tre opzioni: inserire un link prelevato da YouTube, caricare un video che si vuole convertire, esplorare YouTube cercando un video attraverso una casella di ricerca.
Se ad esempio scegliamo di inserire un link, basterà confermare la scelta premendo ok e ci verranno proposte le possibilità di conversione (video 3gp, 3g2, asf, avi, flv, m4v, mkv, mov, mp4, mpeg, ogg, rm, wmv, audio mp3, ogg, wav, wma). Basterà confermare la scelta e la conversione inizierà in modo del tutto automatico. Alla fine ci verrà proposto naturalmente di scaricare il file contenente il risultato finale.
La Cina non ha paura di internet
“Molta gente ha la falsa impressione che il governo cinese tema Internet. In effetti è esattamente l’inverso. Internet in Cina è aperto, ma ha bisogno di essere regolato dalla legge per prevenire il diffondersi di informazioni dannose per la sicurezza nazionale.”
Sono queste le parole di un portavoce del Ministro degli Esteri cinese, che mirano a tranquillizzare gli utenti cinesi della rete, spesso esposta a censure per evitare il diffondersi di informazioni contrarie alle opinioni governative.
L’annuncio arriva in seguito alle polemiche che vedrebbero molto probabilmente il popolare portale di video sharing YouTube bloccato dallo Stato da lunedì sera, dopo aver funzionato per un mese soltanto ad intermittenza.
YouTube: la Camera dei Deputati apre il suo canale video
La Camera dei Deputati ha aperto il suo canale ufficiale su YouTube. La scelta di aprire uno spazio dedicato alla politica italiana sul più famoso portale di video sharing al mondo non è stata casuale, anzi è dettata dalla voglia di aprire un dibattito ampio e sempre più coinvolgente fra gli internauti e gli esponenti delle istituzioni politiche, a cominciare dal Presidente della Camera Gianfranco Fini.
Fini ha commentato questa decisione affermando che nasce con la volontà “di far capire che il Parlamento non e’ il concentrato della negativita’. Non e’ vero che i giovani non amano la politica; e’ la politica che non si fa conoscere dai giovani”.
La Rete risponde
Mettiamo il caso che un utente che abbia un blog un giorno scrivesse ad esempio: “il Governo è contro i Rom“. Mettiamo pure il caso che il Governo non sia contro i Rom ma che ne abbia abbastanza dei misfatti di alcuni Rom e per questo fa delle leggi che, purtroppo, determinano l’odio contro tutta l’etnia rumena. Adesso mettiamo il caso che passasse l’art. 50-bis descritto nel disegno di legge 773 e diventi legge l’apologia di reato disegnata dal Senatore dell’UDC Gianpiero D’Alia.
Il primo e il terzo punto dell’apertura sono attinenti, il secondo va verso una ben precisa attuazione delle norme sulla sicurezza. Mi voglio soffermare sul primo e sul terzo punto: scrivere qualcosa di simile a il Governo è contro i Rom e il nuovo Emendamento D’Alia che presto potrebbe essere formalizzato dal Parlamento.
Soprattutto su quest’ultimo, si sono abbattuti sul Governo critiche da ogni dove, anche dall’estero: Bloomberg dice che “Facebook, la più grande rete sociale del mondo, si sono detti preoccupati che in Italia ci sia una proposta di legge che obblighi i provider Internet a bloccare l’accesso ai siti Web che incitano o giustificano il comportamento criminale: è come bloccare tutta la linea ferroviaria perché in una stazione ci sono dei graffiti sconvenienti“. The Standard scrive che: “un portavoce di Google, venerdì ha avvertito che questa proposta di legge costringerebbe i provider internet italiani a bloccare l’accesso a siti Web che incitano o giustificano il comportamento criminale, e ciò potrebbe minacciare la libertà di espressione e di fatto dimostra inattuabile la pratica“. Marco Pancini, responsabile Google Italia, ad Arnnet.com afferma: “Non ho idea di cosa accadrà se questo disegno di legge verrà approvato. Ci sono già a livello europeo norme che disciplinano il commercio on-line, che sono state introdotte dopo consultazioni con le parti interessate. La presente legge non risolverà il problema e le sue conseguenze sono difficili da prevedere“, e continua dicendo che “La legge riguarda tutte le piattaforme di hosting Internet che ospitano contenuti generati dagli utenti. La nostra preoccupazione è del suo possibile effetto sull’intero ecosistema Internet“.
Dal lato italiano la presa di posizione più dura viene da Articolo21: “Il Senatore Gianpiero D’Alia, con il suo emendamento si prepara a mettere il bavaglio alla rete. Andrebbe ricordato che il reato di apologia e di istigazione a delinquere, è già previsto e punito dal codice penale, quindi chiunque ne venga accusato, viene processato, e se colpevole, condannato. Ovvio che il fine non quello, ma è di limitare la libertà di espressione e di opinione in rete“.
Anna Masera su La Stampa intervista Antonio Di Pietro, leader dell’IdV, nell’intervista e sul suo blog, spiega che «L’emendamento avvia “la repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo Internet”. Nei fatti, se approvato, permetterà di reprimere la libertà di espressione e di opinione in Rete. Il reato di apologia e istigazione a delinquere è già previsto e punito dalla legge, chiunque ne venga accusato oggi viene processato e, se colpevole, condannato. D’Alia e i suoi mandanti non vogliono attendere il processo, né la sentenza, vogliono emettere subito il verdetto di colpevolezza obbligando i provider ad oscurare da subito il sito. Poi, chi se ne frega del processo».
Beppe Grillo si scaglia contro l’emendamento considerando l’Italia alla stregua della Cina: “[D'Alia, N.d.R.] ha proposto un emendamento che obbligherà i provider a oscurare siti, blog o social media come YouTube e Facebook su richiesta del ministero degli Interni per reati di opinione, ad esempio un filmato o un gruppo che invitano a non osservare una legge considerata ingiusta. Senza nessuna sentenza della magistratura. Questo, oggi, avviene solo in Cina. In una dittatura“.
Intervistato da Gilioli dell’Espresso (a specifica domanda: «lei è conscio del fatto che se in Italia si chiudono YouTube e Facebook siamo peggio della Birmania?»), il Senatore D’Alia ha risposto: “sì, Facebook potrebbe essere chiuso in Italia se non interverrà sui gruppi che dispongono apologia di reato; sì, YouTube potrebbe essere chiuso se non censurasse video segnalati dalle autorità“. Candido e chiaro!
Di certo noi italiani siamo portatori sani di una malattia chiamata “fatta la legge, nasce l’inganno”, quindi ci potremmo aspettare un repentino cambio di marcia su questo emendamento, però da quello che si legge sia in Rete che su carta la cosa rimane molto difficile. Vedremo.


